Campeggiare significa entrare, anche solo per una notte, in un ambiente che non è stato progettato per accogliere tende, fornelli, rifiuti e gruppi di persone. Una piazzola apparentemente innocua può danneggiare la vegetazione, un fuoco può lasciare tracce per anni e un avanzo di cibo può modificare il comportamento degli animali selvatici. Anche gli impatti più piccoli, se ripetuti da molti escursionisti, possono diventare significativi.
Il principio Leave No Trace nasce proprio da questa consapevolezza: vivere un’esperienza all’aperto cercando di lasciare l’ambiente nelle stesse condizioni in cui lo si è trovato, o comunque riducendo al minimo le conseguenze della propria presenza.
Non significa soltanto portare via i propri rifiuti. Significa scegliere con attenzione dove montare la tenda, evitare di danneggiare la vegetazione, gestire correttamente acqua e cibo, limitare l’uso del fuoco, rispettare la fauna e sapere come lasciare il luogo al termine del campeggio.
In questa guida vediamo come applicare concretamente i principi Leave No Trace durante un campeggio, dalla preparazione della partenza fino al momento in cui si smonta la tenda e si lascia l’area. Per chi campeggia in Italia, distingueremo inoltre le buone pratiche ambientali dalle regole e dai divieti previsti dalle singole aree, perché ridurre il proprio impatto non significa automaticamente essere autorizzati a campeggiare ovunque.
Che cos’è il Leave No Trace
Il Leave No Trace è un insieme di principi pensati per aiutare chi frequenta gli ambienti naturali a ridurre l’impatto delle proprie attività. Il concetto nasce negli Stati Uniti nell’ambito della gestione delle aree naturali e si è progressivamente diffuso anche in altri Paesi.
L’idea di fondo è semplice: godersi la natura senza modificarla più del necessario. Questo riguarda molto più dei rifiuti. La scelta del luogo in cui montare la tenda, il modo in cui si gestiscono acqua e alimenti, l’utilizzo del fuoco e persino il rumore possono lasciare conseguenze sull’ambiente.
I principi Leave No Trace forniscono quindi un criterio pratico per prendere queste decisioni prima, durante e dopo un’uscita. Nel campeggio diventano particolarmente importanti perché la permanenza prolungata in un luogo concentra diversi possibili impatti nello stesso spazio.

Pianifica e preparati
Ridurre l’impatto di un campeggio comincia prima ancora di arrivare sul posto. Una buona preparazione permette di evitare errori, ridurre ciò che si porta con sé e soprattutto conoscere in anticipo le condizioni e le regole dell’area che si intende frequentare.
Prima di partire è utile verificare:
- le regole dell’area: in Italia le possibilità di campeggiare, accendere fuochi, raccogliere legna o accedere a determinate zone possono variare tra comuni, parchi, riserve e altre aree protette;
- le condizioni meteorologiche: pioggia, vento, caldo e temperature notturne influenzano sia la sicurezza sia la scelta dell’attrezzatura e del luogo di campeggio;
- il terreno e l’ambiente: conoscere in anticipo il tipo di area permette di evitare zone particolarmente fragili o inadatte a essere frequentate;
- la quantità di cibo e acqua necessaria: portare il necessario riduce peso, sprechi e imballaggi;
- l’attrezzatura: una tenda adatta alle condizioni previste, un sistema per cucinare e un modo affidabile per gestire l’acqua aiutano a evitare soluzioni improvvisate che possono aumentare l’impatto sull’ambiente.
Anche la scelta del gruppo conta. Più persone utilizzano lo stesso spazio, maggiore può essere la pressione sulla vegetazione, sul terreno e sulle risorse disponibili. Per questo, quando possibile, è preferibile distribuire i campeggiatori su aree già predisposte o utilizzare spazi sufficientemente grandi senza creare nuovi punti di sosta.
Prepararsi bene significa anche sapere quando cambiare programma. Se un’area è già molto frequentata, le condizioni sono problematiche o le regole locali non consentono il campeggio previsto, spostarsi o rinunciare all’uscita è parte dello stesso principio: l’ambiente viene prima della necessità di portare a termine il proprio itinerario.
Scegli superfici resistenti
Dove montare la tenda non è soltanto una questione di comodità. La superficie scelta determina anche quanto il campeggio può danneggiare il terreno e la vegetazione.
