Il nome viene dal greco. Ierax significa rapace — uccello da preda. La conformazione del promontorio, con le sue tre punte che si allungano verso il mare come artigli, ricordava ai Greci antichi la zampa di un falco. Chiamarono questo posto Hierax. Noi lo chiamiamo Ieranto.
Oggi la Baia di Ieranto è uno dei beni del FAI, gestita per garantire che resti esattamente com’è: senza motorini d’acqua, senza lettini in affitto, senza stabilimenti. L’accesso è solo a piedi, solo attraverso il sentiero che scende da Nerano. E questo — il fatto che ci voglia uno sforzo per arrivare — è esattamente ciò che la rende diversa da qualunque altra spiaggia della Penisola Sorrentina.
Dati rapidi
Dove: Nerano, Massa Lubrense (NA) — Campania
SegnaviaCAI 339
Partenza principale: Piazzetta di Nerano (Via Ieranto)
Partenza alternativa: Piazza Santa Croce, Termini (Massa Lubrense)
Lunghezza: circa 3 km (Nerano → Baia) — ~6 km (Termini → Baia → Nerano)
Dislivello: circa 239 m
Tempo: 45 min (solo andata da Nerano) — 3-5 ore (A/R con sosta in mare)
Difficoltà: E (Escursionistico) — medio
Bambini: Sì, dai 6-7 anni. I più piccoli in zaino porta-bimbo
Punti ristoro: Nessuno lungo il sentiero — solo bagno al Rifugio FAI
Ingresso: Gratuito — aperta dall’alba a un’ora prima del tramonto
Gestione: FAI (Fondo Ambiente Italiano)

Una cava, poi un paradiso
Quello che vedi oggi non è sempre stato così.
Per decenni, fino agli anni Sessanta del Novecento, la Baia di Ieranto era un sito industriale attivo. La montagna che scende a picco sul mare era ricca di pietra calcarea di qualità — e qualcuno decise di estrarne. Una società di cementifici installò impianti di cava, aprì gallerie nella roccia, costruì infrastrutture. I minatori che lavoravano quassù avevano bisogno di scendere al livello del mare rapidamente: costruirono una scala di gradoni nella roccia viva, la via più diretta dalla sommità del promontorio alla spiaggia.
Quella scala oggi si chiama Scala dei Minatori. È il tratto finale del sentiero, il più ripido e il più caratteristico. I turisti la percorrono per arrivare in spiaggia.
Nel 1987 la Baia di Ieranto venne donata al FAI da parte della famiglia Riccio — i proprietari dell’area — per garantire che nessuna ulteriore speculazione potesse compromettere il luogo. L’anno dopo, nel 1997, fu istituita l’Area Marina Protetta di Punta Campanella, di cui la baia fa parte. Da allora: nessun natante privato a motore può accedere, nessuno sbarco da imbarcazioni private sulla spiaggia, nessun intervento edilizio. La natura ha ripreso il suo posto sopra le tracce della cava.
Norman Douglas e la Villa sul sentiero
A circa metà del sentiero, nascosta tra gli ulivi, si trova Villa Rosa.
George Norman Douglas — scrittore britannico, nato nel 1868 in Austria da padre scozzese e madre tedesca, morto a Capri nel 1952 — trascorse periodi lunghi in questa villa. Qui scrisse Siren Land, pubblicato nel 1911, uno dei più belli libri di viaggio mai scritti sulla Penisola Sorrentina e su Capri. Douglas non era un turista che descriveva panorami: era uno studioso che amava profondamente questi luoghi, la loro storia stratificata, la loro mitologia greca, la loro luce. Siren Land è ancora oggi un libro di culto per chi frequenta la costa tra Sorrento e Salerno.
Passare davanti a Villa Rosa sul sentiero per Ieranto significa camminare sullo stesso tratto che Douglas percorse centinaia di volte. Non è un dettaglio da poco.
Da dove partire: Nerano o Termini?
Il sentiero CAI 339 ha due punti di accesso. La scelta cambia sensibilmente l’esperienza.
Da Nerano è la variante più breve e più frequentata. Si parte dalla piazzetta del paese — in Via Ieranto — e in circa 45 minuti si arriva alla baia. È la scelta giusta se vuoi dedicare la giornata principalmente al mare e alla spiaggia, o se sei con bambini. Il parcheggio è a pagamento, il biglietto si acquista dalla tabaccheria di Nerano.
