Trenta milioni di anni fa, sotto quello che oggi è la Pianura Padana, c’erano dei vulcani.

Non erano vulcani aerei — erano vulcani sottomarini, attivi sotto le acque di un mare poco profondo che copriva il nord Italia tra l’Eocene e l’Oligocene. La lava che eruttavano si raffreddava a contatto con l’acqua marina formando rocce compatte e dense — basalti, rioliti, trachiti — molto diverse dal calcare e dall’argilla dei sedimenti circostanti. Quando il mare si ritirò e la pianura emerse, quelle rocce vulcaniche resistettero all’erosione mentre tutto attorno cedeva. Il risultato è quello che vedi oggi: una quarantina di cime isolate che emergono dalla pianura padana come isole di pietra dura.

Si chiamano Colli Euganei. Il Monte Venda — 601 metri, la cima più alta del gruppo — è una cupola di trachite. Stai salendo su un vulcano spento da trenta milioni di anni.

Dati rapidi

Dove: Monte Venda, Galzignano Terme (PD) — Parco Regionale dei Colli Euganei, Veneto

Partenza: Casa Marina, Via Sottovenda, Galzignano Terme (269 m)

Segnavia: n. 9 del Parco Regionale dei Colli Euganei

Tipo: Anello

Lunghezza: circa 6,5 km

Dislivello: circa 230 m

Tempo: 2 – 2,5 ore

Difficoltà: T (Turistico) — facile

Accessibilità disabili: Sì — tratto con pista per carrozzine nella prima parte

Bambini: Sì — adatto anche ai più piccoli

Cani: Sì

Parcheggio: Gratuito a Casa Marina o più avanti verso il sentiero

Punti ristoro: Rifugio Venda, Agriturismo Le Breccane nei pressi

Tutto l’anno: Sì — autunno per i castagneti, primavera per le fioriture

Mappa stilizzata del Sentiero del Monte Venda

Petrarca e i Colli Euganei

Prima di parlare del sentiero vale la pena ricordare chi ha vissuto ai piedi di questa montagna.

Francesco Petrarca — il poeta del Canzoniere, il primo umanista, l’uomo che riscoprì Cicerone nelle biblioteche dei monasteri — trascorse gli ultimi anni della sua vita ad Arquà, uno dei borghi ai piedi dei Colli Euganei. Ci arrivò nel 1370, a 66 anni, cercando la quiete che le città italiane non riuscivano a dargli. Morì lì nel luglio del 1374 — trovato al mattino con la testa appoggiata a un libro aperto, come se si fosse addormentato leggendo.

Il Monte Venda era la cima che vedeva dalla finestra della sua casa. Questi colli che percorri oggi erano il suo paesaggio quotidiano — quello che Shelley, due secoli dopo, avrebbe chiamato “the Euganean hills” in una delle sue odi più belle.

Il Monastero degli Olivetani: 600 anni di storia su una cima

Sulla sommità del Monte Venda — sopra il percorso del sentiero n.9, raggiungibile con una breve deviazione — ci sono dei ruderi. Non sono resti insignificanti: sono i resti di un monastero che è stato vivo per seicento anni.

Il Monastero di San Giovanni Battista fu fondato nel 1160 da Adamo da Torreglia — un nobile locale che donò la sommità del monte a una comunità di monaci dell’ordine benedettino degli Olivetani. Per sei secoli la vita monastica si svolse lassù, su questa cima panoramica a 601 metri: i monaci coltivavano i terreni terrazzati, copiavano i manoscritti, accoglievano i pellegrini che salivano dalla pianura.

Poi arrivò Napoleone. O meglio, arrivò la politica religiosa del riformismo illuminista che anticipò Napoleone: nel 1771, per decreto della Repubblica di Venezia, il monastero fu soppresso. I monaci furono dispersi, i beni confiscati, gli edifici abbandonati. La pietra trachite della costruzione fu usata nei secoli successivi per costruire case e strade nei paesi sottostanti — il destino di molti monasteri soppressi in tutta Italia, che si disfecero pezzo per pezzo come cave a cielo aperto.

Oggi rimangono la torre campanaria e la cripta — recentemente restaurate — e le mura perimetrali di alcune strutture. Il panorama dalla cima del Venda, dove sorgeva il monastero, abbraccia tutta la pianura veneta: Padova, i Colli Berici, le Dolomiti nelle giornate limpide, la laguna di Venezia nelle giornate eccezionalmente trasparenti. Era una cima scelta bene.

