Punta Chiappa non si raggiunge in auto. Nessuna strada carrabile arriva fin qui — solo il sentiero che scende da San Rocco attraverso il bosco di lecci, o il battello che si avvicina dal mare. Questa inaccessibilità è la ragione per cui esiste ancora un posto così a meno di 30 chilometri da Genova.

La punta è una lingua di puddinga — il conglomerato ligure che i geologi chiamano così per via della sua somiglianza con il pudding inglese, frammenti di roccia di varia natura cementati insieme in un impasto millenario — che si protende nel mare per una cinquantina di metri separando il Golfo Paradiso verso Genova dal Golfo di Portofino verso est. Su quella lingua c’è un altare con un mosaico della Stella Maris, la protettrice della gente di mare. Ogni prima domenica di agosto arriva una processione di barche pavesate da Camogli per la messa.

Il sentiero che ci porta è breve — 2 km da San Rocco, poco più di mezz’ora di discesa — ma attraversa tre ambienti completamente diversi: il bosco di lecci e ulivi del promontorio, la chiesa medievale di San Nicolò sospesa tra la roccia e il mare, il borgetto di Porto Pidocchio con le sue case colorate schiacciate tra la parete e l’acqua. Chi parte da Camogli aggiunge la scalinata dei 900 gradini in salita — quella che gli abitanti del posto chiamano crêuza — e trasforma una passeggiata in un’escursione completa.

Dati rapidi

Dove: Camogli / San Rocco (GE) — Parco Naturale Regionale di Portofino, Liguria

Percorsi:

A) Solo discesa San Rocco → Punta Chiappa

  • Partenza: piazzale chiesa di San Rocco (220 m)
  • Arrivo: Punta Chiappa (5 m)
  • Lunghezza: 2,1 km
  • Dislivello: -220 m
  • Tempo: 45 min–1h
  • Difficoltà: T (Turistico)
  • Rientro: battello da Porto Pidocchio a Camogli

B) Anello completo da Camogli

  • Partenza: stazione o porto di Camogli (20 m)
  • Via: scalinata → San Rocco → San Nicolò → Porto Pidocchio → Punta Chiappa → battello → Camogli
  • Lunghezza: 7 km totali
  • Dislivello: +220 m/-220 m
  • Tempo: 3h–3h30 (con soste)
  • Difficoltà: E (Escursionistica) — i 900 gradini della salita sono il tratto più impegnativo

Bambini: sì — il tratto da San Rocco in discesa è adatto anche ai più piccoli; la salita da Camogli con bambini piccoli è faticosa

Dog-friendly: sì, al guinzaglio

Parcheggio: San Rocco di Camogli (a pagamento, limitato — arrivare presto nei weekend) — Camogli centro (a pagamento)

In treno: stazione di Camogli-San Fruttuoso — la soluzione migliore; dalla stazione al sentiero circa 10 minuti a piedi

Battello di ritorno: Golfo Paradiso da Porto Pidocchio a Camogli (circa 10 min) — verificare orari su golfofaparadiso.it; il servizio dipende dalle condizioni del mare

Segnavia: due quadrati rossi pieni (San Rocco → Punta Chiappa)

Punti ristoro: bar a San Rocco — ristoranti a Porto Pidocchio — bar e ristoranti a Camogli

Periodo migliore: tutto l’anno — primavera per la macchia in fioritura; estate per il bagno; autunno per i colori; inverno per il silenzio

Mappa stilizzata del Sentiero da San Rocco a Punta Chiappa

La puddinga: la roccia che spiega tutto

La prima cosa da capire di Punta Chiappa è la roccia su cui si cammina — perché è diversa da tutto quello che si trova normalmente in Liguria, e quella differenza spiega il paesaggio.

Il Conglomerato di Portofino — chiamato puddinga in dialetto genovese, dal termine inglese pudding per via dell’aspetto granuloso dell’impasto — è una roccia sedimentaria formatasi tra i 45 e i 20 milioni di anni fa, quando correnti marine potentissime trasportavano frammenti di roccia di varia provenienza e li depositavano sul fondale in strati sovrapposti. Quei frammenti — ciottoli di calcare, selce, rocce metamorfiche — furono poi cementati insieme da una matrice di calcite e si trasformarono in un conglomerato durissimo, capace di resistere benissimo all’erosione marina.

Il risultato è visibile a Punta Chiappa in modo spettacolare: le lastre di puddinga che scendono verso il mare sono lisce, grigio-verdastre, con i ciottoli che affiorano dalla superficie come occhi di pietra. In estate diventano la spiaggia naturale di chi vuole fare il bagno lontano dalla folla — le lastre permettono di entrare in acqua facilmente, il fondale è profondo subito dopo la riva, e il colore dell’acqua su quel fondo chiaro è quello che si incontra raramente in Liguria.

