Le sorgenti dell’Alpe Cimbra hanno dei nomi. Non nomi italiani — nomi in una lingua che pochissimi parlano ancora oggi. Fontanela del Trughele. Vascon dei Sengoloti. Fontanela Etelar. Sono parole cimbre, residui di una lingua germanica medievale che sopravvive ancora a Luserna, il piccolo paese a pochi chilometri, dove un centinaio di persone continuano a parlare il cimbro come lingua madre.

I Cimbri arrivarono su questi altopiani tra il XII e il XIII secolo, chiamati dai vescovi di Trento e Vicenza per disboscare e coltivare terre che nessuno voleva. Si insediarono sull’Alpe Cimbra — il nome viene da loro — e ci restarono. Per sette secoli hanno chiamato queste fontane con le loro parole, le hanno costruite con le loro mani, le hanno difese con accanimento perché in un territorio carsico dove l’acqua non abbonda, ogni sorgente vale quanto il bestiame che la beve.

Il Sentiero delle Sorgenti percorre la strada che i vacaroti — i guardiani delle mucche cimbre — usavano per portare gli animali all’abbeveraggio. È ancora lì, quasi intatta, con le stesse fontane di pietra e di legno scolpito che i pastori conoscevano a memoria.

Dati rapidi

Dove: Bertoldi di Lavarone (TN), Alpe Cimbra — Trentino

Partenza: Parcheggio Triangolo, Bertoldi di Lavarone

Tipo: Anello (due varianti)

Lunghezza: ~3 km (percorso breve) — ~4 km (percorso lungo)

Dislivello: ~73 m (breve) — ~120 m (lungo)

Tempo: 1 ora (breve) — 1,5 ore (lungo)

Difficoltà: T (Turistico) — adatto a tutti

Bambini: Sì, dai 6 anni — zaino porta-bimbo per i più piccoli

Parcheggio: Gratuito al Parcheggio Triangolo

Tutto l’anno: Sì — più bello da maggio a ottobre

Attenzione: dove parcheggiare

Questa informazione viene prima di tutto il resto perché su Outdooractive e in diverse recensioni online viene segnalato un problema preciso: Google Maps porta in una zona a traffico limitato nelle vicinanze di Bertoldi, con rischio di multa per chi segue ciecamente il navigatore.

Parcheggiare al Parcheggio Triangolo (coordinate: 45.951021, 11.261226) — è gratuito, ampio, e si trova a poche centinaia di metri dalla Chiesa dell’Esaltazione della Croce. Da lì si cammina a piedi attraverso il centro storico di Bertoldi fino all’inizio del sentiero, godendosi il borgo prima ancora del bosco.

Non inserire l’indirizzo del sentiero nel navigatore — inserire “Parcheggio Triangolo Bertoldi Lavarone”.

Il carsismo e l’acqua che sparisce

Per capire perché queste sei sorgenti fossero così preziose da generare — come recita il sito ufficiale dell’Alpe Cimbra — “secolari controversie” tra le comunità locali, bisogna capire la geologia del posto.

L’Alpe Cimbra è un territorio carsico. La roccia sottostante è calcarea, porosa, friabile — l’acqua piovana non scorre in superficie ma si infiltra direttamente nel terreno, seguendo gallerie e cavità sotterranee, riemergendo chilometri più in basso in punti imprevedibili. In un territorio come questo non ci sono ruscelli continui, non ci sono laghi naturali in quota, non ci sono corsi d’acqua affidabili.

Le sorgenti — quei punti precisi dove l’acqua sotterranea riemerge in superficie — sono quindi l’eccezione preziosa, non la regola. Per i pastori cimbri che portavano le mandrie sull’alpeggio estivo, conoscere le sorgenti significava sapere dove i propri animali potevano sopravvivere. Difenderle significava difendere il proprio sostentamento.

Le controversie citate dal sito ufficiale riguardano esattamente questo: i diritti d’acqua tra le comunità dell’Alpe Cimbra, che per secoli si disputarono l’accesso alle poche sorgenti disponibili. Le fontane che trovi lungo il sentiero non sono solo manufatti estetici — sono il risultato di accordi, compromessi e dispute che si trascinarono per generazioni.

I nomi cimbri delle fontane

Lungo il sentiero si incontrano sei sorgenti e fontane storiche, ciascuna con il suo nome in cimbro o in dialetto locale. Vale la pena conoscerli prima di partire.

Fontana del Tomasi — la fontana all’inizio del percorso, scolpita nella pietra. Il nome viene probabilmente da una famiglia locale. È il punto di riferimento per chi arriva a piedi da Bertoldi.

Fontana Vecia — letteralmente “la fontana vecchia”. Una delle più antiche del percorso, in pietra lavorata, con la vasca a livello del suolo per permettere agli animali di abbeverarsi.