Quando è possibile campeggiare legalmente, è preferibile utilizzare superfici già resistenti al passaggio e alla permanenza delle persone, come aree di campeggio predisposte, terreno nudo, roccia, ghiaia o altri spazi già fortemente utilizzati. In questo modo si evita di creare nuove tracce e di danneggiare piante e suolo.
Al contrario, è meglio non montare la tenda direttamente su:
- prati con vegetazione integra;
- fiori e altre piante delicate;
- muschio e licheni;
- zone umide o acquitrinose;
- terreni particolarmente friabili o soggetti a erosione;
- aree dove il passaggio delle persone potrebbe danneggiare habitat fragili.
Non creare una nuova piazzola
Un errore comune consiste nel modificare il terreno per rendere più comodo il posto in cui dormire. Spostare pietre, tagliare rami, scavare il terreno o rimuovere la vegetazione può sembrare poco significativo, ma contribuisce a rendere permanente una presenza che dovrebbe essere temporanea.
La regola pratica è semplice: adatta la tenda al terreno, non il terreno alla tenda.
Anche quando si trova una superficie apparentemente adatta, è utile osservare i segni lasciati dai precedenti frequentatori. Una zona già utilizzata può essere preferibile a un’area naturale intatta, perché concentrare l’impatto in un punto limita la formazione di nuove piazzole.
Mantieni le distanze dall’acqua
Fiumi, torrenti, laghi e altre fonti d’acqua sono particolarmente sensibili alla presenza umana. Non bisogna quindi scegliere automaticamente il posto più vicino all’acqua solo perché offre una vista migliore o rende più comodo rifornirsi.
Oltre alle eventuali distanze minime previste dalle norme locali, è buona pratica mantenere una distanza adeguata dai corsi d’acqua e dalle loro sponde, sia per proteggere la vegetazione sia per ridurre il rischio di contaminazione.
La stessa attenzione vale per le aree frequentate dalla fauna selvatica. Una posizione apparentemente isolata potrebbe trovarsi vicino a un punto di passaggio, di abbeverata o di alimentazione degli animali.
Lascia il posto come l’hai trovato
Prima di montare la tenda, osserva l’area per qualche minuto. Se il luogo presenta vegetazione fragile, segni evidenti di erosione o altri elementi che potrebbero essere danneggiati dalla permanenza, è meglio cercare un’alternativa.
Al momento della partenza, controlla inoltre che la superficie non sia stata alterata e che non siano rimasti rifiuti, corde, picchetti o altri oggetti.
L’obiettivo non è trovare il posto perfetto, ma scegliere quello che può sopportare meglio la presenza del campeggiatore.
Smaltisci correttamente i rifiuti
Nel campeggio, non lasciare rifiuti nell’ambiente è la regola più evidente del Leave No Trace, ma non è l’unica. Anche ciò che sembra naturale o trascurabile può alterare un ambiente se viene abbandonato con frequenza.
Il principio fondamentale è “pack it in, pack it out”: tutto ciò che porti con te deve essere riportato indietro. Non bisogna quindi contare sulla presenza di cestini, raccogliere soltanto i rifiuti più evidenti o considerare biodegradabile ciò che potrebbe essere smaltito diversamente.
Riduci i rifiuti prima di partire
Il modo più semplice per produrre meno rifiuti è non portarli con sé.
Quando prepari il cibo per un campeggio, puoi ridurre gli imballaggi eliminando confezioni superflue e trasferendo, quando opportuno, gli alimenti in contenitori riutilizzabili. Anche scegliere prodotti con meno imballaggi significa avere meno materiale da trasportare e successivamente smaltire.
Questo è particolarmente importante durante un campeggio itinerante: ogni rifiuto deve essere trasportato nello zaino fino al successivo punto in cui può essere smaltito correttamente.
Non lasciare rifiuti organici
Un avanzo di pane, frutta o altri alimenti può sembrare innocuo perché è biodegradabile. Tuttavia, biodegradabile non significa privo di impatto.
Gli alimenti lasciati nell’ambiente possono attirare animali, modificare le loro abitudini alimentari e aumentare la presenza di fauna in luoghi frequentati dalle persone. Per questo è preferibile non lasciare mai avanzi di cibo e riportare con sé ciò che non viene consumato.
Lo stesso principio vale per bucce, gusci e altri scarti alimentari: il fatto che provengano dalla natura non significa che sia opportuno abbandonarli ovunque.
Attenzione ai piccoli rifiuti
Alcuni dei rifiuti più facili da perdere sono anche quelli che tendiamo a considerare insignificanti: fascette, frammenti di plastica, etichette, fazzoletti, salviette, mozziconi e piccoli pezzi di imballaggio.
