Adolf Munkel non era altoatesino. Non era nemmeno italiano. Era un tedesco di Dresda — alpinista per passione, commerciante e presidente per trent’anni del Club Alpino di Dresda. Alla fine dell’Ottocento cominciò a frequentare le Dolomiti, e quando arrivò in Val di Funes e vide le Odle per la prima volta, non ripartì più — o meglio, ripartì ma tornò sempre. Studiò queste montagne, le percorse in ogni stagione, ne capì la geometria impossibile.

Nel 1905 il Club Alpino di Dresda aprì il sentiero ai piedi delle Odle e lo battezzò in suo onore. Adolf Munkel morì senza vedere quanto sarebbe diventato famoso. Oggi il sentiero che porta il suo nome è probabilmente il più fotografato delle Dolomiti italiane — le sdraio di legno puntate verso le pareti nord della Furchetta e del Sass Rigais sono diventate uno dei simboli dell’Alto Adige nel mondo.

Dati rapidi

Dove: Val di Funes (Villnösstal), Alto Adige — Parco Naturale Puez-Odle, Dolomiti UNESCO

Segnavia: N° 6 + N° 35 (variante breve) — N° 6 + N° 35 + N° 28 (variante lunga)

Partenza: Parcheggio Zannes/Zans (1.685 m)

Lunghezza: circa 9 km (variante breve, anello) — circa 13 km (variante lunga con Malga Brogles)

Dislivello: circa 420 m (breve) — circa 754 m (lunga)

Quota massima: circa 2.045 m (Malga Brogles, variante lunga)

Tempo: 3 ore (breve) — 4,5-6 ore (lunga)

Difficoltà: E (Escursionistico) — facile-medio

Bambini: Sì — zaino porta-bimbo per i più piccoli

Parcheggio: A pagamento a Zannes (6€/giorno) — si riempie presto in alta stagione

Navette: Da S. Maddalena/S. Pietro — consigliato in luglio/agosto

Rifugi: Malga Zannes, Malga Geisler, Rifugio Odle, Malga Brogles, Malga Dusler

Periodo: Giugno – Ottobre

Attenzione: il parcheggio

In luglio e agosto il parcheggio di Zannes si riempie entro le 8 di mattina nei fine settimana. Chi arriva dopo le 8 trova il parcheggio pieno e deve tornare indietro.

La soluzione è la navetta da S. Maddalena o S. Pietro — il servizio pubblico da Chiusa/Bressanone fino a S. Pietro (fermata Zanserhütte) è comodo e permette di arrivare a Zannes senza il problema del parcheggio. In alta stagione è la scelta più intelligente. Gli orari sono disponibili sul sito dell’APT Val di Funes. In alternativa: arrivare al parcheggio entro le 7:30 o scegliere i mesi di giugno e settembre dove il problema è molto meno acuto.

Le Odle: le montagne che Reinhold Messner scalò da ragazzo

Prima di camminare vale la pena guardare verso l’alto e capire cosa si sta guardando.

Le Odle — nome che deriva dal ladino Odla, “aghi” — sono una catena di guglie dolomitiche che separa la Val di Funes dalla Val Gardena. Le cime principali — Sass Rigais e Furchetta, entrambe a 3.025 m — sono le più alte. Ma non sono le più alte che si vedono dal sentiero. Si vedono le pareti nord, quelle che cadono verticalmente verso la Val di Funes — pareti che in certi punti superano i 1.000 metri di dislivello senza una singola cengia praticabile.

Quelle pareti hanno una storia alpinistica straordinaria. I primi scalatori europei le affrontarono alla fine dell’Ottocento, nella stessa epoca in cui Adolf Munkel costruiva il suo sentiero ai piedi. Decenni dopo, un ragazzo di Villabassa di nome Reinhold Messner si allenava su queste pareti prima di diventare il più grande alpinista della storia. Le Odle sono state la palestra del primo uomo a scalare tutti i quattordicimila metri della Terra. Dal sentiero si guardano queste pareti e si può intuire perché.

L’enrosadira: il fuoco dolomitico

Se c’è una ragione per fare il Sentiero Adolf Munkel in settembre invece che in agosto, è l’enrosadira.

