Negli anni Cinquanta del Novecento, un liutaio di Cremona salì in Val Saisera con un boscaiolo locale.

Si chiamava Giovanni Battista Morassi — uno dei più importanti liutai italiani del Novecento, continuatore della tradizione cremonese di Stradivari. Stava cercando quello che tutti i liutai cercano: il legno giusto. L’abete rosso con gli anelli annuali ravvicinati e regolari, quello che vibra in modo uniforme su tutta la superficie, quello che diventa la tavola armonica di un violino capace di cantare.

Il boscaiolo si chiamava Bruno Deotto. Conosceva questi boschi come la sua casa. Portò Morassi nel cuore della Val Saisera, sotto le pareti del Monte Nabois Piccolo, in quel punto preciso dove gli abeti crescono in modo diverso dagli altri — più lenti, più densi, con quella regolarità che i liutai cercano e che la natura produce raramente.

Morassi ascoltò il legno con le nocche — il gesto che i liutai hanno sempre fatto, lo stesso che si fa ancora oggi a Paneveggio e a Fiemme. E sentì quello che cercava.

L’abete monumentale che si trova al punto più alto del sentiero — a 1.076 m, sotto le pareti calcaree del Nabois — porta oggi il nome di Bruno Deotto. È lì, con la sua targa, a ricordare che il posto dove si trovano gli alberi da violino lo sapeva un boscaiolo friulano che non ha mai costruito un violino.

Dati rapidi

Dove: Val Saisera, Malborghetto Valbruna (UD) — Foresta di Tarvisio, Friuli Venezia Giulia

Nome internazionale: The Forest Sound Track

Partenza: Valbruna (centro paese) o Saisera Hütte o Agriturismo Prati Oitzinger o Locanda Montasio

Arrivo: Sito degli Alberi di Risonanza / Abete Bruno Deotto (1.076 m)

Lunghezza: circa 5,5 km (solo andata da Valbruna) — circa 11 km (A/R)

Dislivello: circa 144 m

Tempo: 1,5-2 ore (andata) — 3,5-4 ore (A/R con soste)

Difficoltà: T (Turistico) — adatto a tutti

Bambini: Sì — uno dei migliori sentieri tematici del Friuli

Parcheggio: In paese a Valbruna o presso Malga Montasio (gratuito)

Punti ristoro: Saisera Hütte, Agriturismo Prati Oitzinger, Locanda al Montasio

Periodo: Tutto l’anno — in inverno con ciaspole o ramponcini

Mappa stilizzata del Sentiero degli Alberi di Risonanza

Il legno che suona: la fisica della risonanza

Prima di entrare nel bosco vale la pena capire perché questi alberi sono diversi.

L’abete rosso di risonanza (Picea abies) non è una specie diversa dagli altri abeti — è lo stesso albero che cresce in tutti i boschi alpini. La differenza è nella crescita. In questo angolo della Val Saisera — per una combinazione di quota, esposizione, composizione del suolo e microclima che i liutai conoscono ma che la scienza ha difficoltà a spiegare completamente — gli abeti crescono in modo eccezionalmente lento e uniforme. Gli anelli annuali sono così ravvicinati e così regolari da essere quasi invisibili a occhio nudo.

Questa struttura trasforma il legno in una cassa armonica naturale. Quando una tavola di questo abete viene incollata sul corpo di un violino, le vibrazioni delle corde si propagano in modo uniforme su tutta la superficie — senza punti di forza e punti di debolezza, senza discontinuità che alterino il suono. Il risultato è quella qualità timbrica che distingue un violino artigianale di alto livello da uno comune.

I grandi liutai da Stradivari in poi hanno sempre cercato questo legno — a Paneveggio in Trentino, in Val di Fiemme, in Val Saisera. Il gesto è sempre lo stesso: bussare sul tronco con le nocche e ascoltare. Se il suono è pieno, uniforme, senza variazioni — è il legno giusto.

Nel Sentiero Marciò vicino a Paneveggio abbiamo già raccontato la Foresta dei Violini del Trentino — di cui abbiamo scritto la guida completa su trekking24.it. La Val Saisera è la versione friulana della stessa storia: stessa specie, stessa destinazione, stesso fascino.

