L’11 agosto 2020 era la notte di San Lorenzo.

Cinque ragazzi erano saliti sull’Alpe Chastlar, vicino a Castelmagno, per vedere le stelle cadenti. Era una di quelle notti che si ricordano — il cielo buio, le cime intorno, i desideri espressi mentre le stelle passavano. Al ritorno, sulla strada di montagna, ci fu un incidente. Camilla Bessone, quindici anni, non tornò a casa. Con lei morirono Samuele, Elia, Nicolò e Marco.

In quei giorni, a Entracque, in Valle Gesso, la Squadra degli Operai Forestali 098 della Regione Piemonte stava ultimando la costruzione di un nuovo sentiero. Qualcuno di loro conosceva Camilla. Riconobbe in quel posto — i faggi, la cascata, il panorama sulle montagne che lei amava — qualcosa che assomigliava alla sua personalità. Propose di intitolarglielo.

La famiglia disse sì. Il Comune di Entracque disse sì.

Il Sentiero di Camilla aprì nell’autunno del 2020.

Una nota prima di cominciare

Questo sentiero porta il nome di una persona reale, giovane, morta di recente. Prima di percorrerlo vale la pena sapere qualcosa di lei — non i dettagli dell’incidente, che appartengono alla sua famiglia, ma quello che il sentiero stesso racconta: che Camilla amava la montagna, che amava guardare le stelle, che c’è qualcosa in questo posto che le somigliava.

Sul pannello all’inizio del sentiero c’è un codice QR che porta a camillabessone.it — il sito creato dalla famiglia in sua memoria, con le iniziative nate in suo ricordo, incluso un progetto di riforestazione urbana a Cuneo. Vale la pena visitarlo prima di partire, o dopo.

Dati rapidi

Dove: Entracque (CN) — Valle Gesso, Parco Naturale delle Alpi Marittime, Piemonte

Partenza: Borgata Colletta Sottana / Tetti Violino (1.040 m)

Arrivo: Costa Balmera (1.610 m)

Lunghezza: circa 4,5 km (solo andata) — circa 9 km (A/R)

Dislivello: circa 570 m

Tempo: 1 ora 45 minuti – 2 ore (salita) — 1 ora 15 minuti (discesa)

Difficoltà: E (Escursionistico) — medio

Segnaletica: Ottima — intero percorso segnalato

Bambini: Dai 8-10 anni con buona resistenza fisica

Parcheggio: Piccolo posteggio oltre il ponticello stradale per Tetti Violino

Punti ristoro: Nessuno lungo il sentiero — bar e ristoranti a Entracque

Tutto l’anno: No — in inverno neve e possibile pericolo valanghe

Periodo migliore: Giugno-ottobre

Gli Operai Forestali 098: chi ha costruito questo sentiero

La storia di come è nato il Sentiero di Camilla è parte integrante del sentiero stesso.

La Squadra Forestale 098 della Regione Piemonte — gli operai forestali che gestiscono e mantengono i boschi e i sentieri del Parco delle Alpi Marittime — stava costruendo questo percorso nell’estate del 2020 con uno scopo preciso: creare una via di discesa più sicura dall’arrivo della Via Ferrata dei Funs, intitolata ad Ico Quaranta — un anziano alpinista entracquese, uno dei fondatori della tradizione alpinistica cuneese su queste montagne.

I lavori si conclusero il 25 agosto 2020 — quattordici giorni dopo la morte di Camilla.

I ragazzi della squadra proposero di intitolare il sentiero a lei, con il consenso della famiglia e del Comune. Non era un gesto formale — era il riconoscimento che un posto nuovo, ancora senza un nome, sembrava adatto a portare il nome di qualcuno che aveva amato questi posti.

Il sentiero porta quindi due memorie intrecciate: quella di Ico Quaranta, nella ferrata in cima, e quella di Camilla Bessone, nel sentiero che scende a valle. Due storie di amore per la montagna — una costruita nel corso di una vita intera, l’altra interrotta troppo presto.

La Valle Gesso e il Parco delle Alpi Marittime

La Valle Gesso è una delle valli cuneesi più selvagge e meno frequentate dal turismo di massa. Si apre verso sud dal Cuneese in direzione delle Alpi Marittime — il sistema montuoso al confine tra Piemonte e Francia, con cime che superano i 3.000 metri, ghiacciai residui, laghi alpini e una fauna che include lupi, camosci e stambecchi reintrodotti.

Il Parco Naturale delle Alpi Marittime — il parco più meridionale delle Alpi italiane — gestisce questo territorio con una cura che si vede nella qualità dei sentieri, nella segnaletica, nella documentazione disponibile. È uno dei parchi naturali meglio gestiti del Piemonte.

