Pochi lo sanno: in Trentino ci sono due laghi gemelli.

Il Lago di Levico e il Lago di Caldonazzo sono i due laghi più grandi del Trentino dopo il Lago di Garda. Sono separati da un’unica collina — il Colle di Brenta — e da pochi chilometri di strada. Si guardano quasi, uno dall’alto dell’altro. Eppure hanno caratteri completamente diversi: Levico è più raccolto, circondato da boschi fitti, con le acque più scure e più fredde alimentate dai torrenti del Lagorai. Caldonazzo è più aperto, più soleggiato, con le acque più chiare e più calde — uno dei laghi balneabili più frequentati del Trentino.

Il Sentiero dei Visintainer li collega. Prende il nome dalla piccola località di case tra i due laghi — un nucleo rurale rimasto quasi intatto nel mezzo dell’Alta Valsugana — e percorre la lingua di terra che separa le due acque, attraversando il Biotopo di Pizé e imboccando il celebre Sentiero dei Pescatori lungo la sponda del Lago di Levico.

Non è uno dei sentieri più famosi del Trentino. È uno che i trentini conoscono ma non raccontano.

Dati rapidi

Dove: Alta Valsugana, Levico Terme e Tenna (TN) — Trentino

Partenza: Spiaggia di Levico Terme o campo sportivo di Ischia di Pergine

Tipo: Anello (giro del Lago di Levico) o A/R

Lunghezza: circa 7-8 km (anello completo Lago di Levico)

Dislivello: circa 50-80 m — quasi pianeggiante

Tempo: 2 – 2,5 ore (con soste fotografiche)

Difficoltà: T (Turistico) — adatto a tutti

Bambini: Sì — con cautela sul Sentiero dei Pescatori (fondo irregolare)

Passeggini: Non adatti sul Sentiero dei Pescatori

Bici: Parzialmente — solo alcuni tratti

Parcheggio: Spiaggia di Levico Terme (a pagamento in estate) o campo sportivo Ischia (gratuito)

Punti ristoro: Stabilimenti balneari a Levico Terme, bar a Tenna

Tutto l’anno: Sì — autunno per i colori

Mappa stilizzata del Sentiero dei Visintainer

La Via Claudia Augusta: i Romani passavano di qui

Il Sentiero dei Visintainer si interseca con uno dei percorsi storici più antichi del Trentino — la Via Claudia Augusta.

Costruita dall’imperatore Claudio nel 46-47 d.C., la Via Claudia Augusta era la strada principale che collegava il fiume Po con le Alpi e poi con il Danubio, attraversando la Pianura Padana, la Val d’Adige e il Brennero. Era una delle arterie commerciali e militari fondamentali dell’Impero Romano in questa parte d’Europa — ci passavano le legioni, i mercanti, i funzionari imperiali, le carovane di rifornimenti.

In Valsugana la Via Claudia Augusta scendeva dall’altopiano di Asiago verso Levico e Pergine, seguendo il fondovalle del Brenta. Alcune tratte del percorso originario sono ancora visibili — lastricate, con i bordi della carreggiata identificabili — e il Sentiero dei Visintainer ne percorre un tratto nei pressi del Biotopo di Pizé.

Camminare su questa lingua di terra tra i due laghi significa camminare su una strada che aveva duemila anni quando Napoleone passò per la Valsugana.

Il Biotopo di Pizé: l’area protetta dimenticata

Tra la sponda nord del Lago di Levico e la strada provinciale che porta a Visintainer si trova il Biotopo di Pizé — un’area naturale protetta che quasi nessuno dei visitatori dei due laghi conosce.

È un ambiente igrofilo — umido, con vegetazione tipica delle zone paludose e dei prati umidi che un tempo erano molto più diffusi in Valsugana prima delle bonifiche del Novecento. Canneti, salici, ontani neri, carici — piante che filtrano l’acqua e creano habitat per anfibi, uccelli acquatici e insetti. Un ecosistema raro per il Trentino, sopravvissuto tra l’espansione degli stabilimenti balneari.

Il sentiero che attraversa il biotopo segue il corso di un ruscello — un piccolo affluente del Lago di Levico — in un ambiente fresco e ombroso completamente diverso dalle sponde aperte al sole del lago. In primavera il canto delle rane è il sottofondo costante di questo tratto.

Il Sentiero dei Pescatori: la lingua di terra sul lago

Il tratto più caratteristico del percorso è il Sentiero dei Pescatori — una lingua di terra che corre letteralmente a pelo d’acqua sul lato ovest del Lago di Levico, separando le acque del lago dalle colline boscose che lo sovrastano.

È un sentiero stretto — in certi punti meno di un metro di larghezza — con il lago a destra e il bosco a sinistra. Il fondo è irregolare, con radici affioranti e rocce, e in alcuni tratti il terreno è così vicino all’acqua che con il lago in piena si cammina quasi nell’acqua. Non è adatto ai passeggini — i bambini piccoli vanno portati in braccio o in zaino porta-bimbo.

