Sestri Levante è costruita su quella che un tempo era un’isola — un lembo di terra che si protende nel Mar Ligure collegato alla terraferma da un sottile istmo, con una baia su ogni lato. Da un lato la Baia delle Favole, ampia e vivace, con il porto turistico e il lungomare. Dall’altro la Baia del Silenzio, piccola e raccolta, con i colori delle case che si riflettono nell’acqua.

Dal centro di Sestri c’è un sentiero che sale al promontorio di Punta Manara — 180 metri di dislivello nella macchia mediterranea, una torre saracena in cima, e da lassù le due baie che si vedono contemporaneamente: quella delle Favole a sinistra, quella del Silenzio a destra, con il borgo in mezzo che sembra ancora un’isola come era un tempo.

È il percorso più bello che si possa fare a Sestri Levante senza prendere un battello. E in certi momenti della giornata è uno dei punti panoramici più belli della Liguria.

Dati rapidi

Dove: Sestri Levante (GE) — Riviera Ligure di Levante, Liguria

Partenza: Baia del Silenzio, Sestri Levante — oppure Riva Trigoso (per il percorso inverso)

Arrivo: Punta Manara con torre saracena (180 m slm) — discesa a Riva Trigoso

Segnavia: segnaletica locale — sentiero ben indicato con cartelli da Sestri e da Riva Trigoso

Tipo: lineare (Sestri–Punta Manara–Riva Trigoso) — A/R da Sestri o da Riva Trigoso

Lunghezza: 4 km (lineare Sestri–Riva Trigoso) — 8 km A/R da Sestri

Dislivello: circa 180 m

Tempo: 1h–1h15 (solo salita da Sestri a Punta Manara) — 2h–2h30 (lineare con soste) — 3h A/R

Difficoltà: E (Escursionistica) — adatto a tutti con scarpe adeguate; alcuni tratti esposti sul versante di Riva Trigoso

Bambini: sì per la salita fino alla torre — con riserva per la discesa su Riva Trigoso (tratti ripidi e stretti)

Dog-friendly: sì, al guinzaglio

Parcheggio: parcheggi a pagamento in centro a Sestri Levante — in alternativa parcheggio a Riva Trigoso (gratuito, più ampio) con percorso inverso

In treno: stazione di Sestri Levante (linea Genova–La Spezia) — a 10 minuti a piedi dalla Baia del Silenzio

Punti ristoro: numerosi bar e ristoranti a Sestri e a Riva Trigoso — nessuno sul sentiero

Periodo migliore: primavera e autunno — evitare le ore centrali estive per il caldo sulla macchia esposta

Mappa stilizzata del Sentiero per Punta Manara

La città dei due mari: una geografia che non si inventa

Sestri Levante è una delle poche città liguri che si può capire davvero solo guardandola dall’alto — e Punta Manara è il punto giusto da cui farlo.

La penisola di Sestri era un’isola fino al Medioevo. Il tombolo — la striscia di terra che la unisce alla terraferma, larga in certi punti meno di duecento metri — si è formato progressivamente per deposito di sedimenti, e nel corso dei secoli è stato consolidato con interventi umani che hanno definitivamente saldato l’isola alla costa. Il risultato è quella conformazione singolare che si vede ancora oggi: una lingua di terra con una baia su ogni lato, completamente diversa nell’orientamento, nell’esposizione al vento e nel carattere.

La Baia delle Favole è esposta a ovest, aperta al largo del Tigullio, con il fondo sabbioso e il lungomare alberato. Prende il nome da Hans Christian Andersen, che qui soggiornò nell’autunno del 1833 durante il suo Grand Tour europeo. Rimase così colpito dalla bellezza del posto che ne scrisse nei suoi diari. La denominazione “Baia delle Favole” è però più recente — fu il presentatore televisivo Enzo Tortora a coniare il nome, in occasione di una puntata di uno spettacolo registrata a Sestri, come omaggio allo scrittore danese. Prima di Tortora, quella baia si chiamava semplicemente Baia di Ponente.

La Baia del Silenzio è esposta a est, riparata dalla penisola, con il fondo di ghiaia fine e le case colorate che scendono fino all’acqua. Il nome lo inventò il poeta sestrese Giovanni Descalzo nel 1919 — colpito dalla quiete e dalla luce di quel tratto di mare in una mattina d’autunno. Non è un nome di marketing: è un nome di poeta, e lo si sente.

