Nel 1973, un austriaco ebbe un’idea.
Walther Schaumann — storico militare, appassionato di montagna, nato dalla parte sbagliata del fronte — propose di trasformare la linea del fronte della Prima Guerra Mondiale in un sentiero. Non un monumento, non un museo: un percorso da camminare, lungo le stesse creste dove italiani e austro-ungarici si erano fronteggiati per tre anni. Coinvolse l’associazione “Amici delle Dolomiti – Vie della Pace” e centinaia di volontari. Il sentiero fu realizzato tra il 1986 e il 1991.
Un austriaco che costruisce un sentiero della pace sui luoghi dove i suoi compatrioti avevano combattuto contro gli italiani. C’è qualcosa di profondamente giusto in questo.
Oggi il Sentiero della Pace è un cammino di circa 500 chilometri che attraversa il Trentino dal Passo del Tonale alla Marmolada, seguendo la linea del fronte italo-austriaco del 1915-1918. Si percorre in 28-30 giorni. Ogni passo è storia.
Dati rapidi
Dove: Trentino — da Passo del Tonale (1.883 m) alla Marmolada (3.342 m)
Lunghezza totale: circa 500 km
Tappe: 28-30 (a seconda delle varianti)
Tempo totale: 28-30 giorni
Difficoltà: Da E a EEA (varia molto per tappa)
Quota massima: 3.342 m (Marmolada)
Segnavia: Colomba gialla su sfondo verde
Periodo consigliato: Luglio – Settembre
Rifugi: Presenti lungo tutto il percorso — prenotazione obbligatoria
Percorribile in tappe singole: Sì — ogni tappa è indipendente

La guerra che questo sentiero racconta
Per camminare consapevolmente sul Sentiero della Pace bisogna capire che guerra fu quella combattuta qui.
Il fronte italo-austriaco in Trentino non era la guerra delle trincee nel fango che immaginiamo dal fronte occidentale in Francia. Era qualcosa di diverso — e per molti aspetti di più estremo. Era la guerra in quota, combattuta sulle Alpi a duemila, tremila metri, su ghiacciai e pareti rocciose, con temperature che in inverno scendevano a -30°C.
Quando l’Italia dichiarò guerra all’Austria-Ungheria il 24 maggio 1915, il Trentino era territorio asburgico. La linea del fronte passava esattamente dove oggi passa il sentiero — sulle creste che dividevano il Trentino (austriaco) dall’Italia. Per tre anni e mezzo, italiani e austro-ungarici si fronteggiarono su queste montagne in condizioni che i sopravvissuti descrissero come al limite dell’umano.
La guerra bianca sull’Adamello
Il settore più estremo fu quello dell’Adamello e del Presanella — le prime due tappe del sentiero, quelle che partono dal Passo del Tonale. Qui il fronte correva sui ghiacciai, a quota 3.000 metri. Le truppe combattevano nella neve, dormivano in gallerie scavate nel ghiaccio, trasportavano rifornimenti su slitte trainate dai cani. In inverno le vittime per valanghe, assideramento e cadute superavano spesso quelle per il fuoco nemico.
I resti di quella guerra emergono ancora oggi dai ghiacciai. Con lo scioglimento accelerato degli ultimi decenni — l’Adamello ha perso quasi il 40% della sua superficie glaciale dal dopoguerra — affiorano costantemente corpi, equipaggiamenti, munizioni, oggetti personali dei soldati. L’Adamello restituisce i suoi morti lentamente, un disgelo alla volta.
La Galleria Paradiso
Al Passo Paradiso (2.590 m), lungo la prima tappa del sentiero, si trova la Galleria Paradiso — una lunga caverna scavata nel granito che durante la guerra serviva come ricovero per le truppe italiane, protette dal gelo e dall’artiglieria nemica. Oggi ospita un’esposizione multimediale sulla vita dei soldati sul fronte dei ghiacciai. È uno dei punti di accesso più immediati alla memoria di quella guerra — il freddo della galleria, anche in piena estate, non è molto diverso da quello che sentivano i soldati.
