Nel gennaio 1981, Maurizio Zanolla — conosciuto nel mondo dell’arrampicata come Manolo — salì per la prima volta la guglia calcarea che si erge a picco su questa spiaggia. Era alta 143 metri, verticale, con una roccia che non aveva mai visto una corda. Con lui c’era Alessandro Gogna, uno dei più grandi alpinisti italiani del Novecento. Quella prima ascensione di Punta Caroddi è considerata uno dei momenti fondativi dell’arrampicata sportiva italiana. La guglia è ancora lì, bianca sopra l’acqua turchese. Ogni anno centinaia di climber da tutto il mondo vengono a ripeterla.

Nel 2025, una giuria ha assegnato a Cala Goloritzè il titolo di spiaggia più bella del mondo.

Per arrivare qui c’è un solo modo: camminare.

Informazioni essenziali prima di tutto il resto

Cala Goloritzè è un Monumento Naturale della Regione Sardegna dal 1993. L’accesso è a numero chiuso — massimo 250 persone insieme — e la prenotazione è obbligatoria da aprile a ottobre.

Come prenotare: tramite l’app ufficiale Heart of Sardinia (iOS e Android) o sul sito heartofsardinia.com. Le prenotazioni aprono 72 ore prima. In luglio e agosto i posti si esauriscono in pochi minuti dall’apertura delle prenotazioni — bisogna essere veloci.

Costo: 7€ a persona, gratuito per bambini sotto i 6 anni e residenti nel Comune di Baunei. Il parcheggio custodito a Su Porteddu è incluso nel ticket.

Orari: il sentiero apre alle 7:30. L’ingresso in discesa è consentito fino alle 14:00-15:00. Si può restare in spiaggia fino alle 17:00. È consigliato partire entro le 10:00 per godersi la spiaggia nelle ore migliori e rientrare senza fretta.

Dati rapidi

Dove: Baunei (OG), Ogliastra — Sardegna orientale

Partenza: Su Porteddu, Altopiano di Golgo (470 m)

Arrivo: Cala Goloritzè (0 m)

Lunghezza: circa 3,5 km (solo andata) — ~7 km (A/R)

Dislivello: circa 470-500 m

Tempo: 1,5 ore (discesa) — 2 ore (risalita)

Difficoltà: E (Escursionistico) — medio

Bambini: Sconsigliato ai più piccoli per il dislivello in risalita

Prenotazione: Obbligatoria apr-ott tramite app Heart of Sardinia

Costo ticket: 7€ adulti — gratuito under 6 e residenti Baunei

Parcheggio: Incluso nel ticket — custodito presso Su Porteddu

Servizi in spiaggia: Nessuno — niente bar, bagni, ombrelloni

Mappa del percorso per Cala Goloritzè

L’altopiano di Golgo: dove tutto inizia

Il sentiero parte dall’Altopiano di Golgo, una distesa basaltica a circa 470 metri di quota a pochi chilometri da Baunei. È uno di quei luoghi che sembrano fermi nel tempo — rocce laviche, macchia bassa, il profilo delle montagne del Supramonte a ovest e il mare che si intuisce a est.

Sull’altopiano si trovano alcune delle testimonianze più antiche dell’occupazione umana in Sardegna: il Nuraghe Orgoduri, costruito nella tarda età del Bronzo, e il Bètilo di Golgo, una stele nuragica davanti alla piccola chiesa di San Pietro che è uno dei monumenti preistorici più singolari dell’isola. A poca distanza dal parcheggio si apre Su Sterru — una voragine naturale profonda 270 metri, la più profonda della Sardegna e una delle più profonde d’Italia. Vale dieci minuti di deviazione.

Il Ristorante Su Porteddu all’inizio del sentiero è l’unico punto di ristoro di tutta la giornata — l’ultimo bar prima della spiaggia. Mangia e bevi qui, perché giù non trovi nulla.

Il sentiero passo per passo

La salita iniziale (470 m → ~500 m)

Paradossalmente, il sentiero per Cala Goloritzè inizia in salita. Dal parcheggio di Su Porteddu si sale per i primi minuti — non molto, qualche decina di metri — prima che il terreno si inverta e inizi la lunga discesa verso il mare. È il momento in cui molti escursionisti si sorprendono: pensavano di scendere subito, invece si sale. Non scoraggiarsi — dura poco.

