Nel luglio del 1822, Percy Bysshe Shelley partì da Lerici su un veliero in direzione Livorno. Non arrivò mai. La tempesta che si abbatté sul Golfo tre giorni dopo lo uccise a trentuno anni. Il suo corpo fu trovato sulla spiaggia di Viareggio dieci giorni dopo, con un volume di Keats ancora in tasca. Al momento della cremazione sulla spiaggia, l’amico Edward John Trelawny strappò il cuore dalla pira e lo consegnò alla moglie Mary — l’autrice del Frankenstein.
Shelley aveva passato gli ultimi mesi della sua vita in questa costa. Aveva scritto alcune delle sue poesie più belle guardando il mare del golfo dalla casa di San Terenzo, vicino a Lerici. Aveva nuotato nelle acque tra Lerici e Porto Venere insieme a Byron — che era un nuotatore eccezionale, capace di attraversare il Bosforo a Costantinopoli, e che in questo golfo si sentiva a casa.
Il Sentiero dei Poeti porta i loro nomi — e quelli di D.H. Lawrence, Eugenio Montale, Pier Paolo Pasolini, Elio Vittorini, Cesare Pavese, Marguerite Duras, Carlo Emilio Gadda. Tutti qui, in questo lembo di costa tra La Spezia e la Toscana, in epoche diverse e per ragioni diverse. Tutti attratti da qualcosa che questo golfo ha e che è difficile da descrivere se non percorrendolo dall’alto — dalla cresta che separa la Liguria dall’entroterra, con il mare sotto e i borghi colorati sulla riva.
Il sentiero si chiama anche Alta Via del Golfo. Attraversa tre aree protette: il Parco Naturale Montemarcello Magra, il Parco Nazionale delle Cinque Terre e il Parco Naturale di Porto Venere.
Dati rapidi
Dove: Golfo dei Poeti / Golfo di La Spezia — Liguria di Levante (SP)
Partenza: Bocca di Magra (5 m slm) — o Porto Venere (10 m slm)
Arrivo: Porto Venere — o Bocca di Magra
Segnavia: n. 433 (Lerici–Bocca di Magra) — varianti segnalate lungo tutto il percorso
Tipo: lineare — 5 tappe
Lunghezza totale: 44 km
Dislivello totale: circa 1.800 m
Tappe consigliate:
- Tappa 1 — Bocca di Magra → Montemarcello → Zanego: 14 km, +600 m
- Tappa 2 — Zanego → Lerici → Tellaro: 10 km, +400 m
- Tappa 3 — Tellaro → Ameglia → Sarzana (o rientro): variante pianura
- Tappa 4 — Lerici → Campiglia: 7 km, +500 m
- Tappa 5 — Campiglia → Porto Venere: 6 km, +300 m
Difficoltà: E (Escursionistica) — adatto a camminatori con esperienza di più giorni; tratti su sentiero stretto e ripido; nessuna difficoltà tecnica
Bambini: sì per le singole tappe più brevi — il percorso completo non è adatto a bambini piccoli
Dog-friendly: sì, al guinzaglio
Parcheggio: Bocca di Magra (parcheggio gratuito vicino alla piccola chiesa) — Porto Venere (parcheggio a pagamento)
In treno: stazione di La Spezia Centrale come hub principale — da lì bus o taxi per Bocca di Magra o Porto Venere; stazione di Lerici (bus da La Spezia)
In traghetto: in stagione i battelli collegano La Spezia, Porto Venere, Lerici e i borghi del golfo
Pernottamento: B&B, alberghi e agriturismi nei borghi attraversati — Montemarcello, Lerici, Tellaro e Porto Venere le opzioni migliori
Periodo migliore: aprile–giugno e settembre–ottobre — evitare luglio e agosto per il caldo e la folla

Il Golfo dei Poeti: perché questo nome
Il nome Golfo dei Poeti non è antico — lo inventò il drammaturgo veneziano Sem Benelli nel 1910, in una commedia intitolata La testa di Lorenzo. Ma la cosa che descrive è reale: questo golfo ha effettivamente attratto poeti e scrittori con una continuità che non ha equivalenti in nessun’altra parte della costa italiana.
