Campione del Garda non è sulla mappa di chi visita il Lago di Garda per la prima volta. È una piccola frazione di Tremosine sul Garda, aggrappata alla riva occidentale del lago a 74 metri di quota, con la spiaggia di sassi, qualche bar, e le case dei pescatori che si specchiano nell’acqua. Si raggiungerebbe a malapena dal fondovalle se non fosse che lungo la forra del torrente San Michele, che la divide dalla montagna, qualcuno ha costruito un sentiero con gallerie illuminate, gradoni in pietra, un ponticello di ferro sospeso a cento metri sul torrente, e una mulattiera a strapiombo sul lago che fino a qualche decennio fa era l’unica via per raggiungere il pianoro di Tremosine.
Il sentiero CAI 267 — che parte da Campione, risale la forra, raggiunge i borghi collinari di Prabione, Cadignano e Pregasio, e poi ridiscende verso il lago attraverso gli uliveti e la vecchia Via Lò — è uno di quei percorsi che non si descrivono bene con le parole perché mettono insieme troppi ambienti diversi in troppo poco spazio. In quattro ore di cammino si attraversano una gola calcarea con le piscine naturali, un bosco di castagni, i vigneti terrazzati del versante collinare, un borgo medievale tranquillo, e infine la discesa panoramica sul Garda che finisce a livello del lago. Non ci si annoia mai.
Dati rapidi
Dove: Campione del Garda, Tremosine sul Garda (BS) — sponda bresciana del Lago di Garda, Lombardia
Partenza e arrivo: parcheggio della chiesa di Campione del Garda (74 m slm)
Segnavia: CAI 267 (tratti di salita e discesa) — CAI 266 (tratto Prabione–bivio) — CAI 204 (tratto Prabione–Pontesel)
Tipo: anello
Lunghezza: circa 12 km
Dislivello: circa 540 m
Tempo: 4h–5h (con soste)
Difficoltà: E/EE — sentiero vario con tratti attrezzati, galleria, ponticello esposto, discesa ripida su Via Lò; non adatto a chi soffre di vertigini
Bambini: con riserva — la galleria e il ponticello richiedono attenzione; adatto a bambini allenati e abituati ai sentieri di montagna dai 10 anni in su
Dog-friendly: sì, con riserva — il ponticello in ferro può essere problematico per i cani
Torcia: consigliata per la galleria (normalmente illuminata ma non sempre)
Parcheggio: gratuito nel piazzale della chiesa di Campione del Garda
In auto: da Riva del Garda circa 20 km verso sud sulla SS45bis — da Brescia circa 60 km verso nord sulla stessa strada
Punti ristoro: bar a Campione — ristorante Villa Selene a Pregasio (ottimo belvedere sul lago) — fontanelle nei borghi di Prabione e Pregasio
Periodo migliore: primavera e autunno — estate con partenza mattutina per il caldo — inverno percorribile nelle giornate senza gelo

Il cotonificio che arrivava in barca
Prima ancora di imboccare il sentiero, il parcheggio davanti alla chiesa di Campione racconta già qualcosa. Sulla destra, verso il lago, si vede una serie di capannoni in parte diroccati e in parte restaurati — i resti del Cotonificio Vittorio Olcese, la fabbrica che per quasi un secolo ha fatto di Campione qualcosa di diverso da un semplice villaggio di pescatori.
Il cotonificio fu costruito nel 1893 da Vittorio Olcese, industriale genovese, che scelse Campione per due ragioni precise: l’acqua del torrente San Michele, che forniva energia idroelettrica per i macchinari, e l’isolamento geografico, che permetteva di avere manodopera captiva e poco sindacalizzata. La fabbrica costruì le case per i propri operai — il quartiere rosso che si vede ancora oggi con i tetti caratteristici — e divenne il principale datore di lavoro dell’intera zona.
Ma Campione non aveva abbastanza manodopera. La soluzione fu semplice: gli operai — soprattutto operaie, perché l’industria tessile dell’epoca impiegava prevalentemente donne — arrivavano in barca dall’altra sponda del lago, da Gargnano e dai paesi della sponda veronese. Ogni mattina le barche attraversavano il Garda cariche di lavoratrici, ogni sera tornavano. Per decenni questo fu il pendolarismo quotidiano di queste donne.
