Un prete, una centralina e una diga
La storia del Tracciolino inizia prima del Tracciolino.
Negli anni Venti del Novecento, il parroco di Codera — un don Milani di cui la storia locale ricorda il nome ma non il volto — decise che il borgo arroccato sulla montagna senza strade e senza corrente elettrica meritava la luce. Convinse i suoi parrocchiani a costituire la Società Elettrica Codera, convogliò le acque del torrente in un piccolo sbarramento e costruì una centralina che distribuì l’energia elettrica ai soci. Era il 1920. Codera, borgo raggiungibile solo a piedi, aveva l’elettricità prima di molti paesi di pianura.
Un decennio dopo, la ditta SONDEL decise di sfruttare su scala industriale le stesse acque. Tra il 1934 e il 1936 costruì due dighe — la presa di Saline in Val Codera e la diga di Moledana in Val dei Ratti — che alimentano ancora oggi la Centrale di Campo di Mezzola con due turbine Pelton da 37 MW totali.
Per costruire e servire queste dighe serviva un collegamento. Le pareti verticali del granito tra le due valli non permettevano strade normali. La soluzione fu scavare nella roccia a quota costante di 912 metri — gallerie, cunicoli, ponti, passaggi aerei — e posare i binari di una ferrovia a scartamento ridotto per il trasporto dei materiali. Quella ferrovia si chiama Tracciolino.
La Decauville: i binari che si montano in un giorno
I binari che trovi lungo il Tracciolino non sono binari normali. Sono Decauville — un sistema di ferrovia modulare a scartamento ridotto inventato dall’ingegnere francese Paul Decauville nel 1875.
L’intuizione di Decauville era semplice e rivoluzionaria: invece di costruire una ferrovia fissa, creare moduli prefabbricati di binario da 60 cm di scartamento che si potessero trasportare, montare, smontare e rimontare altrove in pochissimo tempo. I moduli pesavano pochi chili ciascuno e si incastravano rapidamente. Una squadra di operai poteva posare centinaia di metri di ferrovia in un giorno.
La Decauville fu usata nei cantieri, nelle miniere, nelle campagne agricole. E nelle trincee della Prima Guerra Mondiale — entrambe le parti usarono le ferrovie Decauville per trasportare materiali lungo il fronte, dove nessun’altra ferrovia poteva arrivare. Gli stessi binari che percorri sul Tracciolino hanno una storia militare alle spalle che precede la Valchiavenna di vent’anni.
Lungo il percorso, nei tratti meglio conservati verso la Valle dei Ratti, i binari con le traversine di legno sono ancora in sito — esattamente come li lasciarono gli operai SONDEL negli anni Trenta. Non sono una ricostruzione museale. Sono i binari originali, con il loro ruggine e i loro ottant’anni di intemperie.
Dati rapidi
Dove: Valchiavenna — Comuni di Novate Mezzola e Verceia (SO), Lombardia
Apertura: Verificare prima di partire — chiuso fino al 31/12/2025
Partenza consigliata: Parcheggio Mezzolpiano, Novate Mezzola (314 m)
Quota sentiero: circa 912 m costante
Lunghezza: circa 12 km (intero Tracciolino, solo la parte storica)
Dislivello: circa 700 m (da Mezzolpiano al Tracciolino) + 0 m sul Tracciolino
Tempo: 5-6 ore (anello con Codera e San Giorgio) — 8 ore (anello completo)
Difficoltà: E (Escursionistico) — medio per la salita, T sul Tracciolino stesso
Torcia frontale: Obbligatoria — galleria più lunga 250 m al buio
Gallerie: 9-10 gallerie, di cui una da 250 m e una da 80 m
Bambini: Con cautela — gallerie buie, tratti esposti
Periodo: Aprile – Ottobre

Attenzione: il tratto verso la Val Codera
Una nota che vale la pena conoscere prima di partire.
Il tratto del Tracciolino che dalla Val Codera sale verso il sentiero storico è chiuso da anni per smottamenti. Non è una chiusura temporanea recente — è una situazione strutturale che dura da oltre un decennio. Chi arriva da Codera non può percorrere quel primo tratto e deve invece prendere il Sentiero Life che passa per Cii e Cola per raggiungere il tratto storico.
