Il Collio Goriziano è una striscia di colline lunga poco più di venti chilometri, compressa tra il fiume Isonzo a est, il torrente Judrio a ovest e il confine con la Slovenia a nord. Guardandola da fuori — dalla pianura friulana, o dalla quota zero dell’Isonzo — sembra quasi troppo piccola per tanta storia e tanta qualità. Centocinquanta chilometri quadrati di marne e arenarie stratificate, pendii esposti a mezzogiorno, un microclima modellato dalle Prealpi Giulie che fermano i venti freddi del nord.
Il Sentiero delle Vigne Alte è il percorso che entra dentro questo paesaggio. Parte dal Castello di Spessa, in comune di Capriva del Friuli, e arriva all’Osteria La Subida di Cormons, attraverso tre chilometri di vigneti, boschi, belvedere sul confine sloveno e finestre panoramiche sulla pianura friulana. È una passeggiata, non un’escursione — il dislivello è minimo.
Dati rapidi
Dove: Capriva del Friuli / Cormons (GO) — Collio Goriziano, Friuli Venezia Giulia
Partenza consigliata: Castello di Spessa, Capriva del Friuli
Arrivo: Osteria La Subida, Cormons — o viceversa
Segnavia: cartelli in legno rosso con scritta “Vigne Alte” — in alcuni tratti coincide con l’Alpe Adria Trail
Tipo: lineare (A/R oppure con auto a destinazione) — anello esteso possibile con deviazione per Pradis e Russiz di Sotto (~10 km)
Lunghezza: 3 km (tratto diretto Spessa–Subida) — circa 10 km anello con Pradis e Russiz
Dislivello: circa 80 m
Tempo: 1h–1h30 (tratto diretto) — 3h–3h30 (anello esteso)
Difficoltà: T (Turistico) — adatto a tutti; attenzione alla discesa alla Subida con pendenza 20%, scivolosa con terreno bagnato
Bambini: sì
Dog-friendly: sì
A cavallo e MTB: sì — il percorso è aperto anche a questi usi
Parcheggio: Castello di Spessa, Capriva del Friuli (gratuito) — oppure all’Osteria La Subida
Punti ristoro: Osteria La Subida (arrivo) — Castello di Spessa con ristorante e degustazioni — cantine lungo le varianti
Periodo migliore: primavera per le fioriture; autunno per la vendemmia e i colori delle vigne

La ponca: il suolo che ha fatto il Collio
Prima di mettere piede sul sentiero vale la pena capire su cosa si cammina — perché le colline del Collio non sono colline qualsiasi, e la loro storia viticola comincia letteralmente dal suolo.
La ponca — o flysch di Cormons, in linguaggio geologico — è il termine friulano per indicare il terreno caratteristico del Collio: marne e arenarie stratificate, alternate a strati di calcare, depositate sul fondo di un antico mare nel periodo dell’Eocene, circa 50 milioni di anni fa. I movimenti tettonici dell’era alpina hanno sollevato questi sedimenti, inclinandoli quasi verticalmente, e le erosioni successive li hanno scolpiti nelle colline dolci che si vedono oggi.
Questo terreno ha due caratteristiche che lo rendono straordinario per la viticoltura. La prima è la friabilità: la ponca si sgretola facilmente, permettendo alle radici della vite di penetrare in profondità, talvolta per diversi metri, e di raggiungere le riserve idriche e minerali degli strati più profondi. La seconda è la composizione chimica: ricca di potassio, fosforo e carbonati, conferisce ai vini una mineralità e una sapidità che i sommelier definiscono inimitabile. Quando si beve un Friulano o un Pinot bianco del Collio e si sente qualcosa che ricorda la pietra bagnata o la scorza di agrumi, è la ponca che si sente.
Lungo il Sentiero delle Vigne Alte la ponca affiora ovunque: ai bordi dei filari, nei tagli delle strade sterrate, sulle pareti dei piccoli fossati di scolo. È grigia, friabile, stratificata come le pagine di un libro. Chi la conosce la riconosce subito; chi non la conosce la trova interessante comunque, perché è evidente che non è un suolo normale.
Il Collio tra Asburgo e Italia
Il Collio Goriziano è una delle zone d’Italia dove la storia ha lasciato le tracce più visibili e più recenti. Fino alla fine della Prima Guerra Mondiale questo territorio era parte dell’Impero austro-ungarico — Gorizia era città imperiale, con i suoi caffè, i suoi giardini, la sua aristocrazia multilingue che parlava italiano, tedesco e sloveno a seconda dell’interlocutore.