Prima di lasciare il campeggio è quindi utile fare un controllo accurato dell’area, anche intorno alla tenda e al punto in cui si è cucinato. Una breve ispezione finale permette di individuare ciò che può essere sfuggito durante la permanenza.
E i rifiuti biodegradabili?
Non bisogna utilizzare il termine “biodegradabile” come sinonimo di “si può lasciare in natura”. I tempi di degradazione dipendono dal materiale e dalle condizioni ambientali, mentre un rifiuto può continuare a essere problematico anche durante il processo di decomposizione.
La scelta più sicura è semplice: se hai portato qualcosa dentro l’area di campeggio e non l’hai consumato, utilizzato o smaltito correttamente, riportalo fuori con te.
Il principio Leave No Trace non consiste quindi nel lasciare soltanto un luogo apparentemente pulito. Significa evitare che la propria presenza introduca nell’ambiente materiali, alimenti o sostanze che prima non c’erano.

Riduci l’impatto del fuoco
Il fuoco può avere un impatto molto maggiore di quanto sembri. Oltre al rischio di incendio, una fiamma può danneggiare il terreno, lasciare cenere e residui di combustione e richiedere la raccolta di legna dall’ambiente circostante.
Per questo, quando il fuoco è consentito, la scelta più rispettosa è utilizzarlo solo quando è realmente necessario. Per cucinare, ad esempio, un fornello da campeggio permette generalmente di preparare i pasti senza creare un focolare e senza modificare il terreno.
Prima di accendere un fuoco, verifica che sia consentito
Le regole sul fuoco possono cambiare in base al luogo, alla stagione e alle condizioni meteorologiche. In alcune aree può essere vietato completamente, mentre in altre può essere consentito soltanto in strutture predisposte o a determinate condizioni.
Il fatto di trovarsi in un’area apparentemente isolata non significa quindi che sia possibile accendere un fuoco. Divieti locali, periodi di elevato rischio di incendio e regolamenti delle aree protette devono sempre essere rispettati.
Evita di creare nuovi focolari
Quando il fuoco è consentito e non esiste una struttura predisposta, è importante evitare di creare nuove aree permanentemente alterate. Un focolare può lasciare segni sul terreno e diventare un punto utilizzato successivamente da altri campeggiatori.
Non è inoltre una buona pratica raccogliere grandi quantità di legna dall’ambiente circostante. Rami, tronchi e materiale vegetale fanno parte dell’ecosistema e possono avere un ruolo per il suolo e per numerosi organismi.
Non lasciare tracce del fuoco
Un fuoco non deve mai essere lasciato incustodito. Al termine, deve essere completamente spento e bisogna assicurarsi che non rimangano braci ancora attive.
Anche dopo lo spegnimento, il focolare non dovrebbe diventare un accumulo permanente di cenere, carboni e residui. L’obiettivo è evitare che il campeggio lasci una nuova traccia visibile nell’ambiente. In condizioni di vento forte o vegetazione secca, la scelta più responsabile è rinunciare completamente al fuoco e utilizzare un fornello o un’altra soluzione a basso impatto.
Per approfondire quando il fuoco è consentito, quali sono i principali rischi e quali alternative utilizzare, dedicheremo una guida specifica al tema del campeggio e del fuoco.
Rispetta la fauna selvatica
Campeggiare significa entrare temporaneamente nell’habitat di numerose specie. Anche senza volerlo, la presenza umana può disturbare gli animali, soprattutto quando il campeggio comporta rumore, luce, odori e disponibilità di cibo.
L’obiettivo non è evitare completamente ogni incontro con la fauna selvatica, ma fare in modo che gli animali non modifichino il loro comportamento a causa della nostra presenza.
Non avvicinarti agli animali
Osservare un animale da lontano è molto diverso dall’avvicinarsi per fotografarlo o cercare di attirare la sua attenzione. La distanza deve essere sufficiente a permettergli di continuare le proprie attività.
Non bisogna inseguire gli animali, toccarli o cercare di attirare la loro attenzione con cibo, rumori o richiami. Se un animale cambia direzione, interrompe quello che stava facendo o appare agitato dalla nostra presenza, è un segnale che ci stiamo avvicinando troppo.
Particolare attenzione va prestata durante i periodi in cui gli animali sono più vulnerabili, ad esempio durante la riproduzione o quando sono presenti cuccioli.
