C’è un’ora di auto da Milano. C’è un lavatoio in pietra nella piazza di Linzanico, con la fontana che scorre ancora. E c’è un sentiero che sale tra gli uliveti con il Lago di Como che si allarga sotto — il ramo lecchese, quello che Manzoni chiamava il “Lario” e che da quassù sembra ancora più lungo di quanto si ricordasse — fino a quando il bosco di castagni chiude intorno, il rumore del Torrente Zerbo comincia ad arrivare da sotto, e poi all’improvviso appare: l’acqua che precipita da cinquanta metri attraverso una spaccatura verticale nella roccia della Grigna, come se la montagna si fosse aperta apposta.

La Cascata del Cenghen è uno dei posti più belli della Lombardia che quasi nessuno conosce fuori dal Lecchese. Non ha parcheggio a pagamento, non ha un bar in cima, non ha il codice QR per l’audioguida. Ha una piazza con un lavatoio, una mulattiera, un bosco di castagni e una cascata che d’estate è fresca mentre il Lago di Como sotto soffoca di caldo. È sufficiente.

Dati rapidi

Dove: Abbadia Lariana (LC) — sponda lecchese del Lago di Como, Grigna Meridionale, Lombardia

Partenza: lavatoio di Linzanico, Piazza Papa Giovanni XXIII, Abbadia Lariana

Arrivo: Cascata del Cenghen (670 m slm) — Val Monastero

Segnavia: frecce bianche locali — segnavia CAI 5B per il tratto da Calech alla cascata

Percorso consigliato:

  • A/R da Linzanico: 4 km, ~350 m dislivello, 2h totali
  • Anello da Abbadia Lariana (via Sentiero del Viandante, Borbino, Navegno, cascata, Calech, Linzanico): 10 km, ~580 m dislivello, 3h30–4h
  • A/R da Crebbio: 3 km, ~310 m dislivello, 1h30 totali

Difficoltà: T/E — facile ma con tratti ripidi e fondo fangoso dopo la pioggia

Bambini: sì dai 5-6 anni — uno dei percorsi più frequentati dalle famiglie del lecchese

Dog-friendly: sì, al guinzaglio

Parcheggio: gratuito in Via della Costituzione a Linzanico — gratuito nel cimitero di Crebbio — a pagamento in Piazza Manzoni ad Abbadia Lariana

In treno: stazione di Abbadia Lariana sulla linea Lecco–Varenna — a 10 minuti a piedi da Linzanico

Punti ristoro: nessuno sul sentiero — Sorgente della Fame per acqua fresca — bar e ristoranti ad Abbadia Lariana

Periodo migliore: primavera e inizio autunno per la portata d’acqua — estate per la frescura nel bosco

Mappa stilizzata del Sentiero per la cascata del Chengen

Il nome: un mistero con radici celtiche

L’origine del nome Cenghen è ancora avvolta nel mistero — e questa è già una cosa che i posti ordinari non possono dire.

Gli anziani di Abbadia Lariana tramandano due spiegazioni, entrambe plausibili e nessuna verificata. La prima sostiene che il nome derivi da una radice celtica preromana — coerente con il fatto che le Alpi lecchesi erano abitate dai Celti prima della conquista romana, e che molti nomi geografici della zona conservino ancora vocaboli di quella lingua. La seconda collega il nome a Francesco — in dialetto locale Cenghen sarebbe una storpiatura di Fränghen, diminutivo di Francesco — il proprietario originale del terreno dove scorre il torrente.

In entrambi i casi, il nome è di quelli che non si dimenticano. E il posto che descrive nemmeno.

Una cascata nella roccia: come si è formata

Il Torrente Zerbo scende dalla Grigna Meridionale verso il Lago di Como attraverso la Val Monastero — una vallata stretta che le acque hanno scavato nel tempo nella roccia calcarea delle Prealpi Lecchesi. Nel tratto dove oggi si trova la cascata, il torrente ha incontrato una frattura verticale nella roccia — una spaccatura che probabilmente esisteva già come faglia tettonica e che l’erosione idrica ha allargato nel corso dei millenni.

Il risultato è una delle cascate più particolari della Lombardia: l’acqua non scende su una parete aperta ma precipita attraverso una fenditura stretta, quasi invisibile dall’esterno, che la comprime e la accelera prima del salto finale di circa cinquanta metri. Il rumore che produce è più intenso di quanto ci si aspetterebbe per una cascata di queste dimensioni — il canyon naturale che si forma intorno alla spaccatura amplifica il suono come una cassa armonica.