L’enrosadira — dal ladino enrojeré — è il fenomeno per cui le rocce dolomitiche si tingono di rosso, arancione e viola al tramonto e all’alba. Non è un effetto atmosferico qualsiasi — è una combinazione specifica tra la composizione mineralogica del calcare dolomitico e la luce radente delle ore dorate. Il calcare delle Dolomiti contiene magnesio (da cui il nome, in onore del geologo francese Déodat de Dolomieu) che reagisce alla luce bassa in modo diverso dal granito o dal porfido — assorbe le lunghezze d’onda brevi e riflette il rosso e l’arancione.

Il risultato è che le pareti nord delle Odle, di fronte al sentiero, si incendiano letteralmente all’ora del tramonto. Non in modo metaforico — il colore cambia minuto per minuto, da bianco a giallo a arancione a rosso intenso a viola scuro. Dura 15-20 minuti e poi svanisce.

Per vederlo al meglio dal Sentiero Adolf Munkel bisogna essere davanti al Rifugio delle Odle o alla Malga Geisler nelle ultime due ore prima del tramonto. Settembre è il mese migliore — l’aria è limpida e le ore del tramonto coincidono con un orario ancora comodo per essere in quota.

I due percorsi: breve o lungo

Il Sentiero Adolf Munkel ha due varianti principali che condividono il tratto centrale — quello più spettacolare, ai piedi delle pareti nord delle Odle — e differiscono nel punto di partenza e di arrivo.

Variante breve (~9 km, ~420 m dislivello, ~3 ore)

L’anello classico, il più frequentato. Si parte da Zannes, si percorre il sentiero N° 35 fino alla Malga Geisler e al Rifugio delle Odle, si prosegue sul N° 36 verso Malga Dusler e si rientra a Zannes. La variante breve è quella consigliata per le famiglie, per chi fa il sentiero per la prima volta e per chi vuole dedicare più tempo alle soste ai rifugi.

Variante lunga (~13 km, ~754 m dislivello, ~4,5-6 ore)

Si estende la variante breve aggiungendo il tratto fino alla Malga Brogles (2.045 m) e scendendo poi dal sentiero N° 28 verso il parcheggio di Ranui — che è diverso da Zannes, quindi serve un secondo mezzo di trasporto per il rientro o una camminata aggiuntiva. Il dislivello cumulato è quasi doppio rispetto alla breve. Per escursionisti con buona preparazione che vogliono l’esperienza più completa e meno affollata — la Malga Brogles è frequentata da molti meno visitatori del Rifugio delle Odle.

Orario e senso di percorrenza

Il senso consigliato è antiorario per la variante breve — si sale verso le Odle con le pareti sempre in faccia, si gode la vista progressivamente mentre si avvicina, si arriva al Rifugio delle Odle nel momento di massima vicinanza alle pareti e poi si scende con il panorama aperto sulla valle. Il senso orario ha i suoi pregi ma è meno spettacolare nella prima parte.

Il consiglio più ripetuto su AllTrails — arrivare nel tardo pomeriggio dopo le 16:00 — ha una logica precisa: i gruppi organizzati e le famiglie con bambini piccoli sono già rientrati, i rifugi sono ancora aperti per qualche ora, e le pareti delle Odle iniziano ad essere illuminate dalla luce bassa del pomeriggio. Chi arriva alle 16:30 trova il sentiero semivuoto e la luce migliore della giornata.

Il percorso passo per passo

Zannes → Imbocco Sentiero Adolf Munkel

Dal parcheggio di Zannes si segue il segnavia N° 6 verso Ciancenon/Tschantschenon su strada sterrata nel bosco. Dopo pochi minuti si raggiunge un ponte — si attraversa e sulla sinistra compare il cartello del Sentiero Adolf Munkel N° 35. È l’imbocco ufficiale.

Il bosco di cirmoli

Il primo tratto scorre in un bosco di pini cirmoli (Pinus cembra) — gli alberi più longevi delle Alpi, con esemplari che superano i 500 anni di età e che in questo Parco Naturale crescono in una densità rara. Il cirmolo ha una caratteristica unica: i suoi semi vengono dispersi quasi esclusivamente dalla nocciolaia maculata — un uccello che nasconde le noci di cirmolo come riserva invernale e dimentica parte di esse, diventando involontariamente il piantatore della foresta. Lungo questo tratto la nocciolaia si sente spesso prima di vedersi — un verso ripetuto e rauco che arriva da qualche punto tra i rami.

