Prima di tutto una distinzione che quasi nessuno fa chiaramente.
Il Sentiero delle Perle in Alto Adige è due cose diverse — e sapere quale delle due stai cercando cambia completamente quello che trovi.
Il Sentiero delle Perle di Carezza è un anello di circa 8 km attorno al Lago di Carezza e al Lago di Mezzo, in Val d’Ega. Si fa in 2-3 ore, è adatto alle famiglie, e il suo centro è il lago più fotografato delle Dolomiti — quelle acque turchesi con il Latemar riflesso che hai già visto mille volte su Instagram senza sapere dove fossero.
Il Trekking delle Perle è un cammino di 5 giorni e circa 80 km che collega Cardano, alle porte di Bolzano, a Nova Ponente attraverso il Catinaccio, il Latemar e gli altopiani tra la Val d’Ega e la Val di Fiemme. È uno dei cammini più belli e meno conosciuti delle Dolomiti meridionali.
I due percorsi si incontrano al Lago di Carezza — che è la terza tappa del trekking lungo e l’unico punto del percorso breve. Stessa perla, contesti completamente diversi.
La leggenda: lo stregone Masaré e l’arcobaleno
Prima di vedere il lago, vale la pena conoscere la storia che ci sta attorno.
Nelle Dolomiti ladine si racconta che nelle acque del Lago di Carezza vivesse una ninfa bellissima. Lo stregone Masaré — uno dei personaggi più ambivalenti del folklore dolomitico, dotato di poteri enormi ma eternamente insoddisfatto — si innamorò della ninfa e cercò di sedurla in ogni modo. La ninfa non lo degnava di uno sguardo.
Masaré si rivolse a una vecchia strega per un consiglio. La strega gli disse di travestirsi da mercante e di presentarsi al lago con un arcobaleno come ornamento — nessuna ninfa, disse, avrebbe resistito a un venditore con un arcobaleno tra le mani.
Masaré convocò le nuvole, invocò la pioggia e il sole, e costruì un arcobaleno. Si travestì da mercante e si avvicinò alla riva. La ninfa si affacciò dall’acqua — vide l’arcobaleno e sorrise. Poi vide il viso di Masaré sotto il travestimento, riconobbe lo stregone e si immerse di nuovo nelle profondità del lago.
Masaré, preso dalla furia, strappò l’arcobaleno e lo gettò nel lago. Da allora — dice la leggenda — le acque di Carezza riflettono i colori dell’arcobaleno. Il turchese, il verde, il blu — i colori dello stregone sconfitto che riposano sul fondo del lago per sempre.

Il colore del lago: non è un filtro
Il Lago di Carezza non ha bisogno di filtri Instagram — e non è magia. È chimica.
Le acque del lago provengono da sorgenti carsiche che filtrano attraverso le rocce calcaree e dolomitiche delle Dolomiti. Durante il percorso sotterraneo l’acqua si carica di particelle finissime di carbonato di calcio — invisibili a occhio nudo ma sufficienti a cambiare il modo in cui la luce si rifrange. Il risultato è lo stesso che si vede nel Lago di Peyto in Canada, nel Lago Louise, nel Lago di Braies pochi chilometri più a nord: un turchese che varia dal verde mela al blu cobalto a seconda dell’angolazione della luce e della quantità di particelle sospese.
In primavera, con il disgelo che porta nuova acqua carica di minerali, il colore è al suo massimo. In estate si stabilizza. In autunno, con le acque più basse, diventa più scuro e più intenso. In inverno il lago ghiaccia parzialmente e il turchese scompare sotto il bianco.
Il Latemar — il massiccio dolomitico che si riflette nell’acqua — aggiunge la componente verticale: le torri calcaree grigie che scendono nel turchese del lago sono quello che rende questa fotografia impossibile da dimenticare.