Il cotonificio rimase attivo fino agli anni Ottanta, quando la crisi dell’industria tessile italiana lo travolse. Da allora i capannoni sono stati in parte abbandonati e in parte recuperati. La condotta forzata che portava l’acqua del San Michele ai macchinari è ancora visibile lungo il primo tratto del sentiero — un tubo metallico che sale parallelo al percorso prima di sparire nel bosco.
La Bassa Via del Garda: il cammino europeo
Il sentiero 267 fa parte della Bassa Via del Garda (BVG) — un percorso di trekking che collega Salò a Limone sul Garda percorrendo la sponda bresciana del lago nell’entroterra montano, a mezza costa, lontano dalla Statale Gardesana e dall’affollamento dei borghi sul lago.
La BVG è stata definita uno dei percorsi di trekking più belli d’Europa — un riconoscimento che chi l’ha percorsa non trova eccessivo. L’intero tracciato si sviluppa su circa 200 km e tocca ambienti molto diversi: gli uliveti del Garda meridionale, le forre calcaree del versante bresciano, i boschi di Tremosine, le scogliere sopra Limone. Il tratto che tocca Campione e Pregasio è uno dei più vari e scenografici dell’intero percorso.
Come arrivare e dove parcheggiare
Campione del Garda si raggiunge dalla Statale 45bis — la Gardesana Occidentale — che corre sulla sponda bresciana del lago. Da Riva del Garda si percorrono circa 20 km verso sud; da Brescia circa 60 km verso nord. L’uscita per Campione è segnalata sulla statale con un bivio che porta giù verso il lago attraverso una galleria.
Il parcheggio è gratuito nel piazzale davanti alla chiesa di Campione — abbastanza ampio, con qualche posto auto anche lungo la strada. Nei fine settimana estivi si riempie entro le 9 del mattino.
Il percorso passo per passo
La forra del San Michele: galleria e ponticello
Dal parcheggio si cammina verso il fondo della valle, tenendo la destra rispetto alla chiesa fino all’innesto con il torrente San Michele. Il segnavia 267 parte da qui.
Il primo tratto costeggia il torrente su gradoni di pietra — una salita decisa fin dall’inizio, nel fresco della gola che anche in estate mantiene temperature molto più basse rispetto alla riva del lago. Il cotonificio rimane a sinistra, poi scompare tra gli alberi. La condotta forzata corre parallela al sentiero.
Dopo circa 15-20 minuti si arriva a una galleria scavata nella roccia — normalmente illuminata con qualche punto luce, ma abbastanza buia da giustificare la torcia come precauzione. È corta — qualche decina di metri — e dalla parte opposta apre su un mondo diverso: la gola si stringe, le pareti calcaree si alzano sopra la testa, e si raggiunge il bivio con il segnavia 266.
Al bivio, sulla sinistra, si trova il ponticello di ferro — il dettaglio più memorabile di tutto il percorso. Un ponte metallico, stretto, senza protezioni laterali significative, sospeso a circa cento metri sopra il letto del torrente San Michele. Non è un passaggio alpinistico — è solido, è sicuro, ma la vista verso il basso è quella che è. Le piscine naturali del torrente, lontane sotto, sono visibili tra le rocce.
Si prende il sentiero 266 verso sinistra — quello che porta a Prabione, evitando il ponticello per il momento — mentre il 267 continua verso Pregasio. Sulla via del ritorno si scenderà dal 267, passando per il ponticello nella direzione opposta.
La salita a Prabione: vigneti e bosco di castagni
Lasciata la forra, il sentiero 266 sale su un versante completamente diverso — esposto al sole, con i terrazzamenti coltivati a vite e qualche orto, e un bosco di castagni che offre ombra nei tratti più ripidi. La salita è decisa per circa 40 minuti fino a raggiungere la strada asfaltata nei pressi di Prabione.
Prabione è una piccola frazione a 540 metri di quota, tranquilla, con la chiesa e qualche casa. Si attraversa il paese e si prende il sentiero 204 sulla destra, in direzione del Pontesel (Ponticello) — un ponte in pietra sul torrente San Michele che collega i due versanti della gola ad alta quota.
