Nel XVI secolo, i botanici europei chiamavano il Monte Baldo il “Giardino d’Europa”.
Non era un complimento vago — era una classificazione precisa. Il Monte Baldo ospita una delle flore più ricche e più peculiari delle Alpi italiane per una ragione fisica molto specifica: il Lago di Garda. Il lago — il più grande d’Italia, con una massa d’acqua che si scalda lentamente in estate e si raffredda lentamente in inverno — agisce come un termoregolatore gigante sul versante occidentale del Baldo. La vegetazione mediterranea che normalmente non supera i 300-400 metri di quota qui sale fino a 800-1.000 metri. Ulivi, oleandri, allori selvatici crescono dove normalmente ci sarebbero solo abeti.
Il Sentiero del Ventrar attraversa questo giardino sospeso sulle falesie sopra il lago — a 1.500 metri di quota, con il Garda sotto che sembra un fiordo scandinavo e le Dolomiti di Brenta all’orizzonte.
Il dibattito sulla difficoltà: cosa aspettarsi davvero
Molti siti classificano il Sentiero del Ventrar come “difficile, solo per esperti”. Altri lo descrivono come “adatto a tutti con minima preparazione”. È il solito problema che abbiamo già incontrato con il Sentiero delle Foppe e con Cala Goloritzè: la verità sta nel mezzo, ma vale la pena essere precisi.
Il sentiero ha tratti esposti — passi su crinali stretti con il vuoto su un lato, attraversamenti di canaloni rocciosi, un tratto attrezzato con cavi metallici passamano nei punti più critici. Non è una via ferrata, non richiede attrezzatura specifica, ma richiede sicurezza nei movimenti e assenza di vertigini.
Chi non dovrebbe farlo: chi soffre di vertigini anche in forma lieve, chi non ha mai camminato su terreno alpino esposto, chi indossa scarpe da ginnastica lisce. In caso di ghiaccio o neve il sentiero diventa pericoloso — i cavi metallici ghiacciati non danno la stessa presa di quelli asciutti.
Chi lo trova facile: chi frequenta regolarmente la montagna, chi ha buoni scarponcini con suola rigida, chi non soffre di vertigini. Per questa categoria il Ventrar è un sentiero di media difficoltà, spettacolare e non particolarmente lungo.
Esiste una variante che evita i tratti esposti — descritta più avanti. Adatta a chi vuole vedere il Lago Prà de la Stua e i panorami del Baldo senza affrontare i passaggi più tecnici.
Dati rapidi
Dove: Monte Baldo, Malcesine (VR) — Veneto/Trentino
Segnavia: 651 (Ventrar) + 11 (Naturalistico Tratto Spino)
Partenza: Parcheggio Bocca di Navene (1.418 m) o Tratto Spino via funivia (1.760 m)
Anello completo: ~12,5 km — dislivello ~750 m — ~5,5 ore
Solo Ventrar: ~2 km — pianeggiante — ~1 ora
Difficoltà: E/EE — tratti esposti con cavi metallici — non adatto a chi soffre di vertigini
Quota massima: ~1.820 m (Cima delle Pozzette, variante)
Funivia: Malcesine Monte Baldo — biglietto A/R ~25€ — bici ammesse
Bambini: Non consigliato nei tratti esposti — variante alternativa disponibile
Parcheggio: Bocca di Navene (1.418 m) — gratuito o a pagamento a Malcesine
Rifugi: Rifugio Graziani, Rifugio La Capannina, Baita dei Forti
Periodo: Giugno-ottobre — giugno-luglio per le orchidee e i rododendri

Il Monte Baldo visto dal Ventrar: un fiordo a 1.500 metri
C’è un momento, sul Sentiero del Ventrar, in cui il Lago di Garda appare nella sua forma più insolita.
Non si vede dall’alto come una distesa d’acqua piatta e ampia — si vede come un canale stretto e profondo incassato tra le montagne, con la riva veneta a sinistra e quella lombarda a destra che si stringono verso nord fino a Riva del Garda. La forma è quella di un fiordo — lo stesso processo geologico dei fiordi scandinavi, con l’erosione glaciale che ha scavato una valle poi riempita dall’acqua. Il Garda è effettivamente un lago di origine glaciale, modellato dal ghiacciaio dell’Adige.