La zona di contatto tra la puddinga e i calcari del Monte Antola — le due formazioni rocciose che compongono il promontorio — è visibile nei pressi di San Nicolò e degli Scogli Grossi. La sorgente del fosso dei Bruchi, che si incontra lungo il sentiero, segna approssimativamente quel confine geologico.

Porto Pidocchio: il nome più onesto della Liguria

Lungo il sentiero, poco prima di Punta Chiappa, si passa per Porto Pidocchio. Il nome fa sorridere chi lo sente per la prima volta — e in dialetto genovese suona ancora meglio: Pigheüggio.

L’origine non ha nulla di infestante: Porto Pidocchio si chiama così per le sue dimensioni. In genovese, pigheüggio è il diminutivo di pigheüggiu — che a sua volta viene dal provenzale pegol, piccolo. Un porto piccolo, stretto, quasi minuscolo. Abbastanza piccolo da far atterrare un battello solo nelle giornate di mare calmo — e il battello di linea per Camogli approda qui quando le condizioni lo permettono, offrendo ai camminatori che scendono da San Rocco la soluzione logistica più comoda per tornare al punto di partenza.

Il borgo è un pugno di case colorate — le facciate dipinte con i colori vivaci che caratterizzano i borghi marinari liguri — schiacciate tra la parete rocciosa del promontorio e il mare. Non c’è spazio per nient’altro: qualche barca tirata in secco, qualche rete appesa ad asciugare, uno o due ristoranti con i tavoli sul molo. È un posto che non è cambiato nei decenni perché non ha spazio fisico per cambiare.

Già nel Seicento qui era presente una tonnarella — la rete fissa per la pesca del tonno che coinvolgeva gli abitanti di Camogli, Punta Chiappa e San Fruttuoso. La tonnarella è ancora oggi uno dei simboli della marineria camogliese.

La chiesa di San Nicolò di Capodimonte

A metà discesa da San Rocco, inserita in un piccolo borgo rurale con alcune case e quello che rimane di un antico monastero, si trova la chiesa di San Nicolò di Capodimonte. Già esistente nel XII secolo, costruita secondo alcuni storici dai monaci di San Rufo, è uno dei gioielli romanici dimenticati del promontorio di Portofino.

La facciata è semplice, quasi austera — le chiese romaniche liguri non cercano la grandiosità ma l’integrazione con il paesaggio, e questa è così integrata da sembrare cresciuta insieme alle rocce e agli ulivi che la circondano. L’interno — aperto nelle festività e talvolta durante il giorno — conserva un organo antico che sopravvive da secoli in questo ambiente marino umido e salso.

A poca distanza, in un luogo indicato dalla tradizione come Chiesa Vecchia, sorgeva un edificio ancora più antico — secondo la leggenda consacrato nel 345 d.C. da San Romolo, vescovo di Genova. La storia vera o leggendaria di questa duplice sacralità del posto — la chiesa millenaria e quella ancora più antica — dice qualcosa sul modo in cui il promontorio di Portofino è stato vissuto dalle comunità che ci abitavano: non come natura selvaggia da attraversare, ma come paesaggio sacro da abitare.

Come arrivare: il treno come scelta giusta

La soluzione più comoda e più sensata per questo sentiero è il treno. La stazione di Camogli-San Fruttuoso è sulla linea ferroviaria Genova–La Spezia — treni frequenti da entrambe le direzioni, circa 25 minuti da Genova Brignole. Dalla stazione di Camogli al punto di partenza della scalinata per San Rocco ci sono 10 minuti a piedi lungo il lungolago.

Chi arriva in auto trova parcheggi a pagamento a Camogli centro — o, meglio, il parcheggio di San Rocco direttamente al punto di inizio della discesa. San Rocco si raggiunge da Ruta seguendo la stradina che si diparte dall’estremità occidentale della galleria. Il parcheggio è a pagamento e nei weekend di primavera e estate si riempie entro le 9 del mattino — arrivare presto o scegliere il treno.

Il battello di ritorno: chi fa il percorso in discesa da San Rocco può tornare a Camogli con il battello da Porto Pidocchio — circa 10 minuti di navigazione, una delle corse più brevi e più belle del Golfo Paradiso. Il servizio dipende dalle condizioni del mare: verificare prima di partire su golfofaparadiso.it o telefonando direttamente. Nei giorni di tramontana o libeccio forte il battello non parte.

Il percorso passo per passo

Da Camogli a San Rocco: la scalinata

Dal porto di Camogli si imbocca Via San Bartolomeo, si supera la stazione dei Carabinieri e si prende la strada asfaltata che costeggia il torrente Gentile. Dopo qualche centinaio di metri appare la scalinata — la crêuza che sale a San Rocco attraverso gli uliveti.

