Il lago di Scanno non ha la forma di un cuore.
Guardalo da satellite, guardalo dalle cartine geografiche, guardalo dall’alto con un drone — non vedrai nessun cuore. Vedrai un lago irregolare come tutti i laghi, con le sue anse e i suoi contorni accidentati.
Poi sali sul Colle di Sant’Egidio, raggiungi il belvedere, ti giri di novanta gradi verso sinistra — e il cuore appare. Perfetto, simmetrico, impossibilmente preciso, come se qualcuno avesse ritagliato lo specchio d’acqua con un compasso. Dura il tempo di stare fermi in quel punto esatto.
È la lezione che la montagna vuole insegnare: la realtà dipende dal punto da cui la guardi.
Dati rapidi
Dove: Scanno (AQ), Abruzzo — Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
Partenza principale: Rive del Lago di Scanno (parcheggio a pagamento)
Partenza alternativa: Borgo di Scanno (Via della Pineta)
Tipo: Anello (con i due percorsi) o A/R
Lunghezza: ~4 km (A/R dal lago) — ~8 km (anello completo)
Dislivello: circa 250 m
Quota partenza: circa 922 m
Quota belvedere: circa 1.148 m
Tempo: 1 ora (A/R breve) — 3-4 ore (anello completo)
Difficoltà: T/E (Turistico-Escursionistico) — facile
Bambini: Sì, dai 6-7 anni — zaino porta-bimbo per i più piccoli
Parcheggio: A pagamento sulle rive del lago
Tutto l’anno: Sì — in inverno verificare le condizioni

Una frana, un fiume e un cuore
Prima che il sentiero esistesse, prima che il belvedere fosse costruito, prima ancora che Scanno diventasse quello che è oggi, c’era una montagna instabile e un fiume che scorreva in una valle stretta.
Il Lago di Scanno non è un lago naturale nel senso comune del termine. Non è un lago glaciale, non è un bacino vulcanico, non è l’accumulo di acque piovane. È il risultato di una frana gigantesca — una delle più grandi dell’Appennino centrale — che si staccò dal Monte Genzana in epoca preistorica e ostruì completamente il corso del fiume Tasso. L’acqua non trovò più sbocco, cominciò ad accumularsi, e nel corso di secoli o millenni riempì la conca formando il lago.
La morfologia irregolare di quella frana — i massi, i detriti, le colate di terra che si depositarono in modo caotico sul fondovalle — è la ragione per cui, vista da una certa angolazione, il profilo del lago disegna quella curva che da un punto preciso del Colle di Sant’Egidio diventa un cuore.
Il cuore di Scanno è il lascito involontario di un disastro geologico.
1657: la peste e l’eremo
A metà del sentiero, dove i due percorsi si incontrano prima di salire al belvedere, si trova l’Eremo di Sant’Egidio — una piccola chiesa in stile romanico rurale costruita sul Colle omonimo.
Non si conosce la data esatta della sua costruzione. Ma si conosce la data della sua dedica: 1657. Un’iscrizione scolpita nell’architrave lo documenta — quell’anno, la popolazione di Scanno dedicò la chiesa a Sant’Egidio come atto di gratitudine.
Sant’Egidio era un monaco benedettino vissuto nell’VIII secolo, particolarmente invocato nel Medioevo contro tre mali: il delirio della febbre, la paura e la peste. Nel 1657 la Penisola era ancora devastata dalla grande epidemia di peste che tra il 1656 e il 1658 uccise centinaia di migliaia di persone nel Sud e nel Centro Italia — Napoli perse metà della sua popolazione in pochi mesi. Scanno scampò, o scampò meglio di altri. In segno di ringraziamento, gli abitanti dedicarono la chiesa al santo protettore.
L’eremo che oggi trovi a metà del Sentiero del Cuore non è una curiosità architettonica — è un ex voto collettivo. Una comunità che sopravvisse a qualcosa e lo incise nella pietra per non dimenticare.