Non dare mai cibo agli animali
Un animale selvatico che trova facilmente del cibo vicino a un campeggio può imparare ad associare la presenza delle persone alla possibilità di procurarsi alimenti.
Questo può portarlo a frequentare con maggiore assiduità le aree di campeggio e, nel tempo, a perdere parte della naturale diffidenza nei confronti dell’uomo. Per questo non bisogna mai lasciare intenzionalmente cibo agli animali né alimentarli direttamente.
Anche gli avanzi lasciati sul terreno possono avere lo stesso effetto. Il cibo e i rifiuti devono quindi essere conservati e gestiti in modo da non diventare una fonte di attrazione per la fauna.
Gestisci correttamente cibo e odori
La gestione degli alimenti diventa particolarmente importante quando si trascorre la notte in natura. Durante il campeggio è opportuno mantenere il cibo ordinato e protetto e non lasciare all’aperto pentole, confezioni o avanzi dopo aver cucinato.
Anche i prodotti utilizzati per l’igiene personale possono produrre odori che attirano alcuni animali. È quindi preferibile utilizzarli lontano dalle aree in cui si mangia e conservarli correttamente.
Riduci rumore e luce durante la notte
La fauna selvatica è attiva anche quando il campeggiatore dorme. Musica ad alto volume, conversazioni rumorose e illuminazione intensa possono disturbare gli animali presenti nelle vicinanze.
Durante la notte è quindi buona pratica limitare il rumore e utilizzare soltanto la luce necessaria, evitando di illuminare continuamente l’ambiente circostante.
Rispettare la fauna significa, in definitiva, ricordarsi che il campeggio è una presenza temporanea: siamo noi a trovarci nel loro ambiente, non il contrario.
Lascia ciò che trovi
La natura non è un luogo da modificare per rendere più comodo il proprio campeggio. Pietre, rami, piante, fiori, conchiglie e altri elementi presenti nell’ambiente fanno parte dell’ecosistema e dovrebbero rimanere dove si trovano.
Durante un’uscita è quindi buona pratica osservare senza raccogliere e utilizzare senza alterare. Anche un piccolo gesto, se ripetuto da migliaia di persone, può trasformarsi in un impatto significativo.
Non raccogliere piante, fiori e altri elementi naturali
Evitare di raccogliere fiori, piante, legna, rocce o altri elementi naturali non significa soltanto proteggere ciò che è raro o particolarmente bello. Molti di questi elementi svolgono una funzione all’interno dell’ecosistema.
Un fiore lasciato sul terreno può produrre semi, un ramo caduto può diventare rifugio o nutrimento per piccoli organismi e un tronco in decomposizione può ospitare numerose forme di vita.
Per questo è meglio lasciare nell’ambiente ciò che si trova nell’ambiente, anche quando si tratta di qualcosa che sembra privo di utilità.
Non modificare il terreno per il proprio campeggio
Lo stesso principio vale per l’area in cui si decide di dormire. Non è necessario spostare pietre, tagliare rami, scavare il terreno o eliminare la vegetazione per creare una piazzola più comoda.
Se la superficie non è adatta alla propria tenda, è preferibile cercare un altro punto piuttosto che trasformare quello esistente.
Evita di costruire strutture
Muretti di pietre, sedute improvvisate, ripari costruiti con rami e altre piccole strutture possono sembrare innocue, soprattutto quando vengono lasciate da un solo campeggiatore.
Il problema nasce quando queste modifiche si accumulano. Una struttura lasciata sul posto può incoraggiare altri visitatori a utilizzarla o ad ampliarla, trasformando progressivamente un’area naturale. Quando non sono necessarie per la sicurezza o previste dalla gestione dell’area, è quindi meglio non costruire né modificare strutture naturali.
Anche le tracce culturali vanno rispettate
Il principio non riguarda soltanto gli elementi naturali. In montagna e nelle aree rurali si possono incontrare vecchi manufatti, muretti a secco, costruzioni abbandonate, incisioni o altri segni della presenza umana.
Anche in questo caso è importante non spostare, danneggiare o portare via nulla. Alcuni di questi elementi possono avere un valore storico o culturale oltre che paesaggistico. Lasciare ciò che trovi significa permettere a chi arriverà dopo di trovare lo stesso ambiente che hai trovato tu.
Rispetta gli altri visitatori
Un ambiente naturale è condiviso con altre persone. Escursionisti, altri campeggiatori, abitanti della zona e gestori dell’area possono avere esigenze diverse dalle nostre. Ridurre il proprio impatto significa quindi anche evitare che la propria presenza renda meno piacevole l’esperienza degli altri.