Il confine che oggi divide il Collio italiano dal Brda sloveno — due territori identici per geologia, clima e tradizione vinicola, che fino al 1918 erano un’unica zona — fu tracciato dopo la Grande Guerra, ridisegnato dopo la Seconda, e definitivamente stabilizzato con l’accordo di Osimo nel 1975. Per decenni quei vigneti separati da un filo di confine erano gli stessi vigneti coltivati dalle stesse famiglie, spesso divise tra un’Italia e una Jugoslavia che non si parlavano.
Tutto questo lo si sente camminando sul Sentiero delle Vigne Alte, dove a nord — a poche centinaia di metri dai filari — la Slovenia è visibile, e i villaggi di là dal confine si vedono sulle colline con lo stesso profilo di quelli italiani. Non è un paesaggio che divide: è un paesaggio che continua.
La DOC Collio Goriziano è stata istituita nel 1968 — la prima denominazione d’origine controllata in Friuli Venezia Giulia e la terza in tutta Italia, segno di quanto presto questa zona fosse stata riconosciuta come zona di eccellenza viticola. Oggi produce per oltre l’85% vini bianchi: Friulano, Ribolla Gialla, Pinot Grigio, Sauvignon, Pinot Bianco, Malvasia Istriana.
Come arrivare e dove parcheggiare
Il Castello di Spessa si trova a Capriva del Friuli, raggiungibile in auto da Gorizia in circa 15 minuti (14 km), da Udine in circa 35 minuti (40 km) e da Trieste in circa 45 minuti (55 km). Dall’autostrada A34 (Villesse–Gorizia) si esce a Villesse e si segue la SS351 verso Cormons, poi le indicazioni per Capriva del Friuli.
Il parcheggio al Castello di Spessa è gratuito. Chi vuole fare il percorso lineare senza tornare indietro può lasciare un’auto all’Osteria La Subida e raggiungere Spessa in taxi o con la seconda auto, oppure programmare la visita con partenza da La Subida.
In treno: la stazione di Cormons è sulla linea Trieste–Udine e dista circa 3 km dall’Osteria La Subida. Dal centro di Cormons alla Subida si cammina in 30-40 minuti o si prende un taxi.
Il percorso passo per passo
Il Castello di Spessa e la partenza
Il Castello di Spessa è un complesso medievale documentato per la prima volta nel 1520, trasformato nel corso dei secoli in residenza nobiliare e oggi sede di un’azienda vinicola con hotel, ristorante e cantine di affinamento. Il parco attorno al castello è liberamente visitabile — cipressi, tigli, una pergola storica — e vale una passeggiata prima di imboccare il sentiero.
Il sentiero parte proprio di fronte all’ingresso del castello, a destra della vigna dei Tre Pinot, con un cartello in legno rosso che indica “Vigne Alte”. Dall’altra parte della strada c’è il parcheggio.
Tra i filari: la salita iniziale
I primi metri salgono con pendenza dolce tra i vigneti del Castello di Spessa. I filari sono ordinati, la ponca affiora ai bordi, e già da qui si capisce perché il sentiero si chiama Vigne Alte: si cammina sul crinale, con i filari che scendono su entrambi i lati verso le vallette sottostanti, e la vista che si apre progressivamente sulla pianura friulana a sud e sulle colline slovene a nord.
Le vigne del Collio sono per lo più ad alberello o a Guyot — sistemi di allevamento che mantengono la pianta bassa e permettono una buona esposizione al sole su terreni in pendio. In primavera i tralci sono verdi e teneri, a luglio le foglie sono al massimo dell’espansione, in settembre i grappoli pendono tra le foglie che cominciano ad arrossire. Ogni stagione ha il suo aspetto, ma l’autunno — con le vigne che si tingono di rosso e arancione dopo la vendemmia — è quello che rimane più impresso.
I belvedere e le “finestre” panoramiche
Il percorso è punteggiato di belvedere segnalati da panchine e piazzole naturali — i progettisti li chiamano “finestre panoramiche”, e il nome è appropriato: ogni belvedere incornicia una veduta diversa, verso la pianura o verso le colline slovene del Brda.
