C’è un Po che non conosci.
Non quello dei libri di geografia, grande e lento e gonfio di acque industriali tra Torino e il delta. Non quello dei telegiornali quando esonda. C’è un tratto del Po — questo tratto, tra Villafranca Piemonte, Moretta e Cardè — dove il fiume scorre ancora nel suo letto naturale quasi intatto, con anse ampie e spiaggette di ghiaia bianca, boschi planiziali che arrivano fino all’acqua.
Il gruccione è l’uccello più colorato d’Europa. Turchese, arancione, giallo, verde — un’esplosione cromatica improbabile in un bosco di pianura piemontese. Nidifica in gallerie scavate nelle ripe del Po. In luglio, quando i giovani imparano a volare, i cieli sopra il sentiero si riempiono di voli acrobatici e di un canto che non somiglia a nessun altro uccello italiano.
Il Sentiero delle Ochette è il modo migliore per vederlo.
Dati rapidi
Dove: Villafranca Piemonte, Moretta, Cardè (CN/TO) — Parco Naturale del Po Piemontese
Partenza: Ponte sul Po tra Villafranca e Moretta (SP1)
Partenza alternativa: Centro di Cardè o centro di Villafranca Piem
Tipo: Anello
Lunghezza: circa 14 km
Dislivello: Trascurabile (~20 m)
Tempo: 3 – 4 ore a piedi — 1 ora in bici
Difficoltà: T (Turistico) — adatto a tutti
Bambini: Sì, adatto a famiglie
Bici: Sì — il percorso è anche ciclabile
Ingresso: Gratuito
Parcheggio: Gratuito nei pressi del ponte SP1
Tutto l’anno: Sì — evitare durante le piene del Po

Il Po che scorre ancora libero
Per capire perché questo sentiero è speciale bisogna capire cosa significa “letto naturale” di un fiume.
Il Po, nel suo percorso di 652 km dalle sorgenti sul Monviso fino al delta adriatico, è stato nel corso del Novecento rettificato, arginato, canalizzato in quasi tutti i suoi tratti. Le anse naturali — i meandri che il fiume formava spostandosi lentamente nel corso dei secoli — sono state in gran parte eliminate per guadagnare terreno agricolo e per controllare le piene. Il risultato è un fiume che scorre più veloce, più diritto, più controllato — ma che ha perso la maggior parte degli habitat che lo rendevano ricco.
Questo tratto cuneese è diverso. Qui il Po conserva ancora le sue anse, le sue spiaggette di ghiaia e sabbia che cambiano forma dopo ogni piena, le sue ripe verticali di argilla che i gruccioni scavano ogni primavera per fare il nido. I boschi planiziali — ontaneti, saliceti, pioppeti naturali — arrivano fino all’acqua senza interruzione. L’Ente di Gestione delle Aree Protette del Monviso gestisce questo territorio come parte del Parco Naturale del Po Piemontese, e la sua conservazione è una delle ragioni per cui camminare qui è un’esperienza che in pochi altri tratti del grande fiume è ancora possibile.
Il progetto “Un Po di tutto” — lanciato nel 2017 dall’Associazione Amici del Po nell’ambito della Carta Europea del Turismo Sostenibile — ha trasformato questo tratto di sponde in un itinerario segnalato, con cartelli a forma di ochetta che guidano i visitatori lungo entrambe le rive, passerelle in ferro per attraversare i torrenti affluenti, aree di sosta con tavoli e panche, pannelli informativi sulla fauna locale. Il risultato è uno dei sentieri naturalistici più completi e meglio curati della pianura italiana.
Gli uccelli: 100 specie in 14 km
Il nome “Ochette” viene dalle oche selvatiche — principalmente l’oca selvatica (Anser anser) — che popolano questo tratto di Po e che i camminatori incontrano regolarmente lungo le sponde. Ma l’avifauna del sentiero è molto più ricca di quanto il nome suggerisca.