Da Termini (Piazza Santa Croce) è la variante lunga, quella che percorre l’intero CAI 339. Il percorso totale è circa 6 km con più dislivello — si scende verso Nerano con tratti in forte pendenza prima di imboccare il sentiero vero e proprio. In cambio, si attraversa un paesaggio più vario e meno frequentato, con viste sulla Costiera Amalfitana dal versante opposto. L’arrivo a Termini dopo la risalita da Nerano chiude un anello soddisfacente.
Il percorso passo per passo (da Nerano)
Piazzetta di Nerano → Bivio
Il sentiero inizia dalla piazzetta di Nerano in Via Ieranto. I primi minuti sono quasi pianeggianti, tra muretti a secco e ulivi. Il panorama si apre subito verso est: le spiagge di Marina del Cantone, la Costiera Amalfitana, i profili delle colline verso Positano. Dopo pochi minuti si supera il cancello rosso pompeiano di Villa Rosa — la villa di Norman Douglas — sulla sinistra.
Si continua su un sentiero ben segnato, in leggera salita, finché si raggiunge il crinale di Sprito: il primo grande balcone panoramico del percorso. Da qui il colpo d’occhio è definitivo — da un lato Capri con i Faraglioni, dall’altro la Costiera Amalfitana fino al Golfo di Salerno e alle isole, al centro la Baia di Ieranto che si apre come un anfiteatro di roccia e mare.
Il bivio: tre direzioni
Al crinale si incontrano tre sentieri. Uno a sinistra sale verso la Torre di Montalto — torre cinquecentesca del sistema difensivo del periodo vicereale, costruita come avamposto contro le incursioni dei pirati saraceni, stessa funzione della Torre delle Streghe sul Sentiero del Pellegrino in Liguria, stessa storia millenaria di guardie e invasioni. La deviazione richiede circa 15 minuti andata e ritorno e il panorama dalla torre vale il tempo.
Gli altri due sentieri scendono entrambi verso la baia, con caratteristiche diverse:
Il sentiero di sinistra è il percorso turistico ufficiale — più lungo, più ombreggiato nell’ultimo tratto grazie agli ulivi, più facile. Passa dal Rifugio FAI, dove si trova l’unico bagno disponibile dell’intera area.
Il sentiero di destra è più breve ma più impegnativo, soprattutto in discesa: numerosi gradini senza appoggi, completamente esposto al sole. In estate, con il calore, questo tratto diventa faticoso. È la Scala dei Minatori — i gradoni costruiti dagli operai della cava per scendere rapidamente al livello del mare. In basso si arriva direttamente alla piccola spiaggia di Capitiello con vista sui Faraglioni di Capri.
La Baia di Ieranto e l’Area Marina Protetta
La baia è parte dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, istituita nel 1997, con una superficie di oltre 1.500 ettari tra le province di Napoli e Salerno. Le regole sono chiare e vanno rispettate: nessun natante privato a motore può entrare, nessuno sbarco da imbarcazioni private sulla spiaggia, nessuna pesca dal 1° giugno al 30 settembre.
Il risultato è un’acqua di una qualità che sulla costa campana è rara trovare. Cristallina, pulita, con fondali ricchi di posidonia e di fauna marina. Lo snorkeling è una delle attività principali — portare maschera e boccaglio è uno dei consigli più utili che si possono dare a chi viene qui.
Sul crinale di Punta Penna nidifica il falco della regina — uno dei rapaci più rari d’Italia, migratore estivo che torna ogni anno sulle falesie di Ieranto. Il FAI chiede agli escursionisti di non avvicinarsi al crinale di Punta Penna nel periodo di nidificazione per non disturbare la specie. È la fauna che dà il nome al posto che la protegge.
L’unica imbarcazione autorizzata ad entrare in baia è quella della Cooperativa Sant’Andrea — se non vuoi percorrere il sentiero, puoi raggiungere Ieranto via mare solo con loro.

Difficoltà
Il sentiero per la Baia di Ieranto è classificato E (Escursionistico) — medio. Non richiede esperienza tecnica alpinistica, ma ha alcune caratteristiche da valutare prima di partire.
Il tratto iniziale da Nerano è facile e quasi pianeggiante. La discesa verso la baia introduce saliscendi e terreno irregolare. Il tratto più impegnativo è la Scala dei Minatori — ripida, con gradoni irregolari, senza protezioni laterali e completamente esposta al sole. In estate, in discesa, le pietre si surriscaldano e il caldo riflesso dalla roccia è intenso. Si sconsiglia di percorrerla nelle ore centrali della giornata da giugno ad agosto.
Il sentiero da Termini ha tratti in forte pendenza con fondo che diventa scivoloso con la pioggia o in inverno — da affrontare con la dovuta attenzione.