Dalla quota del Ventrar — tra i 1.500 e i 1.700 metri — questa forma si vede in modo che dal livello del lago è impossibile intuire. Il Monte Brione emerge come un promontorio, Riva del Garda si vede nella sua interezza, Torbole e Nago si distinguono chiaramente, e verso sud il lago si allarga verso Bardolino e Sirmione. Nelle giornate limpide di ottobre si vedono le Dolomiti di Brenta a nord e in certi momenti persino il profilo del Monte Rosa a ovest.
Il Lago Prà de la Stua: il segreto del Ventrar
Quasi nessuna guida lo mette in evidenza come dovrebbe. Il Lago Prà de la Stua è un piccolo lago alpino sul versante orientale del Monte Baldo — lontano dal Garda, immerso tra boschi e pascoli delle Terre Verdi, completamente diverso dal paesaggio rupestre del Ventrar.
È la ricompensa del ritorno — il percorso ad anello consigliato dal sito ufficiale di VisitTrentino passa per il lago nel tratto di rientro, dopo aver percorso il Ventrar nel senso dell’andata. Le acque sono di un verde scuro che riflette i larici e i faggi circostanti — un paesaggio alpino tranquillo e quasi domestico che contrasta con le falesie esposte del versante gardesano.
Chi vuole può raggiungere il Lago Prà de la Stua anche senza fare il Ventrar — scendendo dalla stazione a monte della funivia verso est per il segnavia 11. È la variante che evita i tratti esposti e che porta comunque a uno dei più bei panorami del Baldo.
Come salire: funivia o strada
Il Sentiero del Ventrar si sviluppa a quota 1.500-1.700 m. Per arrivarci ci sono due opzioni principali.
Funivia Malcesine Monte Baldo
È l’accesso più usato e più comodo. La funivia parte dal centro di Malcesine (68 m) e arriva a Tratto Spino (1.760 m) in circa 15 minuti. Le cabine ruotano su se stesse durante la salita — un sistema unico in Italia che permette a tutti i passeggeri di godere del panorama a 360 gradi.
Informazioni pratiche: il biglietto andata e ritorno costa circa 25€ per gli adulti — verificare le tariffe aggiornate sul sito malcesinemontebaldo.com. Le bici sono ammesse sulle cabine con un supplemento. La funivia ha una fermata intermedia a San Michele di Malcesine (981 m). In alta stagione i tempi di attesa possono essere lunghi — arrivare presto la mattina o usare la prenotazione online dove disponibile.
In auto fino a Bocca di Navene
Per chi arriva da Rovereto o dalla Val d’Adige: uscita A22 Rovereto Sud, direzione Mori e poi Brentonico, poi seguire le indicazioni per San Valentino e Bocca di Navene. Da Bocca di Navene (1.418 m) si prosegue su strada sterrata fino al parcheggio a quota 1.575 m — la Bocca di Navene segna il confine tra Veneto e Trentino, e qui inizia il divieto di transito per le auto private. Si parcheggia e si cammina.
Il vantaggio dell’auto è il risparmio del biglietto della funivia e l’indipendenza dagli orari. Lo svantaggio è la guida su una strada di montagna con numerosi tornanti.
Il percorso passo per passo
Partenza da Tratto Spino (1.760 m)
Dalla stazione a monte della funivia si scende su strada sterrata verso la Bocca di Navene — in circa 20 minuti si raggiunge il cartello di inizio del Sentiero del Ventrar. L’imbocco è segnalato con numero 651.
Il tratto esposto: i primi 2 km del Ventrar
Questa è la parte che divide gli escursionisti. Il sentiero si addentra nelle gole tra le cime rocciose del versante nord-ovest del Baldo, seguendo in saliscendi il profilo delle bastionate calcaree. In alcuni tratti è stretto — meno di 1 di larghezza — con il vuoto sul lato del lago. Due passaggi sono attrezzati con cavi metallici passamano che aiutano l’equilibrio ma non sostituiscono la necessità di piede sicuro.
Il paesaggio compensa ogni fatica. I pilastri di roccia del Ventrar che il sentiero passa sotto e attorno, le fioriture di rododendri e orchidee selvatiche in giugno-luglio, gli scorci improvvisi sul lago — ogni curva offre qualcosa di diverso.
Nel percorrere il primo tratto del Sentiero del Ventrar serve attenzione e passo sicuro in quanto è abbastanza stretto, attrezzato con cavi metallici passamano nei punti più esposti ed è decisamente sconsigliabile in caso di ghiaccio.
