Fondo non si raggiunge in auto. Per arrivarci bisogna parcheggiare poco prima, attraversare a piedi il ponte in pietra del 1727 e lasciare il mondo asfaltato alle spalle. È una piccola cosa — cinquanta metri di ponte e un tornante — ma il risultato è che Fondo è rimasto Fondo: case in pietra con i tetti in lose, ballatoi in legno carichi di pannocchie, un bar-ristorante dove si pranza con quello che offre la valle. Nessun albergo, nessun negozio di souvenir, nessuna cartello pubblicitario.
La borgata fa parte del comune di Traversella, nell’alta Valchiusella, una delle valli più selvatiche e meno conosciute del Canavese torinese. Il torrente Chiusella ci scorre accanto con un rumore continuo. Pochi minuti a piedi oltre il ponte c’è la cascata — una cascata vera, con la piscina naturale sotto, l’acqua che cambia colore con la luce e i massi attorno che in estate diventano naturalmente degli spalti per chi viene a fare il bagno. E da lì, lungo una mulattiera che esisteva già quando i minatori di Traversella la percorrevano ogni mattina per raggiungere i filoni di ferro nelle viscere della montagna, si risale fino a Tallorno — un altro borgo in pietra ancora più bello, più intatto, più silenzioso.
L’anello Fondo–Tallorno è breve e semplice. Ma è fatto di materiale che non si dimentica.
Dati rapidi
Dove: Fondo, frazione di Traversella (TO) — Valchiusella, Canavese, Piemonte
Partenza e arrivo: parcheggio vicino alla Chiesetta di San Bernardo, Fondo — Traversella
Segnavia: sentiero 708 (Via dei Cantoni) — tacche bianco/rosse
Tipo: anello
Lunghezza: circa 6 km (anello base Fondo–cascata–Tallorno–Fondo)
Dislivello: circa 150 m
Tempo: 1h30–2h (con soste alla cascata e a Tallorno)
Difficoltà: T (Turistico) — adatto a tutti
Bambini: sì — la cascata con piscina naturale è uno dei punti di maggiore attrazione per le famiglie
Dog-friendly: sì
Parcheggio: area sosta gratuita nei pressi della Chiesetta di San Bernardo, poco prima del ponte di Fondo
Punti ristoro: bar-ristorante a Fondo (aperto tutto l’anno, chiuso il venerdì) — locanda a Tallorno (verificare apertura stagionale)
Bagno: sì — piscina naturale sotto la cascata, percorribile da giugno a settembre
Tutto l’anno: sì — primavera e autunno per i colori del bosco; estate per il bagno; inverno per il silenzio
Senso consigliato: antiorario — salita sul sentiero lungo il Chiusella, discesa sulla strada carrabile

Una valle che ha vissuto di ferro
Per capire Fondo, Tallorno e i borghi silenziosi dell’alta Valchiusella bisogna capire su cosa viveva questa gente. Nella seconda metà del Cinquecento, i traversellesi scrissero una memoria per difendere i propri diritti di scavo dalle pretese feudali. Nel documento si legge: “Un luogo sassoso e sterile ove non si raccoglie né grano né vino, salvo un poco di castagne che non bastano per la quarta parte dell’anno… ed in cui gli abitanti non potrebbero né abitare né vivere senza i minerali di ferro.”
Le miniere di Traversella erano attive dalle epoche preistoriche. Le tracce più antiche risalgono ai Salassi — la popolazione celtica che abitava la valle prima della conquista romana — e Tito Livio scrive che il console romano Appio Claudio, nel II secolo a.C., prese accordi con i Salassi e occupò i filoni minerari di Traversella per rifornire di ferro e rame i presidi romani di Eporedia (Ivrea) e Augusta Praetoria (Aosta). Le stesse miniere passarono poi ai Longobardi, ai Savoia, e nel 1914 alla FIAT attraverso le Ferriere Piemontesi, che le mantenne attive fino al 1971 — anno della chiusura definitiva.
