Antonio Ciccarelli era un barbiere.

Non era uno scultore di professione, non aveva studiato belle arti, non cercava riconoscimenti. Nel tempo libero scendeva nella gola del fiume Potenza, sotto Pioraco, e scolpiva facce nella roccia. Facce enormi, con nasi buffi e bocche spalancate, occhi vuoti che guardano chiunque passi. Le chiamò mostri — e mostri sono rimasti, incastonati nelle pareti calcaree della gola, a fare compagnia al fiume da decenni. Ciccarelli è morto. I mostri sono ancora lì.

Il Sentiero Li Vurgacci è il percorso che porta fino a loro. 500 metri di passerelle in legno sospese sopra cascate e vortici, nella gola più scenografica delle Marche, in un borgo che produce carta dal 1264.

Dati rapidi

Dove: Pioraco (MC), Marche — Provincia di Macerata

Segnavia: CAI 247E e 247G

Partenza principale: Edicola votiva neogotica, centro storico di Pioraco

Partenza alternativa: Cartiera Fedrigoni (SP361, 800 m prima del paese)

Lunghezza: circa 500 m (percorso breve) — circa 1,6 km (anello completo)

Dislivello: circa 85 m (anello completo)

Tempo: 20 minuti (percorso breve) — 45 minuti/1 ora (anello completo)

Difficoltà: T (Turistico) — accessibile a tutti

Bambini: Sì — non adatto ai passeggini

Apertura: Aprile–Ottobre (orario libero) — Novembre–Marzo (10:00–16:00)

Ingresso: Gratuito

Parcheggio: Gratuito nei giardini pubblici di Pioraco

Mappa stilizzata del Sentiero Li Vurgacci

Pioraco: la città dell’acqua e della carta

Per capire il sentiero bisogna capire il paese da cui parte.

Pioraco sorge incastonato tra due gole — quella del fiume Potenza a est e quella del torrente Scarsito a ovest — in una posizione che nei secoli ha avuto un valore preciso: l’acqua. Non l’acqua come paesaggio, ma l’acqua come forza motrice. Dal 1264 — secondo i documenti storici più antichi, anche se la tradizione orale spinge la data ancora più indietro — a Pioraco si produce carta. È una delle tradizioni cartarie più antiche d’Italia, contemporanea a Fabriano che dista pochi chilometri.

Il meccanismo è semplice quanto geniale: l’acqua del Potenza, incanalata e controllata, azionava le macine che sminuzzavano gli stracci di lino e canapa fino a ridurli in pasta. La pasta veniva stesa su telai, asciugata, pressata — e diventava carta.

Oggi la cartiera è ancora attiva — si chiama Fedrigoni, è uno dei gruppi cartari più importanti d’Europa, e i suoi impianti si trovano esattamente dove inizia uno dei due accessi al Sentiero Li Vurgacci. Passandoci davanti si sente ancora il rumore dei macchinari, si sente l’odore umido della pasta di carta. Settecento anni di storia industriale ininterrotta, in un paesino di mille abitanti tra le colline maceratesi.

La gola che il sentiero percorre è un prodotto diretto di questa storia: il fiume che per secoli ha mosso le macine ha anche scavato la roccia, centimetro dopo centimetro, creando le cascate, i vortici, le forre e i “vurgacci” — termine dialettale marchigiano che indica i gorghi, i risucchi d’acqua che si formano quando la corrente incontra la roccia.

Tiziano Cantalamessa: la lapide all’inizio del sentiero

Prima di scendere nella gola, all’inizio della salita sul segnavia 247E, si trova una lapide incastonata nella parete rocciosa. Pochi escursionisti si fermano a leggerla.

È dedicata a Tiziano Cantalamessa — disgaggiatore di mestiere, guida alpina di professione, piorachese di nascita. Il CAI di Fabriano, che cura e segnala questi sentieri, lo descrive come “il più forte alpinista marchigiano di sempre, con imprese memorabili in Italia e in tutto il mondo”. Cantalamessa scalò pareti in tutto il mondo con quella discrezione silenziosa che hanno spesso i migliori alpinisti — non cercava visibilità, cercava la roccia. La lapide è lì perché qualcuno a Pioraco non ha dimenticato.

I tre percorsi possibili

Percorso breve — dal centro storico (20 minuti)

L’accesso più diretto e più frequentato. Si parte dall’edicola votiva in stile neogotico nel centro storico di Pioraco — facilmente riconoscibile, è una cappelletta ornamentale su Via Gramsci. Dietro l’edicola inizia la discesa verso la gola, con gradini in pietra che portano alle prime passerelle in legno. Il percorso breve dura circa 20 minuti ed è adatto a tutti, bambini compresi.