La sensazione che dà questo sentiero è unica: camminare sulla superficie dell’acqua, con il lago che scorre a pochi centimetri dai piedi, il bosco sopra che crea un tunnel verde, e il silenzio che si rompe solo con il canto degli uccelli acquatici.

Il Sentiero dei Pescatori è percorribile solo in direzione nord-sud (dalla sponda nord verso Levico Terme) — in senso inverso il fondo irregolare in salita rende la camminata meno piacevole. L’anello completo del lago usa questo tratto nell’ultima parte.

Il percorso passo per passo

Partenza dal campo sportivo di Ischia di Pergine

Il punto di partenza più comodo per l’anello completo è il campo sportivo di Ischia di Pergine — parcheggio gratuito, a pochi passi dalla sponda nord del Lago di Levico. Dalla sponda nord si vede l’intero lago distendersi verso sud, con le colline boscose della Valsugana sullo sfondo e il campanile di Levico Terme in lontananza.

Sponda ovest: verso Visintainer e Tenna

Dal campo sportivo si segue la sponda ovest del lago — inizialmente su strada forestale sterrata, poi su sentiero nel bosco. La sponda ovest è quella più ombreggiata e più fresca — il bosco di querce, faggi e carpini arriva quasi fino all’acqua in molti punti.

Dopo circa 40 minuti si raggiunge la località Visintainer — il piccolo nucleo di case che dà il nome al sentiero. Qui si lascia la sponda del lago per salire brevemente sulla strada asfaltata che porta verso Tenna, il paese sulla collina sopra il lago.

Il bivio per il Biotopo di Pizé si trova poco prima di raggiungere l’abitato di Visintainer — si prende a destra verso il ruscello e si attraversa l’area protetta su sentiero ben segnato. È una deviazione di circa 20 minuti che vale assolutamente la visita.

Tenna (opzionale)

Chi vuole può salire fino al paese di Tenna — una breve salita asfaltata dal bivio di Visintainer. Il paese è piccolo ma ha un bar e un punto panoramico sulla Valsugana con i due laghi entrambi visibili. Vale la deviazione soprattutto nelle giornate limpide — da Tenna si vede chiaramente la differenza di colore tra le acque di Levico (più scure) e quelle di Caldonazzo (più chiare).

Lido di Levico Terme

Continuando verso sud il sentiero raggiunge il Lido di Levico Terme — gli stabilimenti balneari con le spiagge sul lago. In estate sono la meta principale dei turisti dell’Alta Valsugana, con bar, ristoranti e noleggio barche. È il punto di sosta naturale per chi vuole fare il bagno a metà percorso.

Il Sentiero dei Pescatori: il ritorno

Dal Lido di Levico si imbocca il Sentiero dei Pescatori verso nord — la lingua di terra a pelo d’acqua che riporta verso Ischia. Questo tratto è il cuore del percorso: stretto, irregolare, silenzioso. Si cammina con il lago a destra e il bosco a sinistra per quasi 2 km, fino a ricongiungersi con il punto di partenza.

Estensione: Forte Colle delle Benne

Per chi vuole aggiungere un elemento storico al percorso, il Forte Colle delle Benne è raggiungibile dal Sentiero dei Visintainer con un’estensione di circa 2-3 ore.

Dal bivio di Visintainer si attraversa la SP228, si prende il sentiero segnalato nel bosco che sale verso il Colle delle Benne. Dopo circa 1 ora e 20 minuti di cammino si raggiunge la sommità dove si trova il forte — un’opera difensiva della Prima Guerra Mondiale costruita dagli austriaci in posizione dominante sulla Valsugana. Il forte è accessibile e in parte visitabile.

Il ritorno avviene sullo stesso sentiero oppure per la strada forestale che scende verso Levico con un anello leggermente diverso dall’andata.

I due laghi: differenze e somiglianze

Il Lago di Levico e il Lago di Caldonazzo sembrano gemelli ma sono profondamente diversi.

Il Lago di Levico è alimentato prevalentemente dai torrenti che scendono dal Lagorai — montagne graniti che portano acque fredde e con bassa mineralizzazione. Per questo motivo le sue acque tendono a rimanere più fredde e più scure rispetto a Caldonazzo. Il lago è circondato da boschi fitti quasi su tutta la sponda occidentale — quella che il Sentiero dei Visintainer percorre.

Il Lago di Caldonazzo è il lago balneabile più frequentato del Trentino — le acque si scaldano più rapidamente per la forma del bacino e l’esposizione al sole. Il colore è più chiaro e più turchese rispetto a Levico. Le strutture balneari sono più numerose e più attrezzate.

Chi arriva dal Sentiero dei Visintainer può facilmente proseguire fino al Lago di Caldonazzo — distano pochi chilometri di pista ciclabile. La pista ciclabile del Brenta collega i due laghi e tutta l’Alta Valsugana in un sistema ciclopedonale di livello europeo.

Jiří Příplata – Wikimedia Commons

Autunno: la stagione che nessuno racconta

Il Lago di Levico è bello in ogni stagione — in autunno però è qualcosa di diverso.

