Un tempo, in questa valle viveva un popolo selvaggio.

Cercavano pietre preziose nelle rocce delle Dolomiti e le commerciavano con i paesi della pianura. Quando i pastori della Val Pusteria scoprirono le loro ricchezze, cominciarono a desiderarle. Prima i piccoli furti, poi i grandi saccheggi. Il popolo selvaggio resistette come poteva — poi capì che non avrebbe resistito ancora a lungo.

Aprirono le sorgenti sotterranee. L’acqua salì lentamente, riempì la conca della valle, coprì i tesori nascosti e separò i due popoli per sempre. Il lago era nato.

La geologia dice che il Lago di Braies si è formato a seguito di una frana che sbarrò il corso del Rio Braies — probabilmente durante l’ultima glaciazione, circa diecimila anni fa. La leggenda dice questa storia. Nessuna delle due versioni spiega completamente perché quell’acqua sia di quel colore.

Prima di tutto: l’accesso e le prenotazioni

Il Lago di Braies è diventato uno dei luoghi più fotografati d’Italia — e questo ha creato un problema reale che vale la pena affrontare subito.

In alta stagione (luglio-agosto) l’accesso alla Val di Braies con veicoli privati è contingentato e a pagamento. Il sistema cambia ogni anno — a volte è richiesta la prenotazione online, a volte il pagamento di un pedaggio, a volte alcune fasce orarie sono riservate agli ospiti delle strutture ricettive locali. Prima di partire, verificare sempre le condizioni di accesso aggiornate sul sito ufficiale braies.org — arrivare senza informarsi può significare trovare la strada sbarrata.

La soluzione più comoda in alta stagione è il bus navetta da Monguelfo-Welsberg, Villabassa o Ferrara di Braies — i paesi della Val Pusteria collegati alla Val di Braies con servizio frequente in estate. Il bus è incluso nella MobilCard dell’Alto Adige e accessibile con la Guest Card delle strutture ricettive locali.

Fuori dall’alta stagione — da settembre a giugno — l’accesso in auto è libero e il parcheggio a pagamento al lago è disponibile senza restrizioni.

Dati rapidi

Dove: Val di Braies, Braies/Prags (BZ) — Alto Adige, Parco Naturale Fanes-Senes-Braies

Quota lago: 1.496 m

Percorso principale: Giro del Lago — anello circa 3,5-4 km — 1-1,5 ore

Difficoltà giro lago: T (Turistico) — facile

Percorso tematico: Sentiero Viktor Wolf Edler von Glanvell — 5 km — 2 ore

Percorso impegnativo: Croda del Becco (2.810 m) — EE — 5-6 ore

Cammino lungo: Alta Via n.1 delle Dolomiti — 125 km verso Belluno

Bambini: Sì — passeggini non adatti, zaino porta-bimbo sì

Bici: Solo primo tratto sponda destra fino al bivio con Malga Foresta

Parcheggio: A pagamento al lago — contingentato in alta stagione

Bus navetta: Da Monguelfo, Villabassa, Ferrara di Braies

Rifugio: Rifugio Lago di Braies — aperto maggio-ottobre

Periodo migliore: Settembre-ottobre e giugno — evitare luglio-agosto nei weekend

Mappa stilizzata del Sentiero al Lago di Braies

Il colore dell’acqua: la fisica del turchese

Come per il Lago di Carezza e come per il Lago di Fiastra, il colore del Lago di Braies non è casuale — è fisica.

Le acque provengono da sorgenti carsiche che filtrano attraverso le rocce dolomitiche della Croda del Becco e delle pareti circostanti. Durante il percorso sotterraneo l’acqua si carica di particelle finissime di carbonato di calcio — invisibili a occhio nudo ma sufficienti a modificare la rifrazione della luce. Il risultato è quel turchese-verde smeraldo che nei giorni di sole sembra quasi artificiale.

