Il 14 ottobre 1992, a Brescia, un incidente stradale uccise Davide Salvadori. Aveva 22 anni, veniva da Santicolo di Corteno Golgi, e amava la montagna — quella montagna alta sopra la sua valle, le Alpi Orobiche che separano la Val Camonica dalla Valtellina, con le creste a tremila metri e i rifugi dove si arrivava in giornata se si aveva voglia di faticare.

Nell’autunno del 1993 i suoi familiari decisero che quella montagna che Davide aveva amato doveva restare in qualche modo sua. Tracciarono un sentiero. Non un sentiero qualsiasi: un percorso di alta quota che collegasse Corteno Golgi a Santicolo attraverso il crinale delle Orobie nord-orientali, i rifugi e i bivacchi che Davide frequentava, le creste che aveva percorso. Lo completarono il 4 luglio 1993, data che diventò il nome del percorso.

Da allora il Sentiero 4 Luglio è diventato una delle escursioni più belle e più impegnative delle Alpi Orobiche — e ogni anno, nella data del suo completamento, ospita la SkyMarathon Sentiero 4 Luglio, nota anche come Maratona del Cielo: 42 km con 3.500 metri di dislivello per il percorso gara, inserita in più edizioni del campionato italiano di skyrunning. Ma il percorso trekking base — 32,5 km con 2.700 metri di dislivello — è già di per sé una delle giornate più intense che le Alpi Lombarde possano offrire a chi ha le gambe e la testa giusta.

Dati rapidi

Dove: Corteno Golgi (BS) / Santicolo (BS) — Alpi Orobiche Nord-Orientali — confine Province di Brescia, Bergamo e Sondrio, Lombardia

Partenza: Corteno Golgi (720 m slm) — o Sant’Antonio di Corteno (1.125 m)

Arrivo: Santicolo, frazione di Corteno Golgi (1.142 m slm)

Percorso base trekking: 32,5 km — 2.700 m dislivello positivo — 2.550 m dislivello negativo

Tempo: 10h–14h (percorso completo a piedi) — da distribuire in 2 giorni con pernottamento al Bivacco Davide o al Rifugio Nani Tagliaferri

Difficoltà: EE/EEA — percorso di alta quota con tratti attrezzati, creste esposte, terreno vario su roccia, ghiaione e sentiero. Non è una ferrata ma richiede esperienza di montagna, buona forma fisica e assenza assoluta di vertigini

Dislivello totale gara skymarathon: 3.500 m su 42 km — solo per atleti esperti

Bambini: no

Dog-friendly: no — le creste esposte non sono adatte ai cani

Parcheggio: Corteno Golgi centro (gratuito) — Sant’Antonio di Corteno (gratuito, a 1.125 m)

Rifugi e bivacchi:

  • Rifugio Cristina (Aprica): base logistica per l’avvicinamento
  • Rifugio Nani Tagliaferri al Passo Venano (2.328 m): pernottamento prima tappa
  • Bivacco Davide (2.645 m): pernottamento quota più alta — intitolato a Davide Salvadori

Periodo: da metà giugno a fine settembre — neve residua possibile fino a luglio sulle creste alte

Cartine: Kompass n. 94 Edolo-Aprica — CAI Aprica “Guida ai sentieri di Aprica e dintorni”

Sito ufficiale: skymarathon.it

Mappa stilizzata del Sentiero 4 Luglio

Le Orobie Nord-Orientali: il panorama a 360 gradi

Prima di descrivere il percorso vale la pena capire dove ci si trova — perché le Orobie Nord-Orientali sono uno degli angoli più panoramici delle Alpi italiane, e spesso uno dei meno conosciuti.

Il massiccio delle Alpi Orobiche si sviluppa per circa 100 km lungo il confine tra Lombardia e il resto del mondo — a nord la Valtellina, a sud la Val Camonica, la Val Brembana e la Val Seriana. Le cime più alte superano i 3.000 metri. Ma quello che rende questo massiccio speciale non è l’altezza: è la posizione.

Dal crinale delle Orobie Nord-Orientali — quello che il Sentiero 4 Luglio percorre per la maggior parte del suo tracciato — si vedono contemporaneamente quattro sistemi montuosi completamente diversi. A nord le Alpi Retiche, con l’Ortles e il Cevedale. A nord-ovest il massiccio dell’Adamello-Presanella. A ovest e a sud le Orobie centrali, con la Concarena e la Presolana. E all’orizzonte, nelle giornate più limpide, le Dolomiti. È un panorama a 360 gradi che richiede di essere guadagnato — non arriva in funivia, non arriva in auto. Arriva dopo mille metri di dislivello.

