Nel 1254, papa Innocenzo IV lanciò una crociata. Non contro i Saraceni in Terra Santa — contro un cristiano nel Veneto.

Il destinatario era Ezzelino III da Romano, signore di Verona, Vicenza, Padova e Treviso, capostipite della famiglia che dà il nome a questo sentiero. Era stato scomunicato due volte. Aveva fatto massacrare i cittadini di Padova — diecimila persone, secondo le cronache coeve, stipate nelle prigioni e lasciate morire di stenti. Aveva bruciato vivi i prigionieri di guerra. Aveva lasciato i cadaveri delle battaglie senza sepoltura, violando uno dei tabù più profondi del Medioevo cristiano.

La crociata fu la prima mai lanciata da Roma contro un cristiano italiano. Ezzelino sopravvisse anche a quella — morì nel 1259 durante una battaglia sul fiume Adda, all’età di sessantasei anni, dopo aver rifiutato le cure dei medici che avrebbero potuto salvarlo.

Il sentiero che porta il suo nome è una tranquilla pista ciclopedonale tra i torrenti e le ville della pianura trevigiana. Il contrasto è così netto da sembrare quasi uno scherzo.

Prima di tutto: è un percorso principalmente ciclabile

Il Sentiero degli Ezzelini è tecnicamente percorribile anche a piedi, ma è progettato e frequentato principalmente come itinerario cicloturistico. Le sue caratteristiche — 73 km totali tra Padova e il Monte Grappa, fondo misto asfalto e sterrato, dislivello minimo nella parte pianeggiante — lo rendono ideale per la bici e meno adatto a chi vuole fare trekking tradizionale.

Chi cerca un’escursione a piedi trova meglio nel Parco degli Ezzelini di San Zenone — i sentieri natura del parco sono dedicati specificamente ai pedoni, con percorsi brevi e ben segnalati tra colline, boschi e prati. Chi invece cerca un percorso cicloturistico nel Veneto tra storia, arte e natura trova nel Sentiero degli Ezzelini uno degli itinerari più belli della pianura padana.

Questa guida copre entrambe le opzioni.

Dati rapidi

Dove: Pianura trevigiana e Pedemontana del Grappa — Veneto

Percorso principale: Padova → Monte Grappa (73 km totali)

Tratto più frequentato: Castelfranco Veneto → San Zenone degli Ezzelini (24 km)

Tipo: Lineare (A/R) o con rientro in treno

Fondo: Misto — pista ciclopedonale, sterrato, asfalto tranquillo

Difficoltà: T (Turistico) — pianeggiante fino alle colline

Ideale per: Bici, e-bike, cicloturismo

A piedi: Solo tratti — meglio il Parco degli Ezzelini a San Zenone

Bambini: Sì — pianeggiante, adatto alle famiglie in bici

Treno: Linea Padova-Castelfranco-Montebelluna per rientri

Tutto l’anno: Sì — primavera e autunno ideali

Ezzelino III: l’uomo dietro il nome

La famiglia da Romano — meglio nota come Ezzelini — fu la casata ghibellina più potente del Veneto medievale tra il 1200 e il 1260. Erano signori feudali che avevano costruito il loro potere in modo tipicamente medievale: alleanze matrimoniali, guerre, tradimenti, fortezze.

Il loro territorio aveva il Muson come confine occidentale — il torrente che oggi il sentiero percorre era allora la linea che separava la Marca Trevigiana (loro dominio) dalla pianura verso il Brenta. Un verso del XII secolo lo descriveva: “Monti, Musoni, Ponto Dominorque Naoni” — dai monti del bellunese alle lagune venete, dal Musone al Noncello di Pordenone. Il confine naturale di quella che i cronisti chiamavano Marca gioiosa et amorosa — un nome che contrasta in modo stridente con il carattere del suo padrone più famoso.

Ezzelino III non era un tiranno nel senso moderno del termine — era un uomo del suo tempo, con le sue regole e i suoi codici. Ma anche per i suoi tempi era estremo. Le cronache nemiche — e quasi tutte le fonti che abbiamo su di lui provengono dai suoi nemici — lo descrivono come freddo, insensibile, intollerante a ogni forma di pietà. Quando prendeva una città, non risparmiava i vinti. Quando catturava i prigionieri, non sempre li trattava secondo le convenzioni cavalleresche dell’epoca.