Riduci rumore e disturbo
La tranquillità è parte dell’esperienza di molti ambienti naturali. Musica ad alto volume, conversazioni rumorose, generatori e altre fonti di rumore possono disturbare sia gli altri campeggiatori sia la fauna.
Durante la sera e soprattutto nelle ore notturne è quindi opportuno mantenere un volume contenuto e utilizzare soltanto ciò che è realmente necessario.
Rispetta gli spazi degli altri
Quando si campeggia in un’area frequentata da altre persone, è importante evitare di occupare più spazio del necessario o di posizionarsi troppo vicino ad altre tende.
Anche la scelta del luogo può influenzare l’esperienza altrui: montare la tenda direttamente accanto a un sentiero, davanti a un punto panoramico o in prossimità di una zona di passaggio può creare un ostacolo e ridurre la fruibilità dell’area.
Lascia libero il passaggio
Sentieri, accessi, fonti d’acqua e altre aree di uso comune devono rimanere accessibili. Corde della tenda, attrezzatura, zaini e altri oggetti non dovrebbero occupare inutilmente i passaggi.
Lo stesso vale per le aree utilizzate dagli abitanti locali o per attività tradizionali: il fatto di trovarsi in un ambiente naturale non significa che quello spazio sia privo di altri utilizzatori.
Rispetta le regole dell’area
Cartelli, indicazioni dei gestori, sentieri autorizzati, zone interdette e altre prescrizioni non sono semplici suggerimenti. Fanno parte della gestione dell’ambiente e servono anche a distribuire e limitare l’impatto dei visitatori.
Seguire le regole significa quindi contribuire alla conservazione dell’area anche quando non è immediatamente evidente il motivo di una determinata restrizione.

Lascia agli altri la stessa esperienza
Uno dei principi più semplici del Leave No Trace può essere riassunto in una domanda: il mio comportamento impedisce a qualcun altro di vivere questo luogo come l’ho trovato io?
Se la risposta è sì, vale la pena modificare il proprio comportamento. Un campeggio ben organizzato non dovrebbe lasciare soltanto un ambiente fisicamente intatto, ma anche permettere a chi arriva dopo di trovare tranquillità, accessibilità e libertà di godersi il luogo.
Leave No Trace in pratica: una notte in campeggio
I principi Leave No Trace possono sembrare astratti se considerati uno alla volta. Diventano molto più semplici da applicare quando li si porta dentro una situazione concreta.
Immaginiamo un campeggio di una notte in un’area naturale, dove il campeggio è consentito.
Prima di partire
La preparazione comincia a casa. Si controllano le regole dell’area, le previsioni meteorologiche e le eventuali restrizioni temporanee. Si prepara soltanto il cibo necessario, riducendo gli imballaggi superflui e organizzando l’attrezzatura in modo da non dover improvvisare una volta arrivati.
Se il programma prevede di cucinare, si porta un fornello invece di fare affidamento sul fuoco, soprattutto quando quest’ultimo non è necessario o potrebbe essere vietato.
All’arrivo
Una volta raggiunta l’area, non si sceglie automaticamente il punto con la vista migliore. Si osserva il terreno e si cerca una superficie già resistente al passaggio, evitando vegetazione fragile, zone umide e aree che potrebbero essere particolarmente sensibili.
La tenda viene montata senza spostare pietre, tagliare rami o modificare il terreno.
Prima di sistemarsi è inoltre utile osservare l’ambiente circostante: potrebbero esserci sentieri, punti di passaggio, zone frequentate dagli animali o altri spazi che è meglio non ostacolare.
Durante la cena
Il cibo viene preparato utilizzando il fornello e non viene lasciato incustodito all’esterno.
Gli avanzi vengono conservati e non gettati nel terreno. Anche bucce, gusci e altri scarti organici vengono riportati con sé, perché possono attirare animali e alterarne il comportamento.
Pentole, stoviglie e residui di cibo vengono gestiti lontano dalle fonti d’acqua e senza disperdere nell’ambiente sostanze o alimenti.
Durante la notte
Dopo aver sistemato il necessario, il campeggio dovrebbe diventare il più discreto possibile. Si riduce il rumore, si evita di illuminare inutilmente l’ambiente e si lascia alla fauna lo spazio per muoversi senza essere disturbata. Non si lascia cibo sparso intorno alla tenda e non si cerca di avvicinare o fotografare da vicino eventuali animali presenti.