Byron arrivò qui nel 1822 e affittò casa a Montenero, sopra Lerici. Shelley abitava a San Terenzo, dall’altra riva del golfo. I due si raggiungevano in barca o a nuoto — Byron era il nuotatore, Shelley il visionario che credeva di nuotare meglio di quello che era. Le lettere che si scrissero in quei mesi documentano un’amicizia tra i due poeti romantici più importanti di lingua inglese, nell’ultima estate di Shelley.
Dopo di loro arrivarono gli altri. D.H. Lawrence visse a Lerici nel 1913-1914, completando qui Sons and Lovers e cominciando The Rainbow. Eugenio Montale — il poeta spezzino, il Nobel per la letteratura del 1975 — descrisse questi paesaggi in modo così preciso e così intenso che passeggiare sui sentieri sopra il golfo con le sue Ossi di seppia in mano è uno dei modi più onesti di leggere quella poesia.
Pier Paolo Pasolini trascorse alcune estati a Bocca di Magra — il piccolo paese alla foce del Magra dove nel dopoguerra si ritrovava una comunità intellettuale straordinaria. Elio Vittorini, Pavese, Duras e Carlo Emilio Gadda frequentarono Bocca di Magra nel dopoguerra. La Locanda Ferro — l’unico posto dove si mangiava e ci si riuniva — era una di quelle osterie dove la letteratura si fa nei corridoi e nelle conversazioni tra le portate.
I borghi del golfo: cinque caratteri diversi
Il Sentiero dei Poeti attraversa o sfiora una serie di borghi che sono ognuno una storia a sé.
Bocca di Magra è il punto di partenza — o di arrivo — del sentiero. Non è un borgo medievale pittoresco: è una piccola comunità alla foce del fiume Magra, con le case bianche, il porticciolo dei pescherecci, i ristoranti di pesce. La sua fama è letteraria — è la memoria degli intellettuali del dopoguerra che ci venivano d’estate — più che architettonica.
Montemarcello è tutto il contrario: uno de I Borghi più belli d’Italia, su un promontorio a 260 metri sopra il mare, con le stradine lastricate, le case in pietra, i glicini che coprono i muri. È raggiungibile in auto ma si capisce solo a piedi, nell’ora mattutina quando i turisti non sono ancora arrivati e le finestre sono ancora chiuse.
Lerici è la città principale del golfo sul lato ligure — con il castello medievale che domina il porto, il lungomare, i ristoranti affacciati sull’acqua. È il posto dove Shelley abitava, dove Byron nuotava, e dove oggi si passeggia comprando il gelato guardando le stesse acque.
Tellaro è il gioiello nascosto del golfo — un borgo di case colorate aggrappate a una scogliera, così piccolo che si attraversa in dieci minuti. La chiesa di San Giorgio è letteralmente sul bordo del mare — la leggenda vuole che un polpo abbia salvato il paese da un’incursione pirata suonando le campane con i tentacoli. È la storia più bizzarra e più bella di tutto il Sentiero dei Poeti.
Porto Venere è il punto di arrivo — con la chiesa di San Pietro in cima allo sperone di roccia, le case multicolori del caruggio, la fortezza Doria che guarda verso le isole Palmaria, Tino e Tinetto. Byron ci nuotava fin qui da Lerici. La grotta sotto la chiesa di San Pietro porta ancora il suo nome.
Come organizzare il cammino
Il Sentiero dei Poeti si percorre da Bocca di Magra verso Porto Venere o in senso inverso. La direzione da Bocca di Magra verso Porto Venere ha il vantaggio di avere il panorama sul golfo sempre davanti — man mano che si avanza verso ovest la costa si apre progressivamente e la vista migliora. La direzione inversa è valida per chi parte da Porto Venere in treno o battello.
Il percorso completo richiede tre o quattro giorni con pernottamento nei borghi. Chi vuole fare singole tappe può accedere al sentiero da Montemarcello, Lerici, Tellaro o Campiglia con i bus di linea da La Spezia.
Il battello è la soluzione più comoda per organizzare il rientro senza due auto — in stagione i servizi navali collegano i borghi del golfo con La Spezia e tra loro. Verificare gli orari aggiornati su navigazionegolfodeipoeti.it.
Il percorso passo per passo
Tappa 1 — Bocca di Magra → Montemarcello → Zanego
Da Bocca di Magra si sale verso Montemarcello per la strada o per il sentiero nel bosco. Montemarcello merita sempre una sosta — la piazza centrale con la chiesa, i vicoli che finiscono sul panorama, la luce del mattino sulle case in pietra.