Da Punta Manara le due baie si vedono insieme per la prima volta — e si capisce in un colpo solo la geometria di questo posto, quella strana simmetria di acque che ha attratto scrittori, pittori e viaggiatori per secoli.

La torre saracena: avvistamento sul Tigullio

In cima a Punta Manara, sul punto più alto del promontorio, rimangono i ruderi di una torre di avvistamento saracena — una delle decine di torri costruite lungo la costa ligure tra il XVI e il XVII secolo dal Banco di San Giorgio prima e dalla Repubblica di Genova poi, come sistema di difesa e comunicazione visiva contro le incursioni dei corsari barbareschi.

Le torri erano posizionate in modo da vedersi l’una con l’altra — da Punta Manara si vedeva la torre di Moneglia a sud e quella di Portofino a nord. Quando una vedetta avvistava imbarcazioni sospette, accendeva un fuoco visibile alle torri vicine, che a loro volta lo ritrasmettevano lungo la costa fino ai presidi militari. Era un sistema di allerta precoce che funzionava a velocità della luce — letteralmente, considerando che il segnale era fatto di fuoco.

La torre di Punta Manara è in stato di rudere — le pareti sono in parte crollate, la sommità è aperta al cielo. Non si può entrare in sicurezza, ma dall’esterno il contesto è già eloquente: la roccia su cui poggiano le fondamenta, la vista sul mare su tre lati, la sensazione di essere nel posto esatto dove qualcuno stava sveglio di notte a scrutare l’orizzonte aspettando navi che non voleva vedere arrivare.

Come arrivare e dove parcheggiare

Sestri Levante è raggiungibile in auto dall’Autostrada A12 Genova–Livorno uscendo a Sestri Levante. Il centro storico è in gran parte ZTL — trovare parcheggio in estate è difficile e costoso. Le soluzioni migliori sono il parcheggio scambiatore sul lato nord della città, da dove si raggiunge il centro a piedi in 10 minuti, oppure lasciare l’auto a Riva Trigoso — il paese a est del promontorio, con parcheggi gratuiti e ampi — e fare il percorso in senso inverso: salire da Riva Trigoso a Punta Manara e scendere su Sestri.

In treno è la soluzione migliore. La stazione di Sestri Levante è sulla linea Genova–La Spezia — treni frequenti da entrambe le direzioni, regionale e intercity. Da Genova circa 50 minuti, da La Spezia circa 40 minuti, da Milano circa 2 ore con cambio a Genova. La stazione è a meno di 10 minuti a piedi dalla Baia del Silenzio, punto di partenza del sentiero. La stazione di Riva Trigoso — fermata successiva verso La Spezia — permette di organizzare il percorso lineare in modo ideale: arrivare a Sestri, camminare fino a Riva Trigoso, prendere il treno di ritorno.

Il percorso passo per passo

Dalla Baia del Silenzio all’imbocco del sentiero

Si parte dalla Baia del Silenzio — vale la pena fermarsi qualche minuto sul lungomare prima di salire, perché la baia a quest’ora del mattino, senza turisti, con le barche dei pescatori ormeggiate e le facciate colorate che riflettono la luce sull’acqua, è qualcosa che le fotografie non riescono a comunicare bene.

Dal lato est della baia si imbocca Via XXV Aprile, che costeggia il porto peschereccio. Poco dopo la strada sale a sinistra — un cartello indica Punta Manara. Si sale tra le ultime case di Sestri, con qualche rampa di scale in pietra, fino a raggiungere il punto dove la città finisce e la macchia comincia.

La salita nella macchia: il tratto panoramico

Dal primo tornante la macchia mediterranea chiude intorno al sentiero — lentisco, cisto, rosmarino selvatico, corbezzolo con i frutti rossi in autunno. Il profumo è quello della Liguria costiera: resinoso, intenso, con la salinità del vento di mare che si mescola alla resina dei pini marittimi.

Il sentiero sale con tornanti regolari, mai con pendenze violente, sempre nel bosco o nella macchia. In alcuni tratti la vegetazione si apre sulla sinistra — verso la Baia del Silenzio — e la prospettiva cambia a ogni curva. Prima si vede solo l’acqua, poi si comincia a vedere il profilo della penisola con i campanili, poi il Tigullio che si allarga verso Chiavari e verso il Promontorio di Portofino.

Dopo circa 40 minuti di salita il sentiero raggiunge il punto più alto del promontorio — e la torre appare.

La torre e il panorama a 360 gradi

Il panorama dalla torre di Punta Manara è esattamente quello che ci si aspetta dopo aver guardato le due baie di Sestri dal basso per anni: si vedono tutte e due insieme, con il borgo in mezzo, e si capisce finalmente la geometria del posto.

