Il 1° agosto 902 d.C., dopo mesi di assedio, le truppe arabe di Ibrahim ibn Ahmad sfondarono le mura di Taormina. Era una delle ultime città cristiane rimaste in Sicilia — quasi tutta l’isola era già sotto il controllo degli Aghlabidi. Quello che accadde quella notte è registrato nelle cronache arabe con precisione: parte della popolazione fu massacrata, il tesoro della città saccheggiato. Taormina cadde.
La strada che usarono le truppe di Ibrahim per raggiungere Castelmola dall’alto e chiudere l’accerchiamento si chiama ancora oggi Sentiero dei Saraceni. 1122 anni dopo, i turisti la percorrono con il gelato in mano e lo smartphone alzato verso l’Etna.
Dati rapidi
Dove: Taormina (ME), Sicilia — sul fianco del Monte Tauro
Segnavia: CAI 176 e 196
Partenza principale: Taormina — Porta Catania oppure Via Leonardo da Vinci
Arrivo: Castelmola (530 m)
Lunghezza: ~2 km (Taormina → Castelmola, solo andata) — ~6 km (anello completo)
Dislivello: ~278 m (Taormina → Castelmola) — ~360 m (anello completo)
Tempo: 30-45 minuti (solo andata) — 3 ore (anello completo con Monte Venere)
Difficoltà: E (Escursionistico) — moderato
Bambini: Con cautela — salita ripida e terreno irregolare
Punti ristoro: Nessuno lungo il sentiero — bar e ristoranti a Castelmola
Tutto l’anno: Sì — evitare le ore centrali in estate

902 d.C.: la notte che diede il nome al sentiero
Per capire cosa percorri, bisogna capire cosa successe qui.
La conquista araba della Sicilia iniziò nell’827 d.C. con lo sbarco a Mazara del Vallo e procedette lentamente verso est per decenni. Siracusa cadde nell’878. Taormina resistette più a lungo di tutte — arroccata sul Monte Tauro a 250 metri sul mare, con la rocca di Castelmola a fare da fortezza superiore, era praticamente inespugnabile da attacco frontale.
Ibrahim ibn Ahmad, emiro di Tunisi e governatore di Sicilia, arrivò sotto le mura di Taormina nell’estate del 902 con un esercito numeroso. La strategia non fu l’attacco diretto — era già stato tentato e fallito — ma l’accerchiamento totale. Le truppe salirono da più lati contemporaneamente, incluso il fianco meridionale del Monte Tauro che oggi percorri. La notte del 1° agosto le difese cedettero.
Le cronache arabe dell’epoca descrivono la presa di Taormina come un evento di proporzioni straordinarie. Le cronache bizantine la ricordano come una catastrofe — uno dei vescovi sopravvissuti scrisse che “la città era così bella che sembrava impossibile che Dio permettesse la sua caduta”.
Il nome “Saraceni” — con cui i Cristiani medievali indicavano genericamente i Musulmani di origine araba o nordafricana — rimase attaccato al sentiero per sempre. Come la Porta dei Saraceni di Castelmola, che secondo la tradizione fu l’ingresso attraverso cui le truppe di Ibrahim entrarono nel borgo. Come la Grotta dei Saraceni, dove — secondo la leggenda — il capo delle truppe arabe tentò di esplorarne le profondità con le torce, ma dovette ritirarsi quando le fiamme si spensero nell’oscurità.
La Grotta dei Saraceni: la leggenda dei sette monaci
Lungo il sentiero, in una posizione che richiede una breve deviazione, si trova la Grotta dei Saraceni — una cavità naturale nella roccia del Monte Tauro che ha dato origine a diverse leggende.
La prima leggenda riguarda la notte della conquista. Si dice che molti abitanti di Taormina e Castelmola trovarono rifugio nella grotta quando le mura cedettero. Ibrahim ibn Ahmad, saputo del nascondiglio, mandò una spedizione a esplorarlo con le torce. Ma nell’oscurità della grotta le fiamme si spensero una dopo l’altra, e le truppe — disorientate, spaventate dalla perdita della luce — furono costrette a tornare indietro senza aver trovato nessuno.
La seconda leggenda è ancora più oscura. Sette monaci — non si sa di quale ordine, non si sa di quale epoca — decisero di attraversare la grotta per esplorarne le profondità. Entrarono da un lato. Solo uno uscì dall’altro lato della montagna. Morì poco dopo, segnato dalle fatiche e da qualcosa che non riuscì a descrivere. Gli altri sei non tornarono mai.
La grotta non è attrezzata né visitabile in sicurezza dall’interno.
Il percorso passo per passo
Il Sentiero dei Saraceni si percorre più comunemente in salita da Taormina a Castelmola. La direzione inversa — discesa da Castelmola a Taormina — è più rapida ma richiede più attenzione sul terreno ripido, specialmente con pioggia.
