San Fruttuoso non si raggiunge in auto. Non esiste una strada, non esiste un parcheggio, non esiste un modo comodo per arrivarci che non sia camminare o prendere il battello. E questa inaccessibilità — che nell’VIII secolo spinse un vescovo in fuga dalla Spagna a scegliere questa baia come rifugio sicuro — è ancora oggi la ragione principale per cui San Fruttuoso è rimasto quello che è: un’abbazia benedettina con il loggiato dei Doria affacciato sul mare, una spiaggia di sassi, qualche ristorante sotto i pini marittimi, e un silenzio che nelle giornate infrasettimanali di marzo e novembre non ha paragoni.
Da Camogli ci sono due sentieri. Il primo — via San Rocco e le Batterie — è il più panoramico, a strapiombo sulla costa, con viste sul Golfo Paradiso che si aprono e si chiudono a ogni curva. Il secondo — via San Rocco, Portofino Vetta e Pietre Strette — è più lungo, più interno, adatto alle famiglie. Nessuno dei due è difficile nel senso alpinistico del termine. Entrambi richiedono gambe, scarpe adeguate e l’onestà di non presentarsi in ciabatte.
Chi li percorre capisce perché il promontorio di Portofino è considerato uno dei paesaggi costieri più belli d’Italia. Chi torna indietro in battello — e il battello da San Fruttuoso a Camogli è una delle corse più belle del Tigullio — capisce perché questo posto non lo si dimentica.
Dati rapidi
Dove: Camogli (GE) — Parco Naturale Regionale di Portofino, Liguria
Partenza: Camogli — Via San Bartolomeo, poi San Rocco di Camogli (320 m)
Arrivo: Baia di San Fruttuoso (5 m slm)
Segnavia:
- Sentiero delle Batterie: segnavia due bollini rossi
- Sentiero via Pietre Strette: segnavia cerchio rosso, poi segnavia 101
Tipo: lineare (salita A/R oppure discesa + ritorno in battello) — anello completo possibile
Lunghezza:
- Via Batterie (solo andata): 5,5 km da San Rocco
- Via Pietre Strette (solo andata): 5,3 km da San Rocco
- Da Camogli a San Rocco: +1,5 km, +330 m di dislivello
Dislivello:
- Via Batterie: ~350 m complessivi (saliscendi continui)
- Via Pietre Strette: ~500 m (salita a Portofino Vetta, poi discesa)
Tempo:
- Camogli → San Rocco: 45 min–1h
- San Rocco → San Fruttuoso via Batterie: 2h–2h30
- San Rocco → San Fruttuoso via Pietre Strette: 2h30–3h
- Totale andata: 3h–4h
Difficoltà:
- Via Batterie: E/EE — panoramico ma con tratti esposti; il Passo del Bacio richiede attenzione
- Via Pietre Strette: E — adatto anche alle famiglie con bambini allenati
Bambini: sì per Pietre Strette con bambini allenati — no per le Batterie con bambini piccoli
Dog-friendly: sì per Pietre Strette — con riserva per le Batterie (tratti esposti)
Parcheggio: Camogli centro (a pagamento) — San Rocco di Camogli (gratuito, consigliato)
Punti ristoro: San Rocco di Camogli — fontanella a Pietre Strette — ristoranti e bar a San Fruttuoso
Battello di ritorno: Golfo Paradiso da San Fruttuoso a Camogli (circa 30 min) — verificare orari stagionali su golfofaparadiso.it
Tutto l’anno: sì — primavera e autunno i momenti migliori; evitare luglio e agosto nelle ore centrali

Un posto che si raggiunge solo meritandoselo
C’è qualcosa di importante nell’inaccessibilità di San Fruttuoso che vale la pena di capire.
Nel 2014, la Zecca dello Stato ha coniato una moneta da 5 euro in argento dedicata all’Abbazia di San Fruttuoso, nella serie Italia delle Arti. Non è la Cappella Sistina, non è il Colosseo — eppure questo monastero incastonato in una baia raggiungibile solo a piedi o in barca è stato considerato degno di entrare in quella serie. La ragione è che San Fruttuoso è uno dei pochi posti in Italia dove l’architettura storica e il paesaggio naturale si fondono in modo così perfetto da sembrare inevitabili l’uno senza l’altro. Togliere l’abbazia dalla baia o la baia dall’abbazia produrrebbe qualcosa di meno di entrambi.