Malga Geisler e il Geislerkino

Dopo circa un’ora di cammino su saliscendi leggero si arriva alla Malga Geisler/Gschnagenhardt Alm — una malga tradizionale con mucche, cavalli e asini al pascolo nei prati circostanti, circondata da cirmoli, con le pareti delle Odle che si alzano verticali a pochi centinaia di metri. È uno dei punti più fotografati delle Dolomiti.

Pochi minuti oltre, su un terrazzamento naturale, si trova il Rifugio delle Odle/Geisler Alm con il Geislerkino — il cinema all’aperto. Sdraie di legno puntate verso le pareti nord delle Odle, disposte come poltrone di un cinema con le montagne come schermo. Non si proietta nulla — lo spettacolo sono le nuvole che si spostano sulle guglie, la luce che cambia sulle pareti, gli eventuali alpinisti visibili come puntini sulla roccia verticale.

Malga Casnago e la geologia

Poco oltre il Rifugio delle Odle si trova la Malga Casnago/Gschnagenhardt Alm — un secondo punto di sosta con vista diversa sulle Odle, più ravvicinata alla base delle pareti. Qui è visibile la struttura geologica delle Dolomiti nella sua forma più chiara: gli strati di calcare e dolomia sovrapposti in milioni di anni, le linee di sedimentazione orizzontali che la tettonica ha poi sollevato verticalmente, i canali di erosione che scavano le pareti dall’alto.

La discesa verso Malga Dusler e Zannes

Dalla Malga Casnago si imbocca il sentiero N° 36 verso la Malga Dusler — l’ultima sosta prima di scendere a Zannes. La Malga Dusler è meno conosciuta delle precedenti e proprio per questo più tranquilla — un punto di sosta finale prima che il sentiero rientri nel bosco e riporti al parcheggio.

Il Geislerkino: cosa aspettarsi

Le foto che girano sui social — le sdraie di legno con le Odle sullo sfondo — mostrano sempre il Geislerkino deserto o con una o due persone. La realtà in alta stagione è diversa: è frequentato, a volte molto frequentato.

Per trovarlo nella versione delle foto ci sono tre strategie. La prima è arrivarci nel tardo pomeriggio (dopo le 16:00) quando la maggior parte dei visitatori sta già scendendo. La seconda è venire in settembre o ottobre, quando la folla si riduce drasticamente. La terza — la più radicale — è arrivarci all’alba, quando il rifugio è ancora chiuso ma le sdraie ci sono e la luce mattutina sulle Odle è diversa da qualsiasi altra ora del giorno.

In ogni caso, anche con altre persone attorno, il Geislerkino funziona — la grandiosità delle pareti sovrastanti è abbastanza grande da assorbire qualsiasi presenza umana.

Syrio – Wikimedia Commons

In inverno: ciaspole e neve

Il Sentiero Adolf Munkel in inverno è uno dei percorsi con ciaspole più belli delle Dolomiti. La neve trasforma il paesaggio — il bosco di cirmoli innevato, le pareti delle Odle con la neve sulle cengie, il silenzio totale che d’estate non esiste.

In inverno il percorso richiede ciaspole — il fondo può essere ghiacciato nei tratti ombreggiati. Le malghe e il Rifugio delle Odle sono chiusi (il Rifugio Odle è aperto da maggio a novembre — verificare le date esatte su geisleralm.com). Portare acqua e cibo da casa. I bastoncini da trekking sono indispensabili sul fondo irregolare con la neve.

Come arrivare

In auto: dalla A22 del Brennero, uscita Chiusa/Klausen. Da Chiusa si sale in Val di Funes sulla SP163 verso Funes/Villnöss e poi fino a S. Maddalena e al parcheggio di Zannes. Circa 20 km dall’autostrada.

In treno + bus: treno fino a Chiusa/Klausen (linea Verona-Brennero), poi bus della SAD fino a S. Pietro in Funes, fermata Zanserhütte. Il bus sale fino a Zannes — è la soluzione consigliata in luglio e agosto per evitare il problema del parcheggio.