Davide Salvadori e la nascita del sentiero

La storia del Sentiero 4 Luglio non è separabile dalla storia di Davide Salvadori — e questa storia merita di essere raccontata per intero, perché dice qualcosa di preciso sul tipo di gesto che può fare una famiglia in lutto.

Davide era nato a Santicolo nel 1970. La famiglia Salvadori era di quelle radicate nella montagna — non turisti estivi, non escursionisti del weekend, ma gente che viveva in quota e conosceva il territorio come si conosce il proprio cortile. Davide aveva 22 anni quando morì, in un incidente a Brescia che non aveva niente a che fare con la montagna. Ma la montagna era quella che avrebbe potuto aspettarsi di lui per il resto della vita.

Quando i familiari decisero di tracciare il sentiero, non cercarono il percorso più facile o quello più scenografico in senso astratto. Cercarono quello che Davide avrebbe voluto fare — le creste alte, i rifugi che conosceva, il crinale che collega il paese dove era cresciuto al paese dove abitava. Un percorso personale, non un percorso turistico.

Il Bivacco Davide a 2.645 metri di quota — il punto più alto del percorso trekking, il luogo dove ci si ferma la notte nel percorso a due tappe — porta il suo nome. Non è una struttura monumentale: è un bivacco alpino, con qualche posto letto e riparo dal vento. Ma è lì, a quasi tremila metri, dove la montagna è più silenziosa e più grande, che il sentiero si fa più onesto rispetto a quello che è: un omaggio.

Come organizzare l’escursione

Il Sentiero 4 Luglio si percorre tradizionalmente in due modi.

In un giorno — per chi è in eccellente forma fisica e ha esperienza di percorsi lunghi in quota. I 32,5 km con 2.700 m di dislivello richiedono 10-14 ore di cammino effettivo. Non è un percorso per chi non è già abituato a escursioni di questo tipo — è un percorso che nella sua versione gara accoglie skyrunner professionisti. Chi lo fa in un giorno deve partire all’alba, avere scorte d’acqua adeguate (i punti di rifornimento sono scarsi — solo alcuni ruscelli e il Bivacco Davide) e rientrare ben prima del buio.

In due giorni — la versione più consigliata, con pernottamento al Bivacco Davide o al Rifugio Nani Tagliaferri al Passo Venano (2.328 m). Il primo giorno si percorre il tratto da Corteno Golgi o Sant’Antonio fino al bivacco, il secondo si completa il percorso fino a Santicolo. Questa distribuzione permette di godersi il panorama al tramonto e all’alba dalla quota più alta, e di arrivare a destinazione con ancora le gambe funzionanti.

In tre giorni con sosta aggiuntiva al Rifugio Nani Tagliaferri: la versione per chi vuole combinare il Sentiero 4 Luglio con l’esplorazione del Sistema integrato di sentieri e rifugi delle Orobie Nord-Orientali descritto sul sito ufficiale del percorso. Permette varianti verso la Val Belviso, la Val di Pila e la Val di Vò.

Il percorso passo per passo

Da Corteno Golgi a Sant’Antonio: l’avvicinamento

Da Corteno Golgi (720 m) si sale a Sant’Antonio (1.125 m) lungo la strada asfaltata — circa 400 metri di dislivello su asfalto che molti percorrono in auto, lasciando il secondo mezzo a Santicolo. Da Sant’Antonio si seguono le indicazioni per Campovecchio e poi il sentiero n. 107 verso il Passo Sellero — il tracciato che si inerpica nel bosco con tempo di percorrenza indicato di 6 ore fino alla Val Rosa.

La salita allo Zapel dell’Asen: il primo tratto impegnativo

Il sentiero 107 sale con pendenza costante nel bosco, guadagnando quota in modo regolare fino allo Zapel dell’Asen (2.026 m) — nome dialettale che significa letteralmente “il salto dell’asino”, dalla forma del crinale. È il punto dove il bosco cede definitivamente alla quota alpina: prati d’alta quota, qualche neviaio residuo in giugno, e la prima apertura panoramica sull’intero sistema delle Retiche e dell’Adamello.

Da qui inizia la sezione di traverso verso la Val Rosa — circa 6 km di percorso su terreno variabile, accidentato in molti tratti, panoramico ma poco adatto alla corsa. È il tratto che gli skyrunner descrivono come il più difficile da gestire dal punto di vista tecnico — terreno che non permette un ritmo regolare e che richiede attenzione a ogni passo.

