Nel 1918, il Re di Sassonia perse il suo trono.
Friedrich August III — l’ultimo re di Sassonia, appassionato botanico e camminatore instancabile — abdicò il 13 novembre 1918, due giorni dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. La Germania era sconfitta, l’Impero tedesco smantellato, le monarchie cadevano una dopo l’altra. Friedrich August lasciò il trono con una frase che è rimasta nella storia: “Dann macht euren Dreck alleene” — “Allora arrangiatevi da soli.”
In quello stesso anno, il sentiero che portava il suo nome — costruito secondo alcune fonti intorno al 1911 per facilitare le passeggiate del re tra il Sassolungo e il Catinaccio — passò dall’Impero Austro-Ungarico all’Italia con il Trattato di Saint-Germain. Il sentiero del re che non regnava più, in un paese che era diventato straniero, con un nome che nessuno si preoccupò di cambiare.
Oggi il Friedrich August Weg è uno dei sentieri più belli delle Dolomiti. Il nome tedesco è rimasto. Come il panorama.
Prima di tutto: quale versione vuoi fare?
Il Sentiero Friedrich August è due cose diverse — e capirlo prima di partire evita delusioni o sorprese.
La versione breve: da Passo Sella al Rifugio Friedrich August — circa 2 km, 45 minuti di cammino, dislivello minimo. Adatto a tutti, inclusi i meno allenati. È quello che fanno la maggior parte dei visitatori del Passo Sella. Il rifugio è il punto di arrivo e di sosta.
La versione lunga: l’anello completo Friedrich August — circa 17 km, 750 m di dislivello, 6 ore di cammino. Classificato EE (Escursionisti Esperti). Include la Città dei Sassi, gli Ores de Fascia, il Rifugio Sandro Pertini, il Rifugio Sasso Piatto e il rientro a Passo Sella. È uno dei grandi anelli dolomitici, riservato a escursionisti con buona preparazione.
Questa guida tratta entrambi.
Dati rapidi
Dove: Passo Sella (2.240 m) — confine Val di Fassa/Val Gardena, Dolomiti
Segnavia: n. 557 (Friedrich August Weg)
Partenza: Passo Sella — telecabina Sassolungo (2.153 m)
Versione breve: Passo Sella → Rifugio Friedrich August — 2 km — circa 45 min — T
Versione lunga: Anello completo — circa 17 km — circa 6 ore — 750 m dislivello — EE
Rifugi: Friedrich August (2.298 m), Sandro Pertini (2.300 m), Sasso Piatto (2.300 m)
Bambini: Versione breve sì — versione lunga no
Parcheggio: A pagamento a Passo Sella — in alta stagione si riempie presto
Funivia: Col Rodella da Campitello (alternativa all’auto)
Periodo: Giugno-ottobre

Friedrich August III: il re botanico
Friedrich August III non era il tipo di re che stava sul trono ad aspettare le cerimonie. Era un uomo che amava stare fuori — nei boschi, sui prati alpini, sulle pendici delle montagne con un taccuino in mano a raccogliere piante.
Era un appassionato botanico nel senso più serio del termine — non un dilettante di corte, ma qualcuno che studiava le piante alpine con metodo. Le Dolomiti erano il suo territorio preferito: ogni estate saliva dalla Sassonia fino al Passo Sella, prendeva alloggio al rifugio che poi portò il suo nome, e trascorreva le giornate a camminare tra il Sassolungo e il Catinaccio raccogliendo campioni e facendo annotazioni.
Il sentiero n.557 fu costruito — secondo le fonti — intorno al 1911, quando Friedrich August era ancora re di Sassonia e queste montagne erano ancora territorio austro-ungarico. Fu costruito per facilitare le sue passeggiate: largo, con pendenza moderata, ben tracciato, con la logica di un percorso che doveva essere comodo più che spettacolare.
Sette anni dopo, tutto cambiò. Il sentiero rimase. Il nome rimase. Il re tornò nelle sue passeggiate anche dopo l’abdicazione — privato del titolo ma non della sua passione per le Dolomiti. Friedrich August III morì nel 1932, quattordici anni dopo aver lasciato il trono. Con il taccuino da botanico, probabilmente.
Il Sassolungo e il paesaggio
Prima di descrivere il percorso vale la pena capire il contesto geografico.
Il Sassolungo (3.181 m) — Langkofel in tedesco, Saslonch in ladino — è il massiccio dolomitico che domina il Passo Sella a ovest. Le sue pareti verticali — grigie, compatte, verticali — sono tra le più imponenti delle Dolomiti occidentali. Il Sentiero Friedrich August corre ai piedi di questo massiccio, sul suo versante meridionale, con le pareti che sovrastano il percorso per tutta la prima metà.
Il massiccio è composto di dolomia — la roccia calcareo-magnesiaca che dà il nome all’intera catena. Ma sul percorso lungo, nella sezione degli Ores de Fascia, si incontrano anche rocce vulcaniche scure — un contrasto cromatico inatteso in un paesaggio dominato dal bianco e dal grigio chiaro delle dolomiti. Quelle rocce nere sono basalti e rioliti — i resti di vulcani sottomarini del Triassico — che affiorano dove l’erosione ha asportato il mantello calcareo sovrastante. È lo stesso processo geologico che ha creato i Colli Euganei, ma qui in quota e in miniatura.
