Giuseppe Palamini ha un’idea nel 2015. Vuole recuperare i proverbi della tradizione brianzola — quei detti in dialetto che i suoi nonni ripetevano, che i contadini usavano come bussola per la vita, che stavano sparendo con le ultime generazioni che li ricordavano. Vuole metterli in un posto dove la gente potesse leggerli camminando nel bosco.
Non commissiona niente. Non fa una mostra. Parla con il Parco del Curone, parla con una segheria locale che dona il legname, recupera il legno dagli scarti del bosco, costruisce sessantacinque tavole di rovere con le sue mani. Su ogni tavola incide un proverbio in dialetto brianzolo, la traduzione in italiano, una data — e il testo in Braille, per chi non vede. Poi chiede a Filippo Brunello, illustratore di Barzago, di disegnarci sopra le figure. E infine convince il poeta Paolo Menon a scrivere una lirica — “Squarci” — e a lasciarla nascondere nel sentiero, una lettera per tavola, sul lato, da leggere in sequenza.
Il sentiero aprì nel luglio 2015. Da allora le sessantacinque tavole sono ancora lì, nel bosco di Lissolo, tra i castagni e i ciliegi selvatici.
Dati rapidi
Dove: Lissolo, La Valletta Brianza (LC) — Parco del Curone, Brianza
Partenza: Ristorante Il Tetto Brianzolo, Via Trieste, Lissolo
Tipo: Anello
Lunghezza: circa2 km
Dislivello: circa 50 m
Tempo: 40 minuti (passo normale) — 1,5 ore (leggendo i proverbi)
Difficoltà: T (Turistico) — adatto a tutti
Bambini: Sì — dai 3 anni in su
Passeggini: Parzialmente — prima parte asfaltata sì, bosco no
Parcheggio: Gratuito di fronte al Tetto Brianzolo
Punti ristoro: Ristorante Il Tetto Brianzolo — agriturismi nei dintorni
Tutto l’anno: Sì — autunno per le castagne, primavera per i fiori

La Brianza che sopravvive
Per capire il Sentiero dei Proverbi bisogna capire dove si trova.
Lissolo è una frazione di La Valletta Brianza, in provincia di Lecco. Dista circa 35 km da Milano. La Brianza — quella zona di Lombardia tra Milano, Lecco e Como — è una delle aree più densamente industrializzate d’Italia: capannoni, tangenziali, centri commerciali, ville con il cancello elettrico. È la Brianza del boom economico, del “si lavura, si tasa, si mola” — si lavora, si tace, non si molla — che è a sua volta un proverbio.
Il Parco del Curone è uno dei pochissimi polmoni verdi rimasti in questo territorio. Non è un parco grande — copre circa 2.200 ettari tra le province di Lecco e Milano. Ma è tenace. I boschi di castagni e querce, i prati stabili, i filari di gelsi che ricordano l’antica industria serica brianzola — tutto questo sopravvive a trenta minuti da Sesto San Giovanni, dall’autostrada, dal rumore.
Lissolo è uno dei borghi storici all’interno del parco — un nucleo di case contadine costruite in sasso locale, con le stalle al piano terra e le abitazioni al piano superiore, i portici dove si lavorava al riparo dalla pioggia, i pozzi e le fontane comuni. Molte case sono ancora abitate. Il borgo non è un museo — è un posto dove la gente vive, con l’orto e il gatto sul davanzale.
Il Sentiero dei Proverbi è nato qui, da questa gente, per ricordare chi erano i nonni di questa gente.
La lirica nascosta nel sentiero
Pochi visitatori se ne accorgono. Ma ogni tavola del Sentiero dei Proverbi ha, incisa sul lato — non sulla faccia principale — una lettera.
Sessantacinque tavole, sessantacinque lettere. Lette in sequenza, nell’ordine in cui si incontrano camminando, formano una lirica intera: “Squarci”, scritta dal poeta Paolo Menon e dedicata alla bellezza della flora e della fauna di Lissolo. Il titolo vuol dire squarci di luce — come quelli che filtrano tra le fronde dei castagni in una mattina di ottobre.
Non è necessario trovare tutte le lettere per godere il sentiero. Ma chi sa di questa lirica nascosta cammina in modo diverso — guarda il lato delle tavole, cerca la lettera, conta la sequenza. È un gioco letterario per adulti che nessun competitor racconta, perché quasi nessuno ci fa caso.