Parte 1: Il Sentiero delle Perle di Carezza (anello breve)
Dati rapidi
Dove: Nova Levante/Welschnofen (BZ) — Val d’Ega, Alto Adige
Partenza: Parcheggio Lago di Carezza (1.519 m)
Tipo: Anello
Lunghezza: circa 8 km
Dislivello: circa 300 m
Tempo: 2,5 – 3 ore
Difficoltà: T (Turistico) — adatto a tutti
Bambini: Sì — adatto anche ai passeggini nella parte iniziale
Parcheggio: A pagamento al Lago di Carezza — in alta stagione si riempie presto
Punti ristoro: Grand Hotel Carezza, Malga Moseralm, Pensione Jolanda
Bus: Sì — linea SAD da Bolzano/Nova Levante
Periodo: Maggio-ottobre

Il percorso
Il Lago di Carezza e il Grand Hotel
Dal parcheggio si raggiunge il lago in pochi minuti a piedi — è impossibile non vederlo, la strada conduce direttamente alla riva. Il Grand Hotel Carezza — costruito nel 1897, con la sua facciata liberty e i balconi in legno intagliato — domina la scena sul lato sud. È uno dei grandi hotel storici delle Dolomiti, costruito quando i turisti arrivavano in carrozza dalla Val d’Ega. Oggi è ancora aperto e ancora splendido — il bar sul terrazzo con vista sul lago è il posto più fotografato dell’intero percorso.
Il giro del lago è breve — meno di un chilometro sul perimetro — ma richiede di fermarsi in diversi punti per le foto. Il lato ovest offre la vista classica con il Latemar riflesso. Il lato est offre la prospettiva opposta con la foresta sullo sfondo.
Il ponte sospeso e Malga Moseralm
Superato il lago si incontra un ponte sospeso che attraversa il Rio Molignon. Non è lunghissimo ma il pavimento in grata metallica e l’oscillazione lo rendono un momento che i bambini adorano e alcuni adulti trovano più impegnativo del previsto. Oltre il ponte inizia la salita verso la Malga Moseralm — un percorso su strada forestale tra abeti e larici, con la pendenza che aumenta progressivamente.
La Malga Moseralm è il punto di ristoro intermedio — aperta in stagione con formaggi, speck, canederli e bibite. È il posto giusto per la pausa prima dell’ultimo tratto verso il Lago di Mezzo.
Il Lago di Mezzo
Il Lago di Mezzo è molto meno conosciuto del Lago di Carezza ma ha un carattere diverso e per molti più autentico — più piccolo, circondato da bosco fitto, senza la struttura alberghiera. L’acqua ha lo stesso colore turchese ma la vegetazione intorno è più densa e l’atmosfera più silenziosa. Vale la deviazione dal sentiero principale per raggiungere la riva.
Il ritorno verso il Passo di Costalunga
Dall’area del Lago di Mezzo il sentiero scende verso il Passo di Costalunga/Karerpass e poi rientra verso il Lago di Carezza per il tratto finale. L’ultimo chilometro passa nei pressi della Pensione Jolanda — un altro punto di ristoro — prima di ricongiungersi al parcheggio di partenza.
Il problema del parcheggio
Il Lago di Carezza è uno dei luoghi più visitati dell’Alto Adige — in alta stagione il parcheggio a pagamento si riempie entro le 9:00 del mattino nei fine settimana. Le opzioni:
Bus SAD — la soluzione migliore in estate. La linea da Bolzano e Nova Levante ferma direttamente al lago. Verificare gli orari su südtirolmobil.info. Il bus permette di arrivare senza l’ansia del parcheggio.
Arrivare presto — nei giorni feriali e fuori stagione il parcheggio è accessibile senza problemi. Nei fine settimana di luglio e agosto arrivare prima delle 8:30.
Parcheggio al Passo di Costalunga — alternativo, a circa 2 km dal lago. Si raggiunge il lago a piedi in 30 minuti lungo il sentiero delle Perle — integrandosi naturalmente nell’anello.