Il Bacu Goloritzè

Raggiunta la quota massima del percorso, il sentiero entra nel Bacu Goloritzè — il canalone calcareo che scende verso il mare. È qui che il paesaggio cambia carattere. Le pareti si alzano ai lati, la vegetazione si fa più densa con lecci secolari e macchia mediterranea, il rumore del mare inizia ad arrivare da lontano.

Nascosto in questo canalone c’è un toponimo che pochi conoscono: Su scalone ‘e su turcu — letteralmente “la scala del turco”. Secondo la tradizione locale, in quel punto preciso del canalone un pastore baunese uccise un saraceno che stava risalendo dalla spiaggia verso l’entroterra durante una delle incursioni barbaresche che per secoli devastarono questa costa. Il canalone era una delle vie di penetrazione usate dai pirati per raggiungere i villaggi dell’interno. I pastori lo sapevano, e aspettavano. Il nome è rimasto, inciso nella memoria del luogo.

Gli antichi ovili

Lungo il Bacu si incontrano i resti di antichi ovili in pietra a secco — ricoveri per gli animali costruiti dai pastori baunesi che portavano le greggi a pascolare su questi pendii. Alcune strutture sono ancora in piedi, con le pareti di calcare bianco che contrastano con il verde della macchia. Sono il segno di una frequentazione umana di questo canalone che precede di secoli il turismo e i sentieri segnalati.

Punta Salinas: il primo sguardo sulla cala

A circa metà percorso, il bosco si apre improvvisamente sul belvedere di Punta Salinas — la prima vista su Cala Goloritzè. È uno di quei momenti in cui ci si ferma senza volerlo. Il turchese dell’acqua, il bianco della sabbia, Punta Caroddi che sale verticale dal mare, l’arco naturale sulla destra. Chi ha fatto questo sentiero più volte dice che la vista da Punta Salinas è quasi più bella della spiaggia stessa, perché la abbraccia tutta in una volta.

Alcune guide escursionistiche portano i gruppi lungo una variante che passa per Punta Salinas con un percorso diverso da quello classico — se venite con una guida locale, potreste fare questa deviazione.

La Scala di Goloritzè e l’arrivo

Gli ultimi 400 metri sono i più tecnici. Il sentiero scende lungo la cosiddetta Scala di Goloritzè — una serie di gradoni irregolari scavati nella roccia calcarea, ripidi e a tratti esposti. Con terreno asciutto è gestibile; con umidità o dopo la pioggia richiede attenzione. Le infradito qui sono vietate — non è una raccomandazione, è una regola applicata dai guardiani del sentiero.

In fondo alla scala i sassi bianchi lasciano spazio alla sabbia. Si è arrivati.

La spiaggia: cosa aspettarsi

Cala Goloritzè è piccola — molto più piccola di come appare nelle fotografie. In alta stagione, anche con il numero chiuso a 250 persone, la spiaggia può sembrare affollata. L’ampiezza dipende anche dalla marea e dalla stagione — in alcuni periodi la sabbia è più estesa, in altri le onde arrivano quasi sotto le pareti rocciose.

L’acqua fredda è la prima sorpresa per chi non lo sa. Anche in agosto, quando il Mediterraneo è a 28°C, l’acqua di Cala Goloritzè è sensibilmente più fredda. La spiegazione è nelle sorgenti sottomarine di acqua dolce che emergono dal fondale calcareo — lo stesso fenomeno che si trova in alcune altre cale del Golfo di Orosei. L’acqua dolce, più fredda, mescola la temperatura complessiva abbassandola. Il colore turchese intenso è in parte prodotto da questa mescolanza.

Punta Caroddi — la guglia di 143 metri che domina la spiaggia — è una delle pareti di arrampicata più famose d’Italia. La via aperta da Manolo e Gogna nel 1981 si chiama “Aguglia” ed è considerata un classico moderno dell’arrampicata su grande struttura. Ogni stagione climber da tutto il mondo la ripetono — se sei in spiaggia e vedi delle figure minuscole sulla roccia verticale sopra di te, sono loro.