I due percorsi: quale scegliere
Il Sentiero del Cuore ha due accessi principali che si incontrano all’Eremo di Sant’Egidio e proseguono insieme fino al belvedere.
Percorso dal Lago — è quello più frequentato e più selvaggio. L’imbocco si trova poco prima del grande parcheggio a pagamento sulle rive del lago, ben segnalato. È più lungo e con tratti più irregolari, più immerso nel bosco. Le recensioni su Tripadvisor lo descrivono unanimemente come “più impegnativo” rispetto all’alternativa da Scanno — non molto, ma sensibilmente.
Percorso dal Borgo di Scanno — parte da Via della Pineta, nel centro storico. È leggermente più breve e con pendenza più regolare. Si trova la fontana e il cartello dell’inizio del sentiero vicino a un pannello illustrativo su Sant’Egidio. Meno frequentato del percorso dal lago, più tranquillo in alta stagione.
L’anello completo — la soluzione più soddisfacente per chi ha tempo: si sale con un percorso e si scende con l’altro, facendo l’anello intero di circa 8 km. Permette di vedere sia il bosco fitto del percorso dal lago che il centro storico di Scanno, passando per l’eremo in entrambe le direzioni.
Consiglio pratico da Tripadvisor e Wikiloc: chi parte dal lago e vuole trovare il belvedere con più facilità dovrebbe scaricare la traccia GPS — la segnaletica finale che porta alla cengia panoramica non è sempre chiara, e decine di persone ogni anno si perdono proprio nell’ultimo tratto, il più critico.
Il percorso dal lago passo per passo
Parcheggio → Ingresso sentiero
Dal parcheggio a pagamento sulle rive del lago si cammina verso nord per poche centinaia di metri fino all’imbocco del sentiero, ben segnalato con cartelli in legno. Il lago è già visibile da qui, con il suo colore verde-azzurro che cambia tonalità con il cielo.
La salita nel bosco
Il sentiero sale subito nel bosco di faggi e querce con pendenza costante ma mai eccessiva. Il fondo è sterrato con radici affioranti e qualche sasso — il motivo per cui le scarpe da ginnastica lisce o le infradito sono rischiose. Il bosco è ombreggiato quasi per tutta la salita — una delle ragioni per cui questo percorso è percorribile anche in estate, quando il sole cocente della pianura è già insostenibile.
Dopo circa 2 km si raggiunge un primo punto panoramico sulla vallata — non il belvedere del cuore, ma già una vista aperta sui monti circostanti e sulle prime acque del lago.
L’Eremo di Sant’Egidio
Si prosegue su una strada bianca girando a destra, poi si riprende il sentiero che sale a sinistra. Al quadrivio ci si trova davanti a tre viste contemporaneamente: di fronte il borgo di Scanno con le sue case addossate alla roccia, sulla sinistra la fontana in pietra dove l’acqua è freschissima quasi gelida — riempire la borraccia qui è una delle gioie semplici del percorso.
L’eremo è aperto solo in certi periodi — verificare con il Comune di Scanno prima di una visita specifica. Anche chiuso, vale una sosta per l’atmosfera e per il panorama sul borgo.
Il belvedere del Cuore
Dall’eremo si prosegue a destra per circa 800 metri attraverso una zona più aperta con ginestre — in maggio-giugno la fioritura delle ginestre è una delle esperienze sensoriali più intense del percorso, con il profumo che si sente già da lontano e il giallo che contrasta con il verde cupo del bosco.
Il sentiero porta a una piccola cengia rocciosa con una panchina — il punto panoramico del cuore. Non c’è nessun cartello che annunci “sei arrivato”. Lo capisci quando ti giri e vedi il lago.
La forma a cuore dura il tempo di stare in quel punto esatto. Si forma per la combinazione di quota, angolazione e distanza — spostatevi di pochi metri e il cuore si deforma, perde la simmetria, torna ad essere un lago irregolare. È uno di quei momenti in cui la matematica della geometria e la casualità della geologia producono qualcosa che sembra progettato.