Parte 2: Il Trekking delle Perle (5 giorni, ~80 km)
Panoramica del cammino
Il Trekking delle Perle è uno dei cammini multi-giorno più belli e meno conosciuti delle Dolomiti meridionali. Collega Cardano — una piccola frazione alle porte di Bolzano a 280 m di quota — con Nova Ponente attraverso cinque tappe che attraversano paesaggi completamente diversi: vigneti e castelli medievali nella prima tappa, le Piramidi di Terra di Collepietra nella seconda, il Catinaccio e il Lago di Carezza nella terza, il Latemar nella quarta, gli altopiani della Val d’Ega nella quinta.
Il percorso può essere intrapreso in entrambe le direzioni e in qualsiasi tappa — i mezzi pubblici raggiungono quasi tutti i punti principali, rendendo possibile fare anche solo una o due tappe senza organizzare la logistica dell’intero cammino.
Le cinque tappe
Tappa 1 — Cardano → Collepietra (~15 km, ~5 ore, dislivello ~540 m)
Si parte da Cardano (280 m) seguendo il Sentiero del Cavaliere verso Cornedo all’Isarco — “la porta della Val d’Ega” — con il Castel di Cornedo che domina dall’alto. Il castello del XII secolo fu costruito dai conti di Egna-Ora, tra i feudatari più potenti del vescovado di Trento. Oggi è in parte restaurato e visibile da lontano.
Da Cornedo si sale verso Collepietra (820 m) attraverso boschi di latifoglie. Qui si trovano due cose che nessun turista di passaggio conosce: il Museo di Collepietra — unico nel suo genere, dedicato alla storia e alla cultura locale — e soprattutto le Piramidi di Terra di Collepietra.
Le Piramidi di Terra sono pinnacoli di argilla alti fino a 10 metri, coronati da massi di granito che li proteggono dall’erosione. Il masso in cima funziona come un ombrello: protegge la colonna di argilla sottostante dalla pioggia mentre tutto il terreno attorno si erode. Quando il masso cade, la piramide scompare in poco tempo. Ne esistono decine, di dimensioni diverse, disseminate sul versante sopra Collepietra. È uno dei paesaggi più bizzarri e più belli dell’Alto Adige meridionale, praticamente sconosciuto al turismo di massa.
Tappa 2 — Collepietra → Passo di Costalunga/Carezza (~20 km, ~6 ore, dislivello ~1.100 m)
La tappa più impegnativa del cammino — quasi 1.100 m di dislivello complessivo. Si scende nella Valle di Tires e si risale verso il Passo Nigra (1.688 m), da dove si apre la vista sul Catinaccio e sulle Torri del Vajolet. Il Catinaccio — Rosengarten in tedesco, “giardino delle rose” — deve il suo nome alla leggenda del re Laurino, il nano che viveva in un giardino di rose sulle sue pareti e che le trasformò in pietra per impedire che qualcuno le vedesse. L’enrosadira serale sulle sue pareti è la versione visibile di quella maledizione.
Dal Passo Nigra si scende verso San Cipriano e poi al Passo di Costalunga (1.745 m) — punto di arrivo della tappa, con diverse possibilità di alloggio al passo o a Carezza.
Tappa 3 — Passo di Costalunga → Lago di Carezza → Obereggen (~15 km, ~4 ore)
La tappa più iconica e meno faticosa. Si parte dal Passo di Costalunga, si scende al Lago di Carezza — qui il cammino lungo e l’anello breve si incontrano — e si segue il sentiero verso Obereggen, stazione sciistica estiva ai piedi del Latemar.
È la tappa che regala le viste più spettacolari: il Lago di Carezza con il Latemar riflesso nelle prime ore del mattino, quando i turisti dell’anello breve non sono ancora arrivati, è una visione che chi fa il cammino lungo ha solo per sé.