Percorso dalla Cartiera (accesso alternativo)

Ottocento metri prima del paese lungo la SP361, nei pressi degli impianti Fedrigoni, c’è un secondo punto di accesso. Da qui si segue il sentiero lungo la sponda del fiume fino all’imbocco delle passerelle principali. È l’accesso più comodo per chi arriva in auto e vuole evitare di parcheggiare in paese.

Percorso panoramico con Madonna della Grotta (45 minuti–1 ora)

Il percorso più completo e soddisfacente. Si parte dal Santuario della Madonna della Grotta, poco fuori dall’abitato di Pioraco, e si sale sul segnavia 247E verso la sommità del monte. Raggiunta la croce in cima, il panorama sul borgo di Pioraco e sulla vallata fluviale è tra i più belli dell’Appennino maceratese. Si scende poi sul segnavia 247G — il sentiero dei Vurgacci vero e proprio — che riporta alle passerelle e alla Fossa dei Mostri. Questo percorso forma un anello completo di circa 1,6 km.

Il sentiero passo per passo

Le passerelle sul fiume

Appena entrati nella gola, il sentiero cambia carattere completamente. Il rumore del paese sparisce — rimane solo l’acqua. Le passerelle in legno con parapetti su entrambi i lati si affacciano direttamente sulle cascate e sui vortici del Potenza, a pochi metri dall’acqua. In alcuni punti il fiume scorre tre, quattro metri più in basso — abbastanza da creare una sensazione di sospensione, non abbastanza da essere pericoloso.

Il contrasto tra la roccia calcarea bianca, l’acqua verde-smeraldo del Potenza e la vegetazione che chiude la gola dall’alto crea un ambiente che molti escursionisti descrivono come “un altro mondo” — e la descrizione non è esagerata. La gola è così stretta che in certi punti il cielo è visibile solo come una striscia luminosa.

La Grotta Puzzona

Poco dopo l’inizio del sentiero, sull’imbocco della forra, si apre la Grotta Puzzona — una cavità naturale nel travertino che prende il nome dall’odore caratteristico che emana nelle stagioni umide. È la prima di una serie di grotte che costellano le pareti della gola: la Grotta della Cappellina, la Grotta del Catino, la Grotta del Masso. Nessuna è attrezzata per la visita all’interno, ma le imboccature sono visibili dal sentiero e frequentate dagli speleologi.

Il belvedere e la piscina naturale

A metà del percorso, un ponticello conduce a un belvedere sullo sperone roccioso più alto — il punto da cui la gola si vede nella sua interezza, dall’alto verso il basso. Poco prima, un piccolo cartello in legno segnala la deviazione per la piscina naturale: una pozza profonda scavata dalla corrente nella roccia calcarea, con acqua che anche in piena estate rimane fredda. Chi vuole fare il bagno — e vale la pena farlo — scende per un tratto che richiede attenzione sul terreno umido.

La Fossa dei Mostri

È il punto culmine del sentiero, e il motivo per cui la maggior parte delle persone viene qui.

La Fossa dei Mostri è una piccola radura naturale che si apre tra le pareti della gola — uno spiazzo inaspettato, quasi una piccola piazza segreta. Sulle pareti rocciose, scolpite direttamente nella pietra, le facce di Ciccarelli ti guardano. Sono grandi, alcune grandissime — bocche spalancate, nasi deformati, occhi vuoti e profondi. Non sono spaventose nel senso horror del termine: sono grottesche, buffamente inquietanti, con un’espressione tra il dolore e il sorriso che è impossibile definire.

Antonio Ciccarelli le ha scolpite nel corso di anni, probabilmente decenni. Era il barbiere di Pioraco — tagliava capelli, faceva le barbe, ascoltava le storie del paese. Nel tempo libero scendeva qui, prendeva gli scalpelli, e scolpiva. Non si sa esattamente quando ha iniziato, non si sa esattamente quante facce ha fatto nel corso della sua vita. Si sa che è morto, e che nessuno ha continuato.

Stare nella Fossa dei Mostri — con il rumore dell’acqua che rimbalza sulle pareti, la luce che filtra dall’alto, le facce che guardano da ogni direzione — è una delle esperienze più singolari che un sentiero italiano possa offrire.

Ritorno e uscita

Dopo la Fossa dei Mostri le passerelle proseguono verso il basso, costeggiando il Potenza nel tratto in cui il fiume torna a scorrere più calmo. L’uscita avviene nei pressi delle Cartiere Fedrigoni, con la possibilità di tornare al paese a piedi lungo la strada o risalire sul segnavia per chiudere l’anello.

Viaggiamocela – Wikimedia Commons

Difficoltà e cosa sapere prima di partire

Il Sentiero Li Vurgacci è classificato T (Turistico) — il livello più accessibile della scala CAI. Le passerelle sono dotate di parapetti su entrambi i lati, la pendenza è minima, non ci sono tratti tecnici.