Il colore cambia con le stagioni. In giugno, con le acque fresche del disgelo che portano nuova concentrazione di particelle, il turchese è al massimo dell’intensità. In luglio e agosto si stabilizza su un azzurro più caldo. In settembre con il raffreddamento diventa più verde e più scuro. In inverno, con il lago parzialmente ghiacciato, scompare sotto il bianco.

La Croda del Becco — il massiccio dolomitico che domina la sponda sud del lago con i suoi 2.810 m — è quello che si riflette nell’acqua nelle fotografie più iconiche. Le sue pareti verticali di dolomia grigio-rosa scendono quasi direttamente nel lago, creando quella verticalità che rende il Lago di Braies diverso da qualsiasi altro lago alpino.

Viktor Wolf Edler von Glanvell: l’esploratore dimenticato

Quasi nessuno dei visitatori del Lago di Braies sa chi fosse Viktor Wolf Edler von Glanvell. Eppure il sentiero tematico che porta il suo nome dalla frazione di Ferrara fino al lago è tra i percorsi più belli della Val di Braies — e molto meno affollato del giro del lago principale.

Viktor Wolf Edler von Glanvell era un aristocratico viennese, naturalista e alpinista, che nella seconda metà dell’Ottocento dedicò anni allo studio sistematico delle montagne intorno al Lago di Braies. Cartografò i sentieri, descrisse la flora e la fauna, scalò pareti che nessuno aveva ancora salito, e lasciò una documentazione di questo territorio che ancora oggi è un riferimento per i naturalisti. Era un rappresentante di quella tradizione di alpinismo scientifico austro-ungarico che ha prodotto le prime carte topografiche dettagliate delle Dolomiti.

Il Sentiero didattico-tematico n.1 che porta il suo nome parte dalla frazione di Ferrara di Braies e sale attraverso pascoli di montagna e boschi fitti — con una segheria della forestale lungo il percorso — fino al lago. I pannelli informativi raccontano la sua vita e le sue scalate in questa zona. Il tempo di percorrenza è di circa 1,5 ore dalla frazione.

Il Giro del Lago: il percorso principale

Il Giro del Lago di Braies è il percorso più frequentato — un anello di circa 3,5-4 km che si completa in 1 ora e 15 minuti di cammino normale, o in 2 ore se ci si ferma nei punti panoramici.

Partenza dal Rifugio Lago di Braies

Si parte dall’area del rifugio — il grande edificio in legno e pietra che domina la sponda nord del lago dal 1897. Non è un rifugio nel senso alpino del termine — è un hotel con ristorante, con camere e servizi completi. La sua posizione direttamente sul lago è quella che appare in quasi tutte le fotografie del Lago di Braies.

La sponda occidentale: la vista classica

Il giro inizia seguendo la sponda occidentale verso sud. È il tratto che offre le viste più spettacolari sulla Croda del Becco — la parete che scende verticale nell’acqua. In estate il sentiero qui è stretto e molto frequentato. Le spiaggette naturali di ghiaia sul bordo del lago sono il punto di sosta preferito per le fotografie.

Circa a metà della sponda ovest si trova il molo con le barche a remi rosse — uno degli elementi iconici del lago, spesso in primo piano nelle fotografie con la Croda del Becco sullo sfondo. Le barche sono disponibili per il noleggio — un modo diverso di vivere il lago per chi ha tempo.

La sponda orientale: il bosco e le radici

La sponda orientale è completamente diversa — più ombreggiata, con il sentiero che corre tra le radici degli alberi e le rocce affioranti vicino all’acqua. Non è percorribile con i passeggini — il fondo irregolare richiede uno zaino porta-bimbo per i bambini piccoli. Qui la folla si dirada rispetto alla sponda ovest.

La punta meridionale

All’estremità sud del lago — la parte più lontana dal rifugio — il sentiero si fa più stretto e il bosco più fitto. Alcune rocce affioranti richiedono attenzione. È il punto del lago meno fotografato e più silenzioso — spesso l’unico posto dove si può stare qualche minuto senza persone attorno, anche in alta stagione.