Come trovare l’imbocco del sentiero a Taormina
È il punto che mette più in difficoltà i visitatori. Le recensioni su AllTrails e Komoot segnalano unanimemente che l’ingresso non è ovvio. Ci sono due opzioni:
Da Porta Catania: si sale per Via Apollo Arcageta fino a Piazza Andromaco, poi si continua per la scalinata “Celestino Penna” fino a Piazza Goethe. Dalla piazza si sale ancora e, sul lato destro di una piccola strada privata che porta a un grande edificio rosa, si trova l’imbocco del sentiero.
Da Via Leonardo da Vinci (tangenziale): si cerca il grande complesso di case rosa sulla sinistra — sul lato destro dell’edificio è visibile l’inizio di una scalinata in pietra. È lo stesso punto di arrivo della prima opzione, raggiunto da direzione opposta.
Consiglio pratico: scarica la traccia GPS prima di partire. La segnaletica è migliorata con i recenti lavori di ripristino, ma l’imbocco rimane il punto più critico.
La salita: scalinata, macchia mediterranea e panorami
Trovato l’imbocco, il sentiero è chiaro e relativamente facile da seguire. Si tratta in gran parte di una scalinata in pietra — la cosiddetta scalazza in dialetto siciliano, il termine che indica le mulattiere a gradoni costruite per il passaggio di muli e cavalli. Alcuni tratti sono in terra battuta, altri in asfalto nei punti dove il sentiero costeggia proprietà private.
La vegetazione è la macchia mediterranea del Monte Tauro nella sua forma più densa: fichi d’India che segnano i confini delle proprietà, olivi selvatici contorti dal vento, euforbia arborescente con i suoi steli giallo-verde che in primavera sembrano quasi fluorescenti, assenzio che profuma l’aria nei tratti più aperti. In alcuni punti il sentiero è completamente nascosto dalla vegetazione, con un senso di isolamento dal caos turistico di Taormina. Uno dei piaceri silenziosi di questo percorso.
I panorami si aprono con generosità a ogni tornante. A est, la Baia di Naxos e il profilo della Calabria oltre lo Stretto di Messina. A ovest, il monte Etna — se il cielo è limpido il cono fumante del vulcano domina l’orizzonte con un’autorevolezza che non stanca mai. In basso, Taormina arroccata sulla roccia con il Teatro Greco che si intuisce tra i tetti. È uno di quei panorami che fanno capire fisicamente perché questa città fu considerata per secoli la più bella del Mediterraneo.
Castelmola
Il sentiero termina all’ingresso di Castelmola, borgo medievale a 530 metri di quota che domina Taormina dall’alto. Il centro storico è piccolo e percorribile a piedi in venti minuti — vicoli stretti, case in pietra lavica, una piazza principale con il Bar Turrisi.
Il Bar Turrisi merita una menzione separata. È famoso — e a Castelmola lo è davvero, non è turistic storytelling — per una collezione di oggetti dalla forma fallica che tappezza ogni superficie del locale: bottiglie, bicchieri, quadri, sculture, ceramiche. La tradizione risale all’apertura del locale negli anni Cinquanta e si è accumulata per decenni. Il vino alla mandorla che servono, invece, è genuino.
Variante: Monte Venere (900 m)
Chi vuole estendere l’escursione può proseguire da Castelmola verso il Monte Venere, la cima più alta della zona a 900 metri. La salita richiede circa un’ora dalla piazza di Castelmola e il panorama dalla vetta — Stretto di Messina, Etna, Costa Ionica fino a Catania — è tra i più ampi di tutta la Sicilia orientale. Il percorso CAI che sale a Monte Venere si connette con i sentieri 176 e 196.

Il ritorno: anello o bus?
Per il ritorno a Taormina hai tre opzioni. La prima è ripercorrere il sentiero in discesa — più rapido ma più impegnativo sulle ginocchia, con terreno che diventa scivoloso con umidità. La seconda è prendere il bus Interbus che collega Castelmola a Taormina — servizio regolare, biglietto economico, nessuno sforzo. Molti escursionisti salgono a piedi e scendono in bus, o viceversa.
La terza opzione — la più completa — è l’anello via Madonna della Rocca: da Castelmola si scende per la Porta dei Saraceni, si percorre il sentiero CAI 196 fino al Santuario della Madonna della Rocca — chiesa rupestre costruita dentro una cavità naturale della roccia, raggiungibile con una scalinata di gradini — e si rientra nel centro storico di Taormina. Circa 6 km totali, 360 m di dislivello, 3 ore compresa la visita a Castelmola.
Difficoltà
Il Sentiero dei Saraceni è classificato E (Escursionistico) — moderato. Non richiede esperienza alpinistica ma ha caratteristiche da non sottovalutare.