Portate una macchina fotografica o lo smartphone carico — e aspettate il momento di luce giusto se potete. La mattina presto, con la luce radente e l’eventuale nebbia bassa sulle acque, è diversa dal mezzogiorno piatto e dalla sera. Il lago cambia colore con la luce: verde smeraldo di prima mattina, azzurro intenso a mezzogiorno, quasi dorato nel tardo pomeriggio.
Scanno: il borgo e il lago
Il Sentiero del Cuore sarebbe già sufficiente per venire a Scanno. Ma sarebbe un errore non dedicare del tempo al borgo e al lago.
Scanno è uno dei borghi medievali meglio conservati dell’Abruzzo — incluso nella lista dei Borghi più Belli d’Italia. Le case in pietra grigia costruite una sopra l’altra sul fianco della montagna, i vicoli stretti che salgono a zig-zag, le chiese romaniche, il costume tradizionale delle donne di Scanno — uno dei più antichi e caratteristici dell’Appennino, con il copricapo a forma di piramide che ancora oggi le anziane del paese indossano. Il centro storico si visita a piedi in un’ora, ma si potrebbe stare di più.
Il Lago di Scanno — 1.722 metri di lunghezza, 700 di larghezza, 32 di profondità massima, a 922 metri di quota — è una delle destinazioni naturalistiche più frequentate dell’Abruzzo. Le sue acque sono pulite e balneabili in estate in alcuni punti; il pedalò è il mezzo di esplorazione preferito delle famiglie. La luce del tramonto sul lago, con le montagne riflesse nell’acqua, è uno degli spettacoli naturali più fotografati dell’Appennino centrale.

Difficoltà e cosa aspettarsi
Il Sentiero del Cuore è classificato T/E (Turistico-Escursionistico) — facile, adatto a tutti. Non ci sono tratti tecnici, non ci sono esposizioni pericolose, non ci sono salite che richiedono grande esperienza.
Tre cose da tenere a mente:
La salita è costante — non troppo ripida, ma senza pause pianeggianti significative. Chi non è abituato a camminare in salita potrebbe trovare la prima mezz’ora faticosa.
Il terreno è irregolare — radici affioranti, sassi, qualche tratto fangoso dopo la pioggia. Le scarpe da ginnastica con buona suola sono il minimo accettabile; gli scarponcini sono meglio.
Il belvedere finale richiede attenzione — la cengia panoramica non ha protezioni laterali. Non è pericolosa per chi sta attento, ma con bambini piccoli o persone che soffrono di vertigini è il momento di prestare massima attenzione.
Il sentiero non è percorribile con passeggini — il fondo irregolare e la salita lo rendono impraticabile. I bambini piccoli vanno portati in uno zaino porta-bimbo.
Quando andare
Il sentiero è percorribile tutto l’anno, ma ogni stagione ha il suo carattere.
La primavera (aprile-giugno) è la stagione più bella — le ginestre in fiore nel tratto finale del sentiero sono uno spettacolo visivo e olfattivo, le temperature sono ideali per camminare, il lago ha i suoi colori più vividi dopo le piogge. Evitare i fine settimana di maggio e giugno che sono tra i più affollati.
L’estate (luglio-agosto) è la stagione di punta — il sentiero è affollato, soprattutto nelle ore centrali. Il bosco offre ombra sufficiente, ma partire di mattina presto rimane la scelta migliore. Dopo la discesa, il lago è lì per un bagno o un giro in pedalò.
L’autunno (settembre-ottobre) offre colori spettacolari nel bosco e folla ridotta. Il lago con i faggi rossi e arancioni sullo sfondo è una delle scene più belle dell’intero Appennino.