Il Percorso delle Ali — una serie di pannelli informativi collocati lungo il sentiero — documenta oltre 100 specie di uccelli che nidificano o transitano nell’area fluviale del Po in questo tratto. Ogni pannello è dedicato a una specie con foto di alta qualità scattate durante la nidificazione, descrizione del comportamento, caratteristiche del canto.
Le specie più facili da avvistare in ogni stagione:
Il gruccione (Merops apiaster) è la star del sentiero. Arriva dall’Africa subsahariana a fine aprile e riparte a settembre. Nidifica in colonie nelle ripe verticali del Po — se ti avvicini silenziosamente alle ripe in maggio-giugno, puoi osservare decine di esemplari che entrano ed escono dai loro tunnel. Il canto è inconfondibile: un trillo fluido e rotondo, come una biglia che rotola su vetro.
L’airone cenerino (Ardea cinerea) è l’uccello più visibile del Po. Immobile sulle rive basse, in attesa dei pesci, sembra una scultura grigia. Quando decolla — con il collo ripiegato e le ali larghe quasi due metri — è uno spettacolo ogni volta.
Il martin pescatore (Alcedo atthis) è il test del birdwatcher. Vederlo richiede pazienza e occhio allenato: un lampo azzurro e arancione che sfreccia radente all’acqua. Chi lo vede per la prima volta fatica a credere che quell’esplosione di colore sia un uccello selvatico europeo.
Il germano reale (Anas platyrhynchos) — l’anatra più comune del Po — e la folaga (Fulica atra) sono presenti tutto l’anno in numero elevato. Le famiglie con bambini le avvistano senza sforzo.
L’upupa (Upupa epops) — con il suo ciuffo arancione a pettine e il volo ondulato — è un avvistamento frequente nelle zone più aperte del sentiero in primavera e estate.
Il cormorano (Phalacrocorax carbo) — che fino agli anni Ottanta era quasi assente in Piemonte e oggi nidifica lungo il Po in colonie numerose — si vede regolarmente posato sugli alberi con le ali aperte.
Per chi viene specificamente per il birdwatching, i periodi migliori sono febbraio-maggio (migrazione primaverile, nidificazione iniziale) e agosto-ottobre (migrazione autunnale). In questi periodi le specie presenti sono al massimo e i comportamenti più interessanti da osservare.
Il percorso passo per passo
Il Sentiero delle Ochette è un anello che percorre entrambe le sponde del Po — la sponda destra (orografica) nella prima metà, la sponda sinistra nel ritorno. La lunghezza totale è di circa 14 km, con un dislivello praticamente inesistente — il Po in questo tratto è pianura piatta, e il sentiero non si allontana mai dall’acqua abbastanza da guadagnare quota.
Partenza: Ponte sul Po tra Villafranca e Moretta (SP1)
Il punto di partenza ufficiale si raggiunge dalla SP1 che collega Villafranca Piemonte a Moretta. Appena oltrepassato il ponte sul Po, sul lato Moretta, si nota il parcheggio tra i campi coltivati con gli striscioni degli Amici del Po — impossibile non vederli. Da qui si scende alla sponda.
All’ingresso del sentiero le ochette bianche di benvenuto — sculture in legno che segnano l’inizio del percorso — accolgono i visitatori insieme al Percorso delle Ali, la mostra fotografica sull’avifauna locale che inizia qui e accompagna i primi chilometri.
Verso Cardè: sponda destra
Il sentiero percorre la sponda destra orografica del Po verso sud in direzione Cardè, seguendo i cartelli a forma di ochetta che indicano i bivi e la distanza percorsa ogni 500 metri. Il fondo è prevalentemente sterrato o inerbito — facile, piano, senza tratti tecnici.
Nei primi chilometri si attraversa un bosco di pioppi e ontani con sculture moderne disseminate tra gli alberi — installazioni artistiche in legno e metallo che popolano il bosco in modo inaspettato. È uno di quei dettagli che i competitor citano brevemente ma che nella pratica sorprende quasi tutti.
Al km 2,5 si incontra una spiaggetta sulle anse del Po — il punto di sosta naturale per famiglie con bambini, con l’acqua accessibile e la ghiaia bianca. Il fiume in questo punto scorre lento e poco profondo sulle ghiaie. Non è una spiaggia attrezzata — non ci sono servizi — ma è uno dei posti più piacevoli del percorso per una pausa.