Sono circa 900 gradini. Non tutti uguali — alcuni sono alti, altri bassi, la pendenza varia, il fondo cambia dal lastricato alla pietra naturale. In compenso sono completamente ombreggiati dagli ulivi e dai lecci per quasi tutta la salita, e ogni tanto si apre una finestra sul Golfo Paradiso che giustifica la sosta.

Dopo 45 minuti a passo normale si arriva a San Rocco — il piazzale panoramico davanti alla chiesa di San Rocco di Camogli, a 220 metri. Il panorama sul golfo da qui è già straordinario: Camogli sotto con le case colorate, il Golfo Paradiso verso Genova, il profilo del Monte Fasce all’orizzonte. C’è un bar dove rifornirsi e un panificio per il pranzo al sacco.

Da San Rocco a San Nicolò: nel bosco del promontorio

Dal piazzale di San Rocco si imbocca Via Mortola — la strada che scende verso San Nicolò — seguendo il segnavia dei due quadrati rossi pieni. Il percorso entra subito nel bosco di lecci e ulivi che copre il versante occidentale del promontorio.

La discesa è dolce e nel bosco — l’ombra dei lecci è densa anche d’estate, il suolo è coperto di foglie secche che attutiscono i passi, e il rumore del mare che si avvicina aumenta gradualmente. Nei punti dove la vegetazione si apre si vedono le scogliere di conglomerato che scendono verso l’acqua, con il verde del mare che cambia colore a seconda della profondità.

In prossimità delle case di Pego, la sorgente del fosso dei Bruchi segna la zona di contatto tra le due formazioni geologiche del promontorio. È il tipo di dettaglio che si apprezza di più se si sa cercare — una piccola sorgente che emerge da un cambio di roccia avvenuto decine di milioni di anni fa.

Si raggiunge poi il borgo di San Nicolò — la chiesa medievale, le case del monastero, il silenzio che contrasta con il rumore del mare sempre più vicino.

Da San Nicolò a Porto Pidocchio

Dal borgo di San Nicolò il percorso si sdoppia. Il segnavia di sinistra segue un sentiero leggermente più impegnativo direttamente verso Punta Chiappa. Quello di destra scende verso la costa attraverso le case del Mulino del Moro — è il percorso più frequentato, quello che porta a Porto Pidocchio.

Il Mulino del Moro è un piccolo gruppo di case con le facciate colorate — quello che i borghi liguri costieri sanno fare meglio: colori che si vedono dal mare, scelti per permettere ai pescatori di riconoscere casa loro dalla barca. Pochi metri dopo si apre la minuscola insenatura di Porto Pidocchio.

Porto Pidocchio e Punta Chiappa

Da Porto Pidocchio a Punta Chiappa sono pochi minuti — una passeggiata sulla roccia con il mare a fianco, superando gli Scogli Grossi dove una scaletta permette l’accesso diretto all’acqua, fino alla punta vera e propria.

L’altare della Stella Maris — la piccola costruzione con il mosaico di Francesco del Pozzo — è il punto di arrivo simbolico. Lì finisce la terra, comincia il mare, e il Golfo Paradiso e il Golfo di Portofino si guardano da lati opposti della stessa lingua di puddinga.

La Stella Maris: la processione di agosto

Ogni prima domenica di agosto, da Camogli parte una processione di barche. I pescatori, i diportisti, le imbarcazioni storiche del porto si mettono in fila e navigano fino a Punta Chiappa per la messa davanti all’altare della Stella Maris. È una delle manifestazioni religiose più antiche della marineria ligure — radicata nella devozione di una comunità che ha sempre vissuto di pesca e sapeva che il mare poteva essere nemico oltre che sostentamento.

Il mosaico dell’altare fu realizzato da Francesco del Pozzo — un artista genovese che operò nel secondo Novecento. La Madonna guarda verso il mare con la stessa attenzione vigile che i pescatori di Camogli hanno sempre chiesto alla loro protettrice.

Cartello illustrativo all'ingresso del Parco Naturale di Portofino
Davide Papalini – Wikimedia Commons

Quando andare

Primavera (marzo–maggio) è la stagione migliore per il sentiero. La macchia del promontorio è in piena fioritura — erica, cisto, rosmarino — il mare ha già il suo colore primaverile e il percorso non è ancora affollato come in estate.

Estate (giugno–agosto) è la stagione del bagno. Le lastre di puddinga a Punta Chiappa e agli Scogli Grossi diventano la spiaggia naturale di chi vuole nuotare lontano dagli stabilimenti. Il sentiero nei fine settimana di luglio e agosto è frequentato — specialmente il tratto da San Rocco, che è quello più accessibile in auto. Partire presto al mattino.

