“Dormivamo stretti l’uno all’altro. Dietro il costone della Meatta si sentivano, incessantemente, i colpi degli obici austriaci. Dalla baracca vedevo la pianura illuminata dal plenilunio.”
Queste parole, scritte da un soldato italiano nell’inverno del 1917, descrivono esattamente il posto in cui oggi cammini. Il Sentiero delle Meatte è una mulattiera militare scavata nella roccia viva sul fianco meridionale del Monte Grappa. Fu costruita nel 1918 dal Genio Militare italiano per rifornire le truppe in prima linea senza esporle al fuoco nemico.
Oggi è uno dei percorsi escursionistici più panoramici del Veneto — pianeggiante, con gallerie brevi scavate nella roccia, e una vista che nelle giornate limpide arriva fino alla laguna di Venezia.
Dati rapidi
Dove: Monte Grappa, Veneto — confine tra Treviso e Vicenza
Segnavia: CAI 152
Partenza consigliata: Pian de la Bala (1.375 m)
Arrivo: Cima della Mandria (1.480 m)
Lunghezza: 7,5 km (solo sentiero delle Meatte)
Dislivello: circa 105 m (pianeggiante)
Tempo: 45-60 minuti solo le Meatte — 3-4 ore con salita da San Liberale
DifficoltàE (Escursionistico) — esposto, non adatto a chi soffre di vertigini
Bambini: Con cautela — tratti esposti
Tutto l’anno: No — evitare in inverno per neve e ghiaccio

Il Monte Grappa e la Grande Guerra
Per capire il Sentiero delle Meatte bisogna capire quello che successe qui tra il 1917 e il 1918.
Dopo la disfatta di Caporetto, l’esercito italiano fu costretto a una ritirata di ottanta chilometri. Il generale Luigi Cadorna aveva già considerato di abbandonare tutta la montagna e arretrare fino al Po. Non accadde. Le truppe italiane riuscirono ad aggrapparsi al massiccio del Grappa in uno dei momenti più critici della guerra. Per un anno intero, tra le cime e i burroni di questa montagna, si combatté una battaglia continua che coinvolse italiani, austro-ungarici, tedeschi, francesi e inglesi. Il Sacrario Militare sulla Cima Grappa custodisce ancora oggi i resti di quasi 23.000 soldati.
Le Meatte erano uno dei settori più esposti e più contesi. Il nemico era attestato sui Solaroli e sul Monte Spinoncia, due dorsali che dominavano la Val Boccaor dall’alto. Rifornire le truppe italiane in prima linea significava attraversare la valle sotto il tiro continuo dell’artiglieria austriaca.
La soluzione fu la mulattiera. Il Genio Militare italiano scavò nella roccia un percorso protetto — largo, pianeggiante, con brevi gallerie nei punti più esposti — che permetteva di spostare truppe e rifornimenti al riparo dal fuoco nemico. Venne completata nel 1918, nel momento più critico della guerra. Il paragone più immediato è con la più famosa Strada delle 52 Gallerie sull’Altopiano di Asiago — stessa logica, stessa brutalità costruttiva, stesso coraggio silenzioso del Genio militare italiano.
Cosa trovi lungo il sentiero
Il Sentiero delle Meatte si snoda sul versante meridionale del Monte Meatte, mantenendosi in quota con continui saliscendi ma senza mai impegnarsi in salite significative. È questo che lo rende unico: percorri un fianco di montagna esposto, a strapiombo sulla pianura veneta, su un percorso largo e sicuro che un tempo era una via di guerra.
Le gallerie sono la caratteristica più riconoscibile. Brevi tunnel scavati direttamente nella roccia — nessuno richiede la torcia, sono tutti lunghi pochi metri — che servivano a proteggere i soldati nei punti dove il sentiero era più esposto al fuoco nemico. Ogni galleria racconta il calcolo militare preciso di chi le progettò: protezione massima nel punto di massima vulnerabilità.
Il ponte sospeso è uno degli elementi più curiosi del percorso. A un certo punto il sentiero passa sotto un ponte tibetano — un passaggio aereo che oggi serve per raggiungere la via ferrata Sass Brusai. Nel contesto della montagna e della roccia scavata, è un contrasto visivo sorprendente.
Il panorama è la ricompensa che giustifica tutto. Il sentiero corre esposto verso sud, sul ciglio della montagna, con vista libera su tutta la pianura veneta. Nelle giornate limpide si vede la laguna di Venezia, i Colli Euganei, i Colli Berici. Con la tramontana, si spinge fino all’Adriatico. È uno di quei panorami che fanno capire perché questa montagna fosse strategicamente decisiva.
La flora rupestre è un aspetto che sorprende chi arriva aspettandosi solo pietra e storia. Il CAI di Bassano segnala che nonostante le quote relativamente modeste, la ricchezza floristica è paragonabile a quella delle Dolomiti. Specie tipicamente alpine crescono su questi speroni rocciosi grazie alla particolare esposizione e composizione del suolo. In estate il sentiero è bordato di fiori.

Come arrivare e dove parcheggiare
Attenzione importante: la strada che da Cima Grappa scende a Pian de la Bala è stata chiusa per frana. Consigliamo di verificare lo stato di riapertura prima di partire.
Accesso da San Liberale (Paderno del Grappa) — il punto di partenza classico per un’escursione completa. Si inserisce nel navigatore “Motoristorante San Liberale” o “Valle San Liberale Paderno del Grappa”. Il parcheggio è alla fine di Via Sant’Andrea, nei pressi della Casa degli Alpini. Nei weekend estivi si riempie già alle 8 di mattina — arrivare presto.