Questa perfezione è sopravvissuta perché il posto non è raggiungibile in auto. La strada non è mai arrivata, e il Parco Naturale Regionale di Portofino — istituito nel 1935, uno dei parchi più antichi d’Italia — ha garantito che non arrivasse. Il risultato è che San Fruttuoso oggi è gestito dal FAI (Fondo Ambiente Italiano), che lo ricevette in donazione nel 1983 dalla famiglia Doria Pamphilj dopo secoli di proprietà familiare, e che lo mantiene aperto al pubblico preservandone il carattere.
Chi arriva a piedi da Camogli lo capisce immediatamente. Non ci sono cancelli, non ci sono tornelli. Si scende l’ultimo tornante del sentiero e un minuto dopo si è sulla spiaggia.
La storia: da un sogno spagnolo ai Doria di Genova
La storia di San Fruttuoso inizia nel 259 d.C. a Tarragona, in Spagna, quando il vescovo Fruttuoso viene bruciato sul rogo insieme ad altri fedeli durante le persecuzioni di Valeriano. Circa cinquecento anni dopo — nell’VIII secolo, con la penisola iberica ormai invasa dagli Arabi — il nuovo vescovo di Tarragona, Prospero, ordina a quattro religiosi di caricare su una barca le reliquie del martire e di portarle in salvo. La barca salpa. La leggenda vuole che sia stato lo stesso San Fruttuoso ad apparire in sogno a Prospero e a indicargli questa baia nascosta, protetta da due promontori, con una sorgente d’acqua dolce che sgorgava tra le rocce.
Storica o leggendaria, la scelta era razionale: la baia era inaccessibile via terra, difendibile via mare, dotata di acqua dolce. Nel X secolo i monaci benedettini ricostruirono il complesso, aggiungendo il chiostro e la chiesa. Nel XIII secolo arrivarono i Doria — la famiglia genovese che per secoli dominò il Mediterraneo con la sua flotta — e trasformarono l’abbazia nel proprio sepolcreto familiare. Il loggiato che si affaccia sul mare fu costruito nel Duecento. La Torre di avvistamento — il torrione quadrato che domina ancora oggi la baia — fu eretta nel 1562 per ordine di Andrea Doria, il grande ammiraglio della Repubblica di Genova.
Poi l’abbazia fu abbandonata, trasformata in abitazione di pescatori, occupata da pirati, restaurata a tratti, e infine donata al FAI nel 1983. Nella sala funeraria si conservano ancora le tombe dei Doria, con le iscrizioni latine e gli stemmi araldici che testimoniano secoli di potere.
Il Cristo degli Abissi
A 17 metri di profondità nella baia di San Fruttuoso, il 22 agosto 1954, fu posata sul fondale marino una statua in bronzo: il Cristo degli Abissi. Alta 2,5 metri, 800 chilogrammi di bronzo fuso, le braccia alzate verso la superficie dell’acqua — verso la luce — con le mani aperte in un gesto che ricorda sia la supplica sia la benedizione.
L’idea era del subacqueo Duilio Marcante, che volle creare un luogo di raccoglimento per i sommozzatori e per tutti coloro che trovano la morte in mare. La statua fu realizzata dallo scultore Guido Galletti e posizionata dalla Marina Militare nel punto esatto dove, tre anni prima, era annegato Dario Gonzatti — il primo subacqueo italiano a usare le autorespiranti.
Settant’anni dopo la sua posa, il Cristo degli Abissi è diventato uno dei siti di immersione più visitati del Mediterraneo. Chi non si immerge può vederlo dal pelo dell’acqua nelle giornate di calma, quando la visibilità arriva a 15-20 metri e la statua appare sfumata nel blu. Ogni anno, in occasione della festa patronale, si tiene in baia la processione con le barche dei pescatori.
Come arrivare e dove parcheggiare
Camogli si raggiunge in auto dall’Autostrada A7 o A26 uscendo a Recco e percorrendo la SS1 Aurelia verso Camogli. Il centro di Camogli ha parcheggi a pagamento — comodi ma costosi in estate. L’alternativa migliore è parcheggiare a San Rocco di Camogli, la frazione a 320 metri di quota sopra il paese: parcheggio gratuito lungo la strada, ed è già la partenza del tratto più interessante di entrambi i sentieri.