Tra settembre e novembre il fogliame degli alberi che circondano il lago sfuma dal verde all’arancione, al giallo, al rosso. L’acqua in questo periodo vira dal blu al verde smeraldo. Le nuvole bianche percorrono il cielo azzurro. Il sole basso all’orizzonte crea riflessi che d’estate non esistono.

Il Sentiero dei Pescatori in autunno è particolarmente bello — le foglie cadono nell’acqua del lago creando riflessi colorati, il bosco sopra il sentiero si illumina dei colori del foliage, e la folla estiva degli stabilimenti balneari è già scomparsa. Il lago quasi per sé.

L’autunno è la stagione consigliata da chi conosce davvero questo posto. Non trovate questa informazione su molti siti — ma è la verità.

Come arrivare e dove parcheggiare

In auto da Trento: SS47 della Valsugana direzione Bassano del Grappa. Levico Terme è a circa 20 km da Trento. Parcheggio a pagamento in estate presso la spiaggia di Levico Terme. Parcheggio gratuito al campo sportivo di Ischia di Pergine.

In auto da Bassano del Grappa: SS47 direzione Trento. Levico Terme si trova a circa 60 km da Bassano.

In treno: linea ferroviaria Trento-Venezia, fermata Levico Terme. La stazione è vicina al lago e all’inizio del Sentiero dei Pescatori.

In bici: la pista ciclabile del Brenta collega tutta la Valsugana — da Bassano del Grappa a Trento, passando per i due laghi. È una delle piste ciclabili più belle del Trentino, utilizzabile per raggiungere il sentiero senza usare l’auto.

Quando andare

Autunno (settembre-novembre) — la stagione migliore per il Sentiero dei Visintainer. I colori del bosco sul Sentiero dei Pescatori sono al massimo, le acque del lago hanno i riflessi più intensi, la folla estiva è scomparsa. Settembre e ottobre in particolare sono quasi magici.

Primavera (aprile-maggio) — il bosco si risveglia, il Biotopo di Pizé è nel pieno della stagione degli anfibi, le acque del lago sono ancora fresche e di un blu intenso. Meno folla rispetto all’estate.

Estate (giugno-agosto) — la stagione dei bagnanti. Il Lido di Levico è animato, ci sono bar e ristoranti aperti, il lago è balneabile. Il Sentiero dei Pescatori è frequentato ma non sovraffollato.

Inverno — percorribile nelle giornate senza ghiaccio. Il lago in inverno ha un carattere silenzioso e malinconico molto diverso dall’estate. Le strutture balneari sono chiuse.

Cosa portare

Per un percorso quasi pianeggiante di 7-8 km lo zaino deve essere leggero.

Acqua — una borraccia da 750 ml è sufficiente con i punti di ristoro a Levico Terme. Per chi fa l’estensione al Forte Colle delle Benne portare almeno 1,5 litri.

Scarpe da trekking chiuse — il Sentiero dei Pescatori ha fondo irregolare con radici e rocce vicino all’acqua. Le scarpe da ginnastica chiuse sono accettabili ma gli scarponcini leggeri sono più comodi. Le infradito e i sandali aperti sono inadatti su questo tratto.

Abbigliamento a strati — in autunno e primavera la temperatura vicino all’acqua può essere fresca. Una felpa o una giacca leggera nello zaino.

Un marsupio o uno zaino da 10–15 litri è più che sufficiente per il percorso base. Per l’estensione al forte, uno zaino da 15-20 litri con acqua e pranzo al sacco.

Cosa vedere nei dintorni

Levico Terme — la cittadina termale con le sue acque arsenicali-ferruginose conosciute dall’Ottocento, il Grand Hotel di Levico (oggi sede del Museo della Guerra) e il Parco delle Terme con il laghetto. Vale una passeggiata nel centro storico dopo il sentiero.

Lago di Caldonazzo — a pochi km, raggiungibile in bici sulla pista ciclabile del Brenta. Il lago più frequentato e balneabile del Trentino.

Castel Pergine — il castello medievale sopra Pergine Valsugana, raggiungibile a piedi dal paese. Oggi è un albergo con ristorante — il pranzo sulla terrazza con vista sulla Valsugana e i due laghi è una delle esperienze gastronomiche più particolari del Trentino.

Sentiero della Pace — il cammino storico della Prima Guerra Mondiale di cui abbiamo scritto la guida completa su trekking24.it passa per questa zona — il Forte Colle delle Benne è una delle mete del tratto Valsugana del sentiero.

Mappa e traccia GPS

Il sentiero è segnalato con cartellonistica lungo tutto il percorso — la segnaletica è buona nella maggior parte dei tratti. La traccia GPS è disponibile su Wikiloc (cerca “Anello Lago di Levico Visintainer”), su AllTrails e su Komoot. Il sito dell’APT Valsugana (visitvalsugana.it) pubblica la mappa ufficiale dei sentieri dell’Alta Valsugana con tutti i dettagli.