Il Sacrario di Passo del Tonale
Il Sentiero della Pace inizia — o finisce, a seconda della direzione — dal Passo del Tonale, dove si trova il Sacrario Militare costruito nel 1936. Custodisce i resti di oltre 3.000 soldati italiani. È il momento giusto per fermarsi, prima di iniziare a camminare.
Il percorso: le 7 aree geografiche
Il Sentiero della Pace attraversa il Trentino in 7 macro-aree geografiche, ognuna con caratteristiche molto diverse per quota, difficoltà e paesaggio.
Area 1 — Adamello e Presanella (Tappe 1-2) Le tappe più impegnative di tutto il percorso. Si raggiungono i 3.000 metri di quota, si attraversano ghiacciai, si percorrono creste esposte. La prima tappa dal Passo del Tonale al Rifugio Mandrone (15 km, 1.200 m di dislivello, ~5 ore) richiede ramponi nella risalita del Passo Presena anche in estate. Non adatta a escursionisti inesperti. Il team Va’ Sentiero, nella ricognizione del 2023, ha segnalato che queste prime due tappe “presentano difficoltà tecniche elevate, che non sono alla portata di tutti” — e ha scelto di non includerle nella guida ufficiale consigliando di partire dalla terza tappa.
Area 2 — Gruppo Adamello Sud e Val di Breguzzo (Tappe 3-5) Il sentiero scende di quota e diventa più accessibile. Si attraversano gli altopiani di Breguzzo e la Val d’Arnò, con il Forte di Lardaro come punto di interesse principale — una delle opere militari meglio conservate del fronte trentino. La quinta tappa, da Fontanedo al Rifugio Pernici, è la più lunga del percorso: circa 10 ore di cammino su creste esposte.
Area 3 — Altopiani di Folgaria e Lavarone (Tappe 6-9) Il paesaggio cambia radicalmente. Si scende tra boschi di abeti e pascoli, con i grandi forti militari dell’Altopiano — Forte Belvedere, Forte Cherle, Forte Verle — come protagonisti. Questi forti erano le opere difensive più imponenti del fronte trentino: costruiti dall’Austria-Ungheria prima della guerra, passarono agli italiani dopo il 1918 e oggi sono visitabili. La densità di storia per chilometro percorso è la più alta di tutto il sentiero.
Area 4 — Lago di Garda Trentino (Tappa 10) La tappa più corta e più anomala del sentiero — da Riva del Garda a Torbole-Nago, lungo il lago. È un momento di respiro tra due sezioni impegnative, con la possibilità di fare il bagno e visitare i forti sul Monte Brione. Per chi conosce già il Sentiero del Ponale — a pochi chilometri da qui — è quasi un ricongiungimento con un territorio familiare.
Area 5 — Monte Baldo e Altopiano della Vigolana (Tappe 11-14) Il sentiero risale verso nord attraverso il Monte Baldo e la catena della Vigolana. Tappe fisicamente impegnative con lunghi tratti in cresta, ma paesaggisticamente tra le più belle del percorso — la vista sul Lago di Garda dall’alto, le praterie alpine, i boschi di faggio in autunno.
Area 6 — Paganella, Bondone e Brentonico (Tappe 15-20) Il cuore geografico del Trentino. Si attraversano alcuni degli altopiani più frequentati della regione — Paganella, Monte Bondone — con una fitta rete di rifugi e strutture di accoglienza. Le tappe sono mediamente meno impegnative delle precedenti, adatte anche a escursionisti con meno esperienza.
Area 7 — Lagorai, Paneveggio e Marmolada (Tappe 21-28) Il finale del sentiero è anche il più selvaggio. La catena del Lagorai è uno degli angoli meno frequentati delle Alpi italiane — creste interminabili, laghi glaciali, assenza quasi totale di strutture. Il team Va’ Sentiero, nella ricognizione del 2023, ha trovato tratti del Lagorai significativamente diversi dal percorso tradizionale e ha proposto varianti importanti. Chi percorre questa sezione deve verificare attentamente il tracciato aggiornato su VisitTrentino prima di partire.