La deviazione alla cima con i ruderi aggiunge circa 30-40 minuti al percorso del n.9 — partendo dal bivio che si incontra lungo il sentiero principale. Vale assolutamente la visita.

I Maronari: il bosco e la sua economia storica

Il sentiero n.9 attraversa il bosco dei Maronari — termine dialettale veneto che indica i castagneti da frutto gestiti tradizionalmente dalle comunità rurali dei Colli Euganei.

Il castagno non è un albero spontaneo in questi colli — fu introdotto dall’uomo in epoca medievale o addirittura romana, per la sua produttività straordinaria. Le castagne erano il cibo di base delle popolazioni collinari: si mangiavano lessate, arrostite, essiccate e macinate in farina. La farina di castagne era il sostituto del grano per chi non poteva permettersi il pane di frumento — nutritiva, conservabile a lungo, ricavabile da alberi che non richiedevano aratura né semina.

I castagneti da frutto richiedono cura costante: potatura, raccolta, mantenimento del sottobosco pulito per permettere alle castagne di cadere e raccogliersi. I Maronari del Monte Venda erano gestiti collettivamente dalle comunità di Galzignano, Faedo e Vo’ per secoli. Quando l’economia agricola di montagna collassò nel Novecento, i castagneti furono in parte abbandonati — ma il bosco rimase, e i castagni secolari che trovi lungo il sentiero sono i sopravvissuti di quella gestione collettiva.

In autunno — ottobre e novembre — le castagne cadono sul sentiero. Raccoglierle è consentito per uso personale nel Parco dei Colli Euganei, nei limiti stabiliti dal regolamento.

La pista per disabili: un dettaglio che dice molto

Il Sentiero del Monte Venda n.9 ha una caratteristica rara — e quasi mai citata con la valorizzazione che merita: è accessibile alle persone con disabilità motoria, incluse le carrozzine, nella sua prima parte.

La pista predisposta al transito di mezzi per diversamente abili inizia dall’area di sosta con tettoia nei pressi del piazzale con i castagni — circa 1,5 km dall’inizio del sentiero — e prosegue per il tratto più panoramico. Le barriere in legno laterali garantiscono la sicurezza su tutto il percorso accessibile. È uno degli aspetti più curati dal Parco Regionale dei Colli Euganei e uno dei pochi esempi nelle province venete di un sentiero in quota con accessibilità reale, non nominale.

Questo significa che il Monte Venda è percorribile anche con bambini molto piccoli in passeggino — nel tratto accessibile — e con familiari con mobilità ridotta. Non è un dettaglio marginale: è quello che rende questo sentiero diverso dalla maggior parte dei percorsi del Parco.

Il percorso passo per passo

Casa Marina → Bosco dei Maronari (20 minuti)

Il percorso inizia in via Sottovenda presso Casa Marina, Centro Visite e laboratorio di Educazione Naturalistica del Parco Regionale dei Colli Euganei; la strada procede sterrata in leggera salita, con ampie curve e un paesaggio aperto su vigneti e ciliegi. Sulla destra si vede il profilo della cima del Venda con i ruderi del monastero che emergono oltre la vegetazione.

Il Centro Visite Casa Marina è il punto di partenza ufficiale — recentemente rinnovato, con pannelli sulla flora e fauna dei Colli Euganei, mappe dei sentieri e materiale didattico. Vale una sosta prima di partire, specialmente se si viene con bambini.

Il castagno monumentale

Subito dopo il primo bivio, sulla sinistra, si trova uno dei castagni più grandi del sentiero — un esemplare secolare con il tronco di diametro eccezionale, in compagnia di acacie e sambuchi. È il rappresentante visibile di quel bosco dei Maronari di cui si è già parlato — un albero che ha visto passare generazioni di raccoglitori di castagne su questo stesso sentiero.

Bivio per il sentiero G.G. Lorenzoni

Lasciata sulla sinistra la deviazione per il sentiero G.G. Lorenzoni, proseguendo di fianco a una staccionata, il sentiero procede largo e panoramico sui monti Marco, Fasolo, Gemola, Rusta e Lozzo mentre, a valle, si scorge l’abitato di Faedo.