La crociata papale del 1254 non riuscì a fermarlo. Quello che lo fermò fu una battaglia — e la sua stessa ostinazione. Ferito gravemente durante gli scontri sul Adda nel settembre 1259, rifiutò di essere curato. Morì dopo qualche giorno, senza eredi diretti. Il castello di Colle Castellaro a San Zenone — la fortezza principale degli Ezzelini — fu distrutto dalle milizie guelfe nell’agosto del 1260, un anno dopo la sua morte. Il casato si estinse con lui.

Quello che rimase fu il nome — inciso nella topografia di tutta l’area tra il Grappa e la pianura trevigiana. San Zenone degli Ezzelini. Il Castello di Godego. Le colline che ancora si chiamano con i nomi che loro diedero.

Il Muson: il fiume che Venezia ha cambiato direzione

Il torrente Muson non ha sempre seguito il percorso che vedi oggi.

In epoca romana il Muson sfociava direttamente in laguna veneziana — era uno dei corsi d’acqua che alimentavano la laguna con acqua dolce e detriti. Nel corso del Medioevo questa situazione divenne un problema per Venezia: i detriti fluviali riempivano progressivamente i fondali della laguna, riducendo la profondità dei canali navigabili e minacciando l’accessibilità del porto.

Nel 1621, la Serenissima decise di intervenire. I veneziani fecero deviare il Muson — un’opera di ingegneria idraulica di proporzioni enormi per l’epoca — facendolo confluire nel Brenta all’altezza di Padova invece di sfociare in laguna. La deviazione cambiò la geografia di tutta la pianura tra Castelfranco e la laguna e ridisegnò i confini dei territori agricoli.

Il Muson che cammini oggi lungo il sentiero è un fiume artificialmente deviato da quattro secoli. Il paesaggio che attraversa è il risultato di una decisione politica di Venezia.

Il percorso: tre modi di affrontarlo

Il percorso completo (73 km, Padova → Monte Grappa)

Il Sentiero degli Ezzelini nella sua versione integrale collega Padova al Monte Grappa in due tronconi. Il primo — da Padova a Riese Pio X, circa 50 km — segue il Muson attraverso la pianura trevigiana. Il secondo — da Riese ai piedi del Grappa, circa 23 km — risale lungo il Lastego verso le colline asolane e la Pedemontana. È un percorso da uno o due giorni in bici — con pernottamento a Castelfranco Veneto o ad Asolo nel mezzo.

Il tratto classico (Castelfranco → San Zenone, ~24 km)

Il tratto più frequentato e più ricco di interesse storico. Da Castelfranco Veneto — con le sue mura medievali, il Duomo con la Pala di Giorgione e il Museo Casa Giorgione — si segue il Muson verso nord attraverso Castello di Godego, il parco di San Pietro, fino a San Zenone degli Ezzelini e le colline del Parco degli Ezzelini. In bici dura circa 2 ore in pianura; i tratti collinari richiedono più energia. È il tratto ideale per una giornata.

Il Parco degli Ezzelini a San Zenone (sentieri a piedi)

Per chi vuole camminare invece che pedalare, il Parco degli Ezzelini di San Zenone offre una rete di sentieri natura brevi e ben segnalati — il Sentiero della Valle delle Ru, il percorso del Colle Castellaro, il Sentiero del Bosco. Si parte da Sopracastello, in località Vendrasco, e si esplora l’oasi naturalistica del parco con caprioli, tassi, volpi e specie vegetali rare. È un ambiente completamente diverso dalla pianura del Muson — collinare, boschivo, silenzioso.

I luoghi del percorso

Castelfranco Veneto

Il punto di partenza del tratto classico è una delle città medievali meglio conservate del Veneto. Le mura trecentesche — ancora complete per quasi tutto il perimetro — racchiudono un centro storico con chiese, palazzi e la piazza del Duomo. Il nome della città deriva dal privilegio medievale che esentava i suoi primi abitanti-difensori dalle imposte — un “castello franco” che nel tempo divenne il capoluogo dell’area.