Fondo, Tallorno, Tissone, Cantoncello: i borghi dell’alta valle erano le case dei minatori e delle loro famiglie, costruite in pietra locale con i tetti in lose — lastre di pietra piatta e sottile — e i ballatoi in legno per far seccare castagne e pannocchie. Le mulattiere che collegavano queste borgate tra loro erano le strade di lavoro quotidiano: ci si alzava all’alba, si percorrevano i sentieri nel bosco, si scendeva nelle gallerie. La Via dei Cantoni — il sentiero 708 che ancora oggi collega Fondo a Tallorno e alle borgate più alte — era questa strada.
Camminarlo oggi, con quella storia sullo sfondo, fa sentire qualcosa di diverso rispetto a un sentiero qualsiasi.
Come arrivare e dove parcheggiare
La Valchiusella si raggiunge dall’Autostrada A5 Torino–Aosta uscendo a Ivrea, poi seguendo le indicazioni per Lessolo e Valchiusella lungo la SR565. Si risale la valle in direzione Traversella per circa 25 km da Ivrea. Traversella è l’ultimo centro abitato prima di Fondo — la borgata si trova pochi chilometri oltre, alla fine della strada.
Il ponte romanico di Fondo — datato 1727, percorribile solo a piedi — è il punto di riferimento visivo che segnala l’arrivo. Il parcheggio si trova poco prima del ponte, nei pressi della Chiesetta di San Bernardo di Mentone e dell’ex casa municipale. È gratuito e generalmente sufficiente nei giorni feriali, più affollato nei fine settimana estivi.
Da Torino il percorso è di circa 60 km — un’ora di macchina. In treno si arriva a Ivrea (linea Torino–Aosta) e da lì si continua in autobus o taxi.
Il percorso passo per passo
Il ponte e il borgo di Fondo
Prima ancora di imboccare il sentiero vale la pena attraversare il ponte e passeggiare nel borgo per qualche minuto. Fondo è accessibile solo a piedi — nessun mezzo motorizzato può attraversare il ponte — e questa condizione lo ha preservato esattamente com’era: stradine lastricate, case in pietra con le finestre ad arco, ballatoi in legno che aggettano sui vicoli. È un borgo settecentesco che non è stato restaurato per i turisti ma semplicemente vissuto, e la differenza si vede.
Il sentiero lungo il Chiusella
Dal parcheggio si attraversa il ponte, si svolta subito a sinistra e si imbocca il sentiero che costeggia il torrente Chiusella sulla mulattiera in pietra. Questa è la sezione più bella dell’anello: la mulattiera sale con pendenza dolce, il torrente corre sempre a fianco con le sue acque limpidissime, e il bosco di faggi e castagni crea una volta naturale sopra il sentiero che in estate è fresca anche nei giorni più caldi.
Il Chiusella in questo tratto non è un semplice corso d’acqua. Forma piccole pozze, cascatelle laterali, cunicoli nella roccia dove l’acqua sparisce e ricompare qualche metro più avanti. Camminare lentamente e guardare è già un’esperienza in sé.
La cascata e la piscina naturale
Dopo circa venti minuti dal ponte di Fondo, il sentiero porta a un secondo ponticello in pietra — più piccolo, più antico nell’aspetto, immerso nel bosco. Superandolo, sulla sinistra, si apre la cascata.
Non è una cascata enorme. Ma ha quella proporzione giusta che la rende perfetta: l’acqua cade di qualche metro su una parete rocciosa, si raccoglie in una piscina naturale profonda e trasparente, i massi attorno formano sponde naturali. In estate l’acqua è fredda — proveniente dall’alta quota, non si scalda mai più di tanto neanche nei mesi più caldi — e quella frescura è esattamente quello che si cerca dopo la salita nel bosco.
La piscina è uno dei motivi principali per cui questo sentiero viene preso d’assalto nei fine settimane di luglio e agosto. Arrivare presto la mattina è la scelta più sensata per trovare il posto in relativa quiete.
La salita a Tallorno
Dalla cascata il percorso prosegue lungo la mulattiera in salita verso Tallorno. Il bosco diventa più fitto, i faggi più grandi, e il sentiero più stretto. Si cammina per circa 40 minuti dal ponticello della cascata prima che gli alberi si aprano e appaia il prato di Tallorno.
