Un giorno, nei boschi sopra Luserna, una donna incontrò il Sambinelo.

Era un folletto vestito di rosso — piccolo, veloce, con gli occhi che brillavano di una luce che non era quella del sole. Le disse qualcosa. Lei lo seguì. Camminò per un giorno intero tra gli alberi, sempre più dentro il bosco, sempre più lontana dal paese, fino a quando non riuscì più a trovare la strada di casa.

Il Sambinelo non era un folletto benevolo come i Sarvanot della Valle Varaita — quelli che aiutano i pastori a trovare le greggi perdute. Il Sambinelo era qualcosa di diverso. Più antico, più ambivalente, più vicino al confine tra il mondo umano e quello che sta oltre. Abitava questi boschi prima che i Cimbri arrivassero sulle montagne, e ci abita ancora adesso.

Il Sentiero dell’Immaginario di Luserna è il bosco di quella storia.

Dati rapidi

Dove: Luserna/Lusérn (TN), Alpe Cimbra — Trentino meridionale

Partenza: Piazza Guglielmo Marconi, Luserna (1.333 m)

Tipo: Anello

Lunghezza: circa 7 km

Dislivello: circa 279 m

Tempo: 2 – 2,5 ore

Difficoltà: E (Escursionistico) — moderato

Bambini: Sì — uno dei sentieri tematici più amati del Trentino

Parcheggio: Piazza Guglielmo Marconi, Luserna (gratuito)

Punti ristoro: Agritur Galeno all’inizio, Malga Campo a metà percorso

Tutto l’anno: Sì — in inverno con ciaspole

Periodo migliore: Giugno-ottobre

Mappa stilizzata del Sentiero dell'Immaginario

Luserna: l’isola linguistica dove il cimbro è ancora vivo

Prima di entrare nel bosco vale la pena fermarsi nel paese che gli dà il nome.

Sulla mappa si chiama Luserna. Gli abitanti lo chiamano Lusérn. E in Lusérn si parla ancora il cimbro — una lingua germanica medievale che i coloni bavaresi portarono sugli altopiani tra Trentino e Veneto tra il XII e il XIII secolo e che qui si è conservata mentre ovunque attorno scompariva. Ne abbiamo già parlato nel Sentiero delle Sorgenti di Bertoldi e nel Sentiero dei Larici di San Cassiano — sempre sull’Alpe Cimbra, sempre la stessa lingua.

Ma Luserna è il cuore pulsante di questa sopravvivenza linguistica. La comunità cimbra di Luserna è la più numerosa d’Italia — un centinaio di persone che parlano ancora il cimbro come lingua madre, supportate dalla Provincia Autonoma di Trento che ha posto a salvaguardia questa minoranza storica. I cartelli del Sentiero dell’Immaginario sono in doppia lingua: italiano e cimbro. I nomi dei personaggi — Sambinelo, Frau Pertega, Tüsele Marüsele, Peatar e Urukh — sono nomi cimbri, non italiani.

Camminare in questo bosco è camminare dentro una lingua che rischia di sparire.

I personaggi: chi abita il bosco di Luserna

Il Sentiero dell’Immaginario è diverso dal Sentiero delle Sculture di Cerro di Caldana e dal Sentiero degli Gnomi di Bagno di Romagna — non è un bosco popolato di figure generiche. Ogni personaggio che si incontra lungo il percorso è specifico della tradizione cimbra, con un nome in cimbro e una storia precisa che viene da quella comunità e da nessun’altra.

Il Sambinelo — il folletto rosso già raccontato nell’apertura. Non è benevolo come i Sarvanot occitani. È il folletto che inganna, che porta fuori strada, che fa perdere nel bosco chi non fa attenzione. È la personificazione di quello che il bosco fa alle persone distratte — e i Cimbri lo sapevano.

Frau Pertega — letteralmente “la donna con la pertica”. È la strega del folklore cimbro — una figura femminile anziana con un bastone lungo, che cammina nei boschi di notte e che i bambini venivano minacciati di incontrare se uscivano al buio senza permesso. Non è una strega nel senso negativo assoluto — è una custode del confine tra il lecito e l’illecito, tra il sicuro e il pericoloso. La sua scultura lungo il sentiero è tra le più imponenti e le più fotografate.

Tüsele Marüsele — un personaggio femminile più dolce di Frau Pertega, legato alle acque e alle fonti. Il nome è un diminutivo — Tüsele (dolce, morbida) e Marüsele (piccola Maria?). Le fonti cimbre la descrivono come una presenza benevola vicino all’acqua.

Peatar e Urukh — la storia di un uomo e di un lupo. Peatar è Pietro in cimbro. Urukh è il lupo. La leggenda di come i due si incontrarono nel bosco e di cosa successe dopo è raccontata sul pannello lungo il sentiero — è una delle storie più belle dell’intero percorso.

