Nel 2001, presso il Comando Provinciale del Corpo Forestale di Forlì-Cesena, furono depositati i verbali di due distinti avvistamenti. Il primo riguardava un uomo di Cesena che, mentre montava le catene ai bordi della Foresta della Lama, aveva fotografato una figura misteriosa carponi sulla neve che poi si era dileguata nel bosco. Il secondo riguardava una guida locale che, mentre beveva a una fonte nel Parco dell’Armina, aveva avvistato un omuncolo alto circa 25 centimetri.

Nessuno ha mai spiegato cosa fosse. I verbali esistono ancora.

Il Sentiero degli Gnomi parte esattamente da quel bosco.

Dati rapidi

Dove: Bagno di Romagna (FC), Emilia-Romagna — Parco Nazionale Foreste Casentinesi

Partenza: Giardini pubblici di Via Lungosavio, centro storico

Tipo: Anello

Lunghezza: circa 2 km

Dislivello: Minimo

Tempo: 45 minuti (autonomo) — 2 ore (con attività guidate)

Difficoltà: T (Turistico) — adatto a tutti

Bambini: Sì, da 2 anni in su

Passeggini: No — spazio deposito all’ingresso

Ingresso: Gratuito — alcune attività a pagamento

Tutto l’anno: Sì

Il bosco dell’Armina e le sue leggende

Il Bosco dell’Armina non è un bosco qualsiasi. Si trova ai margini del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna — uno dei parchi nazionali più antichi e meglio conservati d’Italia, con foreste di faggio e abete che ricoprono le montagne al confine tra Emilia-Romagna e Toscana. Bagno di Romagna è una delle porte di accesso a questo parco: un borgo termale con tremila anni di storia, conosciuto fin dall’antichità per le sorgenti di acqua calda che sgorgano ancora oggi.

Il folklore locale ha sempre sostenuto che questi boschi fossero abitati. Non da animali — caprioli, scoiattoli, poiane ci sono davvero — ma da qualcosa di più piccolo e più difficile da vedere. Gli gnomi, i folletti, i custodi della natura: creature che nella tradizione appenninica popolano i boschi più antichi e che si mostrano solo a chi sa guardare con la giusta attenzione.

Quando nel 2001 due denunce di avvistamento finirono sui verbali del Corpo Forestale, qualcuno sorrise. Qualcun altro, invece, cominciò a pensare che forse il sentiero andava costruito davvero.

Il sentiero e i suoi abitanti

Il Sentiero degli Gnomi è un percorso tematico ad anello di circa 2 km che si sviluppa interamente nel Bosco dell’Armina, lungo il torrente omonimo. È gratuito, sempre aperto, e non richiede attrezzatura tecnica di nessun tipo. Ma sarebbe riduttivo descriverlo come “una passeggiata nel bosco”.

Il sentiero è letteralmente abitato. Non solo dalla fauna selvatica — caprioli, scoiattoli, aironi, salamandre — ma da un’intera civiltà in miniatura che qualcuno ha costruito tra gli alberi.

Gnomo Bagnolo e il Gnomo Savio accolgono i visitatori all’ingresso con le loro sculture in legno. Sono i personaggi principali di un racconto che si sviluppa lungo tutto il percorso: Gnomo Savio è il saggio del regno, custode della conoscenza e delle tradizioni. Fata Foglina custodisce le foglie e la memoria del bosco. Poi ci sono Grottino, Birignao, Lanternino, Giocondo, Pedalino — ognuno con la sua storia, il suo carattere, il suo animale guida.

Lungo i 2 km si incontrano:

Le casette degli gnomi — costruzioni in miniatura perfettamente arredate, con mobilio, utensili, oggetti domestici visibili affacciandosi alle finestre e ai lucernai. C’è la Scuola, la Biblioteca, l’Osteria del buon bere (ma non troppo — siamo in Romagna, ma gli gnomi sanno quando è il momento di fermarsi), il Cinema, l’Ostello dello Gnomo Stanco, la Balera della Gnoma Scatenata, il Gran Consiglio, il Pozzo dei Desideri costruito dal vecchissimo Knoc. Ogni struttura è un mondo in miniatura che i bambini esplorano con la stessa serietà con cui un adulto visita un museo.

I pannelli in alfabeto antico — lungo il percorso sono nascosti simboli misteriosi incisi su tavolette di legno in un alfabeto gnomesco che nessun dizionario traduce. Chi li trova tutti ha la chiave per il regalo nascosto all’ufficio informazioni del paese.

La Fonte della Lunga Vita — a metà percorso, una sorgente naturale dove l’acqua fredda del bosco sale in superficie. Berne un sorso, dicono, garantisce qualcosa. Cosa esattamente dipende dall’età di chi beve e dalla generosità degli gnomi.