Autunno (settembre–ottobre) è la stagione più tranquilla e più bella fotograficamente. Il bosco di lecci mantiene il verde, ma la luce autunnale sul Golfo Paradiso ha quella qualità radente che trasforma le fotografie. Il battello funziona ancora regolarmente.

Inverno (novembre–marzo) trasforma il sentiero. San Nicolò e Porto Pidocchio quasi deserte, il battello con orari ridotti, il mare più scuro e più vivo. Il promontorio in inverno ha una qualità del silenzio che in estate non esiste.

Flora e fauna

Il bosco del promontorio di Portofino che si attraversa nella discesa da San Rocco è una delle macchie mediterranee meglio conservate della Liguria — la protezione del Parco ha impedito lo sviluppo edilizio su questi versanti per decenni.

Il leccio (Quercus ilex) è la specie dominante — con i tronchi contorti e la chioma fitta che crea quella penombra caratteristica del bosco mediterraneo. Insieme ai lecci crescono la fillirea (Phillyrea latifolia), il corbezzolo (Arbutus unedo) con i frutti rossi in autunno, l’erica arborea con i fiori bianchi in primavera. Negli uliveti del tratto iniziale gli ulivi sono spesso vecchi di decenni o secoli — alcuni con i tronchi che richiedono più persone per essere abbracciati.

Sulle rocce della punta e degli Scogli Grossi cresce il finocchietto marino (Crithmum maritimum), con il profumo anisato che si sente già dal sentiero. I capperi (Capparis spinosa) fioriscono nelle fessure della puddinga in estate con i loro grandi fiori bianchi.

Per la fauna, il promontorio è zona di nidificazione del falco pellegrino — avvistabile sulle correnti ascensionali sopra le scogliere. In mare, dall’alto della punta, si vedono spesso i cormorani pescare in immersione e i gabbiani reali planare sulle correnti. Nelle acque dell’Area Marina Protetta le saraghe e i labridi sono visibili dalla punta in trasparenza nei giorni di mare calmo.

Cosa portare

Il tratto da San Rocco a Punta Chiappa è una discesa quasi interamente nel bosco — non richiede equipaggiamento tecnico, ma alcune attenzioni pratiche migliorano l’esperienza.

Scarpe chiuse con suola antiscivolo sono necessarie — il lastricato della crêuza che sale da Camogli è scivoloso con la pioggia, e il sentiero nel bosco ha radici affioranti e roccia esposta nei tratti più ripidi vicino alla costa. Le scarpe da ginnastica lisce non sono adatte. Per chi fa solo la discesa da San Rocco, scarpe da trekking leggere o scarpe da ginnastica con suola scolpita sono sufficienti.

Un marsupio è sufficiente per il percorso breve — acqua, crema solare per la punta esposta al sole, uno strato impermeabile leggero. Chi fa l’anello completo da Camogli porta uno zaino leggero da 15 litri con più acqua e il pranzo al sacco. In estate costume e asciugamano per il bagno agli Scogli Grossi.

Cosa vedere nei dintorni

Camogli merita una passeggiata prima o dopo il sentiero. Il lungolago con i palazzi a trompe-l’œil, il porto con i gozzi, il Museo Marinaro — e la celebre Sagra del Pesce ogni seconda domenica di maggio, quando una gigantesca padella di due metri friggono migliaia di sardine da distribuire gratuitamente alla folla. È uno degli eventi gastronomici più bizzarri e più autentici della Liguria.

San Fruttuoso — raggiungibile via sentiero da Camogli o in battello — è la destinazione naturale per chi vuole allungare la giornata. L’abbazia benedettina, il Cristo degli Abissi, la spiaggia di sassi. Ne abbiamo scritto in una guida dedicata su queste pagine.

Portofino — raggiungibile via sentiero da San Fruttuoso o in battello da Camogli — è l’altro polo del promontorio. Il porticciolo, le ville, il Castello Brown con il panorama sul golfo. Vale una sosta nel tardo pomeriggio quando la folla dei turisti giornalieri se ne va.

Mappa e traccia GPS

Il sentiero è segnalato con il segnavia dei due quadrati rossi pieni dal piazzale di San Rocco fino a Porto Pidocchio, poi senza segnavia fino alla punta. La traccia GPS è disponibile su Wikiloc e Komoot cercando “San Rocco Punta Chiappa” o “sentiero San Rocco Porto Pidocchio Punta Chiappa”. Il sito ufficiale del Parco Naturale Regionale di Portofino (parcoportofino.it) pubblica la descrizione ufficiale del percorso con le indicazioni aggiornate. Il punto di partenza — piazza chiesa di San Rocco di Camogli — è individuabile su Google Maps. Per il battello di ritorno: golfofaparadiso.it.