Nel 1306 Dante Alighieri percorse questo stesso tratto di costa ligure durante un viaggio verso la Francia. Dall’alto di Capo Noli rimase così colpito dalla vista sulla Repubblica Marinara di Noli che la immortalò nella Divina Commedia, nel IV canto del Purgatorio: “Vassi in Sanleo e discendesi in Noli”. Settecento anni dopo, il Sentiero del Pellegrino continua a fermare chi lo percorre negli stessi punti.
È il trekking più famoso del Ponente Ligure. Sei chilometri tra le falesie bianche di Capo Noli e il blu del mare, grotte leggendarie, chiese medievali abbandonate, storie di pirati saraceni e contrabbandieri. Non è il sentiero più lungo né il più impegnativo della Liguria — ma è probabilmente quello con il maggior numero di cose da vedere per chilometro percorso.
Dati rapidi
- Partenza: Varigotti (Via Strada Vecchia) o Noli (Via XXV Aprile)
- Arrivo: Noli o Varigotti
- Lunghezza: circa 6 km (solo andata)
- Dislivello: circa 350 metri
- Quota massima: 260 metri (Monte di Capo Noli)
- Tempo: 2,5 – 3 ore (solo andata)
- Difficoltà: E — medio-facile
- Bambini: Sì, dai 6-7 anni in su
- Bici: MTB su alcuni tratti
- Cani: Sì, al guinzaglio
- Punti ristoro: Nessuno lungo il percorso
- Tutto l’anno: Sì
Il sentiero e i suoi personaggi
Prima di parlare di chilometri e dislivelli, vale la pena capire cosa rende questo percorso diverso da tutti gli altri sentieri costieri liguri. La risposta è nelle storie che ci sono rimaste attaccate.
Il nome “Sentiero del Pellegrino” non è casuale. Lungo il tracciato si incontrano almeno tre antiche chiese — San Lorenzo, Santa Margherita, San Lazzaro — oggi sconsacrate e ridotte a ruderi, un tempo mete di pellegrinaggio medievale. Il sentiero era probabilmente una rotta percorsa dai pellegrini che si spostavano lungo la costa. Dante era uno di loro, nel senso più laico del termine: un viaggiatore che passò di qui e non se ne dimenticò.
Ma il personaggio più singolare che il sentiero ha da raccontare è più recente. Poco dopo la partenza da Varigotti, si incontra un muretto coloratissimo decorato con salvagenti, stelle marine e scritte in inglese: è il Mausoleo dell’Australiano, opera di Giuseppe Cerisola, marinaro di Varigotti che trascorse gran parte della vita in Australia — prima come prigioniero di guerra, poi come lavoratore. Tornato in paese negli anni Settanta, iniziò a costruire quest’opera autobiografica nel terreno vicino al suo orto, registrando in cemento e colori le avventure e i salvataggi di una vita intera.
E poi c’è la Baia dei Saraceni, il cui nome non è un’invenzione turistica. La conformazione naturale del porto di Varigotti la rese per secoli il punto d’approdo perfetto per le incursioni dei pirati nordafricani. La rete di torri di avvistamento costruita lungo il promontorio — di cui la Torre delle Streghe è l’esempio meglio conservato — serviva esattamente a questo: avvisare la popolazione quando le vele dei saraceni comparivano all’orizzonte.
I luoghi simbolo del Sentiero del Pellegrino
- Chiesa di San Lorenzo — abbazia a picco sul mare
- Mausoleo dell’Australiano — memoria personale trasformata in arte spontanea
- Torre delle Streghe — confine storico e punto panoramico
- Grotta dei Falsari — antico rifugio di contrabbandieri
- Monte di Capo Noli — il balcone naturale sul Ponente ligure

Il percorso: cosa trovi chilometro per chilometro
La maggior parte degli escursionisti parte da Varigotti e arriva a Noli — e ha ragione a farlo. La salita iniziale da Varigotti è subita ripida, ma dopo pochi minuti la vista sulla Baia dei Saraceni ripaga qualsiasi sforzo. Partendo da Noli invece la salita è più dolce ma la discesa finale su Varigotti è più tecnica e scivolosa, specialmente con terreno bagnato.
Il sentiero inizia alla fine di Via Strada Vecchia, nella parte est di Varigotti in direzione Noli. Una scalinata sulla sinistra, ben segnalata, segna l’inizio del percorso. Si sale subito tra gli ulivi, poi la vegetazione lascia spazio alla macchia mediterranea e i panorami si aprono rapidamente.