Il sentiero termina — o inizia — alla Marmolada (3.342 m), il ghiacciaio più grande delle Dolomiti e uno dei luoghi più carichi di memoria della Grande Guerra. Le gallerie scavate nel ghiaccio dagli austriaci, il sistema di trincee sotterranee chiamato “la città di ghiaccio”, gli scontri sulla vetta — la Marmolada fu teatro di una guerra parallela e verticale che non ha equivalenti nella storia militare europea.
Come si percorre: intero o a tappe
Il Sentiero della Pace è concepito per essere percorso integralmente in 28-30 giorni, ma la stragrande maggioranza di chi lo frequenta sceglie tappe singole o mini-percorsi di 3-5 giorni concentrati su un’area specifica.
Percorso integrale (28-30 giorni) Richiede un livello atletico elevato, esperienza alpinistica per le prime due tappe, attrezzatura completa da trekking multi-giorno. I rifugi lungo il percorso vanno prenotati con anticipo — in estate si riempiono rapidamente. Il periodo ideale è luglio-agosto per le tappe ad alta quota, maggio-giugno e settembre per le tappe a media quota.
Mini-percorsi tematici (3-5 giorni) La soluzione più pratica per la maggior parte degli escursionisti. Alcune combinazioni particolarmente interessanti:
I forti dell’Altopiano (3 giorni): tappe 6-8 tra Folgaria e Lavarone, con visita ai forti militari. Difficoltà media, adatto a escursionisti con buona preparazione.
Il Garda Trentino storico (2 giorni): tappa 10 più escursioni sui forti del Monte Brione e sul Sentiero del Ponale. Difficoltà bassa-media, adatto a tutti.
Il Lagorai selvaggio (4 giorni): tappe 21-24, con pernottamento nei rifugi della catena. Difficoltà alta, per escursionisti esperti.
Tappe singole Ogni tappa del Sentiero della Pace è indipendente e raggiungibile in auto. Per chi vuole un assaggio senza impegnarsi in più giorni, le tappe dell’Altopiano di Folgaria (6-8) e quella del Garda (10) sono le più accessibili e le più ricche di interesse storico.

Difficoltà e attrezzatura
Il Sentiero della Pace non ha una difficoltà uniforme. Le prime due tappe sull’Adamello sono EEA (Escursionisti Esperti con Attrezzatura) — richiedono ramponi, piccozza e conoscenza delle tecniche di base su neve e ghiaccio. Le tappe centrali sono E (Escursionistico) — richiedono buona preparazione fisica ma nessuna competenza tecnica alpinistica. Le tappe a media quota sono in alcuni tratti T (Turistico).
Per il percorso integrale o per le tappe ad alta quota, l’attrezzatura da non dimenticare:
Zaino — per un trekking multi-giorno come questo, uno zaino da 45–50 litri è la misura giusta: abbastanza capiente per dormire in rifugio con il proprio sacco a pelo, portare il cambio di abbigliamento e la dotazione di sicurezza, senza diventare insostenibile sulle salite lunghe. Per le tappe singole, uno zaino da 25–30 litri è sufficiente.
Sacco a pelo — i rifugi lungo il percorso forniscono coperte, ma portare il proprio sacco a pelo è consigliato — soprattutto nei bivacchi e nelle strutture più semplici dei tratti ad alta quota.
Scarponcini da trekking — indispensabili su tutto il percorso. Per le prime due tappe sull’Adamello, sono necessari scarponcini rigidi compatibili con i ramponi.
Bastoncini da trekking — fortemente consigliati per le tappe con lunghi tratti in discesa. Riducono il carico sulle ginocchia in modo significativo su un percorso di questo tipo.
Abbigliamento a strati — le variazioni termiche tra le tappe a bassa e alta quota sono enormi. Uno strato base tecnico, un mid-layer in pile o lana merino, una giacca impermeabile e antivento. In quota, anche in luglio, le temperature possono scendere rapidamente sotto zero con temporale.
Torcia frontale — indispensabile per i pernottamenti in rifugio e per i tratti di alta quota dove le partenze all’alba sono comuni.