Ai piedi della cascata il torrente ha scavato una serie di pozze naturali — più o meno profonde a seconda della stagione — in cui d’estate ci si può bagnare. L’acqua è sempre fredda, anche in agosto: viene dalla montagna, e la gola non riceve mai il sole diretto.

Il Sentiero del Viandante: il cammino che passa qui

Il percorso che sale da Abbadia Lariana verso la cascata condivide per un tratto il tracciato del Sentiero del Viandante — uno dei percorsi storici più antichi e affascinanti della Lombardia.

Il Sentiero del Viandante corre per 44 km sulla sponda orientale del Lago di Como, da Lecco a Morbegno, seguendo la mezza costa delle montagne alla quota dove i villaggi medievali erano costruiti per essere fuori dalla portata delle piene del lago e abbastanza in alto da godere del sole e della brezza. Era la via che i viandanti, i mercanti, i pellegrini usavano per percorrere il lago prima che esistesse una strada carrozzabile sul fondovalle — prima che esistessero, cioè, la Statale 36 e la ferrovia.

Lungo il Sentiero del Viandante si incontrano steli votive, edicole sacre, vecchi ponti in pietra, borghi medievali che hanno il carattere di posti rimasti fuori dal tempo — Abbadia Lariana, Mandello del Lario, Varenna. Il tratto che il sentiero percorre sopra Abbadia, con gli uliveti e i frutteti e la vista sul lago, è uno dei più belli dell’intero percorso.

Chi arriva alla cascata partendo da Abbadia e seguendo il Sentiero del Viandante cammina su una strada che ha secoli di storie sotto i piedi.

Come arrivare e dove parcheggiare

Abbadia Lariana si trova sulla sponda lecchese del Lago di Como, a circa 7 km a sud di Lecco sulla Statale 36. In auto si raggiunge direttamente dalla statale — uscire ad Abbadia Lariana e seguire le indicazioni per la frazione di Linzanico.

Il modo migliore per arrivare è il treno. La stazione di Abbadia Lariana è sulla linea ferroviaria Lecco–Colico–Varenna, con treni frequenti da Lecco (10 minuti) e da Milano Centrale con cambio a Lecco (circa 1 ora). Dalla stazione, la frazione di Linzanico e il lavatoio di partenza del sentiero sono raggiungibili a piedi in meno di dieci minuti. È la soluzione che elimina il problema del parcheggio e permette di godersi il lago sia all’andata che al ritorno dal finestrino del treno.

Parcheggi:

  • Linzanico: gratuito in Via della Costituzione, nei pressi del lavatoio
  • Crebbio: gratuito nel parcheggio del cimitero sotto la chiesa — punto di partenza alternativo, più vicino alla cascata
  • Abbadia Lariana centro: a pagamento in Piazza Manzoni, punto di partenza per l’anello lungo

Il percorso passo per passo

Il lavatoio di Linzanico: il punto di partenza

Il lavatoio di Linzanico è uno di quei posti che non si trovano con Google Maps ma che si riconoscono subito quando si arriva: una struttura in pietra con la vasca e la fontana al centro della piazzetta, circondata dalle case del borgo. Era qui che le donne del paese lavavano i panni fino a qualche decennio fa — e il fatto che il sentiero parta da questo punto non è casuale: la mulattiera che sale verso la cascata era la strada che collegava Linzanico ai boschi e agli alpeggi più in alto, quella che i contadini percorrevano ogni giorno.

Accanto al lavatoio c’è un mosaico che illustra la vita e la storia di Linzanico — un lavoro artigianale di notevole qualità che vale una sosta prima di partire.

Dal lavatoio si prende la mulattiera a destra, indicata da cartelli per la cascata. L’inizio è subito eloquente: acciottolato, con i bordi delimitati dai muri a secco dei terrazzamenti, con gli ulivi e i fichi ai lati. È una mulattiera vera, non un sentiero attrezzato per i turisti.

Gli uliveti e la vista sul lago

Il primo tratto sale con pendenza costante tra gli uliveti — e qui vale la pena fermarsi più volte, perché la vista sul Lago di Como che si apre verso sinistra è una di quelle che cambiano a ogni passo. Prima si vede Abbadia sotto, poi il lago si allarga verso Bellagio, poi le montagne della sponda opposta — il Monte di Lenno, il Sasso Rancio, le Prealpi Comasche — si stagliano sul cielo.

Gli ulivi di questa fascia sono produttori dell’olio DOP Laghi Lombardi — una delle zone di produzione olearia più settentrionali d’Italia, dove il microclima del lago permette la coltivazione di specie mediterranee a una latitudine che altrove non le sopporterebbe.