In treno: Camogli è sulla linea ferroviaria Genova–La Spezia (Cinque Terre Express e regionali). Da Genova ci vogliono circa 30 minuti. È la soluzione più comoda e quella che elimina il problema del parcheggio.
Battello di ritorno: la soluzione più consigliata da chi conosce il percorso è salire a San Fruttuoso a piedi e tornare in battello a Camogli. Il battello della Golfo Paradiso impiega circa 30 minuti, passa davanti a Punta Chiappa e permette di vedere dall’acqua i costoni appena percorsi a piedi. Verificare orari e prezzi aggiornati su golfofaparadiso.it — il servizio è stagionale e ridotto in inverno.
Da Camogli a San Rocco: il tratto comune
Entrambi i sentieri partono da Camogli e convergono a San Rocco — il punto da cui le due vie si dividono. Il tratto comune è già bello, e vale la pena percorrerlo con calma.
Da Camogli si imbocca Via San Bartolomeo, oltrepassando la Caserma dei Carabinieri. Dopo poche centinaia di metri si stacca a destra il sentiero verso San Rocco: circa 900 gradini in pietra, costruiti sullo stesso modello delle mulattiere liguri, che salgono nel bosco con pendenza costante. I gradini sono larghi, ben tenuti, e il bosco offre ombra — ma sono 900 gradini, e vanno fatti. Circa 45 minuti per chi è in forma, un’ora per chi va con calma.
In cima si arriva a San Rocco di Camogli, con la sua chiesa, lo spiazzo panoramico e — nelle giornate limpide — una vista sul Golfo Paradiso che è già di per sé sufficiente a giustificare la salita. Da qui si sceglie il sentiero.
Il Sentiero delle Batterie
Il sentiero delle Batterie è il percorso più panoramico del promontorio di Portofino. Corre a mezza costa sul versante occidentale, con il mare sempre a sinistra e i costoni di serpentinite verde che scendono verticali verso l’acqua. È un sentiero che non si può percorrere in modo distratto: ogni svolta apre una prospettiva nuova, e fermarsi a guardare è quasi obbligatorio.
Da San Rocco si scende brevemente verso il mare, poi il sentiero si abbassa verso Punta Chiappa attraverso il bosco di pini marittimi e macchia mediterranea. Le Batterie che danno il nome al percorso sono i resti di una postazione militare di artiglieria costruita a fine Ottocento su Punta Chiappa per difendere il Golfo di Genova — cannoni che fortunatamente non spararono mai in guerra ma che rimangono come strutture in pietra visibili dalla scogliera.
Il tratto più impegnativo è il Passo del Bacio — un passaggio attrezzato con una corda fissa su un tratto di roccia esposta, dove il sentiero si restringe a pochi centimetri e il mare è decine di metri sotto. Il nome romantico nasconde un passaggio che ha causato diversi incidenti nel corso degli anni, quasi tutti per lo stesso motivo: escursionisti in ciabatte o sandali che si sono ritrovati su roccia scivolosa senza grip. Chi ha scarpe adeguate lo percorre senza difficoltà. Chi non le ha non dovrebbe essere lì.
Superato il Passo del Bacio il sentiero riprende più tranquillo verso il Semaforo Nuovo — una stazione di segnalazione marittima costruita nel XIX secolo, oggi trasformata in rifugio privato — e poi scende verso San Fruttuoso attraverso un bosco fitto di lecci e corbezzoli, con qualche tornante e gradoni in pietra, fino all’ultimo rettilineo che porta alla baia.
Il Sentiero via Pietre Strette
Il sentiero via Pietre Strette è più lungo ma tecnicamente più semplice, senza tratti esposti degni di nota. È la scelta giusta per chi viaggia con bambini, per chi preferisce il bosco al panorama marino, e per chi ha meno esperienza di sentieri costieri.
Da San Rocco si prende il sentiero a sinistra della chiesa, che sale verso Portofino Vetta — la cima del promontorio, a 449 metri di quota, con un albergo-ristorante e una vista a 360 gradi che nella giornata giusta abbraccia le Alpi Marittime, la Corsica e l’Appennino ligure. La salita da San Rocco a Portofino Vetta dura circa 45 minuti.