Dopo circa 15 minuti si incontra il primo bivio importante: una deviazione a destra porta alla Chiesa di San Lorenzo, abbazia benedettina dei secoli XI-XII che fu parrocchia di Varigotti fino al 1586. Sorge a picco sul mare in una posizione straordinaria. La deviazione è davvero da fare.
Ripreso il sentiero principale, si incontra il Mausoleo dell’Australiano, poi si sale verso Punta Crena (234 metri), uno dei punti panoramici più belli di tutta la Riviera di Ponente. Da qui in poi il percorso si mantiene in quota, alternando tratti aperti sulle falesie e attraversamenti nella macchia mediterranea.
Una deviazione porta alla Torre delle Streghe (225 metri), eretta nel 1582 dagli abitanti di Noli per delimitare il confine con Varigotti. Il nome curioso ha due possibili origini: secondo alcuni deriva da “strie” — striature, probabilmente incisioni rupestri presenti nella zona — secondo la versione popolare invece fu usato dagli abitanti di Noli per deridere le donne di Varigotti. Il panorama da qui è favoloso.
Il punto più emozionante arriva poco dopo: il bivio per la Grotta dei Falsari, nota anche come Antro dei Briganti o Grotta dei Briganti. Si scende lungo un tratto attrezzato con corde fisse fino a una cavità naturale nella falesia, aperta direttamente sul mare. Vista dall’interno sulla costa ligure, luce che cambia con l’ora del giorno, leggende di contrabbandieri che nascondevano le merci nelle sue pareti. Vale da sola il viaggio. Calcola 30 minuti di deviazione andata e ritorno.
Tornati sul sentiero, si raggiunge la sommità del Monte di Capo Noli (260 metri), punto più alto del percorso, con il vecchio Semaforo — postazione telegrafica militare oggi dismessa. Da qui inizia la discesa verso Noli, con i ruderi della Chiesa di Santa Margherita, i resti dell’Eremo del Capitano D’Albertis nascosti dalla natura, e infine l’arrivo in Piazza Don Vivaldo, a pochi passi dal mare.
Difficoltà: più insidioso di quanto sembra
Sulla carta il Sentiero del Pellegrino è medio-facile — classificazione E (Escursionistico) secondo la scala CAI, nessuna difficoltà tecnica alpinistica. Ma ci sono alcune cose da sapere.
Il primo tratto da Varigotti è subito ripido. Non è pericoloso, ma chi non è abituato alla camminata in salita potrebbe trovarlo faticoso. La discesa verso la Grotta dei Falsari è attrezzata con corde fisse ma richiede un minimo di attenzione, specialmente con bambini.
La vera variabile è il meteo. Con pioggia o terreno umido il sentiero cambia carattere: le pietre calcaree diventano scivolose, alcuni tratti esposti richiedono più cautela. In caso di maltempo è meglio rimandare. Lo stesso vale per l’estate con caldo intenso: il percorso è poco ombreggiato e molto esposto al sole, e senza punti ristoro né fontane lungo il tracciato il caldo può diventare un problema.
| Luogo | Troverai | Consiglio |
| Salita da Varigotti | Ripida da subito | Procedi con ritmo lento |
| Terreno asciutto | Sentiero scorrevole | Scarpe con buona suola |
| Dopo pioggia | Pietre scivolose | Avanza con cautela |
| Caldo estivo | Esposti a molto sole | Porta più acqua |
| Grotta dei Falsari | Discesa complessa | Evita scarpe lisce |
| Discesa verso Varigotti | Tratti più tecnici | Bastoncini possono essere utili |
Come arrivare e dove parcheggiare
In auto da Genova: autostrada A10, uscita Spotorno, poi SS1 Aurelia verso Finale Ligure fino a Noli o Varigotti (circa 5 km).
In auto da Milano/Torino: A26 fino a Savona, poi A10 direzione Ventimiglia, uscita Spotorno.
In auto da Ventimiglia: A10, uscita Finale Ligure, poi SS1 Aurelia direzione Savona.
In treno: stazione Spotorno-Noli sulla linea Genova-Ventimiglia. Da lì autobus linea 40 per Noli.
Parcheggi a Noli: il più comodo e gratuito è in Via IV Novembre, dietro l’Aurelia nei pressi di Piazza Vivaldo. Altri parcheggi a pagamento nel centro.