La fontana di Crebbio e il bivio

Dopo circa 25-30 minuti dal lavatoio si incontra il bivio con il sentiero che arriva da Crebbio — segnalato da una fontana con acqua potabile. È il punto dove i due percorsi si uniscono e dove la segnaletica diventa più chiara.

Dal bivio si svolta a destra e si prosegue in salita nel bosco — i castagni cominciano a prendere il sopravvento sugli ulivi, la luce si riduce, il suolo si copre di foglie anche in estate. Il sentiero diventa più stretto.

Calech: il belvedere nascosto

A circa metà percorso si raggiunge la borgata di Calech — poche case in pietra, qualche orto, una piazzetta aperta sul panorama. Il nome probabilmente deriva dal latino calx (calce) — la roccia calcarea che affiora ovunque su questo versante.

Da Calech si apre uno dei panorami più belli dell’intero percorso: il Lago di Como verso ovest e, verso nord, la Grigna Meridionale con la Cresta Segantini — il filo di roccia che prende il nome dal pittore Giovanni Segantini, che nelle sue lettere e nei suoi taccuini descriveva le Grigne come la montagna che lo aveva formato come artista. Segantini nacque ad Arco in Trentino e visse a lungo a Brianza e in Brianza — le Grigne erano la sua montagna di riferimento, quella che compariva nei fondali dei suoi grandi dipinti alpini.

Da Calech una freccia bianca indica di svoltare a sinistra verso la cascata.

La Sorgente della Fame e l’arrivo

Proseguendo dal bivio di Calech il sentiero entra nel bosco più fitto e scende leggermente verso il torrente. Si incontra la Sorgente della Fame — un punto con acqua potabile fresca che deve il nome al fatto che era il punto di sosta tradizionale per chi scendeva dai boschi e dai pascoli più alti, affamato dopo ore di lavoro. Non è un nome poetico — è un nome pratico, di quelli che i posti guadagnano dall’uso che ne fa la gente.

Poi si sente il rumore dell’acqua. Poi si sente più forte. Poi si attraversa il ponticello sul Torrente Zerbo e si risale il greto per qualche centinaio di metri fino a quando la gola si chiude e la cascata appare.

È un posto che si guarda e non si sente il bisogno di descrivere.

L’anello lungo da Abbadia: il percorso completo

Chi parte direttamente da Abbadia Lariana e vuole fare l’anello completo ha a disposizione uno dei percorsi più soddisfacenti del Lecchese — 10 km con 580 metri di dislivello, circa 3h30 di cammino.

Si parte dalla stazione o dal centro di Abbadia, si sale verso Borbino seguendo il tratto iniziale del Sentiero del Viandante, poi si svolta a destra sul sentiero 4A in direzione Val Monastero. Si passa per Navegno, si percorre la mulattiera dei Campelli, si scende al ponticello sul Torrente Zerbo e si risale alla cascata.

Al ritorno si prende il sentiero verso Calech — la borgata panoramica — poi si scende verso Linzanico e si rientra ad Abbadia lungo il Sentiero degli Ulivi, che corre a mezza costa con vista continua sul lago. È la parte finale dell’anello, quella che quasi tutti descrivono come il momento in cui ci si chiede perché non sia venuti più spesso.

Cascata del Chengen
Kaitu – Wikimedia Commons

Quando andare

Primavera (marzo–maggio) è la stagione migliore per la cascata. Il Torrente Zerbo è in piena dopo le piogge primaverili e lo scioglimento delle nevi della Grigna — la portata è massima, il salto è spettacolare, la pozza ai piedi è piena. Il bosco è in pieno risveglio, gli ulivi fioriscono, e la luce del mattino sugli uliveti sopra Linzanico è quella che rimane nelle fotografie migliori.

Estate (giugno–agosto) è la stagione della frescura. Il bosco di castagni è ombreggiato e fresco — anche nelle giornate più calde il sentiero mantiene una temperatura che il Lago di Como sotto non conosce. La cascata perde portata rispetto alla primavera, ma rimane bella — e la pozza ai piedi è abbastanza profonda per fare un bagno gelato. La stagione estiva è quella più frequentata: partire presto al mattino per trovare il posto tranquillo.

Autunno (settembre–ottobre) è la stagione dei colori. I castagni si tingono di rosso e arancione, le castagne cadono sul sentiero, il Torrente Zerbo riprende vigore con le piogge settembrine. La luce del pomeriggio di ottobre sulla Val Monastero e sulle pareti della Grigna è quella che rende giustizia a questo posto.