Punto critico: in questo lungo traverso i punti d’acqua sono quasi assenti. Il ruscello prima del Bivacco Davide è spesso l’unico rifornimento disponibile per diversi chilometri. Partire con le borracce piene è essenziale.

Il tratto attrezzato e le creste aeree

Prima e dopo il Passo Sellero il sentiero affronta le sezioni più tecniche — tratti attrezzati con catene e corde fisse, crestine aeree con esposizione su entrambi i versanti, passaggi su roccia che richiedono l’uso delle mani. Non sono difficoltà da ferrata nel senso tecnico, ma sono passaggi che chi non ha familiarità con il terreno di alta montagna troverà impegnativi.

La classificazione informale che circola tra chi frequenta questo percorso — FBLO, acronimo dialettale bresciano per “fa vedere” — dice già tutto sul tipo di vista che si apre da queste creste. Non è un linguaggio tecnico ma è una descrizione precisa: le creste del 4 Luglio sono il tipo di posto che si fotografa e poi si guarda increduli in seguito.

Il Bivacco Davide (2.645 m): la notte più alta

Il Bivacco Davide è il cuore del percorso — il punto più alto, il punto dove il sentiero si chiama con il nome di chi lo ha ispirato. La struttura è quella di un bivacco alpino: posti letto essenziali, riparo garantito, nessun confort superfluo. Chi arriva qui alla fine della prima giornata — con le gambe che chiedono una pausa e il panorama che non chiede niente, lo offre soltanto — capisce perché il Sentiero 4 Luglio esiste.

Il tramonto dalle creste a 2.645 metri sulle Orobie è uno di quelli che si raccontano. E l’alba, il giorno dopo, con le Alpi Retiche che si colorano da est verso ovest, è ancora meglio.

La discesa verso Santicolo

Dalla quota del bivacco il percorso ridiscende verso Santicolo attraverso versanti che diventano progressivamente meno tecnici man mano che si perde quota. I prati d’alta quota cedono al bosco, il bosco alla strada sterrata, la strada sterrata all’arrivo a Santicolo — il paese dove Davide era nato, il punto dove il cerchio si chiude.

La SkyMarathon del 4 Luglio

Ogni anno, il 4 luglio, il sentiero si trasforma in una gara. La SkyMarathon Sentiero 4 Luglio — nota anche come Maratona del Cielo — percorre un tracciato esteso rispetto al base, con tratti aggiuntivi che portano il totale a 42 km e 3.500 m di dislivello. È inserita nel calendario delle gare di skyrunning nazionali e ha ospitato in più edizioni il campionato italiano della disciplina.

Non è una gara per neofiti: le classifiche mostrano tempi di percorrenza che oscillano tra le 5 e le 8 ore per i finisher, con i top runner che completano il percorso sotto le 4 ore e mezza. Per avere un riferimento: lo stesso percorso richiede 10-14 ore di cammino a un escursionista esperto.

Le informazioni aggiornate sulla gara — iscrizioni, risultati, regolamento — sono su skymarathon.it.

Corteno Golgi
Limerick2 – Wikimedia Commons

Quando andare

Giugno è il mese di apertura stagionale — ma la neve residua sulle creste alte può essere ancora presente nelle prime settimane, soprattutto dopo inverni abbondanti. Verificare le condizioni prima di partire sul sito del Rifugio Nani Tagliaferri o della SkyMarathon.

Luglio è il mese della gara (il 4) e uno dei migliori per il percorso trekking: la neve è quasi ovunque sciolta, i fiori d’alta quota sono al massimo della fioritura, le giornate sono lunghe. Il 4 luglio il sentiero è riservato alla gara — pianificare la propria uscita in date diverse.

Agosto è il mese più frequentato. I panorami sono massimi nelle prime ore del mattino, quando l’aria è più limpida. I temporali pomeridiani sulle Orobie in agosto possono essere violenti — essere sotto le creste esposte entro le 13 è una regola non negoziabile.

Settembre è la stagione migliore per chi preferisce il silenzio. Il percorso è quasi deserto, i colori dell’erba alpina cominciano a cambiare, e l’aria è già più fresca sui tratti di cresta. La finestra di bel tempo è più stabile rispetto ad agosto.

Flora e fauna

Il Sentiero 4 Luglio attraversa tre fasce di vegetazione molto diverse nell’arco della sua lunghezza — il bosco montano nella parte bassa, l’arbusteto subalpino nella fascia intermedia, la prateria alpina e la roccia nuda sulle creste.