A sinistra — verso ovest — la Baia delle Favole con il lungomare e il porto. A destra — verso est — la Baia del Silenzio con le case colorate e la piccola spiaggia. In mezzo la penisola, stretta come un corridoio tra due mari. Più a ovest si riconosce il Promontorio di Portofino, con la sua sagoma inconfondibile. Verso est si vedono Moneglia e il suo castello, e più lontano la costa che scende verso le Cinque Terre.

È uno di quei panorami che si guardano a lungo — non perché ci sia bisogno di molto tempo per capirlo, ma perché la luce cambia continuamente e ogni dieci minuti il quadro è diverso.

La discesa su Riva Trigoso

Dal promontorio il sentiero scende verso est, sul versante opposto rispetto alla salita. Questo tratto è più ripido e più esposto di quello dell’andata — alcuni passaggi stretti tra la roccia, qualche tratto con la vegetazione che stringe il sentiero a pochi centimetri — ma non presenta difficoltà tecniche. Richiede attenzione e scarpe adeguate.

Si scende verso la costa con viste sempre più ravvicinate sulla Baia dei Saraceni — una piccola cala tra Punta Manara e Riva Trigoso, raggiungibile solo via mare, con l’acqua di un colore che giustifica il viaggio in kayak o SUP dalla spiaggia di Sestri.

Il sentiero arriva a Riva Trigoso sbucando sul lungomare — una frazione di Sestri Levante con un carattere del tutto diverso: cantiere navale, porto peschereccio, bar con i tavoli fuori e una clientela locale che non ha mai sentito parlare di turismo esperienziale. È la Liguria reale, quella che esiste al di là delle cartoline.

Da Riva Trigoso si torna a Sestri in treno (2 minuti, una corsa ogni ora circa) o a piedi lungo la strada costiera (circa 3 km, 40 minuti).

Varianti e combinazioni

A/R da Sestri: chi non vuole fare il percorso lineare torna indietro per lo stesso sentiero. La discesa verso Sestri richiede circa 45 minuti — più rapida della salita, ma con l’attenzione dovuta alla macchia scivolosa dopo la pioggia.

A/R da Riva Trigoso: chi parcheggia a Riva Trigoso fa il percorso in senso inverso — salita da Riva, torre, discesa su Sestri, giro per il centro storico e la Baia del Silenzio, ritorno in treno o a piedi. È la soluzione logisticamente più comoda perché risolve il problema del parcheggio.

Verso Moneglia: dal sentiero principale si stacca una variante che scende verso Moneglia attraverso il versante sud del promontorio. Aggiunge circa 2 km e 100 metri di dislivello, porta a una delle spiagge più belle del Tigullio orientale, e permette il ritorno in treno da Moneglia a Sestri (10 minuti). Non è percorso adatto a bambini piccoli per la lunghezza complessiva.

Panorama da Punta Manara
Merovingian~itwiki – Wikimedia Commmons

Quando andare

Primavera (marzo–maggio) è il momento migliore in assoluto. La macchia mediterranea è in piena fioritura — il cisto bianco e rosa, la ginestra gialla, l’erica — e i profumi sul sentiero sono quelli che la Liguria di levante sa dare meglio. La Baia del Silenzio non è ancora affollata, la luce mattutina è nitida, il panorama dalla torre ha quella qualità che d’estate il calore cancella.

Estate (giugno–agosto) è la stagione più frequentata. Il sentiero nei fine settimana di agosto può essere affollato nei tratti più stretti. Il caldo sulla macchia esposta è intenso nelle ore centrali — partire entro le 8 del mattino o dopo le 17. In estate la Baia del Silenzio si riempie nelle ore centrali: l’alba o il tardo pomeriggio sono i momenti migliori.

Autunno (settembre–ottobre) è ottima stagione. Il corbezzolo ha i frutti rossi, i colori della macchia cambiano, la luce del pomeriggio sulla Baia del Silenzio è quella delle fotografie più belle di Sestri Levante. Il mare è ancora caldo per chi vuole fare il bagno a Riva Trigoso dopo il trekking.

Inverno (novembre–marzo) è percorribile nelle giornate senza pioggia. Il sentiero è quasi deserto, le due baie hanno i loro colori più cupi ma anche la loro luce più onesta. Il profumo della macchia in una mattina invernale soleggiata non ha niente da invidiare all’estate.