Il ritorno verso il rifugio

Completando l’anello si rientra verso il rifugio attraverso la sponda nord — il tratto più largo e più agevole. È il momento giusto per la sosta al rifugio con i canederli in brodo o lo strudel sulla terrazza con vista sul lago.

Lago di Braies
kallerna – Wikimedia Commons

Il Giro del Lago in inverno

In inverno il Lago di Braies è completamente diverso — e per molti più bello.

Le fotografie del lago parzialmente ghiacciato, con le cime della Croda del Becco innevate e il silenzio totale della valle senza turisti, sono tra le immagini più suggestive delle Dolomiti invernali. Il rifugio principale è chiuso da novembre a maggio, ma il giro del lago rimane accessibile.

Il sentiero in inverno richiede ramponcini antiscivolo — il fondo ghiacciato vicino all’acqua è pericoloso con scarpe normali. In caso di neve abbondante, le ciaspole sono la soluzione migliore. La sponda est, già irregolare in estate, in inverno con il ghiaccio diventa un tratto che richiede attenzione.

L’accesso in auto è libero in inverno — il sistema di contingentamento si applica solo in alta stagione. Il parcheggio è a pagamento ma disponibile senza restrizioni.

Il punto di partenza dell’Alta Via n.1 delle Dolomiti

Il Lago di Braies non è solo una meta — è anche un punto di partenza.

L’Alta Via n.1 delle Dolomiti è il cammino più famoso delle Dolomiti italiane: 125 km che collegano Braies a Belluno attraverso 8-10 tappe, passando per il Passo di Fodara Vedla, i Lagazuoi, il Passo Falzarego, la Civetta e il Pelmo. È considerato uno dei grandi trekking alpini europei — paragonabile per intensità e bellezza al Tour du Mont Blanc.

Chi arriva al Lago di Braies con uno zaino da 50 litri e la prenotazione nei rifugi non sta solo facendo il giro del lago — sta iniziando un cammino che finirà a Belluno in dieci giorni.

Per chi vuole solo un assaggio dell’Alta Via senza impegnarsi nell’intera traversata, la prima tappa da Braies al Rifugio Biella (5-6 ore, EE) offre il percorso più impegnativo raggiungibile dal lago senza organizzare un’escursione multi-giorno. Si sale verso il Passo di Fodara Vedla con viste sull’intero arco dolomitico che difficilmente si dimenticano.

La Croda del Becco: per gli esperti

Per chi ha esperienza alpinistica e vuole qualcosa di più del giro del lago, la salita alla Croda del Becco (2.810 m) è il percorso più spettacolare raggiungibile dal lago in giornata.

Si sale per il segnavia 6 verso il Rifugio Biella (2.327 m) — circa 3 ore di salita impegnativa con dislivello di 900 m. Dal rifugio si prosegue verso la cima. Il panorama dalla Croda del Becco abbraccia l’intera catena dolomitica: le Tre Cime di Lavaredo a est, il Gruppo del Sella a sud-ovest, le Dolomiti di Brenta all’orizzonte. È uno dei panorami più completi che si possano avere dalle Dolomiti meridionali.

La salita è classificata EE (Escursionisti Esperti) e richiede scarponcini da trekking rigidi, buona preparazione fisica e meteo favorevole. Non adatta ai bambini.

Come arrivare

In alta stagione (luglio-agosto): verificare le condizioni di accesso aggiornate su braies.org prima di partire. Il bus navetta da Monguelfo, Villabassa o Ferrara di Braies è la soluzione più comoda — frequenza elevata, incluso nella MobilCard e nelle Guest Card.

In bassa stagione: in auto dalla Val Pusteria — autostrada A22 uscita Bressanone, poi SS49 direzione Brunico e Val Pusteria fino a Monguelfo o Villabassa. Da qui si imbocca la SP47 per la Val di Braies. Circa 1 ora da Bressanone.