Tutte le escursioni che includono Codera devono tenere conto di questa deviazione, che aggiunge dislivello e tempo. Il percorso più lineare e meno soggetto a sorprese è quello da Mezzolpiano o da San Giorgio, che aggira il problema.
I due modi di fare il Tracciolino
Percorso con auto sulla strada agro-silvo-pastorale (meno faticoso)
Chi vuole evitare i 700 m di dislivello dalla valle può acquistare un pass nei bar di Verceia o Novate Mezzola e salire in auto sulla strada agro-silvo-pastorale fino al parcheggio in frazione Piazzo, a pochi minuti di cammino dall’imbocco del Tracciolino. La strada è stretta, non protetta ai bordi, con fondo misto asfalto e sterrato. Non è per chi soffre di vertigini alla guida. In compenso risparmia circa 700 m di dislivello e permette di dedicare le energie al sentiero vero e proprio.
Dal parcheggio di Piazzo si scende direttamente verso la diga di Moledana e si imbocca il Tracciolino verso San Giorgio e la Val Codera.
Percorso a piedi da Mezzolpiano (più completo)
Si parte dal parcheggio di Mezzolpiano a Novate Mezzola (314 m) e si sale a piedi verso Codera per il sentiero tradizionale. La salita è lunga e con dislivello importante — circa 700 m — ma ripaga con la visita al borgo di Codera, il Punt de la Muta (il ponte in pietra a 40 m sul vuoto) e il collegamento con il Sentiero Roma. Da Codera si segue il Sentiero Life per raggiungere il Tracciolino storico. Anello completo di circa 8 ore, dislivello totale ~1.100 m. Per escursionisti allenati.
Il percorso: cosa trovi sui 12 km del Tracciolino
L’arrivo sul Tracciolino
Che si salga da Mezzolpiano o dalla strada con l’auto, il momento in cui si mette piede sul Tracciolino vero e proprio è riconoscibile immediatamente: il sentiero diventa largo 170 cm esatti, pianeggiante, con il fondo ben battuto e le prime gallerie visibili a pochi metri. Davanti c’è la diga di Moledana — uno sbarramento in cemento che ferma un piccolo invaso turchese tra le pareti di granito scuro. Vale una sosta di dieci minuti prima di proseguire.
Davanti alla casa dei guardiani della diga si trova ancora un treno-bicicletta — un quadriciclo ferroviario a pedalata usato dal personale di Edison per spostarsi lungo i binari. È lì, parcheggiato sul binario, come se il guardiano lo avesse lasciato ieri. Sono visibili anche i punti di scambio dei binari — le deviazioni che permettevano ai vagoncini di cambiar traccia. Tutto originale degli anni Trenta.
Le gallerie
Il Tracciolino ha una decina di gallerie di cui le due più significative sono l’ottava (~80 m) e la decima (~250 m). Quest’ultima è la prova più impegnativa del percorso: 250 metri al buio totale, con i binari sul pavimento che richiedono attenzione a dove si mettono i piedi, le pareti umide e il soffitto basso in certi punti. La torcia frontale non è opzionale — le luci temporizzate installate nelle gallerie non sempre illuminano sufficientemente.
Alcune gallerie sono curve — si entra senza vedere l’uscita. L’effetto sonoro è sorprendente: i passi si amplificano, le voci risuonano, il rumore dell’acqua che filtra dalla roccia accompagna il passaggio. Per i bambini che non soffrono di buio chiuso è uno dei momenti più emozionanti. Per chi ha anche una forma lieve di claustrofobia è un momento da valutare attentamente prima di affrontare il percorso.
Il Lago di Mezzola
Per tutta la prima metà del Tracciolino il panorama è dominato dal Lago di Mezzola — il piccolo lago naturale formato dall’Adda prima che confluisca nel Lago di Como. Il Lago di Mezzola è una Riserva Naturale e una Zona di Protezione Speciale per l’avifauna — le sue rive ospitano aironi, cormorani, anatre, garzette e in migrazione specie rare. Dal Tracciolino si vede dall’alto, con i paesi di Campo, Verceia e Novate Mezzola ai suoi piedi. Nelle giornate limpide si vede il profilo del Lago di Como in lontananza.