La versione breve: Passo Sella → Rifugio Friedrich August
Come arrivare a Passo Sella
Il Passo Sella (2.240 m) è raggiungibile in auto dalla SS242 che collega Canazei (Val di Fassa) con Selva di Val Gardena. In alta stagione i parcheggi a pagamento si riempiono rapidamente — arrivare entro le 8:00 nei fine settimana di luglio e agosto.
Alternativa in funivia: dal paese di Campitello di Fassa si prende la funivia del Col Rodella (2.116 m) e da lì si scende a piedi al Passo Sella in circa 20 minuti sul segnavia n.529. Permette di evitare il problema del parcheggio in alta stagione.
Il percorso breve
Dal parcheggio del Passo Sella si cammina verso la telecabina Sassolungo (2.153 m). L’imbocco del segnavia n.557 è nelle immediate vicinanze della telecabina — ben segnalato. Si segue la sterrata che scende brevemente al Rifugio Friedrich August (2.298 m).
La discesa è breve ma immediata — meno di mezz’ora dalla telecabina. Il rifugio appare con il suo grande cartello e lo yak che lo contraddistingue. Lo yak è il simbolo della famiglia che gestisce il rifugio da generazioni — un omaggio agli animali da soma dell’Asia centrale che i gestori ammirano per la loro resistenza e la loro adattabilità alla quota.
Il rifugio ha una terrazza panoramica con vista sul Passo Sella, sul Gruppo del Sella e sulla Marmolada. È il punto di sosta per eccellenza — canederli, speck, birra artigianale, gulash. Il pranzo sulla terrazza con il Sassolungo dietro e la Marmolada davanti è uno dei pasti con il panorama migliore delle Dolomiti.
Il ritorno avviene per lo stesso sentiero — circa 30 minuti in risalita.
La versione lunga: l’anello completo
Tratto 1: Passo Sella → Rifugio Friedrich August (~45 minuti)
Come descritto nella versione breve. La sterrata scende rapidamente al rifugio.
Tratto 2: Rifugio Friedrich August → Rifugio Sandro Pertini (~1,5 ore)
Dall’ingresso del Rifugio Friedrich August si segue il largo sentiero n.557 verso sinistra — un traverso in quota con continui saliscendi, passando sotto le pareti del Sassolungo e del Sasso Piatto. Il panorama si apre progressivamente verso l’Alpe di Siusi a nord e verso la Val di Fassa a sud. Il sentiero è sempre ben segnalato.
Il Rifugio Sandro Pertini — intitolato all’ex Presidente della Repubblica appassionato di montagna — si trova a circa 2.300 m, a poca distanza dal Rifugio Friedrich August in termini di quota ma separato da circa 1,5 ore di cammino. Altro punto di sosta con cucina.
Tratto 3: La Città dei Sassi
Superato il Rifugio Pertini, il sentiero entra in uno degli ambienti più spettacolari dell’intero percorso: la Città dei Sassi. È un anfiteatro naturale di massi ciclopici — blocchi di dolomia staccatisi dalle pareti del Sasso Piatto nel corso dei millenni e depositati sul pendio in modo caotico ma visivamente impressionante. Camminare tra questi massi enormi, con le pareti verticali sopra e il vuoto della val di Fassa sotto, è uno dei momenti che i frequentatori del sentiero ricordano più a lungo.
La formazione non ha un’origine unica — è il risultato di millenni di crolli successivi dalla parete del Sasso Piatto, accelerati dall’erosione glaciale e dalle gelate. Ogni blocco è diverso dagli altri per dimensione, forma, orientamento. Alcuni sono talmente grandi da avere il loro microecosistema — muschi, fiori alpini, qualche albero nano che cresce nelle crepe.
Tratto 4: Rifugio Sasso Piatto e gli Ores de Fascia
Dal Rifugio Sandro Pertini si arriva al Rifugio Sasso Piatto (Plattkoffelhütte, 2.300 m) — il punto più elevato dell’anello, posto su un’ampia sella erbosa affacciata sull’Alpe di Siusi. Da qui si apre uno dei panorami più completi delle Dolomiti occidentali: Sassolungo, Sella, Marmolada, Odle, Sciliar — tutto il “circo” delle Dolomiti della Val Gardena e Val di Fassa in un unico sguardo.
Dal Rifugio Sasso Piatto si imbocca il segnavia n.594/4 sugli Ores de Fascia — la Cresta di Siusi — dove le rocce vulcaniche nere contrastano con il bianco della dolomia circostante. Il sentiero corre prima lungo la cresta poi sul versante della Val Duron — con viste sull’Alpe di Siusi e sulle Odle.