Inverno (novembre–febbraio) è percorribile nelle giornate senza neve o ghiaccio sul sentiero. In gennaio la cascata può ghiacciare parzialmente — non completamente, ma le gocce che si rapprendono sulle pareti della gola creano strutture di ghiaccio che durano qualche giorno. Il bosco spoglio apre viste diverse sulla Grigna. Attenzione: il sentiero bagnato o ghiacciato in alcuni tratti ripidi è scivoloso.

Flora e fauna

Il bosco che si attraversa nella salita è dominato dai castagni — la specie che per secoli ha nutrito le famiglie della Brianza e del Lecchese con la farina di castagne, prima che il mais e il grano diventassero accessibili. Alcuni alberi sono enormi, con i tronchi nodosi che testimoniano decenni o secoli di crescita. In autunno i ricci coprono il sentiero.

Nella fascia degli uliveti, più in basso, il bosco è più aperto e luminoso: fichi selvatici, viti rampicanti, rovi ai bordi del sentiero, e gli ulivi stessi — alcuni di età considerevole, con i tronchi contorti che gli ulivi vecchi di qualche secolo sviluppano.

Vicino al torrente e nella gola della cascata crescono felci e muschi che non ricevono mai luce diretta — la gola è sempre in ombra. Alcune specie di felce presenti qui hanno distribuzione molto limitata in Lombardia.

Per la fauna: caprioli nelle ore mattutine nei prati intorno a Calech, scoiattoli nel bosco di castagni, merlo acquaiolo nel torrente Zerbo — il piccolo uccello grigio-bianco che cammina sott’acqua per nutrirsi è presente in tutti i torrenti puliti delle Grigne.

Cosa portare

Il sentiero per la Cascata del Cenghen è tecnicamente semplice ma ha tratti fangosi e scivolosi che richiedono le scarpe giuste.

Scarpe da trekking con suola antiscivolo sono necessarie — il fondo del sentiero dopo la pioggia, e nei tratti ombreggiati dal bosco che rimangono umidi anche giorni dopo, è infido. Le scarpe da ginnastica lisce scivolano. I bastoncini da trekking sono utili nei tratti più ripidi della salita.

Uno zaino da 15–20 litri per acqua, snack, uno strato impermeabile. Acqua: almeno 1 litro — ci sono fontane sul percorso (al bivio di Crebbio e alla Sorgente della Fame) ma non è garantito che siano sempre funzionanti. In estate, costume e asciugamano per il bagno nella pozza — l’acqua è fredda in qualsiasi stagione, ma dopo la salita è esattamente quella temperatura lì. Uno strato impermeabile leggero per i temporali pomeridiani estivi che sulle Grigne arrivano rapidamente.

Cosa vedere nei dintorni

Abbadia Lariana merita una passeggiata sul lungolago dopo il rientro. Il centro storico è piccolo ma ha qualche palazzo di interesse — e la vista sul lago da qui, con le montagne della sponda comasca sullo sfondo, è quella che Manzoni aveva in mente quando descriveva il Lario nei Promessi Sposi.

Mandello del Lario è a pochi chilometri a nord — famosa per la Moto Guzzi, la casa motociclistica fondata nel 1921 che ha ancora qui il suo stabilimento storico. Il Museo Moto Guzzi è aperto al pubblico nelle giornate specifiche — verificare sul sito.

Varenna — raggiungibile in treno o in barca — è il borgo sul lago più bello della sponda lecchese: i carruggi, Villa Monastero, il castello di Vezio sull’altura. Vale una sera di cena con vista.

Sentiero del Viandante completo — per chi vuole fare di questo sentiero solo un assaggio e poi tornare, la versione integrale del Sentiero del Viandante da Lecco a Morbegno si percorre in 3-4 giorni. È uno dei cammini di più giorni più belli della Lombardia — poco conosciuto a livello nazionale nonostante la qualità eccezionale del paesaggio e dei borghi attraversati.

Mappa e traccia GPS

Il sentiero è segnalato con frecce bianche locali e segnavia CAI (5A e 5B) lungo tutto il percorso. La traccia GPS è disponibile su Wikiloc e Komoot cercando “Cascata del Cenghen Linzanico” o “Cascata Cenghen Abbadia Lariana”. Il punto di partenza — lavatoio di Linzanico, Piazza Papa Giovanni XXIII, Abbadia Lariana (LC) — è individuabile su Google Maps. Per l’anello lungo da Abbadia: cercare “Anello Cascata Cenghen Abbadia Lariana” su Wikiloc per le tracce con la variante via Borbino e Navegno.