In treno: linea ferroviaria del Brennero fino a Monguelfo o Villabassa, poi bus per la Val di Braies. La stazione di San Candido (Innichen) sulla linea Fortezza-San Candido è la più vicina.

Parcheggio: al lago, a pagamento. In alta stagione contingentato — arrivare prima delle 8:00 o usare il bus navetta.

Quando andare

Settembre e ottobre — la stagione migliore in assoluto. I larici della Val di Braies si tingono di giallo in ottobre, creando un paesaggio che d’estate non esiste. La folla estiva è scomparsa, il lago è quasi deserto nei giorni feriali, l’accesso in auto è libero. L’acqua è ancora di quel turchese profondo ma più scuro dell’estate. Settembre e ottobre sono il segreto di chi conosce davvero questo posto.

Giugno — ottimo prima del picco estivo. I prati alpini sono fioriti, le nevi residue sulle cime riflettono nell’acqua, la folla è ancora gestibile. Il lago ha il colore più intenso dell’anno grazie alle acque fresche del disgelo.

Luglio e agosto — il massimo dell’affollamento. Se si viene in questo periodo, scegliere i giorni feriali e arrivare entro le 7:30. Usare il bus navetta. Evitare i fine settimana di agosto — il lago è letteralmente irriconoscibile rispetto al resto dell’anno.

Inverno — con ramponcini o ciaspole, tra dicembre e marzo. Rifugio principale chiuso. Accesso in auto libero. Il lago parzialmente ghiacciato con la neve è uno spettacolo che pochissimi vedono.

Cosa portare

Per il giro del lago: Scarpe da trekking chiuse con buona suola — il fondo della sponda est è irregolare con radici e rocce. Le scarpe da ginnastica sono accettabili in estate ma gli scarponcini sono meglio. Una borraccia da 500 ml è sufficiente — il rifugio al lago è un punto di rifornimento. Un marsupio o uno zaino da 10 litri basta per una passeggiata di 1-1,5 ore.

Per la salita alla Croda del Becco: Scarponcini rigidi con caviglia alta — indispensabili. Bastoncini da trekking per le salite e discese lunghe. Acqua abbondante — almeno 1,5 litri. Uno zaino da 2530 litri con pranzo al sacco, cambio e giacca impermeabile. Il Rifugio Biella è un punto di ristoro a metà percorso.

In inverno (qualsiasi percorso): Ramponcini antiscivolo — indispensabili sul fondo ghiacciato. Ciaspole in caso di neve abbondante. Scarponcini impermeabili. Abbigliamento termico a strati.

Cosa vedere nei dintorni

Foresta di Braies — il bosco di abeti rossi, larici e pini cembri centenari che circonda il lago. Un ecosistema di grande valore naturalistico che si esplora con i sentieri secondari della Val di Braies, meno frequentati del giro del lago principale.

Braies/Prags — il piccolo paese in fondo alla valle, con la chiesa dal campanile a cipolla e i masi tradizionali. Vale una visita dopo il lago.

Parco Naturale Fanes-Senes-Braies — il lago è la porta meridionale del parco. Il Passo di Fodara Vedla e la Plätzwiese/Prato Piazza sono le mete più frequentate — altopiani pastorali a quota 2.000 m con viste sulle Tre Cime di Lavaredo.

Tre Cime di Lavaredo — a circa 30 km, il simbolo delle Dolomiti. Il giro delle Tre Cime è uno dei percorsi più famosi del mondo — 10 km ad anello, 3-4 ore, classificato E.

Mappa e traccia GPS

Il Giro del Lago è impossibile da sbagliare — si segue la riva. Per i percorsi più impegnativi la traccia GPS è disponibile su Komoot (cerca “Giro del Lago di Braies” o “Croda del Becco da Braies”) e su AllTrails. Il sito braies.org pubblica tutte le escursioni ufficiali della val di Braies con tracce GPX.