Nella fascia del bosco (fino a circa 1.800 m) dominano gli abeti rossi e i larici — questi ultimi caratteristici per il loro fogliame deciduo che in ottobre si tinge di giallo dorato. Il sottobosco è ricco di mirtilli neri, lamponi selvatici e funghi in autunno.

Nella fascia subalpina (1.800–2.200 m) il bosco cede agli arbusti di rododendro ferrugineo — la fioritura rosa di giugno-luglio è uno degli spettacoli più belli dell’arco orobico — e ai prati a festuca con genziane, arnica e stelle alpine.

Sopra i 2.200 m la prateria alpina lascia spazio progressivamente alla roccia e al ghiaione, con le specie pioniere — ranuncolo dei ghiaioni, sassifraghe e papavero alpino — nelle poche nicchie dove si accumula un po’ di suolo.

Per la fauna, le marmotte abitano i prati d’alta quota in tutto il percorso sopra i 2.000 m — i fischi d’allarme accompagnano la salita verso il Bivacco Davide. I camosci frequentano le creste rocciose. L’aquila reale nidifica nel massiccio orobico ed è visibile planare sulle correnti al di sopra dei crinali nelle ore centrali della giornata.

Cosa portare

Il Sentiero 4 Luglio in versione trekking è una delle escursioni più impegnative delle Alpi Lombarde. L’equipaggiamento deve essere all’altezza.

Scarponi alti sopra la caviglia con suola rigida e grip solido — il terreno varia da sentiero sterrato a ghiaione instabile a roccia levigata dal vento. Non scarpe da trekking leggere, non trail shoes: scarponi veri, con il supporto alla caviglia che ore di cresta su terreno irregolare richiedono.

Imbrago leggero — non obbligatorio ma consigliato per i tratti attrezzati con catene. Chi ha esperienza di montagna può farne a meno; chi è meno abituato al terreno esposto lo apprezzerà.

Acqua: portare almeno 2 litri da casa — i punti di rifornimento sul lungo traverso verso la Val Rosa sono quasi assenti. Il ruscello prima del Bivacco Davide è l’unico rifornimento affidabile in quel tratto. Una borraccia termica mantiene l’acqua fresca in quota. Cibo: per il percorso in un giorno, cibo per 10-14 ore di attività. Per il percorso in due giorni, cena e colazione al bivacco sono a carico proprio — portare cibi leggeri e calorici.

Uno zaino da 30–40 litri per il percorso in due giorni — sacco a pelo ultraleggero o sacco lenzuolo termico, cambio completo, kit di pronto soccorso, torcia frontale, mappa cartacea.

Abbigliamento a strati è indispensabile: dalle quote basse del fondovalle alle creste a 2.600 m la differenza di temperatura può essere di 15-20 gradi. Giacca impermeabile capace di resistere a un temporale alpino vero — non un poncho leggero. Guanti e cappello o buff per le creste ventose. Occhiali da sole con filtro UV ad alto fattore — la riflessione dalla neve residua e dalla roccia chiara è intensa. Crema solare ad alto fattore.

Cosa vedere nei dintorni

Corteno Golgi e la Val Camonica — il fondovalle da cui parte il sentiero è parte della Val Camonica, con il suo patrimonio di incisioni rupestri preistoriche iscritte nel Patrimonio UNESCO. I petroglifici di Capo di Ponte sono a circa 30 km da Corteno.

Aprica — la stazione sciistica sul crinale tra Val Camonica e Valtellina è il punto di accesso alternativo al sistema di rifugi delle Orobie Nord-Orientali. Da Aprica parte una serie di sentieri che si collegano al Sentiero 4 Luglio attraverso la Val Belviso e il Rifugio Cristina.

Rifugio Nani Tagliaferri al Passo Venano (2.328 m) — uno dei rifugi più panoramici delle Orobie Bresciane, raggiungibile anche come escursione autonoma di un giorno da Corteno. Il panorama sul Pizzo Coca — la cima più alta delle Orobie — è uno dei più belli dell’intera catena.

Mappa e traccia GPS

Le tracce GPS del percorso trekking e del percorso gara sono disponibili su Wikiloc e Komoot cercando “Sentiero 4 Luglio Corteno Golgi” o “SkyMarathon Sentiero 4 Luglio”. Il sito ufficiale skymarathon.it pubblica la descrizione del percorso di tre giorni con tutte le varianti, le note sui rifugi e le informazioni aggiornate sulla gara. La cartina Kompass n. 94 Edolo-Aprica è la mappa cartacea di riferimento per tutto il sistema di sentieri della zona — da portare sempre come backup del GPS.