Proseguendo si attraversano con passerelle in ferro i torrenti affluenti: il Rio Tepice al km 2,5, il Canale Lessia al km 3,5, il Torrente Cantogno al km 10. Ogni passerella è un punto di osservazione privilegiato — le confluenze tra i piccoli corsi d’acqua e il Po sono sempre ricche di fauna.
Cardè: il castello e la Panchina Gigante
A circa metà percorso il sentiero si avvicina al paese di Cardè. Vale una breve deviazione per vedere il Castello di Cardè — costruito nel XIII secolo dai marchesi di Saluzzo, recentemente ristrutturato e visitabile. I marchesi di Saluzzo erano i signori di questo angolo di Piemonte e controllavano i valichi alpini verso la Francia — il castello sul Po era uno dei loro punti di controllo sul commercio fluviale. Nei pressi si trova il Sepolcreto dei Marchesi di San Germano — una curiosità storica nascosta in un prato recintato visibile dal sentiero.
Il ponte di Cardè — il primo ponte in cemento costruito sul Po — è il punto dove si attraversa il fiume per riprendere il sentiero sulla sponda opposta.
Prima o dopo il ponte, una deviazione segnalata porta alla Panchina Gigante numero 264 — parte del progetto internazionale Big Bench Community Project, nato in Piemonte nel 2010 e ora diffuso in tutto il mondo: panchine giganti, otto volte più grandi del normale, collocate in punti panoramici per far tornare gli adulti alla prospettiva dei bambini. La numero 264 di Cardè guarda il Po con il Monviso sullo sfondo — nelle giornate limpide il panorama sulla vetta più alta delle Alpi Cozie è splendido.
Ritorno: sponda sinistra
Attraversato il Po sul ponte di Cardè, il sentiero riprende sulla sponda sinistra orografica in direzione nord verso Villafranca. Il paesaggio cambia carattere — meno bosco, più campi coltivati, il fiume visto da una prospettiva diversa. Si passa accanto all’antico traghetto fluviale — uno degli ultimi punti di attraversamento tradizionali del Po ancora visibili, anche se non più in funzione.
Il ritorno al punto di partenza avviene risalendo la scalinata che porta al ponte di Villafranca e scendendo nuovamente sulla sponda per chiudere l’anello.

Il sentiero in bici
Il Sentiero delle Ochette è uno dei percorsi ciclabili più piacevoli del Piemonte meridionale. Il fondo sterrato e pianeggiante è adatto a tutte le tipologie di bici — dalla mountain bike alla bici da città, incluse le e-bike. In un’ora si percorre l’intero anello.
La ciclovia si innesta anche nel progetto “Via delle Risorgive” e nella rete dei percorsi cicloturistici del Parco del Monviso, permettendo di collegare il Sentiero delle Ochette a itinerari più lunghi.
Per le famiglie con bambini piccoli, la bici è la soluzione più comoda — 14 km a piedi possono essere lunghi per i più piccoli, mentre in bici l’intero anello è gestibilissimo anche con i bambini.
Quando andare
Il sentiero è aperto tutto l’anno, ma le stagioni cambiano radicalmente l’esperienza.
La primavera (febbraio-maggio) è la stagione d’oro per il birdwatching — la migrazione primaverile porta specie che non si vedono in altri periodi, la nidificazione dei gruccioni nelle ripe inizia ad aprile, i boschi si riempiono di canto. AllTrails e le guide ornitologiche locali indicano febbraio-maggio come il periodo migliore in assoluto.
L’estate (giugno-agosto) è la stagione dei gruccioni al massimo della presenza e delle spiaggette del Po accessibili per i bagni nei tratti bassi. Il caldo può essere intenso — il sentiero è poco ombreggiato nei tratti aperti lungo i campi.
L’autunno (settembre-novembre) porta la migrazione autunnale con nuove specie di transito e i colori dei boschi planiziali. L’aria fresca rende la camminata più piacevole rispetto all’estate.