Fontanela del Trughele — trughele in cimbro indica probabilmente una vasca, un abbeveratoio. La dimensione ridotta — fontanela — suggerisce un punto di sosta secondario.

Fontanela Le Pom — pom in cimbro significa “albero da frutto”, probabilmente un melo selvatico. La fontana prende il nome dalla vegetazione che la circondava.

Vascon dei Sengoloti — il vascon è una grande vasca. Sengoloti è più difficile da tradurre — potrebbe riferirsi a una caratteristica del terreno o a una famiglia. Solo nel percorso lungo.

Fontanela Etelar — l’ultima sorgente del percorso. Etelar potrebbe derivare dall’alto tedesco antico — un ulteriore indizio delle radici germaniche medievali di questi topografi.

Il bosco e il Drago di Vaia

Il sentiero si sviluppa quasi interamente in un bosco di abeti bianchi e rossi — una delle foreste più intatte dell’Alpe Cimbra, ombreggiata e fresca anche nelle giornate estive più calde.

Nel bosco, disseminate lungo il percorso, si trovano sculture in legno di dimensioni variabili — animali del bosco, personaggi fiabeschi, elementi naturali. Alcune sono grandi abbastanza da sorprendere un bambino che non se le aspetta dietro una curva. Una in particolare è diventata un punto di riferimento per tutto l’Alpe Cimbra: il Drago di Vaia.

La Tempesta Vaia del 30 ottobre 2018 — la stessa che devastò la Foresta di Paneveggio vicino al Sentiero Marciò — abbatté migliaia di alberi anche sull’Alpe Cimbra. Invece di lasciare i tronchi abbattuti come detriti o di rimuoverli semplicemente, artisti locali hanno lavorato il legno di Vaia per creare sculture che raccontano quella notte. Il Drago è la più grande e la più spettacolare — un serpente di legno lungo diversi metri, costruito con i tronchi contorti della tempesta, che emerge dal bosco come se la foresta stessa si fosse sollevata.

È lo stesso materiale di Paneveggio, la stessa tempesta, lo stesso processo di elaborazione artistica del disastro. Ma qui il risultato è diverso — non pedagogico come i pannelli di Paneveggio, ma più grezzo.

Il percorso: breve o lungo?

Il sentiero ha due varianti che si separano a metà percorso con un cartello chiaro.

Percorso breve (~3 km, ~73 m dislivello, ~1 ora) La variante più frequentata. Parte dal Parcheggio Triangolo, attraversa il centro storico di Bertoldi, entra nel bosco, tocca cinque delle sei sorgenti principali e ritorna al punto di partenza. È completamente adatto ai bambini dai 6 anni in su e agli adulti che cercano una passeggiata rilassante.

Percorso lungo (~4 km, ~120 m dislivello, ~1,5 ore) Al bivio di metà percorso si prende la deviazione per il Vascon dei Sengoloti — la sesta sorgente, quella disponibile solo in questa variante. Il percorso guadagna qualche decina di metri di quota in più e raggiunge un punto panoramico con vista sulla Valsugana e sul Lago di Caldonazzo. È la variante consigliata per chi ha tempo e vuole il panorama.

Quale scegliere: se hai bambini piccoli o vuoi una passeggiata tranquilla, il breve è perfetto. Se vuoi il panorama sul lago e non hai fretta, scegli il lungo — mezz’ora in più non è un sacrificio.

Bertoldi: il borgo prima del bosco

Uno degli aspetti più sottovalutati del Sentiero delle Sorgenti è il borgo da cui parte.

Bertoldi è una delle 19 frazioni di Lavarone — un nucleo abitativo medievale con case di pietra addossate le une alle altre, ancora abitate e vitali, con murales artistici dipinti sulle facciate che raccontano il mestiere di chi le ha abitate: il falegname, il pastore, il contadino, il boscaiolo. Non sono decorazioni turistiche — sono stati realizzati dalla comunità, come atto di memoria collettiva.

La Chiesa dell’Esaltazione della Croce — visibile dal parcheggio — è il punto di riferimento del borgo, con il suo campanile in pietra locale e la facciata semplice tipica dell’architettura rurale trentina.

Camminare attraverso Bertoldi prima di entrare nel bosco cambia la prospettiva su quello che si sta per fare. Non è una passeggiata in un parco — è un percorso che parte da un luogo vivo, con la sua storia ancora leggibile sulle pareti delle case.

I pannelli sulle piante officinali

Lungo tutto il sentiero, ai piedi di molte piante del bosco, si trovano pannelli illustrativi che descrivono le proprietà delle piante officinali locali — quelle che i pastori e i contadini cimbri usavano per preparare unguenti, tisane e rimedi tradizionali.