Tratto 5: Passo Duron → Passo Sella (~1,5-2 ore)
Dal Passo Duron si scende nella Val Duron — una delle valli più belle e meno frequentate della Val di Fassa, con il torrente che scorre tra i larici e i prati alpini. La risalita finale verso il Passo Sella è l’ultimo sforzo dell’anello — graduale ma presente. Il rientro al parcheggio chiude i 17 km.

Difficoltà
Versione breve: T (Turistico) — adatta a tutti, inclusi i meno allenati. La sterrata dalla telecabina al rifugio è quasi pianeggiante con una leggera discesa. Il ritorno in salita richiede una mezz’ora tranquilla.
Versione lunga: EE (Escursionisti Esperti) — 17 km, 750 m di dislivello, 6 ore di cammino. Non richiede tecnica alpinistica ma richiede buona preparazione fisica, scarponcini da trekking rigidi, abbigliamento a strati e la capacità di valutare il meteo in quota. I tratti nella Città dei Sassi e sugli Ores de Fascia hanno fondo irregolare e richiedono attenzione.
Come arrivare e dove parcheggiare
In auto dalla Val di Fassa: da Canazei seguire la SS242 verso il Passo Sella. Circa 15 minuti da Canazei.
In auto dalla Val Gardena: da Selva di Val Gardena seguire la SS242 verso il Passo Sella. Circa 10 minuti da Selva.
In auto da Bolzano: autostrada A22 uscita Egna/Neumarkt, poi SS48 verso Predazzo e Val di Fassa fino a Canazei, poi SS242. Circa 1 ora da Bolzano.
Parcheggio: a pagamento nelle aree del Passo Sella — Hotel Passo Sella, parcheggio dell’In Sella, area telecabina Sassolungo. In alta stagione si esaurisce rapidamente nei fine settimana.
Alternativa funivia: da Campitello di Fassa, funivia Col Rodella (aperta giugno-ottobre) — elimina il problema del parcheggio e aggiunge la vista dal Col Rodella come bonus.
Quando andare
Luglio-settembre — la stagione ideale. I rifugi sono aperti, il sentiero è privo di neve, il panorama è al massimo. I fine settimana di agosto sono i più affollati — arrivare nei giorni feriali o presto la mattina.
Giugno — ottimo ma verificare le condizioni: la neve residua può ancora coprire alcuni tratti del percorso lungo, specialmente sugli Ores de Fascia.
Ottobre — i larici si tingono di giallo, la folla si riduce, la luce del pomeriggio sulle pareti del Sassolungo è di una qualità straordinaria. Alcuni rifugi potrebbero chiudere — verificare prima di partire.
Inverno — il sentiero non è percorribile senza attrezzatura da sci alpinismo o da neve. Il Passo Sella è una stazione sciistica invernale.
Cosa portare
Per la versione breve: Scarpe da trekking chiuse — la sterrata è semplice ma il fondo in quota può essere umido. Una borraccia da 500 ml — i rifugi servono da bere. Abbigliamento a strati — a 2.300 m la temperatura cambia rapidamente. Un marsupio o zaino leggero.
Per la versione lunga: Scarponcini rigidi con caviglia alta — il fondo irregolare della Città dei Sassi e degli Ores de Fascia lo richiede. Bastoncini da trekking — indispensabili nelle 6 ore di cammino con i saliscendi. Acqua abbondante — almeno 1,5 litri tra un rifugio e l’altro. Giacca impermeabile — i temporali pomeridiani in quota sono frequenti in estate. Pranzo al sacco o budget per i rifugi — tre rifugi lungo il percorso offrono ristoro. Uno zaino da 25–30 litri con cambio e tutto il necessario.
Cosa vedere nei dintorni
Passo Sella — il valico con la vista sul Gruppo del Sella è già di per sé un punto panoramico eccezionale. Il Rifugio Salei sul passo è il punto di sosta più ovvio prima e dopo il sentiero.
Val di Fassa — la valle ladina con Canazei, Moena e il Museo Ladin de Fascia — il museo della cultura e della lingua ladina della Val di Fassa. Come per i Cimbri di Luserna, anche qui si parla ancora una lingua romanza antica — il ladino della Val di Fassa.
Alpe di Siusi — raggiungibile dal Rifugio Sasso Piatto con una breve discesa. Il più grande altopiano d’Europa con i prati fioriti che si estendono fino alle Odle. Di cui abbiamo già scritto nel contesto del Sentiero Adolf Munkel su trekking24.it.
Marmolada — visibile dall’intero percorso lungo, raggiungibile dalla Val di Fassa con la funivia di Malga Ciapela. Il ghiacciaio più grande delle Dolomiti con il Sacrario della Grande Guerra in cima.
Mappa e traccia GPS
Il sentiero è segnalato con il n.557 lungo tutto il percorso. La traccia GPS della versione breve e della versione lunga è disponibile su AllTrails (cerca “Friedrich August Weg”), su Komoot e su outdooractive. Il CAI pubblica la scheda tecnica ufficiale su loscarpone.cai.it. VisitTrentino pubblica la traccia della variante da Campitello via Col Rodella su visittrentino.info.