Entracque — il paese ai piedi della Valle Gesso — è conosciuto soprattutto per la Centrale di Entracque, una delle centrali idroelettriche più grandi d’Europa, scavata nella montagna con gallerie che si estendono per chilometri. Non si vede in superficie quasi nulla — solo l’ingresso, qualche edificio tecnico e i laghi artificiali che alimentano le turbine. Ma sotto i piedi di chi sale il Sentiero di Camilla c’è questa struttura gigantesca, invisibile e silenziosa.

Il percorso passo per passo

La partenza: il ponticello e il pannello

La partenza si trova poco oltre le ultime case di Tetti Colletta Sottana (1.040 m), al piccolo posteggio appena oltre il ponticello stradale che si lascia a sinistra per Tetti Violino. Qui si trova il pannello informativo con le informazioni tecniche sul sentiero e il codice QR per accedere al sito camillabessone.it.

L’escursione lungo il sentiero può iniziare anche dalla cappella della frazione di Santa Lucia — una variante leggermente diversa che si ricongiunge al percorso principale dopo pochi minuti.

Il bosco di faggi

I primi 40-50 minuti di cammino attraversano un bosco di faggi — denso, ombreggiato, con il suono del Rio Tetti Violino che accompagna la salita. Il faggio domina il piano montano delle Alpi Marittime tra gli 800 e i 1.600 metri — i suoi tronchi lisci e grigi, il sottobosco quasi privo di vegetazione per via dell’ombra densa, le foglie che in autunno si tingono di tutti i toni dell’ocra.

Il sentiero è ben segnalato e facile da seguire anche nel bosco — la segnaletica della squadra forestale 098 è stata pensata con cura.

La cascata incastonata nella roccia

A circa metà del percorso, il bosco si apre improvvisamente su una cascata — un salto d’acqua che scende dalle rocce calcaree in una pozza scavata nel tempo dall’erosione. L’acqua del Rio della Valle si raccoglie qui prima di proseguire verso il basso.

Le fonti locali segnalano una piccola controversia sul nome preciso della cascata — le nuove paline del sentiero indicano una denominazione, le mappe più vecchie ne riportano un’altra. Il nome è secondario rispetto all’effetto visivo: la cascata è uno degli elementi più belli del sentiero, specialmente in primavera e dopo le piogge quando la portata è al massimo.

Il primo punto panoramico: l’Uja di Santa Lucia

Superata la cascata il sentiero sale più decisamente. Si esce dal bosco su un primo punto panoramico da cui si vede la Uja di Santa Lucia — una guglia calcarea verticale che nella parlata locale si chiama la guccia (l’ago). Su questa guglia si sono cimentati alcuni dei più noti scalatori cuneesi delle generazioni passate, tra cui Aldo Quaranta — lo stesso cognome di Ico Quaranta, a cui è dedicata la ferrata in cima al sentiero. Non è noto se ci fosse parentela — ma il cognome ripetuto in due punti dello stesso percorso è una coincidenza che colpisce.

Il secondo punto panoramico e la salita finale

Pochi minuti dopo il primo punto panoramico si raggiunge un secondo affaccio — una sorta di “anteprima” della cima, distante ancora circa 500 metri. Da qui si vedono già le cime principali della Valle Gesso: il Monte Matto, il Monte Gelas, il Corno Stella. Con il binocolo si possono avvistare i camosci sui crinali.

La salita finale è la più impegnativa — una serie di tornanti su terreno aperto che raggiunge la Costa Balmera (1.610 m).

La Costa Balmera: il punto d’arrivo

In cima alla Costa Balmera si trova la tavola d’orientamento con l’illustrazione di tutte le cime visibili dal punto panoramico — una delle viste più complete sull’alta Valle Gesso. Il cartellone indica nomi e quote delle cime, permettendo di identificarle anche a chi non conosce bene questa parte delle Alpi.

È qui che il Sentiero di Camilla termina. La via ferrata dei Funs — quella dedicata a Ico Quaranta — è pochi metri più avanti, oltre il bivio indicato sulla sinistra. Chi vuole può proseguire verso di essa, ma è un percorso EEA che richiede attrezzatura specifica.

Il ritorno

Il ritorno avviene per lo stesso sentiero in senso inverso — circa 1 ora e 15 minuti. La discesa nel bosco di faggi è più rapida ma richiede attenzione sul fondo che dopo la pioggia diventa scivoloso.

Le Gorge de la Reino

Nelle vicinanze del Sentiero di Camilla — raggiungibili con un’estensione dal sentiero principale o con un percorso separato da Entracque — si trovano le Gorge de la Reino, le Gole della Regina.

Sono le gole del torrente Gesso della Barra, che scorre incassato tra pareti calcaree alte fino a 30 metri in un ambiente selvatico e poco frequentato. Il nome — “della Regina” — è legato a una leggenda locale che racconta di una regina che si rifugiò in queste gole durante una fuga. Il percorso nelle gole richiede attraversamenti del torrente e tratti su roccia bagnata — non adatto in condizioni di piena.