San Giorgio Cola
A metà percorso, raggiungibile con una discesa di circa 20 minuti dal Tracciolino, si trova San Giorgio Cola — uno dei borghi più belli della Valchiavenna e, come Codera, raggiungibile solo a piedi. Case in pietra ben tenute, prati curati, una piccola chiesa, qualche abitante. Il piccolo Museo di San Giorgio racconta la storia del borgo e della val Codera. È il punto di sosta pranzo per eccellenza — panche all’aperto, silenzio, vista sulle montagne.
Prima di uscire dal bosco verso San Giorgio si passa accanto all’antico masso dove secondo la leggenda è sepolto il vero San Giorgio — il guerriero cristiano che diede il nome al borgo — e davanti a un caratteristico cimitero di granito con origini celtiche.
Il tratto verso la Valle dei Ratti
Dopo San Giorgio si risale al Tracciolino e si prosegue verso la Valle dei Ratti — il tratto più spettacolare e più aereo del percorso. Il sentiero qui è letteralmente intagliato nella parete verticale di granito: da un lato la roccia viva, dall’altro il vuoto verso il fondovalle. Le reti paramassi sono visibili — il rischio frana è reale e documentato, soprattutto dopo forti piogge. La raccomandazione di non sostare nei tratti esposti durante il maltempo è da prendere sul serio.
I binari qui sono nella loro forma migliore — lunghissimi tratti rettilinei con le traversine in legno ancora in sito, i giunti tra i moduli Decauville ancora visibili, gli scambi di binario che si aprono verso i bordi del sentiero.

Difficoltà: due livelli in uno
Il Tracciolino è un sentiero con due livelli di difficoltà molto diversi.
Il Tracciolino vero e proprio — i 12 km sul percorso ferroviario — è T (Turistico): pianeggiante, largo, ben tenuto, accessibile a chiunque sia in forma di base. Non ci sono pendenze, non ci sono tratti tecnici, non ci sono esposizioni pericolose. È questo che ha reso il sentiero famoso — la sensazione di camminare su qualcosa di straordinario senza uno sforzo straordinario.
La salita da Mezzolpiano è invece E (Escursionistico): 700 m di dislivello su sentiero di montagna che richiede preparazione fisica adeguata. Chi sceglie la variante con l’auto elimina questo problema.
In entrambi i casi la torcia frontale è obbligatoria per le gallerie — non un optional. E con maltempo in corso è meglio non essere sul Tracciolino: le pareti sovrastanti sono soggette a caduta massi.
Come arrivare e dove parcheggiare
In auto da Milano/Como: autostrada A9 fino a Como, poi SS340 del Lago di Como o SS36 direzione Colico. Da Colico proseguire sulla SS36 dello Spluga fino a Novate Mezzola. Circa 1,5 ore da Milano.
In treno: linea Lecco-Colico-Sondrio, fermata Novate Mezzola. Dal paese si raggiunge il parcheggio di Mezzolpiano a piedi in 10-15 minuti. È il punto di partenza dell’anello completo.
Parcheggio Mezzolpiano (gratuito): il punto di partenza per l’anello completo a piedi. Via Lungo Codera Destro, Novate Mezzola. Coordinate: cercare “Parcheggio Mezzolpiano Novate Mezzola” sul navigatore.
Parcheggio Piazzo (con pass): per chi vuole salire in auto sulla strada agro-silvo-pastorale. Il pass si acquista nei bar di Verceia o Novate Mezzola. La strada è stretta e tortuosa — non adatta a chi non è abituato a guidare su sterrade di montagna.
Parcheggio Verceia: alternativa per chi vuole la variante da Verceia.
Quando andare
Il sentiero è aperto da aprile a ottobre — in inverno il ghiaccio sulle gallerie e il rischio valanghe lo rendono impraticabile.