Nel Duomo di Castelfranco Veneto si trova la Pala di Giorgione — la Madonna in trono con i santi Francesco e Nicasio (1504 circa). È l’unica pala d’altare attribuita con certezza a Giorgio da Castelfranco, detto Giorgione — uno dei pittori più misteriosi del Rinascimento italiano, morto di peste nel 1510 a circa 33 anni, con un catalogo di opere autografe ridottissimo e una influenza sulla pittura veneziana del Cinquecento enorme. La pala è considerata uno dei capolavori del primo Cinquecento per la luce, l’atmosfera e il paesaggio sullo sfondo. Il Museo Casa Giorgione è a pochi passi.

Castello di Godego

A circa metà del tratto classico, il Castello di Godego è il paese dove gli Ezzelini si insediarono prima di stabilirsi definitivamente a San Zenone. Il borgo ha conservato il suo impianto medievale — le strade convergono verso il centro in modo che ricorda ancora la logica difensiva del castrum romano su cui fu costruito. Il Parco del Muson nei pressi del sacello di San Pietro è il punto di sosta a metà percorso.

San Zenone degli Ezzelini

Il paese che porta ancora il loro nome è il cuore storico del percorso. Il Colle Castellaro — dove sorgeva la fortezza principale degli Ezzelini, distrutta nel 1260 — è oggi un’area naturalistica accessibile con i sentieri del Parco. Non rimangono strutture visibili della fortezza, ma la posizione dominante sulla pianura spiega immediatamente perché fu scelta come sede del potere.

Asolo

Il tratto collinare del percorso porta ad Asolo — la città della regina Caterina Cornaro, della poetessa Gaspara Stampa, dello scrittore Robert Browning che qui ambientò la raccolta poetica “Asolando”. È considerata una delle città più belle del Veneto — costruita su una collina con vista sulla pianura e sulle Dolomiti, con il castello, il teatro, le case affrescate e il duomo. Vale una sosta lunga.

La Pala di Giorgione: perché fermarsi

Vale la pena dedicare qualche riga in più a questo dettaglio, perché è uno di quelli che trasformano una giornata in bici in qualcosa di diverso.

Giorgione è uno dei grandi misteri della storia dell’arte italiana. Morto giovane, con poche opere documentate con certezza, fu il pittore che più di ogni altro influenzò Tiziano — il suo allievo, che poi lo superò in fama e longevità. La luce diffusa, l’atmosfera malinconica, il paesaggio come elemento narrativo — tutti elementi che associamo alla pittura veneziana del ‘500 iniziarono con Giorgione.

La Pala di Castelfranco è l’unica grande opera religiosa che gli sia attribuita con certezza. Fu commissionata dal condottiero Tuzio Costanzo in memoria del figlio Matteo, morto in battaglia. I tre personaggi — la Madonna sul trono, San Francesco a sinistra, San Nicasio a destra — sono in silenzio, ognuno perso nei propri pensieri, senza interagire tra loro. È una delle composizioni più solitarie e più melanconiche del Rinascimento. Il paesaggio sullo sfondo — colline, un castello, un cielo che sembra già autunnale — è Castelfranco vista con gli occhi di un ragazzo di vent’anni.

Entrare nel Duomo di Castelfranco all’inizio o alla fine del percorso e stare davanti a questa pala per dieci minuti trasforma tutto quello che viene prima o dopo.

Pedemontana del Grappa
ilDeppo – Wikimedia Commons

Come organizzare la giornata

In bici con rientro in treno

La soluzione più comune per il tratto classico: si parte in bici da Castelfranco Veneto, si percorre il sentiero fino a San Zenone o Asolo, si prende il treno per tornare. La linea Padova-Castelfranco-Montebelluna ferma a Castelfranco Veneto con corse frequenti. Le bici sono ammesse sui treni regionali con biglietto aggiuntivo — verificare le condizioni aggiornate su Trenitalia prima di partire.