Il Basilisco — il mostro medievale per eccellenza. Metà gallo, metà serpente, con uno sguardo che pietrifica chi lo incontra. Il basilisco non è una creatura specificamente cimbra — appartiene al bestario medievale europeo — ma la sua presenza nel bosco di Luserna è spiegata dal pannello con una storia locale che lo inserisce nella tradizione della valle.

L’Orso — la scultura vicino al laghetto alpino. La storia di come un giovane lanciò il bastone all’orso nel bosco — e cosa successe dopo — è uno dei momenti narrativi più semplici e più efficaci del percorso. I bambini la ricordano più a lungo delle altre.

Il Sentiero “Dalle Storie alla Storia”: il confine tra favola e guerra

Al bivio vicino al laghetto alpino si trova qualcosa che cambia completamente il carattere dell’escursione.

Dritto si prosegue sul Sentiero dell’Immaginario. A destra inizia il Sentiero della Grande Guerra “Dalle Storie alla Storia” — un percorso tematico che in cinque minuti di salita dal bivio porta al Forte Werk Lusérn e al Memoriale ai Caduti della Grande Guerra.

Il Sentiero “Dalle Storie alla Storia” è segnalato da 49 silhouette in lamiera — figure di soldati, civili, bambini — che raccontano storie vere della popolazione di Luserna nel periodo della Prima Guerra Mondiale. Storie di evacuazione forzata (la popolazione cimbra fu deportata nell’interno dell’Austria quando il fronte si avvicinò), di soldati che combattevano su entrambi i fronti perché alcuni Cimbri erano sudditi austriaci e altri italiani, di famiglie divise dalla guerra e dalla lingua.

Il Forte Werk Lusérn era una delle opere difensive più avanzate dell’Impero Asburgico sull’Altopiano di Folgaria. Costruito tra il 1911 e il 1914, fu bombardato dall’artiglieria italiana nei primi giorni di guerra e reso inservibile. Le sue rovine sono oggi visitabili — un contrasto potente con le sculture fantastiche del sentiero dell’Immaginario a pochi minuti di cammino.

Chi fa solo il Sentiero dell’Immaginario perde questa connessione. Chi fa entrambi capisce qualcosa di più profondo su Luserna — un paese che ha creato leggende fantastiche per abitare il bosco e ha subito la guerra reale per abitare la storia.

Il percorso passo per passo

Piazza Guglielmo Marconi → Casa Museo

Si parte dalla piazza principale di Luserna — il parcheggio gratuito, la fontana, le case in pietra che ricordano l’architettura tirolese. Il primo punto di interesse è la Casa Museo Haus von Prükk — il museo della cultura cimbra di Luserna, con oggetti della vita quotidiana, documenti linguistici e materiale sulla storia della comunità. Vale una visita prima o dopo il sentiero.

Dal museo si segue Via Cima Nora-Riis fino all’Agritur Galeno — cento metri dopo si trova l’imbocco del sentiero sulla destra, con un grande pannello illustrativo che descrive l’escursione.

L’imbocco e la prima rampetta

Abbandonata la strada asfaltata, il sentiero inizia con una piccola rampetta con radici — il tratto più tecnico di tutta la prima parte. Richiede qualche metro di attenzione, con i bambini più piccoli meglio assistiti da un adulto. Superata la rampetta si arriva su una bella strada bianca dove appare il primo dei cartelli esplicativi — la storia di Peatar e Urukh, l’uomo e il lupo.

Il bosco e le prime sculture

Il sentiero prosegue verso destra sul percorso dell’Immaginario, ottimamente segnalato. Il bosco si chiude intorno al percorso — abeti, larici, faggi. Le sculture appaiono a intervalli regolari tra gli alberi: Frau Pertega accanto a un abete secolare, il Sambinelo nascosto tra le radici, il Basilisco su un ramo.

Il bivio per il Laghetto

Seguendo costantemente il tracciato che svolta a sinistra, si sale fino al Lukh von Betule. Addentrandosi nel fitto bosco di abeti fino a Pon vo Djiro, si incontra la radura del Laghetto del Campo. Il laghetto è piccolo — a volte in secca, a volte coperto da un canneto. La scultura dell’Orso è qui, vicino all’acqua. Le tavolate di legno con le panchine sono il posto giusto per il picnic.

Il bivio cruciale: Immaginario o Grande Guerra?

Superato il laghetto, dopo un centinaio di metri, ci si trova di fronte a un bivio: a sinistra si prosegue sul Sentiero Cimbro dell’Immaginario, mentre dritto si va in direzione del Forte Luserna.

Per il percorso completo dell’Immaginario si va a sinistra. Chi vuole aggiungere il Forte e il Sentiero della Grande Guerra va dritto — circa 30-40 minuti aggiuntivi.

Malga Campo e il ritorno

Il percorso dell’Immaginario porta alla Malga Campo — il rifugio con cucina semplice e genuina. Piatti trentini, latticini della malga, birre artigianali. È il punto di sosta per il pranzo prima del ritorno a Luserna. Dal rifugio si rientra attraverso un campo fiorito in estate — uno dei tratti più belli per la luce aperta dopo il bosco chiuso.