La Grotta dell’Acqua Calda — vicino alla fonte fredda, un angolo del bosco dove le acque termali di Bagno di Romagna affiorano in superficie con una temperatura sensibilmente più alta. È il collegamento visibile tra il bosco e le terme: la stessa acqua calda che i Romani sfruttarono duemila anni fa, che le terme del paese usano ancora oggi, che qui emerge naturalmente tra gli alberi.

I ponticelli sul torrente Armina — piccoli ponti in legno che attraversano il torrente in più punti, con l’acqua che scorre sotto e i bambini che si fermano ogni volta a guardare.

Le sagome di animali — siluette in legno di cervi, daini, volpi, ricci disseminate tra la vegetazione, per ricordare che il bosco è abitato anche dalla fauna reale del Parco Casentinese.

Gli strumenti musicali nei tronchi — xilofoni, tamburi e percussioni incastonate nei tronchi degli alberi — la grande orchestra della natura che chiunque può suonare passando.

Le attività: oltre la passeggiata autonoma

Il Sentiero degli Gnomi si può percorrere gratuitamente e in autonomia in qualsiasi momento. Ma offre anche una serie di attività guidate ed esperienze che trasformano la passeggiata in qualcosa di più — alcune gratuite, altre a pagamento con prenotazione consigliata.

“A spasso con la favola” — visita guidata con una narratrice che racconta la storia degli gnomi mentre si cammina nel bosco. Il racconto è costruito sul paesaggio reale: ogni elemento del sentiero diventa parte della storia. È l’attività più apprezzata delle famiglie con bambini da 3 a 8 anni.

“Scalzi e basta!” — il percorso sensoriale a piedi nudi. Si cammina su superfici diverse — erba, argilla, corteccia, pigne, torba, pietre, tronchi, acqua del ruscello — accompagnati da una guida. L’idea è quella del ritorno alla natura nel senso più letterale: sentire il terreno con la pianta del piede, recuperare sensazioni che le scarpe hanno eliminato. Chi ha letto Rousseau — e il collegamento non è forzato, il sito ufficiale del sentiero lo cita esplicitamente — riconoscerà il principio: la natura come maestra, il contatto diretto come conoscenza.

“La Caccia al Tesoro di Gnomo Savio” — i bambini cercano i simboli nascosti nel bosco, decodificano l’alfabeto gnomesco e ritirano un regalo all’ufficio informazioni. Un gioco che dura quanto il sentiero e tiene i bambini concentrati per tutta la durata del percorso.

“GnomoCiok” — il laboratorio del cioccolato. I bambini imparano a creare cioccolatini e barrette assaggiando e colorando la cioccolata. Non è tecnicamente parte del sentiero, ma si trova nelle vicinanze ed è una delle attività più prenotate.

Le passeggiate notturne — in estate, il sentiero viene illuminato da lanterne e candele per escursioni guidate serali. Le recensioni su Tripadvisor descrivono l’atmosfera come “suggestiva” e “quasi magica”. Le date variano ogni anno — verificare il calendario sul sito ufficiale.

“Il Parco Scenico” — quattro stazioni di sosta lungo il sentiero che trasformano il percorso in un viaggio metaforico. È la versione più adulta del sentiero, pensata per chi vuole qualcosa di più riflessivo della semplice passeggiata.

Il percorso passo per passo

L’ingresso si trova nei giardini pubblici di Via Lungosavio, nel centro storico di Bagno di Romagna. Lo gnomo gigante Bàgnolo e il gigantesco fungo in legno segnano chiaramente la partenza — è impossibile non vederli.

Si attraversa il ponte sul fiume Savio — il punto in cui si lascia il paese e si entra nel bosco. Sul ponte ci sono già le prime indicazioni colorate per il sentiero.

Il percorso sale lungo il torrente Armina in direzione nord-ovest, con il rumore dell’acqua sempre presente. Il bosco si chiude rapidamente intorno al sentiero — querce, carpini, noccioli, aceri. La luce filtra tra le foglie in modo che cambia ora per ora. I primi gnomi compaiono quasi subito, nascosti tra le radici o appollaiati sui rami.

A circa metà percorso si arriva alla sorgente — la Fonte della Lunga Vita — e si incontra la biforcazione principale: a sinistra verso la Radura degli Gnomi, il cuore del sentiero. Qui la vegetazione si apre in uno spazio più ampio dove si concentra la maggior parte delle installazioni — le casette, il Gran Consiglio, la Balera, il Cinema. È il posto dove i bambini si fermano più a lungo.

Dalla Radura si rientra verso il paese per un percorso leggermente diverso dall’andata, che chiude l’anello passando per la Grotta dell’Acqua Calda.

Immagine del percorso degli Gnomi in Emilia Romagna

Quando andare

Il Sentiero degli Gnomi è aperto tutto l’anno. Ogni stagione ha il suo carattere:

La primavera (marzo-maggio) è la stagione della fioritura — il bosco si risveglia, i colori sono vividi, gli animali più attivi. I caprioli si avvistano più facilmente nelle ore mattutine.