Il dialetto brianzolo: una lingua che sta sparendo
I proverbi del sentiero sono scritti in dialetto brianzolo — una variante del lombardo occidentale, parte del gruppo delle lingue gallo-italiche, diversa dall’italiano come il portoghese è diverso dallo spagnolo.
Il brianzolo non è un italiano storpiato. È una lingua con la sua grammatica, la sua fonetica, la sua letteratura orale. Ha radici celtiche, latine volgari, lombarde nel senso medievale del termine. Ha sopravvissuto alle invasioni, alle dominazioni, al fascismo che vietò i dialetti nelle scuole.
Quello che non ha ancora superato è il Novecento. La televisione, la scuola dell’obbligo in italiano, la mobilità sociale, l’urbanizzazione — tutto ha contribuito a erodere il dialetto nelle nuove generazioni. Oggi il brianzolo lo parlano ancora gli anziani, ma lo conoscono a malapena i giovani.
Le sessantacinque tavole del sentiero hanno tutte la traduzione in italiano. Non per comodità turistica — per necessità. I nipoti non capiscono più quello che dicevano i nonni.
Qualcuno ha scelto di metterlo in un bosco, in modo che non si dimenticasse del tutto.
I proverbi: cosa trovi lungo il sentiero
I proverbi della tradizione brianzola sono concreti, pragmatici, a volte brutali nella loro onestà. Non sono massime filosofiche — sono istruzioni di sopravvivenza per contadini e artigiani.
Alcuni esempi tra i più citati dai visitatori:
“Minga de tutt i oev vegn foera ul puresin” — Non da tutte le uova nasce un pulcino. Il realismo brianzolo applicato alle aspettative.
“I durd besugn ciappai quand passen” — Le occasioni bisogna coglierle quando passano. La versione dialettale del carpe diem.
“Ul temp el va al trott fin tropp, ma quell del spass el va al galopp” — Il tempo va di trotto fin troppo, ma quello del divertimento va al galoppo. La fisica soggettiva del tempo libero, elaborata da un contadino brianzolo secoli fa.
“Chi dorm nol pisca” — Chi dorme non pesca. L’equivalente brianzolo del “chi non risica non rosica”, più diretto e meno elegante.
“La lengua la gh’ha nò i oss ma la rompa i oss” — La lingua non ha ossa ma rompe le ossa. Sulla maldicenza, sul pettegolezzo, sul potere distruttivo delle parole.
Ogni proverbio ha il disegno di Filippo Brunello — linee semplici, colori vivaci, un’ironia visiva che rende il messaggio immediato anche per i bambini che non leggono ancora il dialetto.
Il percorso
Il Sentiero dei Proverbi è un anello di circa 2 km che parte dal centro del borgo di Lissolo e attraversa il bosco del Parco del Curone. Non ha difficoltà tecniche — è pianeggiante, largo, ben segnato. Ma ha due fasi molto diverse tra loro.
La prima parte: nel borgo
Dal parcheggio di fronte al Tetto Brianzolo si cammina lungo Via Trieste — la strada principale del borgo. Qui le prime tavole con i proverbi compaiono sui muri, sui pali, sulle staccionate. Si cammina tra le case di sasso, si passa davanti alle vecchie stalle, si incontra la bacheca con la mappa del sentiero. Il fondo è asfaltato — questa parte è percorribile anche con i passeggini.
Verso la fine di Via Trieste si trova la bacheca principale con la mappa del percorso e i pannelli informativi sul Parco del Curone. È il punto di transizione tra il borgo e il bosco.
La seconda parte: nel bosco
Lasciata la strada asfaltata, il sentiero entra nel bosco di castagni e ciliegi selvatici. Il fondo diventa sterrato — il passeggino non passa più. Le tavole dei proverbi si infittiscono, alcune appoggiate agli alberi, altre su pali conficcati nel terreno, altre ancora affacciate sulle piccole radure.
In autunno i castagni lasciano cadere i ricci sul sentiero — camminare qui a ottobre significa pestare castagne a ogni passo e raccoglierle dai cespugli bassi. Non è un servizio del parco — è semplicemente quello che succede in un bosco di castagni in ottobre. Portare un sacchetto.
Il sentiero esce dal bosco tornando verso il borgo attraverso un ultimo tratto su strada bianca. Si chiude l’anello dove si è partiti.

Il Braille: un dettaglio che dice molto
Ogni tavola del Sentiero dei Proverbi ha il testo anche in Braille — il sistema di scrittura tattile per non vedenti inventato da Louis Braille nel 1824.