La discesa verso il Pontesel attraversa il bosco di castagni — uno dei tratti più belli del percorso in autunno, quando le foglie cadono sul sentiero e il suolo è coperto di ricci. Il ponticello in pietra è uno dei punti panoramici più fotogenici dell’anello: le pareti rocciose della gola scendono sotto, il torrente scorre tra i massi, e si capisce dall’alto la profondità del canyon che si è attraversato nella forra.
Cadignano e Pregasio
Dal Pontesel si risale verso Cadignano (502 m) — un gruppo di case sparse con i terrazzamenti coltivati, visibile già dal basso. Si raggiunge la strada provinciale e si percorre per qualche centinaio di metri fino a Pregasio (478 m) — la frazione di Tremosine che dà il nome alla parte più caratteristica del percorso.
Pregasio lo abbiamo incontrato altrove — è il paese che dà accesso anche al Sentiero Torti, il tracciato dei contrabbandieri intitolato all’alpinista veronese Massimiliano Torti. Il nome di Pregasio, lo ricordiamo, potrebbe derivare dall’esclamazione di uno stanco viaggiatore che supplicava la propria asina (“prega asina… che presto sei arrivata”) — un’etimologia popolare più divertente che filologicamente certa, ma difficile da dimenticare.
Il bar di Pregasio e il ristorante Villa Selene — poco fuori dal paese, sulla discesa verso Campione — hanno entrambi terrazze panoramiche sul lago. È il punto naturale del pranzo: si mangia con il Lago di Garda sotto, si capisce dall’alto il percorso che si ha davanti, e si prende fiato prima dell’ultima sezione.

La discesa per Via Lò: il tratto più spettacolare
Dalla chiesa di San Marco a Pregasio si svolta a destra su Via Lò e comincia la discesa verso Campione. Questo è il tratto più tecnico e più vertiginoso del percorso — il sentiero 267 perde quota velocemente, con pendenze ripide, scalini sconnessi, e in certi punti viste sul lago che si aprono lateralmente in modo quasi improvviso.
Via Lò era la via storica tra Campione e Pregasio — la mulattiera che i contadini percorrevano ogni giorno per portare i prodotti dei terrazzamenti al lago e risalire a valle con le provviste. Non è una via panoramica nel senso di una terrazza aperta: è un sentiero che si insinua tra gli uliveti, le reti di protezione, le pareti rocciose, con aperture improvvise sul lago che durano il tempo di una curva e poi spariscono di nuovo.
La discesa riporta alla forra del San Michele — si attraversa il ponticello di ferro (ora in discesa, con il lago visibile in lontananza tra le pareti della gola), si percorre di nuovo il tratto con la galleria, e si torna al parcheggio di Campione.
Le piscine naturali del San Michele
Uno degli elementi che chi ha percorso questo sentiero ricorda sempre con più nostalgia è quello che non si vede in nessuna fotografia panoramica: le piscine naturali nel letto del torrente San Michele, nei pressi della forra.
In estate, nelle pozze più profonde che l’erosione ha scavato nella roccia calcarea, l’acqua è cristallina e fredda. Non è una spiaggia attrezzata — non c’è nessuno che noleggia lettini — ma è uno di quei posti dove ci si ferma spontaneamente, ci si siede su un masso, e si sta. I più avventurosi si tuffano. Anche solo guardarle, nella risalita del mattino, vale la sosta.
Quando andare
Primavera (marzo–maggio) è la stagione migliore. La forra del San Michele è al massimo della portata, le piscine naturali sono piene, gli uliveti e i vigneti si risvegliano con i primi germogli. Il percorso non è ancora affollato.
Estate (giugno–agosto) è la stagione più frequentata. La forra è fresca anche nelle giornate più calde — la temperatura nella gola è sempre diversi gradi sotto quella del lago — e le piscine naturali sono il premio perfetto per una sosta durante la salita. Partire entro le 8 del mattino per i tratti esposti sopra Pregasio. La Via Lò in discesa con il sole di mezzogiorno è calda.