Parcheggi a Varigotti: in Via degli Ulivi o Via degli Orti nei pressi della SS1. Gratuiti in inverno, a pagamento da aprile a ottobre con tariffe variabili per giorno festivo o infrasettimanale.
Il ritorno: bus, A/R o Aurelia?
Il Sentiero del Pellegrino non è un percorso ad anello — parte da un borgo e arriva in un altro. Per tornare al punto di partenza hai tre opzioni.
La più comoda è il bus linea 40 TPL, che collega Noli e Varigotti con frequenza di circa 30 minuti. Se lasci l’auto a Noli e parti da Varigotti, è la soluzione perfetta.
In alternativa puoi ripercorrere il sentiero in senso inverso — circa 5-6 ore totali, ottima scelta se vuoi fare l’escursione completa andata e ritorno.
Sconsigliato invece tornare a piedi lungo la Via Aurelia: la strada costiera è trafficata, priva di marciapiede e pericolosa in diversi punti nonostante i panorami suggestivi.

Quando andare
Il Ponente Ligure ha un clima mite tutto l’anno e il sentiero del pellegrino si percorre anche in pieno inverno, con temperature che raramente scendono sotto i 10°C nelle giornate soleggiate. Paradossalmente gennaio e febbraio sono tra i mesi più piacevoli: zero folla, luce invernale bassa e orizzontale che esalta i colori delle falesie, e la possibilità di avere il sentiero quasi tutto per sé.
La primavera è il periodo di punta per qualità dell’esperienza: temperatura ideale, vegetazione verde, mare già bello da vedere. L’autunno offre condizioni simili.
L’estate è tecnicamente percorribile ma sconsigliata nelle ore centrali della giornata — il percorso è molto esposto e senza ombra. Se vuoi farlo ad agosto, parti all’alba.
Un avvertimento per qualsiasi stagione: evita i fine settimana di primavera e autunno. Il Sentiero del Pellegrino è tra i più frequentati della Liguria e nei giorni di punta diventa sovraffollato.
Cosa mettere nello zaino
Il dettaglio più importante da tenere a mente: lungo il percorso non ci sono fontane né punti ristoro. Devi portare tutto quello che ti serve da casa.
Porta almeno 1,5 litri d’acqua a persona — di più in estate. Un pranzo al sacco è consigliato: il punto panoramico vicino alla Grotta dei Falsari, con vista sul mare, è il posto perfetto per una pausa. Le scarpe da trekking o da ginnastica robuste con suola antiscivolo sono indispensabili — il terreno è pietroso e irregolare, e le falesie calcaree bagnate scivolano. Una giacca a vento leggera nello zaino non pesa nulla e torna utile sui tratti esposti al vento.
Per un’escursione di 3-4 ore uno zaino da 20 litri è più che sufficiente. Se vai con bambini e devi portare più acqua e cibo, considera un modello da 25-30 litri con tasche laterali per le borracce.
Noli e Varigotti: due borghi da non perdere
Il cammino del pellegrino inizia e finisce in due luoghi che valgono una visita a sé.
Noli è una delle sole cinque Repubbliche Marinare italiane — insieme a Venezia, Genova, Amalfi e Pisa — e conserva intatto il suo centro medievale con torri, vicoli stretti e la chiesa romanica di San Paragorio, uno dei più importanti esempi di architettura romanica ligure. Vale una passeggiata dopo l’escursione, prima di prendere il bus per tornare a Varigotti.
Varigotti ha un’architettura che non trovi altrove in Liguria: le case del borgo antico sono basse, squadrate, con muri dai colori intensi tra il giallo e l’arancione acceso — eredità diretta della presenza saracena che ha segnato questa costa per secoli. La Baia dei Saraceni, con sabbia chiara e acqua cristallina, è considerata una delle spiagge più belle della Riviera di Ponente.
Mappa e traccia GPS
Il sentiero è segnalato con X rossa nel tratto da Varigotti verso Noli e con pallino rosso (segnavia N.1) nel tratto da Noli verso Varigotti. La segnaletica è presente ma non sempre uniforme — in alcuni punti richiede attenzione.
Per la navigazione GPS il percorso è disponibile su Komoot (cerca “Sentiero del Pellegrino Noli Varigotti”), Wikiloc e AllTrails con tracce GPX scaricabili.
Immagine di copertina: Capricornis crispus – Wikimedia Commons