Primavera (aprile-maggio) — le cascate che scendono dalle pareti sono al massimo della portata. Il bosco di betulle è verde intenso. Le frane di inizio stagione sono già state rimosse ma è bene verificare lo stato del sentiero prima di partire.
Estate (giugno-agosto) — la stagione di punta. Il Tracciolino è fresco grazie alle gallerie e all’esposizione a nord. I fine settimana di luglio e agosto sono i più frequentati — partire presto la mattina per trovare il parcheggio libero.
Autunno (settembre-ottobre) — i colori del bosco, meno folla, luce diversa sul granito. La stagione preferita da chi conosce il percorso. Verificare le previsioni meteo — dopo le prime piogge autunnali il rischio caduta massi aumenta.
Cosa portare
Torcia frontale — prima di tutto. Obbligatoria, con batterie cariche. Non affidarsi allo smartphone. La galleria da 250 m al buio totale richiede una fonte di luce dedicata.
Scarponcini da trekking — il fondo del Tracciolino è in gran parte asciutto e pianeggiante, ma le gallerie hanno pozzanghere invisibili al buio e le traversine in legno bagnate sono scivolose. Gli scarponcini con suola rigida e impermeabilità sono la scelta giusta.
Acqua — almeno una borraccia da 1,5 litri per la giornata intera. I punti di rifornimento sono a San Giorgio Cola (fontana) e a Codera (se si fa l’anello completo).
Pranzo al sacco — l’anello completo dura 8 ore. La sosta a San Giorgio Cola è il punto pranzo naturale. Portare abbastanza cibo per una giornata intera.
Abbigliamento a strati — le gallerie sono fredde anche in luglio (8-10°C). Una giacca leggera nello zaino è indispensabile. Fuori dalle gallerie si cammina in maniche corte in estate.
Bastoncini da trekking — utili nella salita da Mezzolpiano (700 m di dislivello) e nella discesa finale. Sul Tracciolino pianeggiante non sono necessari ma non pesano.
Per l’anello completo di 8 ore, uno zaino da 25–30 litri è la misura giusta — acqua abbondante, pranzo, cambio, abbigliamento a strati e kit di emergenza di base. Per il solo Tracciolino con accesso in auto, uno zaino da 15-20 litri è sufficiente.
Cosa vedere nei dintorni
Val Codera e il borgo di Codera — raggiungibile solo a piedi, Codera è uno dei borghi più isolati della Lombardia. Per chi non fa l’anello completo vale una visita separata dedicata.
Rifugio Frasnedo — raggiungibile dal Tracciolino con una deviazione dalla Valle dei Ratti. Punto di arrivo per chi vuole fare il sentiero in due giorni con pernottamento in quota.
Chiavenna — il capoluogo della Valchiavenna, a circa 15 km da Novate Mezzola. Famosa per i crotti — cantine naturali scavate nella roccia con temperatura costante, dove vengono stagionati salumi e formaggi. La bresaola di Chiavenna e il violino di capra sono i prodotti tipici più celebri.
Lago di Mezzola — la riserva naturale visibile dall’alto per tutto il Tracciolino. Raggiungibile in bici o a piedi dal fondovalle con il percorso ciclopedonale che costeggia le rive.
Via Spluga — il Sentiero del Cardinale e la Via Spluga verso il Passo dello Spluga collegano Chiavenna alla Svizzera attraverso alcune delle mulattiere più antiche e più spettacolari delle Alpi.
Mappa e traccia GPS
Il Tracciolino è impossibile da sbagliare sul percorso ferrroviario — si seguono i binari. Il problema è la salita di accesso da Mezzolpiano e la gestione dei bivi verso Codera, San Giorgio e la Valle dei Ratti. Portare la traccia GPS è consigliato per l’anello completo.
La traccia è disponibile su Wikiloc (cerca “Tracciolino anello Novate Mezzola Verceia”), su AllTrails e su hikesoftheworld.com che pubblica tracce aggiornate con note sui tratti attualmente chiusi.
Prima di partire: contattare il Comune di Novate Mezzola (0343 44200) o il Comune di Verceia per verificare lo stato di apertura aggiornato.