Da Montemarcello si prende il sentiero 433 verso Zanego. Il percorso scende tra la macchia mediterranea — lentisco, cisto, ginepro — con aperture sul golfo e sulla foce del Magra. Le “Quattro strade” di Zanego — il crocevia che dal 1328 era usato come punto di deliberazione sui confini territoriali tra le comunità locali — è uno di quei luoghi dove la storia si manifesta nella topografia senza cartelli esplicativi.
Tappa 2 — Zanego → Lerici → Tellaro
Questo è il tratto più vario del percorso — si scende verso Lerici attraverso i boschi di corbezzolo e pino marittimo, si attraversa il centro del paese con il castello e il porto, e poi si prende il sentiero che porta a Tellaro lungo la costa.
Il sentiero da Lerici a Tellaro è uno dei più panoramici dell’intero golfo — due ore di sentiero stretto tra la macchia e il mare, con le viste sull’isola Palmaria e sul promontorio di Porto Venere. Arrivare a Tellaro e sedersi sulla piazzetta con la chiesa di San Giorgio sul bordo della scogliera è la ricompensa naturale di questa tappa.
Tappa 3 — La variante di Ameglia e Sarzana
Dal golfo si può fare una deviazione verso l’interno — Ameglia con il suo castello medievale, Sarzana con la Fortezza di Castruccio e la Cittadella. Non è la parte più scenografica del sentiero, ma è quella dove si capisce il retroterra storico del golfo: i castelli di controllo del territorio, le strade medievali, l’entroterra ligure che il turismo costiero tende a ignorare.
Tappa 4 — Lerici → Campiglia
Da Lerici si sale verso Campiglia — un dislivello di 500 metri che porta da 10 a 400 metri di quota, con il golfo che si allarga progressivamente alle spalle. A Campiglia il sentiero si trova nel punto più alto dell’intera traversata — e la vista qui abbraccia contemporaneamente il Golfo dei Poeti, il Mar Ligure e, nelle giornate limpide, la Corsica all’orizzonte.
Tappa 5 — Campiglia → Porto Venere
La discesa finale verso Porto Venere è quella che molti descrivono come la migliore del percorso. Il sentiero scende attraverso il Parco Naturale di Porto Venere tra macchia e scogliera, con le isole sempre più vicine e la chiesa di San Pietro sempre più alta all’orizzonte, fino all’arrivo nel caruggio di Porto Venere e alla terrazza sulla Grotta di Byron.
Byron, Shelley e il mare che li ha presi entrambi
C’è qualcosa di malinconico nel fatto che due dei più grandi poeti romantici abbiano trovato in questo golfo il loro posto preferito al mondo — e che il golfo abbia preso uno di loro.
Byron sopravvisse — morì in Grecia nel 1824, combattendo per l’indipendenza greca, due anni dopo l’estate di Lerici. Ma Shelley morì qui, in queste acque, in un incidente che aveva qualcosa di inevitabile per uno che non sapeva nuotare e che continuava a uscire in mare su barche a vela.
La Grotta di Byron a Porto Venere — la caverna sotto la chiesa di San Pietro, raggiungibile a piedi o in barca — è il luogo dove secondo la tradizione Byron scriveva e si ritirava a meditare. Non è una grotta grande. È buia, fresca, con il rumore del mare che entra dall’apertura sulla scogliera. È il tipo di posto che un poeta romantico cercherebbe.
Montale invece era di qui — nato a Genova ma cresciuto spiritualmente su questa costa. I suoi versi sulla Liguria non sono cartoline: sono geologia emotiva, il tentativo di capire cosa la pietra e il sale facciano a chi ci vive sopra. Leggere Meriggiare pallido e assorto guardando il mare da Montemarcello è uno di quei momenti in cui la letteratura e il paesaggio si spiegano a vicenda.

Quando andare
Primavera (aprile–maggio) è la stagione migliore. La macchia mediterranea è in piena fioritura — rosmarino, cisto, lentisco, ginestra — i borghi non sono ancora invasi dalla folla estiva, e il mare ha già quella trasparenza primaverile che in estate si perde. I sentieri non sono ancora battuti dal caldo.