Kit di pronto soccorso — su un percorso di questa lunghezza e quota, avere un kit di base con bende, cerotti, antidolorifici e una coperta termica di emergenza non è opzionale.
Rifugi e logistica
Il Sentiero della Pace è ben servito da rifugi SAT (Società Alpinisti Tridentini) e rifugi privati lungo tutto il percorso. La prenotazione in anticipo è obbligatoria in estate — alcuni rifugi nelle zone più frequentate si riempiono con settimane di anticipo a luglio e agosto.
Prima di partire, contattare i gestori dei rifugi non solo per prenotare il posto letto ma anche per avere informazioni aggiornate sullo stato del sentiero nel tratto di propria competenza. Il meteo in quota può rendere alcuni tratti impraticabili anche in piena estate.
Per le informazioni più aggiornate su rifugi, varianti e condizioni del sentiero, i riferimenti ufficiali sono:
- VisitTrentino (visittrentino.info) — guida aggiornata con le varianti Va’ Sentiero 2023
- Trentino Grande Guerra (trentinograndeguerra.it) — approfondimenti storici su ogni tappa
- SAT — per informazioni sullo stato dei sentieri e i rifugi di gestione associativa
Come arrivare ai punti di partenza
Passo del Tonale (partenza occidentale): raggiungibile in auto dalla Val di Sole (A22 uscita Trento Nord, poi SS43 direzione Malè e Passo del Tonale). In estate servizio bus da Trento e dalle principali città.
Marmolada (partenza/arrivo orientale): raggiungibile in auto dalla Val di Fassa (A22 uscita Ora/Egna, poi SS48 delle Dolomiti). In estate servizio bus da Trento via Canazei.
Tappe intermedie: ogni area del sentiero è raggiungibile in auto dalla rete viaria trentina. Per le tappe singole, l’auto è il mezzo più flessibile. Per il percorso integrale, molti escursionisti parcheggiano a un capo del sentiero e tornano con i mezzi pubblici.
Quando andare
Il periodo ottimale è luglio-settembre per le tappe ad alta quota sull’Adamello e sul Lagorai. Prima di luglio il ghiaccio e la neve rendono le prime tappe pericolose senza attrezzatura adeguata.
Le tappe a media quota — Altopiano di Folgaria, Monte Baldo, Paganella — sono percorribili da maggio a ottobre. In autunno i colori del bosco sulle tappe centrali sono straordinari.
I rifugi ad alta quota aprono tipicamente a fine giugno e chiudono a fine settembre — verificare le aperture specifiche prima di pianificare le tappe.
Cosa vedere oltre al sentiero
Il Sentiero della Pace attraversa il Trentino in tutta la sua ampiezza — ogni area ha luoghi di interesse che meritano una deviazione.
Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto — il museo della Grande Guerra più importante d’Italia, con una collezione che copre l’intero conflitto. Imprescindibile prima o dopo il sentiero.
Forte Belvedere-Gschwent (Lavarone) — il forte austro-ungarico meglio conservato del Trentino, visitabile con percorsi guidati. Tappa 7 del sentiero.
Ossario del Pasubio (Vicenza) — non sul sentiero ma nelle vicinanze della zona meridionale. Uno dei luoghi più commoventi della memoria della Grande Guerra in Italia.
Sacrario della Marmolada — alla fine/inizio del sentiero, il punto di raccolta dei resti dei soldati ritrovati sui ghiacciai. Inaugurato nel 2023 con una cerimonia che ha ricevuto ampia attenzione nazionale.
Mappa e risorse
Il Sentiero della Pace è segnalato con la colomba gialla su sfondo verde lungo tutto il percorso. La segnaletica è stata rinnovata in occasione del centenario della Grande Guerra.
Le risorse più complete e aggiornate:
- VisitTrentino — guida digitale con tutte le tappe, aggiornata con le varianti Va’ Sentiero 2023
- Trentino Grande Guerra — tracce GPS, storia, musei e forti visitabili per ogni tappa
- Komoot — tracce caricate dagli utenti per ogni singola tappa
- Carta Kompass 1:50.000 — fogli 070, 071, 072, 073 coprono l’intero tracciato