Due cose da considerare:

Il fondo è spesso scivoloso — il microclima della gola mantiene le rocce e il legno delle passerelle umidi anche nelle giornate di sole. Le scarpe da ginnastica con buona suola sono il minimo; gli scarponcini con suola in gomma sono la scelta migliore, specialmente in primavera e autunno.

Il percorso non è adatto ai passeggini — i gradini e i tratti irregolari lo rendono impraticabile. I bambini piccoli vanno portati in braccio o in uno zaino porta-bimbo.

Orari e apertura

Il sentiero ha una stagionalità che non tutti i siti aggiornano correttamente:

  • Aprile–Ottobre: aperto a orario libero
  • Novembre–Marzo: aperto dalle 10:00 alle 16:00

Prima di una visita fuori stagione è consigliabile contattare l’Ufficio Turistico di Pioraco per verificare eventuali variazioni o chiusure straordinarie per manutenzione delle passerelle.

Come arrivare e dove parcheggiare

In auto da Macerata: SP361 direzione Camerino/Fiuminata — Pioraco si trova a circa 35 km da Macerata. Il parcheggio gratuito si trova nei giardini pubblici appena fuori dal centro storico, vicino al monumento ai caduti.

In auto da Camerino: SP361 in direzione Macerata — Pioraco è a circa 15 km da Camerino.

Parcheggio alternativo: nei pressi della Cartiera Fedrigoni lungo la SP361, 800 m prima del paese. Da qui si accede direttamente al sentiero senza passare per il centro storico.

Quando andare

Il sentiero è bello in ogni stagione, ma ogni stagione ha la sua caratteristica.

La primavera (aprile-giugno) è il momento migliore per le cascate — il Potenza è in piena con il disgelo appenninico e i vortici e i gorghi che danno il nome al sentiero sono al massimo della loro intensità. La vegetazione della gola è verde intenso.

L’estate (luglio-agosto) è la stagione più frequentata. Il microclima della gola è naturalmente fresco — è uno dei luoghi più piacevoli delle Marche nelle giornate di grande caldo. La piscina naturale è la meta delle famiglie con bambini.

L’autunno (settembre-ottobre) porta i colori del bosco e la luce bassa del pomeriggio che entra obliqua nella gola. Le cascate riprendono portata dopo le prime piogge.

L’inverno (novembre-marzo) è percorribile dalle 10 alle 16. La gola con la nebbia o con le prime gelate ha un’atmosfera radicalmente diversa — più silenziosa, più intensa, completamente deserta.

Cosa portare

Per un percorso breve come questo lo zaino non deve essere pesante. L’elemento essenziale è l’acqua — paradossalmente, circondati da un fiume, non ci sono fontane potabili nel sentiero. Una borraccia per outdoor nello zaino è sufficiente.

Le scarpe da trekking con suola in gomma sono la scelta giusta per il fondo umido e scivoloso delle passerelle. I calzini tecnici riducono le vesciche sui tratti irregolari.

Se porti bambini piccoli, lo zaino porta-bimbo è indispensabile — il passeggino non passa. Porta qualcosa da mangiare: ci sono aree pic-nic attrezzate lungo il sentiero, perfette per una pausa.

Per il percorso panoramico con Madonna della Grotta, uno zaino da 10–15 litri è più che sufficiente.

Cosa vedere a Pioraco e dintorni

Dopo il sentiero, vale una visita al Polo Museale di Pioraco — un complesso che raccoglie il museo della carta, la mostra della filigrana, il museo dei fossili e il reparto archeologico. Aperto la domenica e nei giorni festivi, con orari variabili — verificare all’ufficio turistico.

Nel centro storico, il Ponte del Romanticismo offre una vista sul fiume che vale una fotografia.

A pochi chilometri da Pioraco si trovano il Lago di Fiastra e le Lame Rosse — già citate nella guida al Sentiero delle Acque di Pieve Torina. I due sentieri si abbinano bene in una giornata o un weekend nelle Marche dell’entroterra.

Camerino — a 15 km, una delle più belle città universitarie dell’Appennino centrale, con il Duomo romanico e un centro storico medievale intatto.

Mappa e traccia GPS

Il sentiero è segnalato con i segnavia CAI 247E (salita) e CAI 247G (discesa nella gola). La segnaletica è presente e ben mantenuta dal CAI di Fabriano.

La traccia GPS dell’anello completo è disponibile su Wikiloc (cerca “Anello Li Vurgacci Cartiera Pioraco”) e su Komoot. La traccia del percorso breve si trova su AllTrails (cerca “Sentiero Li Vurgacci Pioraco”).