Non è un obbligo di legge. Non è richiesto per nessun tipo di finanziamento pubblico. È una scelta personale di Giuseppe Palamini — includere chi normalmente viene escluso dai sentieri naturalistici. Le tavole sono montate a un’altezza che permette di toccarle facilmente, con il testo in rilievo leggibile.
È uno dei dettagli più piccoli e più significativi di tutto il sentiero.
Il collegamento con Montevecchia
Lissolo dista circa 1 km dal borgo di Montevecchia — uno dei borghi più belli della Lombardia, arroccato su una collina con vista sulla pianura padana e sulle Prealpi. La salita da Lissolo a Montevecchia è ripida ma breve — chi vuole fare una giornata completa può combinare il Sentiero dei Proverbi con la visita al borgo e al Santuario della Beata Vergine del Carmelo.
Il Parco del Curone offre anche altri sentieri collegati — il Sentiero della Cascina, il percorso dei boschi di Montevecchia, il collegamento con Perego e con Ello. Per chi vuole fare più di 2 km è disponibile un sistema di sentieri che si estende per decine di chilometri nel parco.
Quando andare
Autunno (settembre-novembre) è la stagione più amata dai visitatori. I castagni in ottobre sono al massimo della fruttificazione — si raccolgono castagne lungo tutto il sentiero, i colori del bosco sono intensi, l’aria ha il profumo di foglie bagnate e terra. I fine settimana di ottobre sono i più affollati dell’anno — arrivare la mattina presto per trovare il parcheggio libero.
Primavera (marzo-maggio) è la stagione dei ciliegi selvatici in fiore — il bosco si copre di bianco e rosa, l’aria profuma di miele. Meno frequentata dell’autunno, egualmente bella.
Estate (giugno-agosto) — il bosco offre ombra e fresco anche nelle giornate più calde. Il sentiero è percorribile senza problemi ma meno caratteristico rispetto alle stagioni di transizione.
Inverno — percorribile nelle giornate senza neve o ghiaccio. Il bosco spoglio ha un carattere diverso — le tavole emergono più chiaramente dalla vegetazione assente.
Cosa portare
Per un percorso di 2 km quasi pianeggiante lo zaino deve essere leggero al punto da non sembrare nemmeno uno zaino.
Non ci sono fontane lungo il percorso — Portare una borraccia da casa è l’unica precauzione idrica necessaria. Il Ristorante Tetto Brianzolo serve da bere prima e dopo il sentiero.
In autunno: portare un sacchetto per le castagne — è il dettaglio che fa la differenza tra una passeggiata e un’esperienza completa.
Le scarpe da ginnastica chiuse con buona suola sono sufficienti — il fondo è asfaltato nel borgo e sterrato nel bosco. Niente scarponcini necessari.
Un marsupio o una piccola borsa è più che sufficiente per una passeggiata di questo tipo. Se si porta un bambino piccolo che non cammina ancora, lo zaino porta-bimbo è l’opzione per la parte nel bosco dove il passeggino non passa.
Come arrivare
In auto da Milano: A51 Tangenziale Est direzione Lecco, poi SP41 e SP342 verso Merate e Calco, poi seguire le indicazioni per La Valletta Brianza e Lissolo. Circa 45-50 minuti da Milano centro.
In auto da Lecco: SS36 direzione Milano, uscita Oggiono/Annone, poi SP51 verso Calco e La Valletta Brianza. Circa 20-25 minuti da Lecco.
Parcheggio: gratuito di fronte al Ristorante Il Tetto Brianzolo in Via Trieste — ampio nella maggior parte dei giorni. Nei fine settimana di ottobre si riempie rapidamente — arrivare entro le 9:00 o parcheggiare lungo Via Trieste prima del ristorante.
Cosa vedere nei dintorni
Montevecchia — il borgo a 1 km da Lissolo, con il Santuario della Beata Vergine del Carmelo e la vista panoramica sulla pianura padana. Vale la salita a piedi o in auto.
Cascina Bagaggera — agriturismo sociale e biologico a pochi minuti di auto, con taglieri di salumi e formaggi locali, pizze e prodotti della fattoria. Punto di ristoro consigliato dai visitatori del sentiero come alternativa al Tetto Brianzolo.
Parco del Curone — gli altri sentieri del parco si estendono per decine di chilometri tra boschi, cascine storiche e colline. Il sito del parco (parcocurone.it) pubblica la mappa completa dei percorsi.
Perego — il paese vicino con la Rocca di Perego, una torre medievale restaurata con vista sul parco. Raggiungibile a piedi dal Sentiero dei Proverbi con un’estensione di circa 3 km.