Tappa 4 — Obereggen → Passo di Lavazè (~15 km, ~5 ore)
Si sale verso il Latemar — il massiccio dolomitico che caratterizza la Val d’Ega insieme al Catinaccio. Il Sentiero del Labirinto, che in alcuni tratti si sovrappone al Trekking delle Perle, attraversa i dossi e i pianori ai piedi del Latemar con viste continue sulle sue torri calcaree. Si arriva al Passo di Lavazè (1.808 m) — punto di confine tra Alto Adige e Trentino, con il Rifugio Lavazè come punto di sosta.
Tappa 5 — Passo di Lavazè → Nova Ponente (~15 km, ~4 ore)
L’ultima tappa scende dai pascoli d’alta quota verso Nova Ponente attraverso boschi di abeti e larici. In autunno, con i larici gialli e i pascoli che si tingono di arancione, è la tappa più bella cromaticamente. Da Nova Ponente si rientra a Cardano con i mezzi pubblici — la linea SAD collega i due punti con cambi a Bolzano.

Come organizzare il cammino
Alloggi: ogni tappa ha almeno un rifugio, un maso o una pensione dove pernottare. La prenotazione anticipata è indispensabile in luglio e agosto — i posti sono limitati e il cammino è frequentato. Verificare le disponibilità su südtirol.info o sul sito della Val d’Ega (eggental.com).
Mezzi pubblici: quasi tutti i punti di partenza e arrivo delle tappe sono raggiungibili con la rete SAD dell’Alto Adige — una delle più capillari delle Alpi italiane. Verificare gli orari su südtirolmobil.info.
Zaino: per 5 giorni di cammino con pernottamenti in rifugio uno zaino da 40–45 litri è la misura giusta — abbastanza per cambio di abbigliamento, sacco a pelo leggero, kit di pronto soccorso e attrezzatura da montagna, senza diventare insostenibile nelle salite.
Stagione: il periodo ideale è giugno-ottobre. Giugno per le fioriture, luglio-agosto per il massimo delle strutture aperte, settembre-ottobre per i colori del foliage e la quiete dopo l’estate.
Cosa portare
Per l’anello breve di Carezza: Scarpe da ginnastica chiuse o scarponcini leggeri — il sentiero è ben tenuto ma il tratto in salita verso la Malga Moseralm è su fondo irregolare. Una borraccia da 750 ml è sufficiente con i punti di ristoro disponibili. Un marsupio o uno zaino da 10 litri è più che sufficiente.
Per il Trekking delle Perle: Scarponcini da trekking con caviglia alta — le cinque tappe hanno terreni molto diversi, dalle strade sterrate di fondovalle ai sentieri rocciosi sopra Collepietra e al Passo Nigra. Bastoncini da trekking — indispensabili nelle discese lunghe che caratterizzano la seconda tappa. Sacco a pelo — i rifugi forniscono coperte ma avere il proprio è più comodo e igienico. Giacca impermeabile — i temporali pomeridiani estivi sulle Dolomiti sono frequenti e rapidi.
Come arrivare
Per l’anello breve (Lago di Carezza): In auto: A22 uscita Egna/Neumarkt, poi SS48 direzione Nova Levante e Passo di Costalunga. Il Lago di Carezza si trova sulla SS48, ben segnalato, circa 25 km da Bolzano. In bus: linea SAD da Bolzano, fermata Lago di Carezza/Karer See.
Per il Trekking delle Perle: Cardano si trova a 4 km da Bolzano sulla SS12 direzione Brennero. Raggiungibile con le linee SAD 180, 181, 184, 185 o 170, fermata Cardano.
Mappa e traccia GPS
Anello breve: traccia su AllTrails (cerca “Carezza Sentiero delle Perle Lago di Mezzo”), su Komoot e su outdooractive. Il sito ufficiale della Val d’Ega (eggental.com) pubblica la mappa con i punti di interesse.
Trekking delle Perle: le tracce GPX di ogni tappa sono disponibili su eggental.com — il sito ufficiale del percorso — e su Komoot (cerca “Trekking delle Perle Alto Adige”). Su südtirol.info si trovano anche le varianti e le possibilità di salita a cime panoramiche da ogni tappa.