Le gole si possono abbinare al Sentiero di Camilla in una giornata intera — la mattina per le Gorge, il pomeriggio per il sentiero, o viceversa.

Valle Gesso
André Payan-Passeron – Wikimedia Commons

Difficoltà

Il Sentiero di Camilla è classificato E (Escursionistico) di livello medio. Non ha tratti tecnici che richiedono attrezzatura alpinistica, ma il dislivello di 570 m in 4,5 km richiede una buona preparazione fisica.

Il fondo è sterrato con tratti nel bosco su radici affioranti. Dopo la pioggia diventa scivoloso — scarponcini con buona suola sono indispensabili.

In inverno e a inizio primavera il sentiero può essere innevato e in alcuni punti a rischio valanga — verificare le condizioni prima di partire e non avventurarsi fuori stagione senza attrezzatura adeguata.

Come arrivare e dove parcheggiare

In auto da Cuneo: SS20 direzione Borgo San Dalmazzo, poi SP22 verso Valdieri e Entracque. Circa 30-35 minuti da Cuneo.

In auto da Torino: autostrada A6 fino a Fossano, poi direzione Cuneo e SS20 verso Entracque. Circa 1,5 ore.

Da Entracque al sentiero: dal centro di Entracque seguire le indicazioni per Trinità di Entracque / pista da sci, poi verso borgata Tetti Violino. Raggiunta la chiesa di Santa Lucia, tenere la sinistra per circa 300 metri fino all’incrocio con il cartellone del sentiero.

Parcheggio: piccolo posteggio gratuito appena oltre il ponticello stradale per Tetti Violino. Capienza limitata — nei fine settimana di punta arrivare presto.

Quando andare

Giugno-luglio — la stagione ideale. Il bosco di faggi è verde intenso, la cascata è in piena portata, i camosci sono avvistabili sui crinali. Le temperature in quota sono fresche.

Agosto-settembre — il periodo di punta. Il sentiero è frequentato soprattutto nei fine settimana. Le stelle cadenti di San Lorenzo, l’11 agosto, ricordano inevitabilmente la notte dell’incidente.

Ottobre — i faggi si tingono di giallo e arancione. È la stagione fotograficamente più bella del bosco che attraversa il sentiero.

Inverno — non percorribile senza attrezzatura specifica. La neve e il rischio valanghe rendono il sentiero pericoloso da novembre ad aprile. Verificare sempre le condizioni sulle previsioni nivo-meteorologiche del Parco.

Cosa portare

Scarponcini da trekking con buona suola — il fondo sterrato nel bosco e i tratti su radici affioranti richiedono scarpe con buona aderenza. Dopo la pioggia il sentiero è scivoloso — scarponcini impermeabili sono la scelta migliore.

Acqua — almeno 1,5 litri. Non ci sono fontane lungo il sentiero. L’unica fonte d’acqua è il torrente — non potabile direttamente.

Abbigliamento a strati — a 1.610 m di quota la temperatura può scendere rapidamente con le nuvole. Una giacca impermeabile nello zaino è indispensabile.

Bastoncini da trekking — utili nella discesa, soprattutto nel tratto con le radici nel bosco.

Per un’escursione di 3-4 ore A/R uno zaino da 20 litri è la misura giusta — acqua, pranzo al sacco, cambio e giacca impermeabile.

Cosa vedere nei dintorni

Entracque — il paese con il suo centro storico e il Museo delle Alpi Marittime — informazioni sulla fauna, la flora e la storia del parco. Vale una visita prima o dopo il sentiero.

Terme di Valdieri — a pochi km, le terme naturali di acqua sulfurea a 32°C, attive da secoli. Una delle stazioni termali più antiche del Piemonte, in un contesto montano eccezionale. La sosta alle terme dopo il sentiero è il modo più naturale di chiudere la giornata.

Valle Gesso superiore — il fondovalle sale verso il Rifugio Morelli-Buzzi e i laghi alpini del bacino del Gelas. Per chi vuole approfondire la conoscenza del parco con escursioni più impegnative.

Cuneo — il capoluogo, a circa 30 minuti, con il suo centro storico di portici medievali e la cucina cuneese — bagna cauda, carne cruda, nocciole, cioccolato Cuneesi al rhum.

Mappa e traccia GPS

Il sentiero è ottimamente segnalato lungo tutto il percorso. La traccia GPS è disponibile su cuneotrekking.com (la fonte più aggiornata per i sentieri cuneesi), su AlpiCuneesi.it, su AllTrails e su Komoot. Il sito del Parco Naturale delle Alpi Marittime (areeprotettealpimarittime.it) pubblica informazioni aggiornate sulle condizioni dei sentieri.

Sul pannello all’inizio del sentiero il codice QR porta a camillabessone.it — il sito della famiglia con le iniziative in memoria di Camilla.