L’inverno è percorribile nelle giornate di bel tempo — il sentiero non viene sgomberato dalla neve e con ghiaccio diventa scivoloso. I ramponcini antiscivolo sono consigliati nelle giornate fredde.
Cosa portare
Acqua — la fontana all’Eremo di Sant’Egidio è il punto di rifornimento a metà percorso. Porta almeno una borraccia da 750 ml a persona per la salita; all’eremo la riempi con l’acqua freschissima della sorgente per la discesa.
Scarpe da trekking — il terreno irregolare e le radici affioranti rendono le suole lisce rischiose. Gli scarponcini leggeri con caviglia alta sono la scelta ideale, soprattutto per i bambini che tendono a non guardare dove mettono i piedi.
Abbigliamento a strati — Scanno è a 1.050 metri, il belvedere a 1.148. Anche in estate la temperatura in quota può scendere rapidamente con le nuvole. Una giacca leggera nello zaino non pesa nulla.
Pranzo al sacco — non ci sono punti di ristoro lungo il sentiero. Al lago e a Scanno invece ci sono ristoranti e bar. La panchina al belvedere è il posto migliore per uno spuntino.
Zaino porta-bimbo — se hai bambini sotto i 5-6 anni, il passeggino non passa. Lo zaino porta-bimbo con telaio è la soluzione per non rinunciare all’esperienza.
Per un’escursione di 2-4 ore come questa, uno zaino da 15–20 litri è più che sufficiente — acqua, cibo, cambio leggero e il necessario per i bambini.
Come arrivare e dove parcheggiare
In auto da Roma: A25 direzione Pescara, uscita Cocullo/Anversa degli Abruzzi, poi SS479 fino a Scanno. Circa 2 ore.
In auto da Napoli: A1 fino a Caianello, poi verso Isernia e SS158 fino a Castel di Sangro, poi SS479 verso Scanno. Circa 2,5 ore.
In auto da Pescara: A25 in direzione Roma, uscita Cocullo/Anversa degli Abruzzi. Circa 1,5 ore.
Parcheggio: ampio parcheggio a pagamento sulle rive del lago — il punto di partenza più comodo per il sentiero. In alta stagione si riempie rapidamente nei fine settimana: arrivare entro le 9:00. In alternativa si parcheggia nel centro di Scanno (gratuito in alcune zone) e si inizia il percorso dal borgo.

Cosa vedere nei dintorni
Gole del Sagittario — a pochi chilometri da Scanno, una delle gole più spettacolari dell’Appennino centrale. Il sentiero che le percorre è tra i più belli dell’Abruzzo — pareti calcaree a strapiombo, acqua color smeraldo, fauna selvatica del Parco Nazionale. Vale una mezza giornata separata.
Villalago — il piccolo borgo sull’altra sponda del lago, raggiungibile in barca o a piedi lungo il sentiero perimetrale. Meno frequentato di Scanno, conserva un’atmosfera più autentica.
Cocullo — a circa 20 km, famoso per la processione dei serpari il primo giovedì di maggio — una delle tradizioni più antiche e più particolari dell’Appennino. Se il calendario coincide, vale una deviazione.
Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Scanno è una delle porte d’accesso al parco più antico d’Italia. Orsi, lupi, camosci d’Abruzzo e cervi popolano questi boschi. Le escursioni guidate all’interno del parco con le guide ufficiali sono la soluzione migliore per avvistare la fauna selvatica.
Mappa e traccia GPS
Il sentiero è segnalato lungo il percorso principale ma la segnaletica nell’ultimo tratto verso il belvedere è carente — molti escursionisti segnalano di non riuscire a trovare il punto esatto del cuore senza traccia GPS. Scaricarla prima di partire è fortemente consigliato.
La traccia è disponibile su Wikiloc (cerca “Lago di Scanno Sentiero del Cuore”), su AllTrails e su Komoot. Il Parco Nazionale d’Abruzzo pubblica anche la traccia ufficiale segnavia Y3 su parcoabruzzo.it.