Parcheggio Zannes: a pagamento, 6€ al giorno. In alta stagione pieno entro le 8. Parcheggi alternativi a S. Maddalena e S. Pietro con navetta.

Quando andare

Giugno — il bosco di cirmoli è verde intenso, la neve residua nelle zone alte è quasi sparita, le malghe appena riaperte. Meno folla rispetto all’estate piena.

Luglio-agosto — la stagione di punta. Affollato, parcheggio critico. Se si viene in questo periodo: navetta obbligatoria o partenza entro le 7:30. Tardo pomeriggio come alternativa.

Settembre — la stagione ideale per molti. Le malghe sono ancora aperte, la folla si riduce, l’enrosadira è al massimo della spettacolarità, i colori autunnali iniziano a comparire sul bosco. È il mese consigliato da chiunque abbia fatto il sentiero più di una volta.

Ottobre — ultime settimane prima della chiusura delle malghe. Il foliage del bosco, la neve sulle cime, la luce obliqua del pomeriggio. Frequentato ma non affollato.

Inverno — con ciaspole e condizioni adeguate.

Cosa portare

Acqua — tre rifugi lungo il percorso breve, quindi il rifornimento non è un problema. Una borraccia da 750 ml è sufficiente tra una malga e l’altra. Le malghe servono anche acqua del rubinetto.

Abbigliamento a strati — si parte a 1.685 m e si sale fino a quasi 2.000 m. La temperatura cambia rapidamente con le nuvole. Una giacca impermeabile leggera nello zaino è indispensabile — i temporali pomeridiani estivi nelle Dolomiti sono frequenti e rapidi.

Scarpe da trekking — il sentiero è su sterrato ben battuto per la maggior parte del percorso. Scarpe da trekking leggere o scarponcini con buona suola sono la scelta giusta. Per la variante lunga con la Malga Brogles, scarponcini con caviglia alta sono consigliati.

Zaino porta-bimbo — se si viene con bambini piccoli. Il sentiero breve è percorribile dai bambini dai 5-6 anni in su; i più piccoli vanno portati in zaino porta-bimbo — il percorso è abbastanza lungo da stancarli prima della metà.

Per il percorso breve di 3 ore uno zaino da 15–20 litri è sufficiente. Per la variante lunga di 5-6 ore, uno zaino da 20-25 litri con acqua abbondante, pranzo al sacco e abbigliamento a strati.

I bastoncini da trekking sono utili nella variante lunga — il tratto fino alla Malga Brogles ha pendenze più sostenute e la discesa successiva è impegnativa sulle ginocchia.

Cosa vedere nei dintorni

Santa Maddalena in Funes — il borgo più fotografato della Val di Funes, con le case sparse sui prati verdi e le Odle sullo sfondo. L’immagine iconica della val di Funes viene da qui. Vale una sosta prima o dopo il sentiero.

Chiesa di San Giovanni a Ranui — la piccola chiesa barocca isolata sui prati, con le Odle alle spalle. Uno dei soggetti fotografici più cercati dell’Alto Adige. Si trova vicino al parcheggio di Ranui, punto di arrivo della variante lunga.

Seceda — il belvedere più famoso dell’Alto Adige, raggiungibile in cabinovia da Ortisei in Val Gardena. Il panorama dall’altopiano di Seceda sulle Odle dal lato opposto rispetto al sentiero — viste dal versante Val Gardena invece che da quello Val di Funes.

Rifugio Genova/Schlüterhütte — raggiungibile dal sentiero con una deviazione dalla Malga Brogles. A 2.306 m, è il punto più alto del sistema di rifugi delle Odle. Per escursionisti con buona preparazione.

Mappa e traccia GPS

Il sentiero è ottimamente segnalato con i numeri di sentiero (6, 35, 36, 28) lungo tutto il percorso — difficile perdersi. La traccia GPS è disponibile su AllTrails (cerca “Via delle Odle Adolf Munkel”), su Komoot e su Outdooractive. Il sito ufficiale della Val di Funes (villnoess.com) pubblica la mappa ufficiale con entrambe le varianti e le informazioni aggiornate sui rifugi.