Il Sentiero G.G. Lorenzoni — il n.4 del Parco — è la variante più impegnativa che porta alla cima del Venda con i ruderi del monastero. Chi vuole fare la deviazione ai ruderi prende qui a sinistra. Chi vuole restare sul n.9 prosegue dritto sul percorso principale.

Il tratto panoramico

Superato il bivio, il sentiero si apre su un tratto largo e panoramico — è questa la sezione che giustifica il nome “Monte Venda” nel titolo del percorso, perché la montagna è sempre presente sullo sfondo, con i suoi ruderi visibili in cima. Il panorama spazia sui Colli Euganei circostanti: il Monte Marco, il Monte Fasolo, il Monte Gemola, il Monte Rusta, il Monte Lozzo — una catena di cupole trachitiche che si susseguono verso est e verso sud. Nelle giornate limpide di fine autunno si vede la pianura padana fino all’orizzonte.

L’ex cava: l’area di sosta

Prima di concludere il percorso, si incontra un’ex cava, oggi utilizzata come piazzola di sosta munita di tettoia, allietata dalla presenza di carpini, castagni e frassini.

L’ex cava è un dettaglio che racconta la storia geologica del Monte Venda in modo immediato — la trachite che è stata estratta qui per secoli per costruire i muri e le case dei paesi sottostanti è la stessa roccia vulcanica che ha formato queste colline trenta milioni di anni fa. La cava è oggi il punto di sosta attrezzato con la tettoia — il posto giusto per il pranzo al sacco prima dell’ultimo tratto.

Il tratto accessibile per disabili

Dall’ex cava inizia il tratto con pista predisposta al transito di mezzi per diversamente abili — con le barriere in legno laterali che guidano il percorso e garantiscono la sicurezza. Questo tratto porta al punto panoramico più aperto del sentiero, con la vista sulla pianura verso Padova.

Il ritorno a Casa Marina

Il sentiero completa l’anello tornando verso Casa Marina attraverso il bosco. L’ultimo tratto passa tra vigneti — i vini dei Colli Euganei, la DOC Colli Euganei con il Fior d’Arancio Moscato come prodotto più conosciuto, sono presenti fin dalla discesa. Le cantine dei produttori locali sono distribuite lungo la strada provinciale sottostante.

La deviazione al Monastero degli Olivetani

Se c’è una sola cosa da aggiungere al Sentiero n.9, è questa.

Dal bivio con il Sentiero G.G. Lorenzoni (n.4), si sale verso la cima del Venda. Il percorso è più impegnativo del n.9 — pendenza maggiore, fondo più irregolare — ma in 30-40 minuti si raggiunge la sommità con i ruderi del monastero. La torre campanaria e la cripta restaurate sono visitabili esternamente. Il panorama dalla cima abbraccia i 360 gradi: Padova a nord-est, i Colli Berici a ovest, le Dolomiti sullo sfondo nelle giornate limpide, e nelle condizioni atmosferiche migliori la laguna di Venezia verso est.

È il punto più alto dei Colli Euganei. Vale la fatica aggiuntiva.

Monastero degli Olivetani
Finstasoia – Wikimedia Commons

Autunno: la stagione giusta

Non c’è niente di meglio di una passeggiata sui Colli Euganei in autunno quando alberi ed arbusti s’infiammano di rosso e di giallo, le giornate sono tiepide ed il bosco offre i suoi frutti di stagione. Il lavoro della vendemmia non è ancora finito, i vignaioli si muovono veloci tra i filari e le cantine; i profumi si fanno intensi.

È la descrizione più precisa che si possa dare del Monte Venda in ottobre. I castagneti dei Maronari si tingono di giallo e arancione, le castagne cadono sul sentiero, le vigne sottostanti sono ancora in vendemmia, l’aria profuma di mosto e foglie bagnate.

Come arrivare e dove parcheggiare

In auto da Padova: SP89 direzione Abano Terme, poi direzione Galzignano Terme. Da Galzignano seguire le indicazioni per “Monte Venda” e “Sentiero n.9 Casa Marina”. La strada sale con tornanti ripidi — la strada della Cingolina da Galzignano o la strada da Torreglia via Passo del Roverello. Circa 30 minuti da Padova.