Autunno (settembre–ottobre) è la stagione dei colori. Il bosco di castagni verso Prabione diventa oro, le vigne si tingono di rosso, e la luce del pomeriggio sul lago ha quella qualità che rende le fotografie da qui tra le più belle del Garda bresciano.
Inverno (novembre–febbraio) è percorribile nelle giornate senza gelo. La gola è più buia, il torrente più rumoroso, e i tratti esposti della Via Lò con la roccia bagnata richiedono attenzione. Ma il percorso invernale, quasi deserto, ha una qualità del silenzio che le altre stagioni non conoscono.
Flora e fauna
La forra del San Michele è un ambiente umido e protetto — le pareti calcaree che la chiudono creano un microclima fresco e ombreggiato che permette la sopravvivenza di specie che altrove sul Garda non esisterebbero. Felci e muschi coprono ogni superficie umida, alcune specie rare di felce crescono nelle nicchie più ombrose della roccia.
Fuori dalla forra, il versante esposto verso Prabione ospita i vigneti che producono il Garda DOC bresciano e gli ulivi che sul basso Garda crescono a quote sorprendenti. Il bosco di castagni domina il tratto intermedio tra la forra e i borghi collinari.
Nel torrente San Michele la trota fario è ben presente — visibile nelle pozze più calme in trasparenza, o intuita dal moto rapido nell’acqua corrente. I merli acquaioli abitano tutte le zone a corrente rapida del torrente. Sul lago visibile dalla Via Lò si vedono regolarmente i cormorani pescare in immersione.
Cosa portare
Il sentiero 267 non è tecnicamente impegnativo nel senso alpinistico, ma ha tratti esposti, una galleria e una discesa ripida che richiedono l’equipaggiamento giusto.
Scarpe da trekking con suola antiscivolo sono indispensabili — la Via Lò in discesa su roccia calcarea bagnata di rugiada è insidiosa, e il ponticello di ferro con scarpe da ginnastica lisce è scomodo. I bastoncini da trekking sono molto utili nella discesa ripida della Via Lò — alleggeriscono il carico sulle ginocchia e danno equilibrio nei tratti più esposti.
Una torcia frontale è consigliata per la galleria — normalmente illuminata ma non sempre affidabile. Uno zaino da 20 litri per acqua (almeno 1 litro), snack, uno strato impermeabile e un cambio di t-shirt. In estate, costume e asciugamano per le piscine naturali della forra.
Cosa vedere nei dintorni
Campione del Garda e il windsurf — Campione è uno dei principali spot di windsurf del Garda, frequentato da professionisti per il vento regolare che soffia dal lago. Guardare i windsurfisti dalla riva o dal sentiero è un’esperienza a sé.
Pieve di Tremosine — il capoluogo di Tremosine, raggiungibile prolungando il percorso oltre Pregasio, ha la terrazza panoramica più vertiginosa del Garda — il bar affacciato sul vuoto sopra la scogliera che si vede nelle fotografie di Churchill e delle dive del cinema degli anni Cinquanta. Il panorama dal bar di Pieve è quello usato nelle riprese del film di James Bond Quantum of Solace (2008).
Sentiero Busatte-Tempesta — a pochi chilometri verso nord, il sentiero con le scale metalliche che abbiamo già descritto su queste pagine è il naturale completamento di una giornata sul Garda bresciano-trentino. Ambienti completamente diversi, stessa qualità del paesaggio.
Limone sul Garda — il paese del limone sul Lago di Garda, raggiungibile verso nord. Le limonaie storiche — strutture in pietra con i pilastri e i tetti in legno che proteggevano i limoni dal gelo — sono uno dei paesaggi più fotografati del Garda settentrionale.
Mappa e traccia GPS
Il sentiero è segnalato con i numeri CAI 267, 266 e 204 e cartellonistica lungo tutto il percorso. La traccia GPS dell’anello completo è disponibile su Wikiloc e Komoot cercando “Anello Campione del Garda 267” o “Campione Pregasio Prabione sentiero”. Il sito Garda Trekking (gardatrekking.com) pubblica la descrizione ufficiale dell’anello con tutti i dettagli. Il punto di partenza — parcheggio della chiesa di Campione del Garda, Tremosine sul Garda (BS) — è individuabile su Google Maps cercando “Campione del Garda parcheggio chiesa”.