L’arco naturale sulla destra della spiaggia è l’immagine simbolo di Cala Goloritzè. È un fornice calcareo che si affaccia direttamente sul mare — lo stesso processo erosivo che ha creato i Faraglioni di Capri, accelerato dall’azione combinata del mare e delle piogge sul calcare morbido del Supramonte.

Nessun servizio. Non ci sono bar, bagni, ombrelloni in affitto, chioschi. Nulla. Tutto quello che porti giù devi riportarlo su — compresi i rifiuti. Non ci sono cestini. È una delle regole più rispettate dagli escursionisti abituali, perché senza quella regola la spiaggia non esisterebbe più.

La risalita: il momento più difficile

La discesa è piacevole. La risalita è quella che mette alla prova.

Salire 500 metri di dislivello dopo ore in spiaggia al sole, con le gambe che hanno già sceso lo stesso percorso, è fisicamente impegnativo. I 2 litri d’acqua portati al mattino a questo punto sono quasi finiti — bisogna razionarli. Il calore riflesso dalla roccia calcarea amplifica la temperatura percepita.

I guardiani del sentiero sono precisi sugli orari: bisogna iniziare la risalita con sufficiente anticipo rispetto alla chiusura del sentiero.

Consigli per la risalita:

Parti non prima di aver riposato almeno un’ora in spiaggia dopo la discesa. Bevi prima di iniziare a salire, anche se non hai sete. Cammina lentamente e con costanza — la tentazione di andare veloci nella prima parte si paga cara nell’ultima. I bastoncini da trekking riducono significativamente il carico sulle ginocchia sui tornanti in salita.

Carlo Pelagalli – Wikimedia Commons

Difficoltà

Il sentiero per Cala Goloritzè è classificato E (Escursionistico) — medio. Non richiede tecnica alpinistica, ma ha caratteristiche da non sottovalutare.

Il dislivello è il fattore principale: 500 metri di discesa seguiti da 500 metri di risalita, su terreno irregolare, sotto il sole sardo. Non è adatto a chi non è abituato a camminare in montagna. La Scala di Goloritzè nel tratto finale è ripida e scivolosa con terreno umido.

Non è adatto ai bambini piccoli — il sito ufficiale di Baunei è esplicito: il dislivello e la natura del terreno rendono il percorso difficile per i più piccoli, soprattutto in risalita. Dai 10-12 anni in su, con buona preparazione fisica, è fattibile.

Non è consigliato ai cani — il caldo, la mancanza d’acqua lungo il sentiero e la risalita impegnativa rendono l’esperienza stressante per gli animali.

Come arrivare e dove parcheggiare

Da Cagliari: SS131 direzione Nuoro, poi SS125 (la cosiddetta “Orientale Sarda”) direzione Tortolì/Baunei. Da Baunei seguire le indicazioni per “Golgo” e poi per “Su Porteddu”. Circa 2,5 ore da Cagliari.

Da Olbia: SS131 direzione Nuoro, poi SP29 verso Dorgali e SS125 verso Baunei.

Da Tortolì/Arbatax: SS125 direzione nord fino a Baunei, poi seguire le indicazioni per Golgo.

Parcheggio: il parcheggio custodito a Su Porteddu è incluso nel ticket di prenotazione. In alta stagione si riempie rapidamente — arrivare entro le 8:00 nei mesi di luglio e agosto.

Alternativa via mare: è possibile avvicinarsi a Cala Goloritzè in barca, ma l’attracco sulla spiaggia è vietato. Le imbarcazioni devono fermarsi alle boe a circa 300 metri dalla riva. Chi vuole fare il bagno arriva a nuoto o in sup dalla barca. Non è un accesso alla spiaggia — è una vista dalla spiaggia.

Quando andare

La primavera — da aprile a giugno — è il momento ideale. Le temperature sono miti, la macchia mediterranea è in piena fioritura con un profumo intenso di elicriso, cisto e mirto, il mare è ancora fresco ma balneabile nelle giornate calde. I posti si prenotano più facilmente rispetto all’alta stagione.