The Forest Sound Track: il nome che dice tutto

In inglese questo sentiero si chiama “The Forest Sound Track” — la colonna sonora della foresta. È il nome internazionale, quello scelto per comunicare a turisti da tutto il mondo cosa troveranno qui.

È un nome geniale perché ha due significati sovrapposti. Sound track è la colonna sonora cinematografica — la musica che accompagna le immagini. Ma è anche sound (suono) + track (sentiero) — il sentiero del suono, la via che porta al legno che produce suono. Camminare in questo bosco significa attraversare la colonna sonora di strumenti musicali che non esistono ancora.

I pannelli illustrativi lungo il percorso sviluppano questo tema con cura — non sono i soliti cartelli da ignorare. Spiegano come si riconosce un abete di risonanza, come i liutai selezionano i tronchi, come dal bosco nasce la tavola armonica, come dalla tavola nasce il violino. È uno di quei percorsi tematici in cui i pannelli meritano di essere letti — forse più del bosco stesso, che è già abbastanza.

L’Abschnitt Saisera: il fronte nascosto nel bosco dei violini

Nel tratto finale del sentiero — la parte più vicina alle pareti del Monte Nabois Piccolo — il bosco degli abeti da violino si intreccia con qualcosa di completamente inaspettato.

La Val Saisera era, durante la Prima Guerra Mondiale, l’estremo baluardo difensivo dell’Impero Asburgico sul fronte italiano. Il confine tra l’Italia e l’Austria passava esattamente qui — sulla linea delle Alpi Giulie — e la Val Saisera era uno dei punti d’accesso più vulnerabili. Gli austriaci militarizzarono intensamente la valle: trincee, camminamenti sotterranei, gallerie scavate nella roccia, depositi di munizioni, postazioni di artiglieria, punti di osservazione.

Tutto questo per impedire agli italiani di passare dalla Val Dogna e penetrare nel territorio asburgico.

Il Parco Tematico Abschnitt Saisera — inaugurato nel 2012 nel tratto finale del sentiero — conserva e valorizza queste strutture. Si cammina tra le trincee, si entra nelle gallerie scavate nella roccia, si vedono i depositi di munizioni ancora riconoscibili. I pannelli informativi raccontano la vita dei soldati in questo fronte di alta montagna — il freddo, i rifornimenti difficili, la guerra che si combatteva a pochi chilometri di quota.

Il contrasto è uno dei più potenti di tutti i sentieri della serie: il bosco degli alberi da violino, dove la natura produce il legno per gli strumenti musicali, è anche il bosco dove cent’anni fa i soldati si nascondevano nelle trincee per non morire. La bellezza e la guerra che condividono gli stessi alberi.

Gli alberi malformati: quando la foresta fallisce

Uno dei punti di interesse meno conosciuti del sentiero è un sito di abeti rossi malformati.

Non sono alberi malati — sono alberi che la natura ha deformato per ragioni precise. Sotto quel tratto di terreno ci sono nodi patogeni nel sottosuolo — anomalie nella composizione del suolo che alterano la crescita radicale degli alberi, facendoli crescere con tronchi contorti, biforcuti, irregolari. Sono inutilizzabili per la liuteria — il loro legno non ha quella regolarità degli anelli che fa di un abete un albero da risonanza.

Sono il rovescio della medaglia. La stessa foresta che produce il legno più pregiato al mondo produce anche alberi che non serviranno mai a nessun violino. È la natura che lavora senza garanzie, che a volte riesce e a volte no, che distribuisce la sua perfezione in modo imprevedibile.

Il sito degli alberi malformati è indicato da un pannello specifico — vale una sosta per capire cosa distingue un abete di risonanza da un abete normale. La differenza non è sempre visibile a occhio nudo, ma i tronchi contorti di questo sito raccontano il contrario di quello che raccontano i tronchi dritti del sito Bruno Deotto.

chripell – Wikimedia Commons

Il percorso: quattro partenze possibili

Il Sentiero degli Alberi di Risonanza ha quattro possibili punti di partenza — una flessibilità che lo rende adatto a tutti i livelli di preparazione.