Estate (giugno–agosto) è la stagione più frequentata. Lerici, Tellaro e Porto Venere in luglio e agosto sono affollate. Il sentiero nei tratti esposti al sole può essere caldo nelle ore centrali — partire all’alba e fare le soste nei borghi nelle ore più calde. I battelli per il rientro funzionano con la massima frequenza.
Autunno (settembre–ottobre) è la seconda stagione consigliata. Il mare è ancora caldo per chi vuole fare il bagno nelle calette lungo il percorso, i borghi recuperano la loro dimensione quotidiana, e la luce del pomeriggio sulle acque del golfo ha quella qualità che i pittori ottocenteschi cercavano.
Inverno (novembre–marzo) è percorribile nelle giornate senza pioggia. Il sentiero è quasi deserto, i borghi hanno un carattere diverso da quello estivo, e la Grotta di Byron a Porto Venere senza folla è un’esperienza completamente diversa da quella estiva.
Flora
La macchia mediterranea che domina i versanti del Sentiero dei Poeti è una delle più integre della Liguria orientale — la protezione dei tre parchi ha impedito lo sviluppo edilizio che ha compromesso gran parte della costa ligure.
Lungo il sentiero si incontrano:
- Lentisco (Pistacia lentiscus) — sempreverde, dominante sulla macchia bassa esposta al mare
- Corbezzolo (Arbutus unedo) — con fiori bianchi e frutti rossi contemporanei in autunno
- Cisto (Cistus spp.) — fiori bianchi e rosa in primavera, profumo resinoso intenso
- Ginepro fenicio (Juniperus phoenicea) — sui tratti rocciosi più esposti al vento di mare
- Pino marittimo (Pinus pinaster) — nei tratti più interni e ombreggiati
- Erica arborea — fiorisce tra febbraio e aprile con i piccoli fiori bianchi
- Rosmarino selvatico (Salvia rosmarinus) — sulle rocce più esposte, riconoscibile dal profumo
Cosa portare
Il Sentiero dei Poeti è un cammino di più giorni su terreno vario — tecnicamente non difficile ma fisicamente impegnativo per la lunghezza e i dislivelli cumulativi.
Scarpe da trekking con suola antiscivolo sono la scelta corretta — il sentiero alterna mulattiera, sentiero stretto su roccia, tratti lastricati e discese su terriccio che dopo la pioggia diventa scivoloso. I bastoncini da trekking sono utili nelle discese verso Lerici e verso Porto Venere.
Acqua: portare almeno 1,5 litri per tappa — i borghi permettono il rifornimento ma tra un paese e l’altro i punti d’acqua sono rari. Uno zaino da 30–40 litri per il cammino di più giorni — cambio completo, sacco lenzuolo per i pernottamenti, kit di pronto soccorso. In estate costume e asciugamano — le calette lungo il percorso sono alcune delle più belle del golfo.
Uno strato impermeabile leggero è sempre necessario — i temporali sul golfo possono arrivare rapidamente. Crema solare e cappello per i tratti esposti al sole.
Cosa vedere nei dintorni
Le isole Palmaria, Tino e Tinetto — visibili per tutto il percorso e raggiungibili in battello da Porto Venere. Palmaria è la più grande e la più accessibile, con sentieri e calette bellissime. Tino è chiusa al pubblico (appartiene alla Marina Militare) tranne il 13 settembre, giorno di San Venerio. Tinetto è uno scoglio disabitato.
Cinque Terre — il Parco Nazionale confinante con il Parco di Porto Venere è raggiungibile via treno da La Spezia o via sentiero dal lato di Porto Venere. Il Sentiero Azzurro — o quello degli Dei dall’altra costa — è il completamento naturale di una settimana di cammino in questa zona.
Sarzana — la città medievale a pochi chilometri dall’interno ha la Fortezza di Castruccio, la Cittadella e un centro storico con mercati di antiquariato che sono tra i più frequentati della Liguria.
Mappa e traccia GPS
Il sentiero principale è il n. 433 con segnavia bianco/rosso. La traccia GPS completa è disponibile su Wikiloc e Komoot cercando “Sentiero dei Poeti Alta Via del Golfo” o “Alta Via del Golfo La Spezia”. Il sito del Parco Naturale di Montemarcello-Magra-Vara pubblica la cartografia ufficiale con tutti i sentieri dell’area. Per i battelli del golfo: navigazionegolfodeipoeti.it — verificare gli orari stagionali aggiornati.