In bici A/R

Chi vuole fare tutto a piedi propria forza percorre il tratto andata e ritorno — circa 48 km totali per il tratto Castelfranco-San Zenone A/R. Richiede una buona forma fisica ma non è tecnicamente difficile, tranne i tratti collinari verso Asolo.

E-bike

Il percorso è ideale per le e-bike — pianeggiante nella maggior parte del tracciato, con i tratti collinari che diventano accessibili anche a chi non è allenato. Il noleggio e-bike è disponibile a Castelfranco Veneto e nei comuni limitrofi.

A piedi solo nel Parco di San Zenone

Chi vuole l’esperienza a piedi senza bici sceglie direttamente il Parco degli Ezzelini di San Zenone — raggiungibile in auto, con i sentieri natura del parco percorribili in 1-3 ore a seconda del percorso scelto.

Quando andare

Primavera (aprile-maggio) — la pianura trevigiana in primavera è verde e fiorita, i ciliegi in fiore lungo il Muson sono uno dei paesaggi più belli del percorso. Temperature ideali per pedalare.

Autunno (settembre-ottobre) — i colori del bosco nel Parco di San Zenone e sulle colline asolane sono spettacolari. La luce bassa del pomeriggio sulle mura di Castelfranco è particolarmente bella. La vendemmia nelle vigne tra Riese e Asolo è in corso.

Estate — percorribile ma caldo nella pianura aperta. Partire presto la mattina, evitare le ore centrali.

Inverno — percorribile nelle giornate senza pioggia. Il paesaggio della pianura in inverno con la nebbia bassa ha un fascino specifico che d’estate non esiste.

Cosa portare

Per un percorso cicloturistico di pianura il necessario è diverso da quello dei sentieri montani.

Bici in buone condizioni con kit riparazione forature — kit base con camera d’aria di ricambio, leve e pompa. Sul percorso non ci sono ciclofficine facilmente raggiungibili.

Acqua abbondante — i punti di rifornimento sono nei paesi attraversati, non lungo il percorso aperto. Una borraccia da 750 ml per ciascun ciclista è il minimo; in estate portarne due.

Spuntino e pranzo — i ristoranti e le trattorie lungo il percorso nei paesi sono numerosi, ma nei tratti tra un paese e l’altro non c’è nulla. Portare qualcosa da mangiare per le soste nei parchi.

Abbigliamento a strati — la pianura veneta può essere fredda la mattina anche in primavera e calda nel pomeriggio. Un gilet antivento è l’indumento più utile.

Casco — obbligatorio per legge per i minori di 14 anni, fortemente consigliato per tutti.

Come arrivare

A Castelfranco Veneto in treno: linea Padova-Castelfranco-Montebelluna, frequente da Padova e Treviso. La stazione è nel centro storico, a pochi minuti a piedi dall’imbocco del sentiero.

In auto: autostrada A27 Venezia-Belluno, uscita Treviso Nord, poi SP19 verso Castelfranco Veneto. Parcheggi gratuiti nei pressi delle mura.

Per il Parco di San Zenone: SP667 da Bassano del Grappa o da Castelfranco verso San Zenone degli Ezzelini. Parcheggio gratuito a Sopracastello.

Cosa vedere nei dintorni

Asolo — la “Città dei Cento Orizzonti”, con il castello della Regina Cornaro e i panorami sulla pianura veneta e sulle Dolomiti.

Possagno — il paese natale di Antonio Canova, con il Museo Canova e il Tempio Canoviano — una delle opere neoclassiche più imponenti d’Italia.

Monte Grappa — l’arrivo naturale del percorso completo, con il Sacrario Militare e la vista sulle Dolomiti. La guida completa è su trekking24.it.

Bassano del Grappa — a pochi km da San Zenone, con il famoso Ponte degli Alpini sul Brenta, il Museo Civico e la grappa originale.

Mappa e traccia GPS

Il sentiero è segnalato con cartellonistica cicloturistica lungo tutto il percorso. La traccia GPS è disponibile su suisentieridegliezzelini.it — il sito ufficiale del progetto — e su Komoot (cerca “Sentiero degli Ezzelini Castelfranco”). AllTrails ha la traccia del tratto Castelfranco-San Zenone con recensioni.