La salita è costante e in alcuni tratti ripida, su scalinata irregolare in pietra lavica che può essere scivolosa con umidità o dopo la pioggia. Le scarpe da ginnastica con buona suola sono il minimo accettabile; gli scarponcini da trekking con suola rigida e buona aderenza sono la scelta migliore, specialmente per il percorso completo con Monte Venere.
Il calore estivo è la variabile più critica. Il sentiero è poco ombreggiato nei tratti aperti e la lava nera assorbe il calore — in luglio e agosto nelle ore centrali della giornata la temperatura percepita può superare i 40°C. Partire all’alba o nel tardo pomeriggio è indispensabile in estate. Portare acqua abbondante è obbligatorio — non ci sono fontane lungo il sentiero.
Come arrivare e dove parcheggiare
In auto: Taormina si raggiunge dall’autostrada A18 Messina-Catania, uscita Taormina. Il parcheggio in centro storico è limitato e costoso — i parcheggi multipiano sul perimetro della città (Lumbi, Porta Catania) sono la soluzione più comoda.
In treno: la stazione di Taormina-Giardini Naxos si trova a valle, collegata al centro storico da bus navetta o funivia. Dalla stazione ci sono escursioni guidate lungo il sentiero con partenza organizzata.
In bus: Taormina è collegata ai principali centri della Sicilia orientale (Catania, Messina) da linee Interbus e SAIS.
Quando andare
La primavera — da marzo a giugno — è il periodo ideale. Le temperature sono miti (15-22°C), la macchia mediterranea è in fiore con un profumo intenso di ginestra e assenzio, i panorami su Etna e Stretto sono limpidi. Settembre e ottobre offrono condizioni simili con il mare ancora caldo e la folla estiva in calo.
L’estate è percorribile solo nelle prime ore del mattino o al tramonto. I fine settimana di luglio e agosto Taormina è tra i luoghi più affollati d’Italia — il sentiero è relativamente tranquillo rispetto al centro storico, ma le temperature rimangono il problema principale.
L’inverno è percorribile nelle giornate di bel tempo. La vista sulla neve dell’Etna dal sentiero è uno spettacolo che pochi vedono.
Cosa portare
Acqua — è la priorità assoluta, specialmente in estate. Portare almeno 1 litro a persona. Una borraccia termica mantiene l’acqua fresca per ore. Non ci sono fontane né bar lungo il percorso — solo all’arrivo a Castelmola.
Scarpe da trekking — la scalinata in pietra lavica è insidiosa con suole lisce. Gli scarponcini con buona aderenza laterale proteggono anche le caviglie sui tratti irregolari.
Cappello da outdoor e protezione solare — indispensabili in estate e primavera. Il sole sulla roccia lavica nera è intenso anche nelle giornate nuvolose.
Per il percorso breve Taormina-Castelmola, uno zaino da 10–15 litri è sufficiente — acqua, protezione solare, una giacca leggera per il vento in quota. Per l’anello completo con Monte Venere, meglio uno zaino da 20 litri con acqua abbondante e pranzo al sacco.
I bastoncini da trekking sono utili nella discesa da Castelmola a Taormina, specialmente sul terreno umido — riducono il carico sulle ginocchia sui tratti più ripidi.
Cosa vedere a Taormina e dintorni
Teatro Greco-Romano di Taormina — il monumento più famoso della città, costruito dai Greci nel III secolo a.C. e poi trasformato dai Romani. La vista dall’interno del teatro — la scena con l’Etna sullo sfondo e la Baia di Naxos — è considerata una delle più belle dell’antichità classica.
Santuario della Madonna della Rocca — chiesa rupestre scavata nella roccia del Monte Tauro, raggiungibile da Taormina con una scalinata. Punto di passaggio nell’anello via CAI 196.
Giardini Naxos — a valle di Taormina, il sito dell’antica Naxos, prima colonia greca di Sicilia fondata nel 734 a.C. Il museo e i resti del sito archeologico sono visitabili.
Etna — a meno di un’ora di auto, il vulcano più alto d’Europa. Le escursioni sulla sommità partono da Nicolosi (versante sud) o da Linguaglossa (versante nord). Vale un giorno dedicato.
Mappa e traccia GPS
Il sentiero è segnalato come CAI 176 (Taormina-Castelmola) e CAI 196 (per il ritorno via Madonna della Rocca). La segnaletica è stata migliorata dai recenti lavori di ripristino, ma l’imbocco da Taormina rimane il punto più critico — portare la traccia GPS è fortemente consigliato.
La traccia completa è disponibile su AllTrails (cerca “Sentiero dei Saraceni Taormina Castelmola”) e su Komoot. Per l’anello completo, cerca “Taormina Castelmola Monte Venere anello” su Wikiloc.