Da Padova/Vicenza si raggiunge Paderno del Grappa via Romano d’Ezzelino. Da Treviso si passa per Pederobba e Cavaso del Tomba.
Accesso diretto al Pian de la Bala — percorribile da Borso del Grappa lungo la Strada General Giardino, deviando prima di Cima Grappa verso la strada delle malghe. Questo accesso abbrevia molto la salita ma dipende dalla percorribilità della strada.
I percorsi possibili
Il Sentiero delle Meatte (CAI 152) da solo dura circa 45-60 minuti e non presenta difficoltà significative — è pianeggiante e largo. Ma è raro che gli escursionisti lo facciano in isolamento, perché la salita da San Liberale trasforma l’uscita in una giornata completa.
Itinerario base — solo le Meatte Parcheggio Meatte al Pian de la Bala → Sentiero CAI 152 → Cima della Mandria (1.480 m) con la caratteristica piccola chiesetta della Vedetta → ritorno per lo stesso percorso. Circa 2 ore totali, dislivello minimo.
Itinerario completo ad anello da San Liberale Valle San Liberale (600 m) → salita per CAI 151 nel bosco fino a Pian de la Bala → Sentiero delle Meatte CAI 152 → Cima della Mandria → discesa per CAI 153. Circa 6,5 km, 900 m di dislivello, 4-5 ore totali. Questo è il percorso più soddisfacente — la salita nel bosco è ombreggiata e graduale, la discesa per il 153 chiude l’anello.
Variante con deviazione alla Busa del Refos Sul sentiero 153, poco prima di riconnettersi al 151, una deviazione segnalata porta alla Busa del Refos, una cavità naturale percorribile all’interno per qualche metro. Vale i cinque minuti di deviazione.
Itinerario esteso fino a Cima Grappa Dal Pian de la Bala, dopo le Meatte, si può proseguire verso Cima Grappa per altri 60-70 minuti. In cima c’è il Sacrario Militare, la Galleria Vittorio Emanuele III e il museo della Grande Guerra. Se il meteo è favorevole, il panorama dalla vetta a 1.775 metri è straordinario.
Difficoltà
Il Sentiero delle Meatte in sé è E (Escursionistico) e accessibile a chi ha una buona condizione fisica. Ma ha una caratteristica che va considerata prima di partire: è esposto.
Il sentiero corre sul bordo del versante meridionale della montagna, a strapiombo sulla pianura. Non ci sono protezioni continue, e in alcuni tratti il vuoto è a pochi passi. Chi soffre di vertigini — anche in forma lieve — dovrebbe valutare prima di intraprendere il percorso. Detto questo, il sentiero è abbastanza largo da permettere di camminare senza avvicinarsi mai eccessivamente al bordo.
In inverno e a inizio primavera il ghiaccio sulla roccia esposta può rendere il percorso pericoloso. È un sentiero da fare nella stagione calda.
Periodo migliore
La primavera tardiva (maggio-giugno) e l’autunno (settembre-ottobre) sono le stagioni ideali. In primavera la flora rupestre è al massimo della fioritura, il bosco nella salita da San Liberale è verde intenso e i camosci — frequenti su questi pendii — sono più facili da avvistare. In autunno i colori del bosco compensano la vegetazione più secca in quota.
L’estate va bene ma il sentiero è molto esposto al sole — portare borracce termiche e cappelli da montagna. In inverno il percorso può essere praticato con attrezzatura adeguata, ma la strada di accesso al Pian de la Bala potrebbe essere innevata o chiusa.
Cosa portare
Le scarpe da trekking con suola rigida sono indispensabili — la roccia esposta e il terreno irregolare non perdonano le suole lisce. Giacca a vento sempre nello zaino, anche d’estate: in quota il vento può essere forte e le temperature scendono rapidamente.
Acqua abbondante — nei percorsi ad anello da San Liberale non ci sono fontane lungo il sentiero fino alla Cima della Mandria, dove in stagione la malga Vedetta può essere aperta.
Per un’escursione completa da San Liberale con salita, Meatte e discesa — circa 6 ore totali — uno zaino da 25–30 litri è la misura giusta per portare acqua, pranzo al sacco, abbigliamento a strati e il necessario per eventuali imprevisti.
Cosa vedere nei dintorni
Sacrario Militare di Cima Grappa — il monumento più importante del Monte Grappa. Ospita le spoglie di quasi 23.000 soldati di entrambi gli schieramenti. La Galleria Vittorio Emanuele III è un capolavoro di ingegneria militare visitabile all’interno. Ingresso libero.
Museo della Grande Guerra — adiacente al Sacrario, con oggetti personali dei soldati e ricostruzioni delle condizioni di vita al fronte.
Bassano del Grappa — a valle, il centro storico con il celebre Ponte degli Alpini sul Brenta, progettato da Andrea Palladio. La grappa originale si produce qui.
Malghe del Grappa — il massiccio è punteggiato di malghe attive in estate, alcune con ristorazione. Malga Vedetta, alla fine del Sentiero delle Meatte, è la più vicina al percorso.
Mappa e traccia GPS
Il sentiero è segnalato con il segnavia CAI 152. La segnaletica sul Monte Grappa è storicamente scarsa in alcuni tratti — portare una traccia GPS è consigliato, specialmente per i percorsi ad anello.
Il percorso completo da San Liberale è disponibile su Komoot (cerca “Sentiero delle Meatte CAI 151-152-153”) e su Wikiloc con tracce caricate da utenti che includono tutte le varianti.