L’estate — luglio e agosto — è la stagione più frequentata e la più difficile logisticamente. I ticket si esauriscono in minuti. Il caldo rende la risalita impegnativa. Se vuoi venire in estate, parti entro le 7:30 e torna prima delle 14:00.

Settembre e ottobre sono la scelta migliore per chi può scegliere. Il mare è ancora caldo (25-27°C), la folla è ridotta rispetto all’alta stagione, la luce del pomeriggio sulla roccia calcarea è di una qualità straordinaria.

L’inverno è tecnicamente percorribile ma fuori stagione — il punto di ristoro è chiuso, il parcheggio non è custodito, la spiaggia è deserta. Per chi cerca solitudine e paesaggio senza il mare, è un’esperienza completamente diversa.

Cosa portare

Acqua — almeno una borraccia da 2 litri a persona. È la regola più importante di tutto questo articolo. Non ci sono fontane sul sentiero né servizi in spiaggia. Con il caldo sardo, 2 litri sono il minimo — in estate portarne 3. Una borraccia termica mantiene l’acqua fresca per ore, fondamentale per la risalita nel caldo del pomeriggio.

Scarpe da trekking chiuse con buon grip. Non è una raccomandazione — è una regola verificata all’ingresso del sentiero. Le infradito non sono ammesse. Le scarpe da ginnastica con suola liscia sono rischiose sulla Scala di Goloritzè. Gli scarponcini leggeri con caviglia alta proteggono anche sul terreno irregolare del Bacu.

Cibo per la giornata. Nessun punto di ristoro sulla spiaggia — porta pranzo al sacco, snack energetici, frutta. Il Su Porteddu è l’unica opzione di ristoro, all’inizio e alla fine.

Cappello da outdoor e protezione solare. Il sentiero è poco ombreggiato nella parte alta, la spiaggia è completamente esposta. In estate senza protezione solare il rischio scottature è reale.

Costume, asciugamano, sacchetto per rifiuti. La spiaggia non ha cestini — tutto quello che porti giù torna su con te.

Bastoncini da trekking. Facoltativi in discesa, molto utili in risalita — riducono il carico sulle ginocchia sulla Scala di Goloritzè e sui tratti ripidi del Bacu.

Per una giornata completa come questa, uno zaino da 20–25 litri è la misura giusta: abbastanza spazio per acqua abbondante, cibo, cambio e attrezzatura da mare, senza diventare insostenibile sulle spalle durante la risalita. Un marsupio è comodo per tenere a portata di mano telefono, chiavi, contanti e il ticket di prenotazione senza dover aprire lo zaino ogni volta.

Cosa vedere nei dintorni

Su Sterru — la voragine naturale a pochi passi dal parcheggio di Su Porteddu, profonda 270 metri. È la più profonda della Sardegna. Vista dall’alto, dall’apertura circolare nel basalto, è uno dei paesaggi più vertiginosi dell’isola. Dieci minuti di deviazione prima di scendere verso Goloritzè.

Pedra Longa — il pinnacolo calcareo di 128 metri che emerge dal mare a pochi chilometri a sud di Cala Goloritzè. È il punto di partenza del Selvaggio Blu — il trekking di 8 giorni considerato il più difficile d’Italia, che termina a Cala Luna. Una delle grandi avventure dell’escursionismo italiano, per chi ha l’esperienza e l’attrezzatura necessarie.

Santa Maria Navarrese — il centro balneare più vicino a Baunei, con il porto da cui partono i gommoni che portano alle cale del Golfo di Orosei via mare. Per chi vuole vedere Cala Mariolu, Cala Sisine o Cala Biriala senza camminare, è il punto di imbarco.

Baunei — il paese arroccato sopra l’altopiano, con la chiesa di San Nicola e una vista panoramica sull’Ogliastra. Vale una visita serale dopo l’escursione.

Mappa e traccia GPS

Il sentiero è ben segnalato con cartellonistica lungo tutto il percorso. La traccia GPS è disponibile su AllTrails (cerca “Cala Goloritzè da Su Porteddu”) e su Komoot. La traccia ufficiale con le varianti è disponibile anche sul sito turismobaunei.eu.