L’estate (giugno-agosto) è la stagione delle attività guidate e delle passeggiate notturne. Il bosco offre fresco naturale anche nelle giornate più calde — la temperatura nel Bosco dell’Armina è sempre qualche grado più bassa rispetto al paese. Le famiglie in vacanza a Bagno di Romagna per le terme trovano nel sentiero la gita mattutina ideale prima delle cure pomeridiane.

L’autunno (settembre-novembre) è la stagione più bella per chi ama la natura. I colori del bosco — ocra, rosso, arancione — trasformano il sentiero in qualcosa di completamente diverso rispetto all’estate. Le castagne, i funghi, le prime nebbie mattutine danno al bosco un’atmosfera che si avvicina molto all’idea che i bambini hanno delle foreste delle fiabe.

L’inverno (dicembre-febbraio) è percorribile nelle giornate senza neve o ghiaccio. Il bosco spoglio ha un silenzio diverso, i dettagli delle installazioni emergono più chiaramente senza la vegetazione estiva. Non è la stagione consigliata per le famiglie con bambini piccoli, ma per chi vuole vedere il sentiero in modo insolito è un’esperienza autentica.

Bagno di Romagna: terme e sentiero

Sarebbe un peccato venire al Sentiero degli Gnomi senza considerare il contesto in cui si trova.

Bagno di Romagna è una delle più antiche stazioni termali d’Italia. Le acque calde sulfuree erano già conosciute in epoca romana — nella Tabula Peutingeriana, la mappa romana del III secolo, il paese compare come Aquae Populoniae. Le terme funzionano ancora oggi, con strutture moderne che sfruttano le stesse sorgenti di duemila anni fa.

La combinazione sentiero + terme è quella che la maggior parte delle famiglie sceglie: mattina nel bosco con i bambini, pomeriggio in piscina termale. Alcune strutture termali del paese offrono pacchetti specifici che includono attività al Sentiero degli Gnomi — verificare con le singole strutture.

Il borgo medievale di Bagno di Romagna vale una passeggiata serale: le mura, la Badia di Santa Maria Assunta con i suoi affreschi, il centro storico raccolto e tranquillo.

Cosa portare

Per una passeggiata di 2 km in un bosco ben attrezzato, lo zaino non deve essere pesante.

Scarpe chiuse con buona suola — il sentiero non richiede scarponcini da trekking, ma le scarpe da ginnastica chiuse sono necessarie. Le infradito e le ciabatte sono scomode sui tratti con radici e pietre. Se si fa il percorso “Scalzi e basta!”, le scarpe si tolgono per quel tratto e si riprendono dopo — portarle è comunque necessario.

Acqua — una borraccia a testa è sufficiente. Il percorso è breve e ombreggiato; solo nelle giornate estive più calde il fabbisogno idrico aumenta. La Fonte della Lunga Vita a metà percorso è una sorgente naturale, ma verificare con le guide locali se è potabile prima di berla.

Uno zaino leggero — un marsupio o uno zaino da 10 litri è più che sufficiente per acqua, spuntino e il necessario per i bambini. L’ingresso dei giardini pubblici ha uno spazio sorvegliato per lasciare i passeggini — non portarli nel bosco.

Abbigliamento a strati — il bosco è sempre qualche grado più fresco del paese, anche in estate. Una felpa leggera nello zaino non pesa nulla e può tornare utile.

La lettera per gli gnomi — se venite con bambini, preparate a casa una letterina da imbucare all’Ufficio Postale degli Gnomi all’inizio del sentiero. È un dettaglio piccolo che rende il percorso molto più coinvolgente per i più piccoli.

Informazioni pratiche

Come arrivare: Bagno di Romagna si trova sulla SS310 in Val Savio, a circa 80 km da Bologna (1,5 ore) e 70 km da Firenze (1 ora e 20 minuti). In treno la stazione più vicina è Cesena, da cui partono pullman per Bagno di Romagna.

Parcheggio: diversi parcheggi gratuiti nel centro storico. Il sentiero parte dai giardini pubblici di Via Lungosavio — il navigatore lo trova facilmente con questa indicazione.

Sito ufficiale: ilsentierodeglignomi.com — con mappa del percorso, calendario delle attività e prenotazione delle esperienze guidate.

Bagni: non ci sono servizi igienici lungo il sentiero. Usare quelli del paese prima di partire.

Cosa vedere nei dintorni

Foreste Casentinesi — il parco nazionale che circonda Bagno di Romagna offre decine di sentieri per escursionisti di tutti i livelli. La Cascata dell’Acquacheta — quella che Dante cita nell’Inferno — si trova a meno di un’ora di macchina.

Campigna e la Foresta della Lama — a pochi chilometri, uno dei boschi di faggio più belli d’Italia, con alberi centenari e una fauna ricca che include il lupo appenninico.

San Marino — a 35 km da Bagno di Romagna, raggiungibile in meno di 40 minuti.

Cesena e Forlì — le città più vicine, con i loro musei, le rocche medievali e la cucina romagnola.