Tallorno è la ricompensa finale del percorso. Un borgo settecentesco costruito interamente in pietra, con case abbellite da affreschi votivi su alcune facciate e fiori colorati sui ballatoi in legno. È più grande di Fondo ma ugualmente silenzioso, ugualmente fuori dal tempo. C’è una locanda dove si mangia con quello che offre la stagione — apertura verificare prima di partire — e un prato aperto dove fare sosta con vista sul bosco e sulle cime circostanti.
Da Tallorno partono diversi sentieri per le quote più alte: il GTA (Grande Traversata delle Alpi) passa da qui in direzione degli alpeggi Pasquere, Gheia e Oche, fino alla Bocchetta delle Oche a 2.415 metri di quota. Per chi ha tempo e gambe, la variante alta allarga enormemente il respiro dell’escursione.
Il ritorno
Per l’anello base si torna a Fondo percorrendo la strada carrabile — sterrata, larga, meno scenografica rispetto al sentiero dell’andata ma rapida. Si scende con pendenza costante attraverso il bosco, si attraversa un secondo ponticello in pietra nei pressi di Gaido, e poco prima di rientrare a Fondo si incontra — sulla destra, incastonata tra le rocce — la cascata principale di Fondo Traversella, quella incorniciata dall’antico ponte in pietra che si vede già dalle prime fotografie e dai disegni dell’Ottocento. È la cascata che appare in tutte le foto del borgo — più visibile e più fotografata di quella interna, ma anche più accessibile, raggiungibile in pochi minuti dal ponte senza percorrere l’intero anello.
Il consiglio unanime di chi conosce il percorso è di farlo in senso antiorario: salire sul sentiero lungo il torrente, scendere sulla strada. In senso inverso la strada è più noiosa all’andata e il sentiero è in discesa, dove è più scivoloso.
Quando andare
Estate (giugno–agosto) è la stagione più frequentata, per una ragione sola: la piscina naturale sotto la cascata. Nei fine settimana di luglio e agosto il sentiero è affollato e il parcheggio si riempie presto. La soluzione è semplice: partire entro le 8 del mattino, quando il posto è ancora tranquillo e la luce del mattino sul bosco è di una qualità completamente diversa da quella di mezzogiorno. Nei giorni feriali è un posto diverso.
Primavera (aprile–maggio) è la stagione più bella per il bosco. Il torrente è abbondante dopo lo scioglimento delle nevi, il faggio e il castagno hanno il verde tenero dei nuovi germogli, il sottobosco fiorisce. La cascata è al massimo della portata.
Autunno (settembre–ottobre) è la stagione dei colori. Il bosco di faggi di Tallorno in ottobre è giallo oro, il castagno è rosso-arancione, le castagne cadono sul sentiero. È la stagione preferita da chi conosce davvero questo posto — meno affollata dell’estate, più ricca di dettagli da guardare.
Inverno (novembre–marzo) trasforma completamente il percorso. Il bosco spoglio, il silenzio assoluto, il torrente che in certe mattinate di gelo forma lingue di ghiaccio sui bordi. Non è la stagione per il bagno, ma è la stagione per camminare senza incrociare nessuno. Attenzione ai tratti scivolosi del sentiero dopo le piogge o con il ghelo.
Flora e fauna
Il bosco dell’alta Valchiusella è dominato dal faggio — Tallorno in particolare è immersa in uno dei boschi di faggio più belli della zona, con alberi che per dimensioni e portamento dichiarano secoli di crescita indisturbata. Con il faggio convivono il castagno da frutto — la castagna era uno degli alimenti base delle borgate alpine prima dell’arrivo del mais — e, nei tratti più aperti e soleggiati, il nocciolo e l’orniello.
Lungo il torrente, in prossimità della cascata e delle pozze, crescono salici, ontani e felci che ricoprono i massi e le rive. Nelle settimane di aprile e maggio il sottobosco si copre di anemoni, primule e viole.
La fauna è quella tipica delle valli alpine piemontesi: caprioli nelle ore mattutine, scoiattoli nel bosco di castagni, tassi e volpi nelle ore crepuscolari. Lungo il torrente, nelle pozze più tranquille, vive la trota fario — l’acqua del Chiusella è tra le più limpide della provincia di Torino e il fiume è un sito di pesca sportiva regolamentata. Con un po’ di attenzione e luce adeguata le trote sono visibili.