1. Valbruna (centro paese, 925 m) — percorso completo

La partenza ufficiale — l’inizio del Forest Sound Track nella sua versione integrale. Si cammina dall’Hotel Saisera attraverso i prati Oitzinger fino alle zone di interesse principali. La distanza totale A/R è di circa 11 km, il tempo 3,5-4 ore. È la versione che dà l’esperienza più completa del paesaggio della Val Saisera.

2. Saisera Hütte — versione media

Un parcheggio comodamente raggiungibile in auto, a circa 2 km dalla partenza di Valbruna. Elimina la parte iniziale sui prati Oitzinger. Buona scelta per le famiglie con bambini piccoli o per chi vuole un percorso leggermente più breve.

3. Agriturismo Prati Oitzinger — versione media-corta

Un altro punto intermedio con parcheggio. Permette di arrivare direttamente ai prati Oitzinger e poi procedere verso il bosco.

4. Locanda al Montasio (932 m) — versione corta

La partenza più vicina al sito degli alberi di risonanza. Ideale per chi ha poco tempo, per anziani o per bambini piccoli. Dal parcheggio di Malga Montasio si segue la strada forestale per circa 200 m verso destra e si imbocca il sentiero. Questo punto si raggiunge quasi alla fine della strada asfaltata della Val Saisera.

Il percorso vero e proprio

Qualunque sia la partenza, il sentiero nel bosco è quasi pianeggiante — il nome “The Forest Sound Track” suggerisce qualcosa di avventuroso ma il percorso è uno dei più accessibili del Friuli. Il fondo è sterrato con tratti di strada forestale. La pendenza è minima — qualche saliscendi nell’ultimo chilometro verso il sito Bruno Deotto ma nulla di impegnativo.

Nel bosco si incontrano nell’ordine:

  • I pannelli illustrativi sulla liuteria — come si identifica un abete di risonanza, la storia della costruzione degli strumenti ad arco
  • Il sito degli abeti malformati — gli alberi contorti dai nodi patogeni nel sottosuolo
  • Il Parco dell’Arte Altrememorie — installazioni artistiche nel bosco, statue in legno che dialogano con gli alberi
  • La sorgente Sabuata — una sorgente naturale nel bosco, fresca anche in estate
  • L’Abschnitt Saisera — il parco tematico della Grande Guerra con le trincee e le gallerie
  • L’Abete Bruno Deotto — il grande abete monumentale dedicato al boscaiolo che scoprì il sito con Morassi

La Val Saisera: il contesto geografico

La Val Saisera è una delle valli laterali della Valcanale — la lunga valle che dalla pianura friulana sale verso il confine con Austria e Slovenia a Tarvisio. È una delle valli più settentrionali d’Italia, con un paesaggio alpino di influenza mitteleuropea — abeti, larici, prati, baite con le caratteristiche facciate in legno delle costruzioni carinziane.

Il Comune di Malborghetto Valbruna è uno dei comuni montani più affascinanti del Friuli — con il suo centro storico medievale (Malborghetto), le chiese con le cupole cipollate di influenza austriaca, e i boschi della Foresta di Tarvisio che lo circondano. La Foresta di Tarvisio è una delle foreste demaniali più grandi d’Italia — 22.000 ettari di boschi di abeti, larici e faggi gestiti dal Corpo Forestale dello Stato.

La posizione geografica — a pochi km dal confine con Austria e Slovenia — fa sì che la Val Saisera sia un punto di incontro tra tre culture. I nomi dei luoghi sono in tre lingue: italiano, tedesco sloveno. L’Abschnitt Saisera è il nome tedesco del settore militare; Sabuata è un nome sloveno; Nabois viene dal friulano. È uno spazio linguistico unico in Italia.

Come arrivare e dove parcheggiare

In auto da Udine: autostrada A23 direzione Austria, uscita Malborghetto-Valbruna. Poi seguire le indicazioni per Valbruna e Val Saisera. Circa 1 ora da Udine.