Punta di Vo e il pianoro panoramico
Superati i tratti esposti il sentiero si apre su un pianoro erboso con una panchina e una staccionata — il punto panoramico verso nord, dove si vede il Monte Brione, il Monte Stivo, Riva del Garda, Torbole e in lontananza le Dolomiti di Brenta. È il punto di arrivo naturale per chi fa solo il Ventrar e vuole tornare indietro senza fare l’anello completo.
Il segnavia 651 verso la Colma di Malcesine
Dall’area panoramica si può proseguire sul segnavia 651 verso la Colma di Malcesine — dove si trova la stazione a monte della funivia con il suo flusso di turisti che contrasta con il silenzio del Ventrar. Da qui si apre la vista sulla catena del Baldo nella sua interezza — 40 km di cresta con la Cima Valdritta (2.218 m) come punto più alto.
Il ritorno via Lago Prà de la Stua — segnavia 11
Il ritorno consigliato è per il segnavia 11 — il Sentiero Naturalistico Tratto Spino — che scende sul versante orientale verso il Lago Prà de la Stua e poi risale alla stazione della funivia o al parcheggio. Questo tratto è completamente diverso dall’andata: niente tratti esposti, fondo più morbido, boschi di faggi e larici. Il lago appare improvvisamente da una curva — verde scuro, silenzioso, circondato da pascoli con le mucche.
Rifugio La Capannina
Sul percorso di ritorno si trova il Rifugio La Capannina — punto di ristoro con cucina e posti letto. È il posto giusto per la pausa pranzo se si ha fatto la salita la mattina. Canederli, goulash, strudel. Verificare l’apertura stagionale prima di partire — il rifugio non è sempre aperto nei mesi di bassa stagione.
La flora del Monte Baldo: giugno-luglio
Se il Giardino d’Europa ha un periodo di massimo splendore, è giugno-luglio.
In questo periodo il Sentiero del Ventrar è bordato di rododendri in fiore — il rosa intenso dei rododendri ferruginei contro il grigio della roccia calcarea e il blu del lago sotto è una combinazione cromatica che non esiste altrove sulle Alpi a questa quota. Nelle zone più esposte crescono anche le orchidee selvatiche — diverse specie, alcune rare, che fioriscono su questi pendii calcarei soleggiati. Il giglio martagone con i suoi petali ricurvi di color rosa-porpora, la genziana, l’anemone alpino — tutto fiorisce in questo mese e mezzo.
Le specie endemiche del Baldo — quelle che non si trovano in nessun altro posto al mondo — sono repertoriate in decine di entità botaniche classificate dai naturalisti europei fin dal Cinquecento. Il botanico veronese Giovanni Pona pubblicò nel 1617 il “Monte Baldo descritto” — la prima monografia botanica dedicata a una singola montagna italiana. Il Baldo come oggetto di studio scientifico precede di tre secoli la tutela istituzionale del Parco.

Come organizzare la giornata
Opzione 1 — Solo il Ventrar A/R (2-3 ore) Da Bocca di Navene o dalla funivia, si percorre il Ventrar fino al pianoro panoramico e si torna indietro. Adatto a chi vuole solo vedere i tratti esposti e il panorama sul Garda senza fare l’anello completo. Circa 4 km totali.
Opzione 2 — Anello completo (5,5 ore) Dal parcheggio o dalla funivia, si fa il Ventrar nell’andata e il segnavia 11 con il Lago Prà de la Stua nel ritorno. Il percorso completo consigliato da VisitTrentino, circa 12,5 km. È la versione che dà l’esperienza più completa del Baldo.
Opzione 3 — Variante senza tratti esposti Dalla stazione a monte della funivia si scende direttamente sul segnavia 11 verso il Lago Prà de la Stua, evitando completamente il tratto esposto del Ventrar. Si raggiunge il pianoro panoramico dalla parte opposta e si rientra per lo stesso sentiero. Adatto a chi soffre di vertigini o è con bambini.
Opzione 4 — Con estensione a Cima delle Pozzette (1.820 m) Per chi ha le gambe e il tempo: dalla Colma di Malcesine si sale a Cima delle Pozzette, il punto più alto raggiungibile facilmente dal Ventrar. Circa 1 ora aggiuntiva, con il panorama più ampio dell’intera escursione.