Il panorama più completo si apre sul versante nord, dove si vede con nitidezza la continuità del paesaggio viticolo oltre il confine — le stesse colline, gli stessi filari, gli stessi villaggi di pietra, solo con cartelli stradali in sloveno. È una delle viste che meglio comunica la natura artificiale di questo confine, tracciato sul tavolo dei trattati di pace su un territorio che non lo riconosce.
Il bosco intermedio
A metà circa del percorso il sentiero abbandona i vigneti e si immerge in un tratto di bosco misto — carpini, querce, frassini, con un sottobosco fitto che in estate crea una frescura immediata rispetto ai vigneti esposti al sole. È il tratto più silenzioso e meno fotografato del percorso, quello che si attraversa più velocemente ma che ha la sua ragione di essere: rompe il monotono dei filari, abbassa la temperatura percepita, e prepara l’arrivo alla Subida con una transizione paesaggistica graduale.
Il Mausoleo di Teodoro de la Tour
Poco prima dell’arrivo alla Subida, su una piccola deviazione a destra segnalata da un cartello, si trova il Mausoleo di Teodoro de la Tour — una struttura funeraria ottocentesca in pietra che emerge dal bosco con un’aria inaspettata. Teodoro de la Tour era un nobile della famiglia che possedeva queste terre nell’Ottocento, e il mausoleo fu costruito secondo la moda romantica dell’epoca, quando le famiglie aristocratiche europee usavano costruire sepolcri monumentali nei parchi delle proprie tenute. La vegetazione lo ha quasi inghiottito, il che lo rende ancora più suggestivo. Vale la breve deviazione.
La Subida: l’arrivo
Il sentiero termina all’Osteria La Subida, una delle istituzioni gastronomiche del Friuli Venezia Giulia. La famiglia Sirk gestisce la Subida dal 1960 — prima come osteria di campagna, poi come punto di riferimento della cucina friulana di confine, quella che mescola le tradizioni contadine della pianura con le influenze mitteleuropee di Gorizia e con la cucina slovena dell’altra sponda. Il menu cambia con le stagioni, la cantina è interamente dedicata ai vini del Collio, e la terrazza con vista sulle colline è il posto giusto dove chiudere la passeggiata.
La Subida propone anche un proprio sentiero nel bosco — il Bosco di Manzano — raggiungibile direttamente dalla struttura, per chi vuole allungare l’esperienza prima o dopo il pranzo.
L’anello esteso: Pradis, Russiz e il Geosito del Collio
Chi vuole un percorso più lungo può fare l’anello completo che tocca anche la frazione di Pradis di Cormons e la borgata di Russiz di Sotto, per circa 10 km totali con gli stessi 80 metri di dislivello della versione breve.
La deviazione per Pradis aggiunge un tratto tra i vigneti di un’altra zona del Collio — diversa esposizione, diversa composizione della ponca, diversa prospettiva sul paesaggio. Da Pradis si può anche visitare il Geosito del Collio in località Russiz Superiore, un’area dove le stratificazioni della ponca sono particolarmente leggibili e dove cartelli esplicativi illustrano la geologia del territorio — una visita che completa perfettamente quello che si è osservato camminando nei vigneti.
La vendemmia: il momento più bello
Il Sentiero delle Vigne Alte è percorribile tutto l’anno, ma esiste un periodo che lo trasforma in qualcosa di completamente diverso: la vendemmia, che nel Collio cade generalmente tra la seconda metà di settembre e ottobre a seconda delle varietà.
Durante la vendemmia i filari sono animati dai raccoglitori — ancora manuali in molte aziende del Collio, dove la pendenza e la qualità impongono la cura della selezione a mano. I trattori carichi di cassette percorrono le strade sterrate, le cantine lavorano giorno e notte, e l’aria ha quel profumo di mosto fermentato che chi lo conosce associa per sempre al Friuli autunnale.
Camminare sul sentiero durante la vendemmia, fermarsi a guardare i raccoglitori al lavoro, chiedere a un vignaiolo com’è andata la stagione — è un tipo di turismo che non si organizza sui siti web ma che capita a chi è nel posto giusto al momento giusto.

Quando andare
Primavera (aprile–maggio) è la stagione della ripresa vegetativa. I nuovi germogli sui tralci hanno un verde brillante che dura poche settimane, le fioriture del bosco nel tratto intermedio accompagnano il percorso, e le cantine propongono le prime degustazioni delle annate precedenti appena imbottigliate.