In auto da Trieste: autostrada A4 direzione Venezia, poi A23 direzione Udine-Austria, uscita Malborghetto-Valbruna. Circa 1,5 ore.

In treno: linea ferroviaria Udine-Villach, fermata Malborghetto. Da Malborghetto si raggiunge Valbruna in bus o a piedi (circa 3 km).

Parcheggi:

  • Valbruna — parcheggio in paese, gratuito
  • Saisera Hütte — parcheggio gratuito, a 2 km da Valbruna
  • Malga Montasio — parcheggio gratuito alla fine della strada asfaltata

Quando andare

Estate (giugno-agosto) — la stagione di punta. Il bosco è verde intenso, la sorgente Sabuata ha la sua portata massima, i punti di ristoro sono tutti aperti. Il sentiero è frequentato ma non sovraffollato come le mete turistiche principali del Friuli.

Autunno (settembre-ottobre) — la stagione più bella. I larici si tingono di giallo, i faggi di arancione, gli abeti restano verdi. Il contrasto cromatico nel bosco della Val Saisera in ottobre è straordinario. Meno folla rispetto all’estate.

Inverno (novembre-marzo) — il sentiero si trasforma in un percorso per ciaspole o ramponcini. La Val Saisera innevata è uno dei paesaggi più belli del Friuli montano. Verificare le condizioni prima di partire — in caso di neve fresca abbondante le ciaspole sono necessarie.

Primavera (aprile-maggio) — il bosco si risveglia, la sorgente Sabuata è in piena portata dopo lo scioglimento delle nevi. Alcuni punti di ristoro potrebbero non essere ancora aperti — verificare prima di partire.

Cosa portare

Per un percorso quasi pianeggiante di 5,5-11 km lo zaino è leggero.

Scarpe da trekking chiuse — il fondo è sterrato e in alcuni tratti fangoso dopo la pioggia. Le scarpe da ginnastica chiuse sono accettabili in condizioni asciutte; gli scarponcini leggeri sono la scelta migliore in primavera e autunno.

Acqua — i punti di ristoro lungo il percorso (Saisera Hütte, Agriturismo Prati Oitzinger, Locanda al Montasio) sono aperti in stagione. Una borraccia da 750 ml è sufficiente per il percorso completo.

Abbigliamento a strati — il bosco è fresco anche d’estate. Una felpa leggera nello zaino.

In inverno: ciaspole o ramponcini — il bosco innevato è bellissimo ma il fondo può essere scivoloso.

Per il percorso completo A/R di 3,5-4 ore uno zaino da 15–20 litri è la misura giusta. Per le versioni più corte un marsupio è sufficiente.

Cosa vedere nei dintorni

Malborghetto — il borgo medievale con il Palazzo Veneziano del XV secolo, oggi sede di un museo sulla storia della Valcanale. Vale una visita prima o dopo il sentiero.

Tarvisio — il capoluogo della zona, con la Foresta Millenaria e le sue possibilità di trekking, mountain bike e sci. Il Golf Club Senza Confini è uno dei campi da golf con il paesaggio più spettacolare d’Italia.

Laghi di Fusine — a circa 15 km, due laghi alpini di colore turchese ai piedi del Mangart. Tra i più fotografati del Friuli. Di cui potreste scrivere la guida in futuro.

Val Dogna — la valle che gli italiani cercavano di risalire durante la Grande Guerra, dall’altra parte del confine rispetto alla Val Saisera. Oggi è una delle valli più selvagge del Friuli, con sentieri impegnativi per escursionisti esperti.

Mappa e traccia GPS

Il sentiero è ottimamente segnalato — impossibile perdersi. La traccia GPS è disponibile su Komoot (cerca “Sentiero Alberi di Risonanza Val Saisera”), su AllTrails e su turismofvg.it che pubblica la scheda ufficiale con mappa e dettagli aggiornati. Il sito del Comune di Malborghetto Valbruna pubblica anche informazioni sulle aperture stagionali dei punti di ristoro.