Come arrivare
In auto da Verona: A22 direzione Brennero, uscita Affi, poi SP9 verso Malcesine. Circa 45 minuti. Per Bocca di Navene: da Malcesine seguire le indicazioni per Brentonico via Novezzina.
In auto da Rovereto: uscita A22 Rovereto Sud, direzione Mori-Brentonico-San Valentino-Bocca di Navene. Circa 35 minuti da Rovereto.
In auto da Trento: A22 direzione Verona, uscita Rovereto Sud, stesso percorso. Circa 45 minuti.
Funivia da Malcesine: parcheggi a pagamento in paese o nei pressi della stazione a valle. In estate i parcheggi di Malcesine si riempiono rapidamente — arrivare entro le 8:30 nei fine settimana di luglio e agosto o usare i parcheggi periferici con navetta.
Parcheggio Bocca di Navene: gratuito, quota 1.418 m. Si prosegue poi a piedi sulla sterrata (circa 30-40 minuti) fino all’imbocco del Ventrar. In alternativa si lascia l’auto qui e si sale a piedi direttamente.
Quando andare
Giugno-luglio — la stagione della fioritura. Rododendri, orchidee selvatiche, giglio martagone — il Giardino d’Europa al suo massimo. Le temperature in quota sono ideali. Il sentiero è già aperto ma non ancora sovraffollato come agosto.
Settembre-ottobre — ottima alternativa. I larici iniziano a tingersi di giallo in ottobre, il Garda ha ancora i suoi colori estivi dal basso e la luce del tardo pomeriggio sulle pareti del Ventrar è di una qualità straordinaria. Meno folla rispetto all’estate.
Agosto — il mese di punta. La funivia ha code lunghe, il parcheggio di Malcesine è introvabile, il pianoro panoramico è affollato. Se si viene ad agosto, partire all’alba e usare il parcheggio di Bocca di Navene invece della funivia.
Inverno e primavera — il sentiero è percorribile con ramponcini nelle giornate senza ghiaccio, ma i tratti esposti con il ghiaccio diventano pericolosi. Verificare le condizioni prima di partire.
Cosa portare
Scarponcini da trekking con suola rigida e buona aderenza — il tratto esposto con i cavi metallici, i canaloni rocciosi e il fondo misto del Ventrar rendono le scarpe da ginnastica inadatte. Non trattabile.
Acqua — almeno 1,5 litri. I punti di rifornimento sono al Rifugio La Capannina (sul percorso di ritorno) e alla Baita dei Forti. Portare abbastanza acqua per tutta la salita senza contare sui rifugi.
Bastoncini da trekking — utili nei canaloni rocciosi e nella discesa verso il Lago Prà de la Stua. Riducono il carico sulle ginocchia nell’anello completo di 5,5 ore.
Giacca impermeabile leggera — i temporali estivi sul Monte Baldo sono frequenti nel pomeriggio. Chi parte la mattina presto rientra prima delle perturbazioni; chi parte tardi deve essere attrezzato.
Cappello e protezione solare — i tratti aperti sul crinale sono esposti. In estate il sole sulla roccia calcarea bianca può essere intenso.
Per l’anello completo di 5,5 ore uno zaino da 20–25 litri è la misura giusta — acqua abbondante, pranzo al sacco, cambio leggero e giacca impermeabile.
Cosa vedere a Malcesine
Il punto di partenza della funivia merita una sosta prima o dopo l’escursione.
Malcesine è uno dei borghi più belli del Lago di Garda — con il Castello Scaligero che domina il porto dall’alto, le viuzze medievali, i ristoranti di pesce sul lungolago. Goethe fu arrestato qui nel 1786, scambiato per una spia austriaca mentre disegnava il castello. Il museo del castello racconta questa storia e quella naturale del Monte Baldo con i reperti botanici raccolti dai naturalisti europei dal Cinquecento in poi.
La Gardesana Orientale — la strada che costeggia il lato veneto del lago — è uno dei percorsi automobilistici più scenografici d’Italia. Tra Malcesine e Torri del Benaco i tornanti si aprono su scorci continui sull’acqua.
Mappa e traccia GPS
Il sentiero è segnalato con i segnavia 651 (Ventrar) e 11 (Naturalistico Tratto Spino). La traccia GPS è disponibile su Wikiloc (cerca “Sentiero del Ventrar Malcesine”), su Komoot e su AllTrails. VisitTrentino pubblica la traccia ufficiale dell’anello completo su visittrentino.info.