Quando andare
La primavera e l’autunno sono i periodi ideali. Da aprile a giugno il sentiero è fiorito — ginestra, mirto, euforbia, ciclamino — le temperature sono perfette per camminare (15-22°C) e la baia non è ancora sovraffollata. Settembre e ottobre offrono condizioni simili con il mare ancora caldo per nuotare.
L’estate è tecnicamente percorribile ma richiede accortezze: partire all’alba o nel tardo pomeriggio, portare molta acqua, evitare la Scala dei Minatori nelle ore centrali. I fine settimana di luglio e agosto la baia è molto affollata — essendo piccola, la presenza di tante persone ne cambia l’atmosfera.
L’inverno è percorribile con il bel tempo. La baia in solitudine ha un’intensità diversa — le falesie, il silenzio, la luce bassa sull’acqua. Chi cerca quell’esperienza deve venire tra novembre e marzo.
Cosa portare
Acqua — è la priorità assoluta. Lungo il sentiero non ci sono fontane. Al Rifugio FAI c’è un bagno ma non un punto ristoro. Porta almeno una borraccia da 1,5 litri a persona, di più in estate e con bambini. Una borraccia termica mantiene l’acqua fresca per ore — utile d’estate quando il sole è intenso.
Scarpe da trekking — il terreno è irregolare e la Scala dei Minatori è scivolosa con scarpe lisce. Le scarpe da ginnastica con buona suola sono il minimo accettabile; gli scarponcini da trekking con caviglia alta sono la scelta migliore, specialmente per il tratto da Termini e per i tratti dopo la pioggia.
Cappello e protezione solare — il sentiero è prevalentemente esposto. In estate senza protezione solare il rischio scottature è reale, specialmente sulla Scala dei Minatori.
Pranzo al sacco — non ci sono bar né ristoranti alla baia. Chi vuole trascorrere la giornata sul posto deve portare tutto da casa. La terrazza del Rifugio FAI è il posto perfetto per mangiare — ombra degli ulivi, vista sulla baia.
Costume e asciugamano — da non dimenticare nello zaino. L’acqua di Ieranto merita il bagno.
Per una giornata completa — sentiero, sosta in baia, bagno e ritorno — uno zaino da 20–25 litri è la misura giusta: abbastanza spazio per acqua abbondante, pranzo al sacco, cambio, telo e protezione solare. I calzini tecnici antiscivolo fanno la differenza sulla Scala dei Minatori — riducono l’attrito all’interno della scarpa e prevengono le vesciche sui tratti in discesa prolungata.
Come arrivare e dove parcheggiare
In auto: autostrada Napoli-Salerno (A3), uscita Castellamare di Stabia, direzione Penisola Sorrentina. Da Meta (NA) seguire le indicazioni per Sant’Agata sui Due Golfi, poi Nerano. Il parcheggio a Nerano è a pagamento — biglietto acquistabile dalla tabaccheria del paese.
In bus: da Sorrento, linea Sorrento–Marina del Cantone, fermata Nerano (circa 1 ora). Gli orari sono disponibili sul sito SITA Sud Trasporti.
Via mare: solo con la Cooperativa Sant’Andrea, l’unica autorizzata a entrare nell’area protetta.
Cosa vedere nei dintorni
Marina del Cantone — il porticciolo a pochi minuti da Nerano, con ristoranti sul mare. Gli spaghetti alla Nerano — zucchine, provolone del monaco, basilico — sono il piatto del posto. Da non perdere.
Punta Campanella — la punta estrema della Penisola Sorrentina, con i resti del Tempio di Atena e il faro. Da qui Capri è a meno di 5 km. Raggiungibile con altri sentieri dal CAI 339.
Capri — visibile dall’intero percorso, raggiungibile in traghetto da Sorrento o da Massa Lubrense. I Faraglioni visti dalla Scala dei Minatori sono l’immagine simbolo di Ieranto.
Massa Lubrense — il comune di riferimento, con una serie di borghi e frazioni affacciati sul Golfo di Napoli e sul Golfo di Salerno. Centro di uno dei sistemi di sentieri più belli della Campania.
Mappa e traccia GPS
Il sentiero è segnalato come CAI 339. La segnaletica è presente ma non sempre uniforme — portare una traccia GPS è consigliato, specialmente per il percorso lungo da Termini.
La traccia completa è disponibile su AllTrails (cerca “Baia di Ieranto Spiaggia Capitiello”) e su Komoot. Sul sito ufficiale del FAI sono disponibili informazioni su orari di accesso e aperture stagionali.
