Il primo drago bruciò nella notte tra il 24 e il 25 agosto 2020.
Qualcuno appiccò il fuoco. In poche ore la scultura in legno che l’artista Marco Martalar aveva costruito nel 2017 con gli alberi abbattuti dalla Tempesta Vaia — settantadue tronchi di abete rosso incastrati l’uno nell’altro, sedici metri di drago disteso sul pianoro del Tablat — andò completamente distrutta. Rimase un cumulo di cenere e legno carbonizzato nel bosco di Lavarone.
Martalar tornò sul posto. Guardò quello che restava. E decise che il secondo drago sarebbe stato costruito con quelle ceneri.
Il Drago Vaia Regeneration — inaugurato il 1° luglio 2024 — è fatto di legno carbonizzato: i resti bruciati dell’originale più le radici delle piante abbattute da Vaia. Sei tonnellate di legno nero, sedici metri di lunghezza, sette di altezza. La scultura di drago in legno più grande del mondo. Ed è nero, completamente nero, volutamente bruciato dall’artista prima dell’assemblaggio — perché il fuoco che ha distrutto il primo fa ora parte del secondo. La distruzione non è cancellata: è incorporata.
Dati rapidi
Dove: Magrè di Lavarone (TN), Alpe Cimbra — Trentino meridionale
Partenza consigliata: Parcheggio Triangolo, Bertoldi (o Parcheggio Comune, Gionghi)
Arrivo: Pianoro del Tablat — Drago Vaia Regeneration
Lunghezza: circa 2,3 km (Gionghi → Drago, solo andata) — circa 6 km (anello completo con Lavarone Green Land)
Dislivello: circa 200 m
Tempo: 45-60 minuti (solo andata) — 3 ore (anello completo)
Difficoltà: T (Turistico) — adatto a tutti
Alternativa: Seggiovia Tablat da Bertoldi (10 minuti)
Bambini: Sì — giocalibro disponibile
Parcheggio: Gratuito a Bertoldi (Parcheggio Triangolo) e a Gionghi (Parcheggio Comune)
Punto ristoro: Chalet Tana Incantata lungo il percorso
Tutto l’anno: Sì — in inverno con ciaspole o ramponcini

Marco Martalar e la trilogia di Vaia
Per capire il Drago bisogna capire chi lo ha fatto — e perché.
Marco Martalar è un artista veneto, nato a Trento nel 1978, che lavora principalmente con il legno e con il territorio. Non è uno scultore da galleria — è un artista che lavora en plein air, che installa le sue opere direttamente nei boschi, nelle piazze, nei luoghi pubblici, senza distanza tra l’opera e il contesto.
Quando la Tempesta Vaia del 30 ottobre 2018 abbatté milioni di alberi sulle Alpi orientali, Martalar vide in quello sconvolgimento una materia prima e una storia da raccontare. Il legno di Vaia era abbondante, aveva una memoria recente, portava con sé la violenza di una notte che molte comunità alpine non avevano mai vissuto prima. Iniziò a costruire.
Il primo Drago di Vaia fu installato nel 2017 — prima ancora della tempesta, con il legno di alberi abbattuti da precedenti eventi atmosferici sull’Alpe Cimbra. Era una scultura più mansueta, quasi gentile — un drago-guardiano del bosco, colorato e accogliente. Diventò immediatamente uno dei simboli dell’Alpe Cimbra e uno dei luoghi più fotografati del Trentino.
Poi arrivò Vaia. Poi arrivò il fuoco.
Il Drago Vaia Regeneration del 2024 è diverso dal primo nella forma e nel carattere. Martalar lo descrive come “meno mansueto” — è un drago che porta in sé la memoria della distruzione, non può essere altrimenti. Il nero del legno carbonizzato non è un effetto estetico — è la scelta di non far finta che il fuoco non sia passato.
Martalar ha realizzato anche la Lupa di Vaia a Cortina d’Ampezzo, l’Aquila di Vaia in Friuli e il Grifone di Vaia in Trentino — una serie di sculture monumentali con il legno della tempesta distribuite lungo le Alpi. Il Drago di Lavarone è la più famosa e la più grande.
Il giocalibro per i bambini
Per i bambini, il Sentiero del Drago ha un protagonista narrativo: il personaggio del libro “Vaia storia di un Drago”, pubblicato dall’Alpe Cimbra come racconto illustrato.
Il giocalibro del Sentiero del Drago è acquistabile all’APT di Gionghi o alla partenza della seggiovia Tablat — un quaderno illustrato con attività, giochi e osservazioni da completare durante la passeggiata. Le dieci tappe del sentiero diventano dieci capitoli di un’avventura narrativa: si cercano i personaggi tra gli alberi, si risponde agli indovinelli sulle piante e sugli animali del bosco.