Cosa portare
L’anello Fondo–Tallorno è un percorso escursionistico semplice — non richiede attrezzatura tecnica, ma qualche attenzione nella scelta dell’equipaggiamento ripaga.
Scarpe chiuse con suola antiscivolo sono la base: il sentiero lungo il torrente ha tratti su pietra bagnata e radici affioranti, e in autunno le foglie cadute lo rendono scivoloso. Scarpe da ginnastica chiuse vanno bene in condizioni asciutte; scarpe impermeabili sono una scelta più sicura in primavera e autunno. Per chi vuole fare il bagno nella piscina naturale, portare ciabatte o sandali da scoglio per camminare sui massi attorno alla cascata.
Uno zaino da 15–20 litri è sufficiente per una gita di 2 ore: acqua, snack, il cambio per il bagno in estate, un layer impermeabile per la variazione repentina del tempo tipica delle vallate alpine. Una borraccia da mezzo litro è sufficiente considerando che la Locanda di Tallorno e il bar di Fondo permettono di rifornirsi. In primavera e autunno un poncho o giacca impermeabile è quasi obbligatorio: i temporali sulle Alpi Graie possono arrivare velocemente.
La variante alta: fino alla Bocchetta delle Oche
Chi ha gambe e vuole trasformare la passeggiata in un’escursione vera ha un’opzione naturale: da Tallorno si sale lungo il sentiero GTA (Grande Traversata delle Alpi) attraverso gli alpeggi Pasquere, Gheia e Oche fino alla Bocchetta delle Oche a 2.415 metri. La vista dal colle abbraccia tutta la Valchiusella verso sud e la Val Soana verso ovest.
La variante alta aggiunge circa 800 metri di dislivello e 3-4 ore di cammino al percorso base — diventa un’escursione di un’intera giornata e richiede equipaggiamento adeguato per la quota. Ma è uno dei percorsi più soddisfacenti della valle, e parte proprio da Tallorno.
Cosa vedere nei dintorni
Museo Mineralogico e delle Miniere di Traversella è la visita più importante per capire la storia della valle. Il museo conserva una ricca collezione di minerali estratti dalle miniere locali — granati, epidoti, pirosseni, scheelite — e offre visite guidate nelle gallerie originali, dove si cammina tra le pareti della montagna nello stesso spazio che i minatori traversellesi hanno percorso per secoli. È uno dei siti ecomuseali più ben curati del Piemonte.
Sentiero delle Anime parte dal centro di Traversella e raggiunge i Piani di Cappia attraverso un percorso di incisioni rupestri databili all’Età del Rame e alle epoche successive — croci greche, croci bizantine, figure antropomorfe che gli studiosi attribuiscono alle popolazioni pre-cristiane della valle, forse ai Salassi stessi. È un sito di rilevanza internazionale per l’archeologia rupestre alpina.
Lago di Meugliano è un lago di origine naturale a pochi chilometri dalla valle, con acque limpide e spiaggia attrezzata — una delle combinazioni più riuscite tra trekking e nuoto nell’area del Canavese.
Templi di Damanhur si trovano a Vidracco, in bassa Valchiusella. La comunità spirituale fondata negli anni ’70 ha scavato nelle viscere del Monte Giusy un complesso di templi ipogei — 8.500 metri cubi di sale, corridoi, mosaici e sculture — rimasto segreto fino agli anni ’90 e oggi visitabile con visite guidate.
Mappa e traccia GPS
Il sentiero è segnalato con il numero 708 e tacche bianco-rosse della Via dei Cantoni. La traccia GPS è disponibile su Wikiloc e Komoot cercando “Fondo Tallorno cascata Valchiusella”. Il sito della Comunità Montana Valchiusella pubblica la cartografia dei sentieri della valle. Il punto di partenza — parcheggio vicino alla Chiesetta di San Bernardo, Fondo, Traversella (TO) — è individuabile su Google Maps cercando “Ponte Romanico Fondo Traversella”.