Da Portofino Vetta si scende verso Pietre Strette — il crocevia escursionistico del promontorio, così chiamato per i grandi blocchi di conglomerato che fiancheggiano il sentiero creando corridoi stretti tra la roccia. C’è una fontanella con acqua potabile, panchine, e cartelli che indicano le direzioni verso Portofino, San Fruttuoso, Camogli, Santa Margherita Ligure. È il punto che sembra un bivio di strade di montagna, ma che si trova a 300 metri di quota su un promontorio che guarda il Tigullio.
Da Pietre Strette la discesa verso San Fruttuoso scende per circa un’ora su mulattiera, alternando tratti nel bosco a tratti dove il sentiero si affaccia verso la costa con viste improvvise sulla baia ancora invisibile. Poi la Torre dei Doria compare tra gli alberi, il sentiero si fa più ripido, e si arriva alla spiaggia.
L’Abbazia di San Fruttuoso: cosa vedere
La visita all’abbazia è a pagamento — biglietto FAI, con tariffe agevolate per soci e bambini. Verificare prezzi e orari aggiornati su fondoambiente.it prima di partire.
Il complesso si articola intorno a tre nuclei principali. La chiesa primitiva — la struttura più antica, risalente all’VIII-X secolo — è un ambiente sobrio e scuro, con le pareti di pietra nuda e pochi elementi decorativi. La sala funeraria dei Doria è il cuore storico dell’abbazia: le tombe delle generazioni di una delle famiglie più potenti della storia genovese sono allineate lungo le pareti, con iscrizioni latine e stemmi in pietra che raccontano secoli di storia mediterranea. Il chiostro superiore, ricostruito nel XVI secolo per volontà di Andrea Doria, ha il loggiato ad archi che si affaccia sul mare — l’immagine che tutti conoscono anche senza sapere cos’è.
Nelle teche del museo si conservano ceramiche da tavola del XIII-XIV secolo, scoperte in un deposito del monastero, provenienti da manifatture diverse — testimonianza dei traffici commerciali che i monaci e poi i Doria intrattenevano con tutto il Mediterraneo.
La spiaggia davanti all’abbazia è l’unica spiaggia balneabile della baia — sassi, non sabbia. In estate è attrezzata con ombrelloni e lettini; in primavera e autunno è libera e quasi sempre deserta.

Quando andare
Primavera (aprile–maggio) è la stagione migliore in assoluto. La macchia mediterranea è in piena fioritura — eriche, cisti, rosmarino selvatico, corbezzolo — i profumi si sentono già dal sentiero, il mare ha il suo colore più puro dopo l’inverno, e San Fruttuoso è tranquilla. Il battello funziona con orari ridotti ma regolari.
Estate (giugno–agosto) è la stagione più affollata. San Fruttuoso in agosto può essere sovraffollata, con code al battello e spiaggia piena. Chi vuole il sentiero in estate deve partire tassativamente all’alba — entro le 7 in luglio — per essere in baia prima delle 10. Il Passo del Bacio nelle ore più calde è un inferno di calore radiante dalla roccia. L’estate ha però il vantaggio del mare: fare il bagno a San Fruttuoso dopo quattro ore di cammino è una delle esperienze migliori che offre la Liguria.
Autunno (settembre–ottobre) è la seconda stagione consigliata. Il caldo diminuisce, il bosco comincia a cambiare colore, San Fruttuoso recupera la sua dimensione raccolta. I ristoranti e i bar sono ancora aperti ma senza la ressa estiva.
Inverno (novembre–marzo) è la stagione del silenzio. Il battello funziona con orari ridotti e sospensioni frequenti — verificare sempre prima di partire. L’abbazia apre nei fine settimana. Il sentiero è percorribile ma il Passo del Bacio con il terreno bagnato richiede molta attenzione. Chi lo fa in inverno ha San Fruttuoso quasi per sé.
Flora e fauna del Parco di Portofino
Il promontorio di Portofino è uno dei parchi naturali più ricchi della Liguria, con una biodiversità che sorprende per la varietà delle specie concentrata in pochi chilometri quadrati.