Al mattino
Prima di smontare la tenda, si controlla l’area circostante. Piccoli pezzi di plastica, fascette, frammenti di imballaggio, fazzoletti o altri oggetti possono essere facilmente sfuggiti durante la sera.
Si raccolgono tutti i propri rifiuti e si controlla anche il terreno sotto e intorno alla tenda. Non dovrebbe rimanere nulla che non fosse già presente prima dell’arrivo.
Prima di andare via
Una volta raccolta tutta l’attrezzatura, si fa un’ultima ispezione dell’area.
La domanda da porsi è semplice:
“Se qualcuno arrivasse qui tra un’ora, capirebbe che ho campeggiato?”
Se la risposta è no, o comunque l’impatto è stato ridotto al minimo possibile, il principio Leave No Trace è stato applicato correttamente.
Non si tratta di rendere il campeggio completamente privo di impatto — cosa praticamente impossibile — ma di evitare danni inutili e lasciare la minor traccia possibile della propria presenza.
Checklist Leave No Trace
Prima di lasciare il campeggio, bastano pochi minuti per controllare di non aver dimenticato nulla e di non aver lasciato tracce evitabili della propria presenza.
Prima di partire da casa
- Ho verificato che il campeggio sia consentito nell’area?
- Conosco eventuali divieti o restrizioni temporanee?
- Ho portato soltanto il cibo e l’acqua necessari?
- Ho ridotto al minimo gli imballaggi?
- Ho un sistema adeguato per cucinare e gestire i rifiuti?
Durante il campeggio
- Ho scelto una superficie resistente senza danneggiare la vegetazione?
- Ho evitato di modificare il terreno?
- Ho mantenuto una distanza adeguata da corsi d’acqua e aree sensibili?
- Ho conservato correttamente cibo e rifiuti?
- Ho evitato di attirare o disturbare gli animali?
- Ho limitato rumore e illuminazione durante la notte?
- Ho evitato di raccogliere piante, legna, rocce o altri elementi naturali?
- Ho utilizzato il fuoco soltanto se consentito e necessario?
Prima di andare via
- Ho raccolto tutti i miei rifiuti?
- Ho controllato anche sotto e intorno alla tenda?
- Ho raccolto piccoli frammenti di plastica, carta, fascette e altri materiali?
- Ho riportato con me eventuali avanzi di cibo?
- Ho spento completamente il fuoco, se ne ho acceso uno?
- Ho lasciato intatte le piante e il terreno?
- Ho rimosso tutta la mia attrezzatura?
- Ho lasciato libero il passaggio per altri visitatori?
L’ultima domanda da porsi è sempre la stessa:
Se nessuno mi avesse visto arrivare, sarebbe comunque evidente che qui ho campeggiato?
Più la risposta si avvicina al “no”, più ci siamo avvicinati allo spirito del Leave No Trace.

Leave No Trace e campeggio in Italia
Il Leave No Trace offre un insieme di principi per ridurre l’impatto delle attività all’aperto, ma non stabilisce dove sia possibile campeggiare. Rispettare l’ambiente e rispettare la legge sono due aspetti distinti e devono essere considerati entrambi.
In Italia le possibilità di campeggiare possono essere soggette a disposizioni nazionali, regionali e locali, oltre alle regole specifiche delle aree protette. La legge quadro sulle aree protette, ad esempio, prevede un particolare regime di tutela per i territori di rilevante valore naturalistico e ambientale e affida la gestione delle aree protette anche alla definizione di attività ricreative compatibili.
Prima di piantare una tenda è quindi necessario verificare le disposizioni applicabili alla zona interessata: un comportamento a basso impatto non rende automaticamente autorizzata la permanenza. Questo vale anche per il fuoco, la raccolta di legna, l’accesso a determinate aree e altre attività che possono essere disciplinate da regolamenti specifici.
Per capire dove e in quali condizioni è possibile fare campeggio libero in Italia, è quindi necessario consultare le regole della zona e gli eventuali divieti applicabili. Il Leave No Trace entra in gioco subito dopo: una volta stabilito che possiamo fermarci in un determinato luogo, ci aiuta a capire come farlo riducendo il più possibile le conseguenze della nostra presenza.
In definitiva, campeggiare responsabilmente significa unire le due cose: rispettare le regole dell’area e lasciare il minor impatto possibile sull’ambiente.