Flora e fauna

La macchia mediterranea di Punta Manara è una delle più integre del Tigullio — il promontorio, non coltivato e non urbanizzato, ha permesso alla vegetazione di svilupparsi quasi indisturbata.

Le specie dominanti sul versante di Sestri, più ombreggiato e umido:

  • Lentisco (Pistacia lentiscus) — sempreverde, con i frutti rossastri in autunno
  • Corbezzolo (Arbutus unedo) — con la caratteristica simultaneità di fiori bianchi e frutti rossi
  • Erica arborea — fiorisce tra febbraio e aprile con i piccoli fiori bianchi
  • Pino marittimo (Pinus pinaster) — nei tratti più aperti e soleggiati
  • Fillirea (Phillyrea latifolia) — arbusto sempreverde tipico della macchia ligure

Sul versante di Riva Trigoso, più secco e soleggiato:

  • Cisto (Cistus spp.) — con le grandi fioriture bianche e rosa in primavera
  • Rosmarino (Salvia rosmarinus) — sulle rocce più esposte
  • Ginestra (Spartium junceum) — con la fioritura gialla intensa tra aprile e giugno

Per la fauna, il promontorio ospita il falco pellegrino che nidifica sulle pareti rocciose verso la Baia dei Saraceni. Le lucertole campestri sono ovunque sui massi soleggiati. In mare, dalla torre nelle giornate di calma, si vede il fondo della Baia dei Saraceni a diversi metri di profondità — le praterie di posidonia sono visibili come macchie scure sul fondo chiaro.

Cosa portare

Il sentiero per Punta Manara è breve e non tecnicamente impegnativo — 180 metri di dislivello in circa un’ora. L’equipaggiamento è quello minimo per un’escursione costiera.

Scarpe chiuse con suola antiscivolo sono indispensabili — la macchia mediterranea su roccia calcarea è scivolosa dopo la pioggia o con la rugiada mattutina, e le infradito o i sandali piatti non sono adeguati sui tratti più ripidi della discesa verso Riva Trigoso. Scarpe da trekking leggere o scarpe da ginnastica con suola in gomma scolpita funzionano bene in condizioni asciutte.

Un marsupio o una piccola borsa è sufficiente — non serve zaino per un percorso di due ore. Portare almeno una borraccia da mezzo litro: non ci sono fontane sul sentiero. In estate costume e asciugamano se si vuole fare il bagno a Riva Trigoso dopo la discesa — le spiagge di Riva Trigoso sono libere e l’acqua è buona. Uno strato impermeabile leggero in primavera e autunno — i temporali sul Tigullio arrivano velocemente dal mare.

Sestri Levante: cosa vedere prima o dopo il sentiero

Baia del Silenzio — la spiaggia di ghiaia con le case colorate che si riflettono nell’acqua è il cuore di Sestri. Al mattino presto, prima che arrivino i turisti, è uno dei posti più belli della Liguria. La passeggiata sul lungomare fino alla punta della penisola, con i due mari visibili contemporaneamente, è il contrappunto perfetto al panorama visto dall’alto.

Caruggi di Sestri — il centro storico della penisola è un sistema di vicoli stretti con i portali in ardesia, le botteghe artigiane, i locali che servono la focaccia al formaggio di Recco. Non è una ricostruzione — è un centro medievale ancora vivo, con i residenti che vivono sopra i negozi.

Ex Convento dell’Annunziata — oggi sede di eventi culturali, questo edificio del XVII secolo è uno dei punti più alti della penisola, con la terrazza panoramica che guarda entrambe le baie. Verificare le aperture sul sito del Comune.

Riva Trigoso e il cantiere navale — il paese a est del promontorio è quello che Sestri non è: una città di lavoro reale, con uno dei cantieri navali storici della Liguria (oggi Fincantieri) che produce navi da crociera e militari. Il contrasto con il turismo di Sestri è immediato e onesto. Vale una sosta al bar del porto prima di prendere il treno.

Mappa e traccia GPS

Il sentiero è segnalato con cartellonistica locale dalla Baia del Silenzio fino a Riva Trigoso. La traccia GPS è disponibile su Wikiloc e Komoot cercando “Punta Manara Sestri Levante” o “sentiero Sestri Riva Trigoso Punta Manara”. Il punto di partenza — Baia del Silenzio, Sestri Levante (GE) — è facilmente individuabile su Google Maps. Per chi parte da Riva Trigoso: cercare “Riva Trigoso sentiero Punta Manara” su Wikiloc per la traccia inversa.