In auto da Este/Monselice: SP10 o SP16 verso Vo’ e Galzignano Terme. Da Galzignano salire verso Passo del Roverello, poi seguire le indicazioni per Via Sottovenda e Casa Marina.

In auto da Abano Terme: SP7 verso Torreglia, poi salita verso Passo del Roverello e Via Sottovenda. Circa 15 km, 20 minuti.

Parcheggio: si trova Via Sottovenda, piccola strada asfaltata, da percorrere per 500 metri e dove si parcheggia a Casa Marina, centro informazioni del Parco Colli Euganei. Il percorso vero e proprio inizia circa un chilometro più avanti, dove si può anche parcheggiare. Il parcheggio è gratuito.

Quando andare

Autunno (ottobre-novembre) — la stagione migliore. I castagneti in piena fruttificazione, i colori del bosco, il profumo delle cantine in vendemmia. Le giornate di ottobre con il cielo limpido offrono i panorami più lunghi verso le Dolomiti e la laguna.

Primavera (marzo-maggio) — seconda stagione ideale. La fioritura è eccezionale sui Colli Euganei per via della geologia vulcanica che crea suoli particolari — orchidee selvatiche, ginestre, cisti, anemoni. I vigneti si risvegliano e il paesaggio si tinge di verde tenero.

Estate (giugno-agosto) — percorribile ma caldo. Il bosco dei castagni offre ombra buona parte del percorso. Partire la mattina presto.

Inverno — i Colli Euganei raramente si coprono di neve, ma quando succede il paesaggio è straordinario. Il sentiero n.9 è percorribile anche in inverno — verificare le condizioni in caso di gelate.

Cosa portare

Scarpe da trekking chiuse — il percorso presenta tratti sconnessi e, in alcuni punti, ripidi o fangosi. Le scarpe da ginnastica sono accettabili nelle giornate asciutte; gli scarponcini con buona suola sono la scelta migliore dopo la pioggia.

Acqua — una borraccia da 750 ml è sufficiente con i punti di ristoro al Rifugio Venda e agli agriturismo vicini. Per il solo sentiero n.9 senza deviazioni non ci sono fontane — portare abbastanza da casa.

Sacchetto per le castagne — in autunno la raccolta è consentita per uso personale. Un sacchetto nello zaino trasforma la passeggiata.

Bastoncini da trekking — utili nella deviazione alla cima del Venda, specialmente nel tratto discesa del sentiero G.G. Lorenzoni se si fa l’anello completo con la vetta.

Per un percorso di 2-2,5 ore uno zaino da 10–15 litri è più che sufficiente — acqua, pranzo al sacco, cambio e giacca leggera.

Cosa vedere nei dintorni

Arquà Petrarca — il borgo dove visse e morì Francesco Petrarca, a pochi km dai piedi del Monte Venda. La Casa di Petrarca è visitabile — conserva arredi, manoscritti e la poltrona dove il poeta fu trovato morto nel 1374. Il borgo è tra i più belli d’Italia con le sue case in pietra trachite.

Terme Euganee — Abano Terme, Montegrotto Terme e Galzignano Terme sono i centri termali più importanti d’Italia per numero di strutture. Le acque ipertermali dei Colli Euganei emergono da profondità di 2-3 km a 87°C e si raffreddano nelle vasche delle terme. Un bagno termale dopo il sentiero è l’abbinamento più naturale del mondo.

Monsélice — la città medievale ai piedi dei colli, con la Rocca medievale, il Castello di Ezzelino da Romano (lo stesso degli Ezzelini di cui abbiamo scritto su trekking24.it) e la Via Sacra con le sette cappelle.

Villa Barbarigo — il giardino barocco a Valsanzibio, considerato uno dei più belli d’Italia, ai piedi del Monte Gemola. Pini marittimi centenari, labirinto in bosso, fontane, statue — aperto al pubblico da marzo a novembre.

Mappa e traccia GPS

Il sentiero è segnalato con il numero 9 e la cartellonistica del Parco Regionale dei Colli Euganei lungo tutto il percorso. La traccia GPS è disponibile su Wikiloc (cerca “Colli Euganei Sentiero del Monte Venda n.9”), su AllTrails e su outdooractive. Il sito ufficiale del Parco (parcocollieuganei.com) pubblica la scheda tecnica ufficiale con mappa PDF scaricabile.