Malga Campo
Ago76 – Wikimedia Commons

Come abbinare tutti i sentieri dell’Alpe Cimbra

Luserna si trova a pochi chilometri da Bertoldi e da Lavarone — lo stesso sistema di paesi dell’Alpe Cimbra che ospita il Sentiero delle Sorgenti e il Sentiero del Drago Vaia, di cui abbiamo scritto le guide complete su trekking24.it.

Una giornata completa sull’Alpe Cimbra può essere così:

  • Mattina: Sentiero dell’Immaginario a Luserna (2-2,5 ore)
  • Pranzo: Malga Campo o Agritur Galeno
  • Pomeriggio: Sentiero del Drago di Lavarone (1-3 ore) o Sentiero delle Sorgenti di Bertoldi (1 ora)

Sono tre sentieri tematici diversi — leggende cimbre, violini di Stradivari, drago di legno bruciato — che insieme raccontano l’intera cultura dell’Alpe Cimbra in una giornata.

Come arrivare e dove parcheggiare

In auto da Trento: SS47 direzione Bassano del Grappa, poi SP90 verso Folgaria, poi SP118 verso Lavarone, poi seguire le indicazioni per Luserna. Circa 50 minuti da Trento.

In auto da Rovereto: SP90 direzione Folgaria, poi SP118 verso Lavarone e Luserna. Circa 35 minuti.

In auto da Vicenza: SS248 verso Asiago, poi verso Luserna attraverso Lavarone. Circa 1,5 ore.

Parcheggio: gratuito in Piazza Guglielmo Marconi a Luserna. Ampio, con la fontana e il panorama sulla Val d’Astico. Gratuito tutto l’anno.

Quando andare

Estate (giugno-agosto) — la stagione più frequentata. Il bosco è verde, le sculture emergono dalla vegetazione, Malga Campo è aperta con la cucina completa. Il campo fiorito nel tratto finale è al massimo della fioritura.

Autunno (settembre-ottobre) — i larici e i faggi si tingono di giallo e arancione. Le sculture di legno scuro emergono con più forza dalla vegetazione senza foglie. Meno folla rispetto all’estate.

Inverno (novembre-marzo) — la neve dà un tocco di magia a questo itinerario tematico. Le sculture emergono dalla neve in modo completamente diverso dall’estate. Il laghetto è una distesa bianca. Le ciaspole trasformano il sentiero in un percorso invernale bellissimo.

Primavera (aprile-maggio) — il bosco si risveglia, i fiori compaiono tra le radici, il sentiero è quasi deserto. Alcuni punti di ristoro potrebbero non essere ancora aperti.

Cosa portare

Scarpe da trekking chiuse — la rampetta iniziale con le radici e il fondo sterrato del bosco richiedono scarpe chiuse con buona suola. Le scarpe da ginnastica chiuse sono sufficienti; gli scarponcini sono meglio in autunno e dopo la pioggia.

Acqua — l’Agritur Galeno all’inizio e la Malga Campo a metà percorso sono i punti di rifornimento. Una borraccia da 750 ml è sufficiente per il percorso.

Pranzo al sacco — le tavolate vicino al laghetto sono il posto perfetto.

Abbigliamento a strati — a 1.333 m di quota anche in estate la temperatura nel bosco è fresca. Una felpa leggera nello zaino.

In inverno: ciaspole — il sentiero innevato le richiede. Verificare le condizioni prima di partire.

Per un percorso di 2-2,5 ore uno zaino da 15–20 litri è la misura giusta.

Cosa vedere nei dintorni

Casa Museo Haus von Prükk — il museo della cultura cimbra di Luserna, all’inizio del sentiero. Vale una visita per capire il contesto della lingua e delle leggende.

Forte Werk Lusérn — raggiungibile dalla deviazione al bivio del laghetto. Le rovine della fortezza asburgica con il Memoriale ai Caduti della Grande Guerra.

Sentiero delle Sorgenti — a Bertoldi di Lavarone, di cui abbiamo scritto la guida completa su trekking24.it. Stessa Alpe Cimbra, stesso sistema di paesi.

Sentiero del Drago Vaia — a Lavarone, di cui abbiamo scritto la guida completa su trekking24.it. Il drago nero di Marco Martalar a pochi km da Luserna.

Lago di Lavarone — il lago dove Freud veniva in vacanza, a pochi km da Luserna. Balneabile in estate con percorso ciclopedonale.

Mappa e traccia GPS

Il sentiero è ottimamente segnalato con cartellonistica bilingue italiano-cimbro lungo tutto il percorso. La traccia GPS è disponibile su AllTrails (cerca “Sentiero Cimbro dell’Immaginario”), su Komoot e su visittrentino.info che pubblica la scheda ufficiale con mappa e dettagli.