Non è una lista generica copiata da un manuale di erboristeria. Sono le piante effettivamente presenti in quel punto del bosco, descritte con il loro nome in italiano, in latino e — in molti casi — in cimbro. È uno dei dettagli più curati di tutto il percorso, e trasforma la passeggiata in qualcosa di più vicino a una lezione di botanica applicata.

Tra le specie segnalate: l’agrifoglio (Ilex aquifolium), usato storicamente come antiartritico; il mirtillo nero (Vaccinium myrtillus), antibatterico naturale; la genziana (Gentiana lutea), tonico amaro; l’arnica (Arnica montana), antinfiammatoria topica ancora oggi usata.

Come arrivare

In auto da Trento: SS47 direzione Bassano del Grappa, poi deviazione per Rovereto e SP90 direzione Folgaria, poi SP118 verso Lavarone e Bertoldi. Circa 45 minuti da Trento.

In auto da Rovereto: SP90 direzione Folgaria, poi SP118 verso Lavarone e Bertoldi. Circa 30 minuti.

In auto da Vicenza: SS248 direzione Bassano del Grappa, poi SP350 verso Asiago e Lavarone. 1 ora.

Parcheggio: Parcheggio Triangolo a Bertoldi — gratuito. Coordinate GPS: 45.951021, 11.261226. Non seguire Google Maps fino all’inizio del sentiero — rischio zona a traffico limitato.

Fotografia di Lavarone
Syrio – Wikimedia Commons

Quando andare

Il sentiero è percorribile da maggio a ottobre nella sua forma migliore. In inverno il bosco è bello con la neve ma alcune fontane possono essere ghiacciate e il fondo può essere scivoloso.

La primavera (maggio-giugno) è la stagione delle fioriture — le piante officinali descritte nei pannelli sono al massimo e riconoscibili facilmente. Le sorgenti hanno la loro portata maggiore dopo il disgelo.

L’estate (luglio-agosto) è la stagione di punta per le famiglie. Il bosco ombreggiato rende il sentiero piacevole anche nelle giornate calde (l’Alpe Cimbra è qualche grado più fresca rispetto alla pianura).

L’autunno (settembre-ottobre) porta i colori degli abeti e il profumo di muschio e funghi. Il bosco in autunno sull’Alpe Cimbra ha una luce particolare nelle ore del tramonto.

Cosa portare

Per un percorso di 3-4 km quasi pianeggiante nel bosco lo zaino deve essere leggero.

Paradossalmente, su un sentiero dedicato alle sorgenti non tutte le acque sono sicuramente potabili — alcuni pannelli indicano la potabilità, altri no. Meglio portare una borraccia da casa e integrare con le sorgenti indicate come bevibili.

Le scarpe da ginnastica chiuse con buona suola sono sufficienti. Scarponcini non necessari, infradito sconsigliate sui tratti con radici. Il terreno è in parte sconnesso — i bambini più piccoli tendono a inciampare se non guardano dove mettono i piedi.

Per i bambini sotto i 5-6 anni il passeggino è impraticabile su parte del percorso — lo zaino porta-bimbo è la soluzione.

Uno zaino da 10 litri o anche un semplice marsupio è più che sufficiente per una passeggiata di questa lunghezza: acqua, snack, una felpa leggera per i bambini.

Cosa vedere nei dintorni

Lago di Lavarone — a 3,5 km da Bertoldi, uno dei laghi più belli del Trentino meridionale. Balneabile in estate, con percorso ciclopedonale perimetrale. Sigmund Freud veniva qui in vacanza.

Luserna/Lusérn — a pochi chilometri, il paese dove si parla ancora il cimbro. Merita una visita per capire da vicino la cultura che ha dato il nome a questo altopiano e alle fontane del sentiero. Il Kulturzentrum Dokumentationszentrum di Luserna raccoglie materiali sulla lingua e la storia cimbra.

Forte Belvedere-Gschwent — il forte austro-ungarico della Grande Guerra a Lavarone, uno dei meglio conservati del Trentino. Visitabile con percorsi guidati — fa parte del Sentiero della Pace, di cui abbiamo scritto la guida completa su trekking24.it.

Folgaria — il centro principale dell’Alpe Cimbra, con piste da sci in inverno e una rete di sentieri estivi. A circa 15 minuti di auto da Bertoldi.

Mappa e traccia GPS

Il sentiero è segnalato con cartellonistica in legno lungo tutto il percorso — è praticamente impossibile perdersi. La traccia GPS è disponibile su Outdooractive (cerca “Sentiero delle Sorgenti Lavarone”) e su Komoot. La mappa ufficiale è disponibile sul sito alpecimbra.it.