Non è un gadget — è uno strumento educativo ben costruito che trasforma la passeggiata in apprendimento attivo. Anche gli adulti possono usarlo come traccia per osservare il bosco con maggiore attenzione.
I percorsi per arrivare al Drago
Il Drago non si raggiunge in auto — il pianoro del Tablat non è accessibile ai veicoli. Ci sono quattro modi per arrivarci.
Da Gionghi (~2,3 km, ~45-60 minuti)
Il percorso più frequentato. Si parte dal Parcheggio del Comune di Lavarone in frazione Gionghi e si segue la stradina pedonale verso il sentiero segnalato. Si attraversa la statale, si imbocca la segnaletica “Sentiero del Drago” e si sale prima tra i prati e poi nel bosco di abeti. Tre bivi — sempre a destra. Dopo le due piccole baite si arriva al pianoro del Tablat.
Da Bertoldi (~3 km, ~1 ora)
Si parte dal Parcheggio Triangolo di Bertoldi — lo stesso che serve anche il Sentiero delle Sorgenti. Si sale verso la frazione Slaghenaufi seguendo le indicazioni Magrè-Tablat, poi si prosegue fino allo Chalet Tana Incantata e da lì al Drago. Il percorso più lungo ma quello che attraversa il bosco più bello — abeti alti e fitti, silenzio, tracce di animali sul terreno.
Dalla zona Cost (~30 minuti)
Parcheggio a 1 km da Magrè in direzione Luserna. Passeggiata di circa mezz’ora su percorso facile. Attenzione: non adatto ai passeggini.
Seggiovia Tablat (~10 minuti)
La soluzione per chi non vuole camminare in salita — o per chi ha bambini molto piccoli, anziani o difficoltà motorie. La seggiovia parte da Bertoldi e arriva allo Chalet Tana Incantata in circa 10 minuti con sconto del 50% per i possessori dell’Alpe Cimbra Guest Card. Da lì al Drago sono altri 10-15 minuti di sentiero pianeggiante. Verifica l’apertura stagionale su alpecimbra.it o chiamando lo 0464 724144.
Importante: l’accesso alla frazione di Magrè è inibito al traffico privato. Non lasciare l’auto in zone non indicate come parcheggio.
Il Drago da vicino
L’impatto visivo cambia completamente a seconda della luce e dell’ora del giorno.
La mattina presto, con la nebbia bassa sul pianoro, il Drago emerge dal vapore come da un’altra dimensione — nero e imponente, con le ali spiegate e la testa alzata. A mezzogiorno, con il sole alto, il legno carbonizzato brilla di riflessi che vanno dal marrone scuro all’antracite quasi metallico.
Il Drago misura 16 metri di lunghezza e 7 di altezza. Visto dall’alto — dalla piccola altura raggiungibile con qualche passo oltre il pianoro — si capisce la proporzione reale. Visto dal basso, quasi sotto le ali, la scala è quella di una creatura che potrebbe schiacciarti senza accorgersene.
Le dieci installazioni del Sentiero del Drago tematico sono disseminate lungo il percorso che circonda il Drago sul pianoro del Tablat: pannelli informativi sulla natura, sculture in legno di animali del bosco, punti di osservazione. Il pianoro si percorre in 30-40 minuti aggiuntivi rispetto alla sola visita al Drago.
Lungo il percorso si trovano anche altre opere del progetto Lavarone Green Land — tra cui La Frau, grande figura lignea che richiama Madre Natura, sempre di Martalar.
L’anello completo con Lavarone Green Land
Chi vuole una giornata completa può fare l’anello con il Lavarone Green Land — il percorso che si estende sul pianoro del Tablat e sui prati attorno, con sculture in legno disseminate nel paesaggio.
L’anello completo è di circa 6 km, con 3 ore di cammino incluse le soste. Si parte da Gionghi, si sale al Drago, si percorre il Lavarone Green Land e si rientra attraverso i prati con vista su Cima Vezzena.
Chi viene la mattina e vuole fare anche il Sentiero delle Sorgenti nel pomeriggio può farlo facilmente — entrambi partono da Bertoldi (Parcheggio Triangolo) e si completano in giornata.
In inverno
Il Sentiero del Drago in inverno è un’esperienza radicalmente diversa — e per molti più bella.
Il Drago nero nella neve bianca è uno dei contrasti visivi più netti che si possano trovare nelle Alpi. Il bosco di abeti innevato, il silenzio totale del pianoro, le impronte degli animali nella neve fresca — tutto contribuisce a un’atmosfera che d’estate non esiste.