L’inverno (dicembre-gennaio) è percorribile nelle giornate senza piena. Le anatre svernanti e i cormorani sono al massimo della presenza. Il paesaggio spoglio ha un fascino austero e silenzioso che in altre stagioni non esiste.
Attenzione alle piene: quando il Po è in piena il sentiero può essere parzialmente allagato, soprattutto nei tratti bassi vicino alle sponde. Verificare le condizioni prima di partire — il sito dell’ARPA Piemonte pubblica i livelli idrometrici in tempo reale.
Cosa portare
Per un sentiero pianeggiante di 14 km, lo zaino non deve essere pesante ma alcune cose non vanno dimenticate.
Acqua — l’unico punto con fontana di acqua potabile segnalato è nei pressi del traghetto fluviale. Porta almeno una borraccia da 750 ml a persona.
Repellente per insetti — le recensioni su AllTrails lo segnalano unanimemente: le zanzare lungo il Po in estate e in autunno sono abbondanti. Una protezione efficace è indispensabile.
Scarpe comode — il sentiero non richiede scarponcini da trekking. Scarpe da ginnastica con buona suola o sneaker robuste sono più che sufficienti per il fondo sterrato pianeggiante. In inverno o dopo piogge abbondanti, una scarpa impermeabile è consigliata per i tratti fangosi vicino al fiume.
Binocolo — per il birdwatching è l’accessorio che fa la differenza. Il gruccione, il martin pescatore e molte altre specie si osservano meglio a distanza per non disturbarli. Non è indispensabile, ma chi ce l’ha non lo rimpiange.
Cappello per protezione solare — in estate i tratti aperti lungo i campi sono privi di ombra. Il sole sulla pianura padana può essere intenso anche in primavera.
Per un’escursione di 3-4 ore come questa, uno zaino da 15–20 litri è la misura giusta — abbastanza per acqua, pranzo al sacco, repellente e binocolo senza appesantirsi.
Come arrivare e dove parcheggiare
Da Torino: circa 45 km, direzione Pinerolo sulla SS23, poi verso Villafranca Piemonte. Circa 50 minuti.
Da Cuneo: circa 35 km, direzione Saluzzo sulla SP1. Circa 40 minuti.
Da Saluzzo: circa 20 km sulla SP1 in direzione Villafranca Piemonte. Circa 25 minuti.
Parcheggio principale: gratuito nei pressi del Ponte sul Po tra Villafranca e Moretta (SP1) — il navigatore lo trova con “Ponte Po Villafranca Piemonte”. Ampio, in terra battuta, con i cartelli degli Amici del Po.
Parcheggio alternativo: piazzale adiacente alla Parrocchia di Santa Caterina a Cardè — utile se si vuole partire da metà percorso o visitare il castello prima di iniziare il sentiero.
Cosa vedere nei dintorni
Saluzzo — a circa 20 km, una delle più belle città medievali del Piemonte, con la Castiglia, il centro storico in mattoni rossi e le chiese rinascimentali. Capoluogo del marchesato che per secoli governò questo territorio.
Castello di Racconigi — a circa 15 km, residenza sabauda patrimonio UNESCO con un parco di 75 ettari ricco di fauna selvatica. I cervi, i daini e i cigni del parco sono un complemento naturale al birdwatching lungo il Po.
Revello e l’abbazia di Staffarda — a circa 25 km, l’abbazia cistercense medievale meglio conservata del Piemonte, in una posizione bucolica tra i campi del Saluzzese.
Monviso — la vetta che si vede sullo sfondo lungo tutto il percorso, a 3.841 metri, è raggiungibile con escursioni di vario livello dal versante piemontese.
Mappa e traccia GPS
Il sentiero è segnalato con cartelli a forma di ochetta lungo tutto il percorso — la segnaletica è chiara e le distanze percorse sono indicate ogni 500 metri. Per chi vuole la traccia GPS, il percorso è disponibile su AllTrails (cerca “Sentiero delle Ochette Villafranca Moretta”) e su Komoot.