La vegetazione dominante è la macchia mediterranea densa, con:
- Pino marittimo (Pinus pinaster) — albero simbolo del promontorio, con i tronchi contorti che emergono dalla roccia
- Leccio (Quercus ilex) — domina il bosco nel tratto interno via Pietre Strette
- Corbezzolo (Arbutus unedo) — con i frutti rossi in autunno-inverno, contemporanei alla fioritura bianca
- Erica arborea — fiorisce tra febbraio e aprile, colorando di bianco-rosa i costoni
- Cisto (Cistus spp.) — fiori rosa e bianchi in primavera, profumo resinoso intenso
La roccia del promontorio è la serpentinite — una roccia metamorfica di colore verde scuro, ricca di magnesio e povera di nutrienti. Questa composizione chimica crea un suolo inospitale per molte specie ma favorisce la crescita di piante specializzate — tra cui alcune specie endemiche liguri che crescono solo su questo tipo di substrato.
Per la fauna, il promontorio ospita una delle colonie di monachus monachus — la foca monaca — più importanti del Mediterraneo occidentale, anche se gli avvistamenti sono rarissimi. Più frequenti i delfini che si vedono a volte dal sentiero delle Batterie. Il mare attorno alla baia di San Fruttuoso è una riserva marina con praterie di posidonie in ottimo stato di conservazione.
Cosa portare
I due sentieri hanno esigenze leggermente diverse, ma alcune cose valgono per entrambi.
Le scarpe da trekking con suola ad aderenza sono indispensabili — specialmente per il sentiero delle Batterie, dove il Passo del Bacio su roccia bagnata o sudata è scivoloso anche con le scarpe giuste. Chiunque si presenti al Passo del Bacio con le scarpe da ginnastica lisce o i sandali deve aspettarsi il peggio. I bastoncini da trekking sono utili per i 900 gradini di discesa dalla Batterie verso San Fruttuoso e per il ritorno in salita via Pietre Strette — le ginocchia ringraziano.
Acqua: portare almeno 1,5 litri a persona. L’unica fontanella è a Pietre Strette — chi fa il sentiero delle Batterie non ha rifornimento fino a San Fruttuoso. Uno zaino da 20–25 litri è la misura giusta per contenere acqua, costume e asciugamano per la spiaggia, pranzo al sacco e crema solare.
Il sole sul sentiero delle Batterie è diretto e riflesso dalla roccia e dal mare: crema solare ad alto fattore e cappello sono essenziali da maggio a ottobre. Uno strato impermeabile leggero è buona norma in ogni stagione — i temporali sul promontorio di Portofino possono arrivare rapidamente.
In estate, costume e asciugamano sono quasi obbligatori: fare il bagno a San Fruttuoso dopo l’arrivo a piedi è la conclusione naturale di questa escursione.
Cosa vedere nei dintorni
Camogli merita una passeggiata prima o dopo il sentiero. Il lungomare con i palazzi colorati a trompe-l’œil — facciate dipinte per simulare finestre, cornici e persiane che non esistono — è uno degli scorci più fotografati della Liguria. Il Museo Marinaro Gio Bono Ferrari racconta la storia della pesca e della navigazione del Golfo Paradiso.
Portofino è raggiungibile a piedi da San Fruttuoso in circa 1h30 via sentiero costiero — una delle varianti per chi vuole allungare la giornata invece di tornare in battello. Il borgo è piccolo, affollato, e famosissimo: vale una sosta al tramonto quando i turisti del giorno se ne vanno e il porticciolo recupera una dimensione più vivibile.
Santa Margherita Ligure è la città più grande del Golfo del Tigullio, raggiungibile a piedi da Portofino in circa 1h30 o in battello da San Fruttuoso. Vale la visita per Villa Durazzo e i suoi giardini.
Ruta di Camogli è un piccolo borgo nell’entroterra del promontorio, con una falegnameria storica e una vista sulla piana del Recco che d’estate è una delle meno conosciute del comprensorio.
Mappa e traccia GPS
Entrambi i sentieri sono segnalati con cartelli e segnavia lungo tutto il percorso. La traccia GPS è disponibile su Wikiloc e Komoot cercando “Camogli San Fruttuoso Batterie” o “Camogli San Fruttuoso Pietre Strette”. Il sito del Parco Naturale Regionale di Portofino (parcodiportofino.it) pubblica la cartografia ufficiale di tutti i sentieri del promontorio. Per il battello di ritorno: golfofaparadiso.it per orari e prezzi aggiornati — il servizio è stagionale e nei mesi invernali va verificato con anticipo.