Estate (giugno–agosto) è la stagione più verde e più ombreggiata nel tratto boschivo. I vigneti sono al massimo dell’espansione fogliare, il percorso è fresco nel bosco ma esposto al sole nei tratti tra i filari. Evitare le ore centrali della giornata — partire al mattino o nel tardo pomeriggio.
Autunno (settembre–ottobre) è la stagione migliore in assoluto. La vendemmia porta vita nei vigneti, i colori delle foglie si trasformano progressivamente, e le cantine e le osterie sono nel loro momento di massima attività. Il Collio in ottobre, con le colline multicolori e la pianura friulana che si estende fino all’Adriatico nelle giornate limpide, è uno dei paesaggi più belli del Nord-Est.
Inverno (novembre–marzo) è la stagione più silenziosa. I vigneti sono potati, i filari sono nudi, e il paesaggio assume un aspetto geometrico e sobrio che ha una sua bellezza austera. Le cantine sono spesso visitabili su appuntamento. Attenzione alla discesa alla Subida con il terreno bagnato.
Cosa portare
Il Sentiero delle Vigne Alte è una passeggiata quasi pianeggiante, non un’escursione in montagna. L’equipaggiamento è di conseguenza minimale.
Scarpe chiuse con suola antiscivolo sono la scelta corretta: il fondo sterrato è comodo ma in autunno e dopo la pioggia diventa fangoso, e la discesa finale alla Subida — con pendenza del 20% — è scivolosa con qualsiasi suola liscia. Non servono scarpe da trekking tecniche, ma le scarpe da ginnastica da asfalto non sono adatte.
Un marsupio è sufficiente per tenere acqua, telefono e portafogli — non serve zaino. Portare almeno una borraccia da mezzo litro: lungo il sentiero non ci sono fontane, anche se la passeggiata dura al massimo un’ora e mezza. In estate un cappello con visiera è utile nei tratti esposti tra i vigneti. In autunno e primavera uno strato impermeabile leggero nello zaino è buona norma.
Cosa vedere nei dintorni
Cormons è la capitale enologica del Collio, a pochi minuti dalla Subida. La città ha un centro storico medievale compatto, il Palazzo del Municipio con la cisterna romana, la Pieve di Sant’Adalberto e una concentrazione di enoteche e cantine visitabili che rendono il paese uno dei migliori punti di degustazione del Friuli. Il Mercato della Piazza Grande — tutti i sabati mattina — è il posto giusto per capire cosa si mangia e si beve nel Collio.
Castello di Spessa merita una visita più approfondita rispetto alla semplice partenza del sentiero. Il parco storico è liberamente accessibile, il ristorante propone cucina friulana con abbinamenti ai vini aziendali, e le cantine si visitano su prenotazione.
Geosito del Collio a Russiz Superiore è la tappa per capire la geologia che ha camminato sotto i piedi. L’azienda Marco Felluga ospita il geosito dove le stratificazioni della ponca sono visibili e spiegate — una visita di grande valore didattico per chi vuole capire perché il Collio produce vini così diversi da qualsiasi altra zona viticola italiana.
Gorizia è a circa 15 km dalla Subida — una città mitteleuropea che ha vissuto la divisione del confine con la stessa Slovenia più da vicino di qualsiasi altra città italiana. Il Castello di Gorizia, il Museo della Grande Guerra e il confine con Nova Gorica — la città gemella slovenache oggi forma con Gorizia la prima capitale europea della cultura transfrontaliera (ECOC 2025) — sono tappe che completano in modo eccellente la giornata sul Sentiero delle Vigne Alte.
Mappa e traccia GPS
Il sentiero è segnalato con cartelli in legno rosso con la scritta “Vigne Alte” lungo tutto il percorso. In alcuni tratti coincide con l’Alpe Adria Trail, il lungo cammino che collega Salisburgo a Grado — segnavia riconoscibile con il logo della mela verde su sfondo bianco. La traccia GPS è disponibile su Wikiloc e Komoot cercando “Sentiero Vigne Alte Collio” o “Vigne Alte Spessa Subida”. Il sito di Turismo FVG (turismofvg.it) pubblica la scheda ufficiale con la mappa scaricabile e le varianti del percorso.