In inverno il percorso da Gionghi richiede ciaspole o ramponcini — il ghiaccio sul sentiero nel bosco può rendere il fondo scivoloso. I bastoncini da trekking sono indispensabili. La seggiovia Tablat è aperta anche in inverno in certi periodi — verificare prima di partire su alpecimbra.it.
Lo Chalet Tana Incantata è aperto anche in inverno — fonduta, canederli, vin brûlé. È il punto di sosta perfetto dopo la visita al Drago.
Quando andare
Estate (giugno-settembre) — il periodo di punta. Il bosco è verde, il sentiero è asciutto, la seggiovia è attiva, il giocalibro funziona al massimo con i bambini. I fine settimana di luglio e agosto possono essere affollati — arrivare la mattina presto.
Autunno (ottobre-novembre) — i colori del bosco trasformano il paesaggio attorno al Drago. La luce bassa del pomeriggio crea effetti visivi straordinari sul legno carbonizzato. Meno folla rispetto all’estate.
Inverno (dicembre-marzo) — l’esperienza più insolita. Drago nero nella neve bianca. Ciaspole e ramponcini obbligatori.
Primavera (aprile-maggio) — il bosco si risveglia, i ruscelli riprendono portata. Prima della stagione turistica — il sentiero è quasi deserto.
Nota: il sentiero può essere chiuso per maltempo o manutenzione. Verificare sempre lo stato di apertura contattando l’APT Alpe Cimbra (0464 724144) o su alpecimbra.it prima di partire.

Come arrivare e dove parcheggiare
In auto da Trento: SS47 direzione Bassano del Grappa, poi SP90 direzione Folgaria, poi SP118 verso Lavarone. Circa 45 minuti.
In auto da Rovereto: SP90 direzione Folgaria, poi SP118 verso Lavarone. Circa 30 minuti.
Parcheggi disponibili:
- Parcheggio Triangolo, Bertoldi (coordinate: 45.951021, 11.261226) — per seggiovia o percorso da Bertoldi
- Parcheggio Comune, Gionghi — per percorso da Gionghi
- Parcheggio Cappella, Parco Palù — alternativo
- Zona Cost, direzione Luserna — per il percorso più breve (30 minuti)
Cosa portare
Scarpe chiuse con buona suola — il fondo nel bosco può essere umido e con radici. Scarpe da ginnastica chiuse sono sufficienti in estate; scarponcini in autunno e in inverno.
Ciaspole o ramponcini — obbligatori in inverno quando il ghiaccio sul sentiero è presente.
Bastoncini da trekking — utili in inverno e nel percorso da Bertoldi che ha qualche tratto in salita più sostenuto.
Acqua — lo Chalet Tana Incantata è aperto in stagione. Per i percorsi brevi una borraccia da 500 ml è sufficiente; per l’anello completo porta invece una borraccia da 1 litro.
Il giocalibro — se si viene con bambini, acquistarlo all’ufficio turistico prima di partire.
Per la visita al solo Drago un marsupio è più che sufficiente. Per l’anello completo di 3 ore, uno zaino da 15–20 litri con acqua, snack e abbigliamento a strati.
Connessione con il Sentiero delle Sorgenti
Il Sentiero delle Sorgenti di Bertoldi — di cui abbiamo scritto la guida completa su trekking24.it — parte dallo stesso Parcheggio Triangolo. I due sentieri si combinano perfettamente in una giornata: mattina al Sentiero delle Sorgenti (1 ora) e pomeriggio al Sentiero del Drago (1-3 ore a seconda del percorso scelto).
Cosa vedere nei dintorni
Luserna/Lusérn — il paese a pochi chilometri dove si parla ancora il cimbro, la lingua germanica medievale da cui prende il nome l’Alpe Cimbra.
Forte Belvedere-Gschwent — il forte austro-ungarico della Grande Guerra a Lavarone, uno dei meglio conservati del Trentino, parte del Sentiero della Pace.
Lago di Lavarone — il lago dove Freud veniva in vacanza, a 3,5 km da Bertoldi. Balneabile in estate, con percorso ciclopedonale perimetrale.
Folgaria — il centro principale dell’Alpe Cimbra con piste da sci in inverno e sentieri in estate.
Mappa e traccia GPS
Il sentiero è ben segnalato con cartellonistica dedicata. Attenzione ai tre bivi del percorso da Gionghi: sempre a destra. La traccia GPS è disponibile su Komoot (cerca “Sentiero del Drago Lavarone”), su AllTrails e su alpecimbra.it dove è disponibile la mappa ufficiale con tutti i percorsi di accesso.
